Skip to content


Alle donne NON piacciono gli uomini violenti!

C. in mailing list scrive:

http://www3.lastampa.it/benessere/sezioni/news/articolo/lstp/417446/

Oltre la solita infornata di stereotipi cui la stampa italiana ci ha abituato, ecco la solita psicologizzazione che mira a spostare l’attenzione sul soggetto assolvendo la società.

Ma a costoro è mai passato per la testa che magari le donne “vengono” spaventate di più perché la paura è un ottimo mezzo per il controllo, un’efficace tecnica utile a farle sentire sole, indifese e vulnerabili, bisognose di protezione e dipendenti?

Il capitolo è quello solito, ricerche pseudoscientifiche e affini. Potremmo ridere, se non ci fosse da piangere, ma ridiamo lo stesso fornendo ancora una volta il link di Bollettino di Guerra, che fa monitoraggio sul fenomeno della violenza maschile in Italia e poi forniamo le conclusioni della commissione Cedaw Onu, che chiama quello stesso fenomeno con un nome preciso: “Femminicidio”.

Ma a prescindere da questo ci piace pensare a questi scienziati, che tra una grattatina di testicolo e l’altro, tirano fuori queste perle di saggezza, come degli individui parecchio fuori dalla vita reale, maschi, ci sembra, e che non hanno mai provato a vivere in una situazione in cui le donne devono imparare davvero a vincere la paura, il terrore, per poter affrontare quello che subiscono tutti i giorni.

Metti una donna che vive in casa con un marito violento e che viene intimidita quotidianamente. Secondo voi ha bisogno di appassionarsi alla letteratura noir per capire l’entità del suo problema? In realtà quel tipo di donna va a cercare, se ne ha la forza, testi che tentino di chiarirle quello che le succede, come può reagire, come può trovare forza dentro e fuori da se’. Quella donna, quando vincerà la sua battaglia contro la paura, sarà forte, eroica, temeraria e affronterà un pericolo enorme da sola, sapendo che si tratta della battaglia più importante per la sua vita.

Sono tante le donne così e sono coraggiosissime, delle guerriere, delle combattenti che praticano resistenza tutti i giorni. Sono fiere, orgogliose e vengono spezzate e uccise proprio perché hanno tirato su la testa e hanno smesso di subire in silenzio. Di questo muoiono le donne in Italia, della vigliaccheria degli uomini che non vogliono vederle esprimere le proprie esigenze, nonostante la paura.

Sono donne che quando leggono di serial killer si fanno mille risate perché sanno che sono tutte cazzate e che loro hanno vinto la battaglia più importante di tutte contro un unico killer che avevano in casa, nel proprio letto e che possibilmente dovevano chiamare “papà” o “marito” o “fidanzato”.

Alle donne no, non piacciono i serial killer, e non piacciono neppure gli scienziati idioti e i giornalisti che divulgano queste fandonie stereotipate che alimentano un immaginario che scambia le donne vittime di violenza maschile per soggetti altri, di chissà quale tipo, che piangono, si lamentano, non lottano…

Questa ricerca potrebbe piacere ai fascisti, a quelli di destra, che amano tanto immaginare le donne vittime di violenza non in grado di autorganizzarsi, di mandare a quel paese il mondo, di contare su se stesse e su mille forme di sorellanza che esistono e che perciò vengono boicottate.

La paura è invece quella cosa che viene alimentata proprio dai governi di centro/destra che insultano l’intelligenza delle donne dicendo loro che devono camminare per le strade a testa bassa facendo attenzione allo straniero e poi le lasciano sole in casa con un marito violento che prima o poi le farà a pezzi. La paura è uno strumento di controllo e le donne fanno di tutto per liberarsi di quella paura e quando se ne liberano non hanno più paura di niente e di nessuno perché diventano autonome e hanno già vinto.

E allora, che si sappia, individuano perfettamente dove sta il problema e quel problema sono gli uomini violenti, le mille giustificazioni che ad essi sono fornite, le assenze o le speculazioni istituzionali e l’assenza di una cultura del rispetto nei confronti delle donne, il negazionismo, la misoginia, e poi articoli come questo che sono da cestinare, per intero.

Noi non abbiamo paura, le donne sopravvissute alla violenza maschile non hanno paura e quelle altre che si informano lo fanno per prevenire e riconoscere violenti prima di incappare in essi. Tutto il resto sono balle.

Posted in Pensatoio.


2 Responses

Stay in touch with the conversation, subscribe to the RSS feed for comments on this post.

  1. Paolo84 says

    cioè Faletti è “leggero” non per il genere che affronta, ma per il livello dei suoi libri che certamente non è quello di Saramago che scriveva romanzi ben diversi e con ambizioni ben più alte
    Solo per chiarire

  2. Paolo84 says

    A me piacciono gli horror e i thriller, i polizieschi ma anche le commedie, le storie d’amore (tra l’altro negli horror si possono trovare anche storie d’amore: Stephen King è anche un narratore d’amore).
    Il fatto che ad una donna piacciano i romanzi o i film horror non significa che sia una vittima o che non lotti o che abbia più paura rispetto a chiunque altro..il tenore di queste ricerche mi ricorda quelli che dicono che se ti piace l’horror significa che sei violento o chissà cosa oppure quelli chedicono che se leggi Sophie Kinsella o romanzi d’amore sei una persona frivola. Una persona che legge qualcosa di leggero può anche dedicarsi a letture più ambiziose: io leggo Faletti e anche Saramago
    Francamente trovo risibile sparare certi giudizi basandosi su cosa legge una persona. Che ognuno legga quel che vuole