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L’uomo vero è antifascista (e antisessista…)!

[QUI le slide da rivedere lentamente]

Sulla bacheca facebook della nostra amica Malafemmina nel corso di una discussione è stato segnalato questo articolo/recensione ad una poesia di Gemma Gaetani. Il tono della recensione proposta dal quotidiano online Libero riassume tutto in una ricerca del bruto, l’uomo vero e brutale, quello fermo a settant’anni fa, per capirci. E non è trascorso molto tempo dal giorno in cui La Stampa pubblicava un articolo titolato “alle donne piace il serial killer” che abbiamo commentato chiarendo che “alle donne NON piacciono gli uomini violenti“. E se qualcuno avesse dubbi, Malafemmina chiarisce definitivamente che tipo d’uomo ci piace.

Della poetessa abbiamo avuto anche il privilegio di vedere un video in cui lei stessa, crediamo, recita un brano dell’opera. Ci è particolarmente piaciuto il passaggio che osava un “non c’è trippa per gatti” e poi quell’altro in cui la lettrice/interprete innaffiava le piante offrendo spunto per una metafora che può riassumersi nel delicato concetto di uomovero=innaffiatoio.

Più in generale comunque possiamo dire che non ci riconosciamo nel modello d’uomo, quello brutale, che si rivolge a Dio e, equivocando Sylvia Plath (che viene citata ma va letta tutta per capire il contesto in cui ha scritto ciò che ha scritto), che ha l’anima fascista, che l’autrice evoca nella sua opera. Liberissima lei, ovviamente di esprimersi come vuole. Quel che ci preme fare è critica culturale alla comunicazione in generale di tutt* quell* che rinnovano la spinta al Fascino Fascista (Susan Sontag – qui in inglese) e fanno marketing a proporre insistentemente il maschio di settant’anni fa come fosse roba d’oggi, meglio se con una tessera che evoca il duce.

Coerentemente il Tg1, per esempio, nella serata di oggi ha proposto una bella intervista ad un naziskin in raduno nel trevigiano, mostrando i suoi gudgets e fregandosene dell’apologia del fascismo, facendogli pronunciare tutto il suo programma politico in antitesi ad una breve di due secondi, in coda all’intervista, in cui il giornalista diceva che poverini i partigiani dell’Anpi si sono lamentati un pochino. Di loro ovviamente non hanno mostrato neppure la targa della sede associativa.

Resta inteso come noi sappiamo e abbiamo già scritto che il fascismo è un brand e che venderlo è materia di comunicazione più che di militanza attiva.Promuovere un certo modello culturale, ideologico, è il mezzo attraverso il quale quel modello sedimenta, attecchisce e si diffonde e diventa terreno ideale ove realizzare strategie autoritarie nei confronti di chiunque. Promuovere l’uomo fascista, sdoganando valori quali dio/patria/famiglia, è un ulteriore mezzo per alimentare il brand.

Perciò il fascismo secondo noi (antifascismo/viola) si combatte anche a partire dalla comunicazione, a partire dalla decostruzione di tutto quello che realizza cultura fascista, assieme a tutte le componenti sociali che la caratterizzano, ruoli femminili e maschili inclusi.

Il maschio che viene fuori dalla descrizione dell’articolo di Libero e dal video della poetessa è un pessimo affare, da tutti i punti di vista, e ce lo chiarisce Drew, che interviene in mailing list e condivide quello che copio sotto e che non possiamo non apprezzare perché è un uomo che parla di ciò che vuole e non vuole essere, parla di se’ a partire da se’ e parla di noi, tutti e tutte, che non saremo mai liber* se non ci liberiamo da questi modelli. Buona lettura!

L’articolo di Camillo Langone e il video di Gemma Gaetani mettono enorme tristezza. Trattasi di pura propaganda di guerra, che io chiamo PP. Non piu’ Pubblicita’ Progresso ma Pura Propaganda, o Pubblicita’ Patriarcale, che scava scava e continua a scavare nel solco di quella tradizione imposta per millenni con violenza fino a generare quell’arma in più che e’ il lavaggio del cervello su scala planetaria (di solito spacciato col nome di “moralita’”). A forza di ripetere queste cose, lo sappiamo, il patriarcato le tatua nel subconscio delle persone. In primo luogo in quello dei maschi, trasformandoli o facendoli tendere verso quel presunto modello di mascolinita’ dominante e “di successo”, e in secondo luogo in quello delle donne, convincendole che la validazione come esser* uman* avverra’ solo quando finalmente entreranno in armonia col cosmo OVVERO con l’altro sesso e i suoi bisogni, secondo parameteri dettati… proprio dall’altro sesso! Come ben sappiamo e’ possibile sfuggire a questi condizionamenti, se leggete qui conoscete molte persone che hanno preso la pillola rossa e sono riuscite o stanno riuscendo a svincolarsi da questa oppressione culturale, ma non sono le eccezioni a fare statistica e il patriarcato resta solidamente sul trono a dettar legge su chi sono buon* e cattiv*, denigrando, svalutando e punendo (o facendo punire) chi non e’ “normale”. Anche chiamati “uomini non-veri” e “donne non-vere”.

Insomma, non c’e’ una persona che legga Malafemmina o Femminismo a Sud che queste cose non le sappia gia’. Ma ogni volta che rileggo merdate come l’articolo di cui sopra e il libro di cui parla, scritto poi proprio da una donna, mi ritorna cosi’ evidente il meccanismo facile facile, ma che parte da lontanissimo, con cui si continuano a creare sottili condizioni affinche’ il privilegio, di scegliere, dominare, influenzare e giudicare, rimanga saldamente nelle mani degli uomini, o del fascista che anela Gemma Gaetani.

E qui non si tratta di dare delle sceme alle donne. I meccanismi del condzionamento sociale e culturale corrono piu’ profondi perche’ certe persone individualmente si trovino nelle condizioni di dire “ohibo’, io non ci sto! Con me la tua propaganda non funziona!”. D’altro canto se pensassimo che ogni singol* individu* fosse sempre e comunque in grado di decidere in totale liberta’ allora non dovremmo nemmeno prendercela col conflitto d’interessi di Berlusconi che secondo questa teoria non sarebbe in grado di influenzare nessun*.

La realta’ invece assai piu’ complessa e’ che ogni “opinione” che sospinge sessismo e riafferma una binarieta’ di genere del tipo piu’ squallido e prevaricatore, SOPRATTUTTO quando infiltrata in tutti i campi della comunicazione (mai sentito parlare del Bechdel test?), e’ un mattoncino in piu’ in quel muro eretto millenni fa dal Patriarcato per impedire a chiunque lo voglia abbattere di muovere un passo senza essere pres* per pazz*, scem*, paranoic*, mestruata.

Ed e’ ancora piu’ triste perche’ alcun* di noi sanno che qualche volta c’e’ un livello in piu’ nelle relazioni, che corre sovente sotterraneo, un livello di scambio di potere consensuale e reciproco, un livello di apparenti brutalita’ scambiate col sorriso sulle labbra e con un gemito di catartico piacere da ambo le parti, un livello dove parole che sono state concepite per umiliare vengono disinnescate del loro potere paralizzante e trasformate in giocattoli sessuali a uso e consumo di due (o piu’) persone consapevoli, politiche, libere.
___No vuole sempre dire NO___
ed e’ solo quando ti dico SI’ che puoi anche pisciarmi in faccia (o il contrario) se e’ una delle cose che ci piace fare.

Ma come glielo spieghi a questi e a queste? Non aspettano altro. La GENERALIZZAZIONE e’ l’arma piu’ potente della disinformazione, la “semplificazione attraverso ampio consenso” e riduzione a minimi umilianti termini che Gaetani fa nel suo video per 17 minuti mentre tante docili teste presumibilmente annuiscono divertite e condividono su Facebook il suo frammento di immondizia lasciandosi infettare ancora di piu’ da un virus che diffondono con ogni singola interazione. Questi sono gli strumenti con cui provano ad appiattire di milioni di diversita’ in un’unica mente alveare che puo’ essere facilmente derisa o degradata attraverso i metodi noti e un passaparola capillare basato su tutto, dalla politica allo sport, dall’arte alle barzellette, dal lavoro alla socialita’. Con la sua merda e coi suoi metodici lavaggi del cervello, il patriarcato ci minaccia di usare la nostra liberta sessualita’ e UNA delle sue possibili espressioni contro di noi, per screditare il lavoro fatto e le conquiste, per manipolarlo a uso e consumo delle persone meno preparate e meno informate, piu’ malleabili. Il patriarcato cannibale non sara’ mai interessato, se non per deriderli e passare oltre, alla MIRIADE di uomini che desiderano leccare gli stivali delle donne o che amano essere addobbati come pony per portare in giro le loro padrone mentre indossano una coda-dildo nel culo, ne’ saranno mai interessat* a questi maschi tutte le persone che sono state incanalate a pensare in maniera patriarcale, perche’ troppo forte e’ la tentazione di puntare il dito all’esempio opposto, e ancora una volta manipolare la realta’ ad esclusivo vantaggio di chi il privilegio se l’e’ preso con la forza millenni fa e ha usato e continua a usare ogni possibile mezzo per non mollarlo. Non scrivono articoli intitolati “Ogni uomo vuole una Padrona”, semmai ne scrivono uno dove raccontano che “ALCUNI strani uomini” amano i “giochi perversi”, laddove OGNI donna sotto sotto vuole sottomettersi (secondo loro). E questo fa Gaetani: da una parte fa semplice propaganda sessista, celebrando in maniera incredibilmente banale le gioie della rinuncia ai pari diritti e piu’ in generale della sottomissione femminile, e poi se la prende si’ coi maschi (certi maschi), ma al fine di redimerli, al fine di farli rientrare nei ranghi del maschilismo e di reclutare ancora piu’ oppressori delle donne che non sono come lei. Il suo attacco agli uomini e’ un attacco all’antisessismo, un attacco ancora una volta alle donne. Perche’ _Screditare_ l’uomo non-maschilista infatti, o un non-dominante, per farlo scomparire (“si suicidi”)  e chiamandolo “uomo non-vero” e’ ben diverso dall’esporre e rivelare le debolezze di _tutti_ gli uomini e mostrare come la maggior parte di questi abbia buon gioco nel nasconderle con la violenza e le prevaricazioni fisiche e culturali che la societa’ permette loro di usare indisturbati.

Alla luce di queste considerazioni credo che sia sempre piu’ importante rivendicarsi la propria sessualita’ in maniera sempre meno timida, meno apologetica, piu’ forte e piu’ rumorosa. Ognun* secondo i propri gusti e tendenze, ognun* secondo le proprie esplorazioni e ricerche, come sta facendo Malafemmina, come sta facendo riot grrrl, come fanno altri milioni di persone in giro per il mondo (ma ovviamente non ancora in italia) con le Slut Walks, con i blogs post-porno o semplicemente intimi e sinceri. C’e’ bisogno di disintegrare la moralita’ con cui tengono in ostaggio tanta gente e di sbattergli in faccia, all’occorrenza (non obbligatorio) le nostre fiche e i nostri cazzi e le nostre fantasie piu’ perverse creandoci sicuramente nuov* nemic* ma dando l’esempio a tante altre che le regole ce le facciamo NOI, che la (loro) moralita’ e’ una faccenda religiosa che non ci interessa, e che l’unica cosa che ci garba e essere persone etiche, che amano, si amano, si rispettano, e che per questo non devono spiegazioni a nessun*.

Non e’ questo il luogo, ma rilancio qui l’idea (se gia’ non ci sta lavorando qualcun*) di organizzare una Slut Walk in Italia, e invito tutti e tutte a parlare delle loro fantasie quanto piu’ possibile, condividerle, raccontarle, bloggarle, mostrarle (tumblr), urlarle e viverle. Il nostro silenzio e la nostra riservatezza tengono in piedi il paradigma dominante. Perche’ sessuale o no, quante piu’ fantasia portiamo in questo mondo di merda, e quanto piu’ difficile sara’ per loro arginarla e mantenere le cose opache come sono. Con la nostra timidezza e riservatezza, artificialmente installate dentro di noi, stiamo facendo il loro gioco.

Posted in Anti-Fem/Machism, Anticlero/Antifa, Disertori, Fem/Activism, Pensatoio, R-esistenze, Satira.


4 Responses

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  1. ivana nannini says

    …oh oh….non è che l’uomo ( o la donna ) fascistI non siano veri, perchè veri , nel senso di reali, lo sono….il fascismo un brand… bah…
    .forse un brandy, più lo bevono più van fuori di melone…
    l’assunzione di consapevolezza di sè e ‘autodeterminazione da parte delle donne ha comportato e comporta certo fatica, sacrifico, riflessione, autodeterminazione ad essere consapevole e non massa amorfa….. dunque è vero che è molto più difficile sostenete quella posizione.. che aderire ai modelli massa oggettivizzanti, dove non ti viene chiesto di pensare molto…..se non per essere miglior oggetto assecondante….oggetto..
    la messa in gioco è proprio anche l’autostima della donna stessa ed il suo ruolo all’interno del gruppo sociale, culturale , famigliare etc…
    quanto al desiderio di essere così dominata anche proprio fisicamente, sottomessa totalmente, annichilita, rincoglionita totalmente, come dire…etc che certe donne manifestano, voglio dire.. non possiamo che lasciar loro esprimere il proprio desiderio maturato anche all’interno di un certo contesto.. che non conosciamo…

  2. Paolo84 says

    e sono anche d’accordo con la condanna delle guerre d’aggressione, ci tengo a chiarirlo

  3. Paolo84 says

    scusate ma, a proposito del video, giocare con pupazzetti a forma di mostro o giocare a calcio non incita di per sè alla violenza (a parte il fatto che bambini d’ambo i sessi avrebbero bisogno di incanalare la loro aggressività e la loro energia). Oltretutto da appassionato di cinema non gradisco come si mettono nello stesso calderone di condanna film diversi come Rambo e Ufficiale e gentiluomo,oltretutto il cinema e le serie tv sono pieni di donne forti, intelligenti e “toste” (mi viene in monte Kill Bill ma potrei continuare), e ci sono anche modelli maschili diversi dal “macho”, insomma il pluralismo c’è.
    Noto che inoltre si mettono sotto accusa polizia ed esercito, non entro nel merito, faccio solo notare che esistono per fortuna anche donne poliziotto e donne soldato così come esiste il calcio femminile (anche se in Italia non ha ancora grande spazio mediatico), questi campi non vedono più una esclusiva presenza maschile
    Sono totalmente d’accordo sull’antifascismo e sul difendere un basilare principio di civiltà: donne e uomini sono moralmente e intellettualmente pari nel bene e nel male

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  1. La splendida realtà dei ragazzi normali « Malafemmina linked to this post on Settembre 19, 2011

    […] prima di tutto loro siano vittime di una propaganda che li vuole in un certo modo perché siano fedeli al brand, sono quelli con i quali solidarizzo per le lotte, che compiono estremi atti di eroismo ogni volta […]