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Sarah Scazzi: processo mediatico e istigazione al linciaggio contro tutte le donne!

Riporto dalla mailing list un pezzo di ragionamento che si sta facendo attorno agli esiti della vicenda di Sarah Scazzi. Un pezzo di questo ragionamento in effetti era stato espresso da cybergrrlz parlando di altri contenuti in un post precedente che parla di misogini in rete.

Cybergrrlz, tra le altre cose, scriveva:

Lo vedete dalla feroce campagna che stanno facendo contro la cugina di Sarah Scazzi, accusata di concorso in omicidio e sequestro che secondo le dichiarazioni della procura sarebbero inerenti la violenza sessuale compiuta da Michele Misseri. Questo dice la procura e a questo ci atteniamo.

La martellante e ossessiva campagna dei criminali sparsi per facebook, intenti a istigare un feroce odio contro le donne, feroce tanto quanto quello che loro provano nella misura in cui le loro vite sono acide, frustrate e bisognose di un serio aiuto, è tutta concentrata contro Sabrina, che nell’immaginario misogino diventa depositaria di tutti i pregiudizi contro le donne.

Lei sarebbe quella che ha fatto, detto, mentre lui sarebbe un povero diavolo che avrebbe ammazzato e sepolto una bambina sull’influsso malefico delle streghe di casa.

C’è anche da dire che il rogo non parte da facebook perchè al di là di tutto e a prescindere da quanti avvocati della difesa degli assassini forniscano ragioni di odio ai misogini criminali, la televisione ha condotto una campagna atroce nella quale si immagina un Michele Misseri pronto a fruire di una serie di attenuanti, compresa l’incapacità di intendere e volere, e una Sabrina, invece, alla quale non bisogna concedere niente perchè accusata, perchè bugiarda, perchè cattiva, ma soprattutto perchè donna.

Nulla viene detto a proposito dei clan familiari a protezione dei pedofili che in italia massacrano quotidianamente ragazzine come Sarah Scazzi, con la complicità omertosa di uomini e donne della famiglia. Ed è proprio questo il punto. Perchè se Sarah Scazzi fosse stata viva, e noi avremmo sperato quello piuttosto che banchettare sul suo cadavere per trovare giustificazioni di odio contro le donne, questi criminali misogini sparpagliati per facebook l’avrebbero, come in effetti hanno fatto mentre la stavano ancora cercando, crocifissa. Avrebbero detto di lei di tutto.

Avrebbero detto che era bugiarda, che aveva motivi di odio contro lo zio, e anzi se avesse chiesto l’aiuto della madre si sarebbe detto che la madre aveva motivi di risentimento e gelosia contro la famiglia Misseri e dunque perciò avrebbero celebrato il nome di Michele Misseri garantedogli impunità, come spesso fanno con altri accusati del suo stampo, e legittimandolo a compiere altra violenza.

Perchè è questo che fanno i violenti: si comportano da branco e come un branco si giustificano reciprocamente e si consolano se la loro violenza non è andata a buon fine, ovvero se dopo aver stuprato o maltrattato una donna quella donna li ha denunciati.

Che ingrate, vero?

La campagna forsennata contro Sabrina, una campagna medioevale a prescindere dalle sue gravissime responsabilità, in cui si armano i forconi per bruciare la strega e si parte per linciaggi organizzati con la benedizione dei benpensanti che non sono minimamente indignati dai toni che in italia si assumono in questi casi, ha uno scopo preciso: ovvero quello di alimentare odio contro le donne, diffondere l’idea che le donne siano pericolose, che gli uomini sono vittime e che dalle donne bisogna difendersi anche se solo respirano.

Vale a dire che tutto ciò serve per costruire ulteriori attenuanti, qualora ve ne fosse bisogno, per tutti coloro che domani quando prenderanno un coltello per massacrare la propria ex moglie potranno dire di aver agito per legittima difesa perchè altrimenti la megera avrebbe potuto fargli una fattura.

E nella mailing list, dopo aver osservato che ad oggi l’unico del quale stiamo leggendo notizie è l’avvocato di Misseri, ovvero quello che fornisce la versione che Misseri ritratterà a proposito della violenza, a proposito della martellante campagna mediatica, si dice:

Parlando di Sarah.

Questo non è un processo mediatico ad UNA donna. E’ un processo mediatico a tutte le donne in una classificazione irresponsabile e immorale che le descrive in ogni modo possibile. E’ la costruzione culturale che giustificherà i prossimi femminicidi da qui a fra dieci anni. I misogini in rete questo lo sanno ed è per questo che si comportano da criminali quali sono.
Mi hanno fatto leggere alcuni screenshot di pagine su facebook in cui il pronostico futuro è quello di sobillatori criminali che guidano una massa di deficienti squadristi all’assalto delle donne di ogni genere perchè tutte brutte, sporche e cattive. Come savonarola e altri criminali per l’appunto.
Oltretutto, questo tentativo maldestro ma certamente riuscito di spostare l’attenzione su un movente sul quale la misoginia fa soldi a palate (perchè la misoginia vende e tiene alta l’audience come tutti i processi alle streghe) è una devianza mediatica che non poteva non essere realizzata che in italia. Le gelosie, quella bella (la vittima definita in tivù come una bambina dalla “sensualità involontaria”, concetto che attribuito ad una adolescente sappiamo essere usato dai pedofili) e l’altra brutta, tutti argomenti buoni ad alimentare pruriti di criminali che stanno vomitando odio sulla tastiera da giorni.

In tutto ciò è anche sparita dalle discussioni la vittima, Sarah, che è funzionale ad altro. Perchè di lei, evidentemente importa poco a molte orribili persone.

Voi che ne pensate?

Su Sarah Scazzi leggi anche:

Sarah Scazzi e i clan familiari a protezione dei pedofili

Vademecum per ragazze che subiscono violenze (utile anche per genitori e insegnanti)

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Non permettiamo che possa esserci un’altra Sarah Scazzi

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Bollettino di guerra

Posted in Anti-Fem/Machism, FaceAss, Omicidi sociali, Pensatoio, R-esistenze.


6 Responses

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  1. lameduck says

    Ragazze, le streghe non esistono. Però esistono donne cattive in quanto persone, non in quanto donne. Esattamente come esistono uomini cattivi. Io ho conosciuto entrambi e non so chi mi abbia fatto più male.
    Io credo che, se risulterà che Sabrina o chiunque altro/a ha ucciso per motivi magari diversi da quelli della pedofilia famigliare, dovremo avere l’onestà di fare le scuse allo zio orco.
    Io non avrò problemi a farlo, per quanto mi riguarda. Nel mio post ho spiegato perchè non sono d’accordo col definire quella in corso una campagna di odio contro le donne.
    Qui c’è una vittima sola, Sarah. Se chi ha ucciso è donna non dovremmo nasconderci dietro il problema della violenza maschile contro le donne, che è un altro argomento. Chi ha ucciso lo ha fatto molto probabilmente sapendo ciò che faceva. Quindi se ne assuma le responsabilità. Uomo o donna che sia.

  2. luziferszorn says

    Le analisi dei primi giorni, dopo la confessione dello zio di Sarah, avevano immediatamente portato alla luce una realtà familiare mostruosa (ma non affatto atipica). Questa realtà non vuole essere accettata (appunto perché fortemente diffusa) da giornalisti e opinione pubblica, che infatti ora si scatenano per creare l’illusione di una realtà differente dalla prima: c’è chi invoca la censura televisiva, chi specula sulla sofferenza, chi attacca la tv solo perché ormai, stupidamente e acriticamente, va di moda attaccare la tv. Infine chi s’inventa verità di comodo (rimozione) per tacitare la primaria e istintiva percezione di orrore, ossia l’abuso sessuale sui minori. Certe problematiche devastanti dovrebbero essere messe in piazza per quello che sono, costi quel che costi. Qualcosa di analogo successe anche con il delitto di Cogne. Tutti intuivano la verità ma quasi nessuno aveva il coraggio di ribadirla pubblicamente, lasciando così spazio alle ipotesi più fantascientifiche. E’ una sorta di lavaggio del cervello ideologicamente imposto, quello in atto anche in questo caso, la cui funzione è distogliere l’attenzione dalla verità. Il tutto indipendentemente dal lavoro effettivo degli inquirenti, che arriveranno comunque ad una sentenza (come infatti fu anche per Cogne). Ma ciò che rimarrà nella testa della gente sarà altro, qualcosa che cancellerà la prima percezione, quella dell’orrore pedofilo e assassino tenuto celato dalle stesse donne che vivevano accanto a Sarah. Anche Sabrina è una vittima. Questo è chiaro, qualunque sia la sua responsabilità nei confronti della morte della cugina. Sabrina è ancora troppo giovane per essersi trasformata in carnefice, e questo al di là delle sue responsabilità da persona adulta. Chiediamoci peraltro come si possa diventare adulti responsabili in un contesto familiare del genere. In una società del genere.
    http://www.youtube.com/watch?v=QNVxN-Cdz4k

  3. Rachel says

    cosa ne penso?
    non ne posso più.
    stanno rovinando, anzi stanno contribuendo a rovinare ciò che resta di una famiglia distrutta.
    non ne posso più di vedere giornalisti accampati giorno e notte davanti a casa misseri pronti ad aggredire la madre di Sabrina per chiederle “come si sente al riguardo?”
    come si deve sentire una donna che vede il marito e la figlia arrestati con l’accusa di omicidio e via dicendo?
    cosa c’è da capire?
    io non so se la cugina di sara è colpevole quanto il padre.
    ma sono sicura del fatto che hanno trasformato questa tragedia in un fenomeno quasi da rotocalco e non se ne può più.
    almeno 1 po’ di pietà per la povera madre di sara.
    e per l’anima di sara stessa.

  4. Persephone says

    Oggi ho difficoltà a commentare e non sono neppure iscritta alla mailing list per cui non so come farvi sapere che, indignata, stamattina ho mandato una mail al Corriere.it in merito all’orientamento misogino generale ma soprattutto in merito a questo articolo http://www.corriere.it/cronache/10_ottobre_19/buccini-sarah-misseri_3999a280-db43-11df-a6e9-00144f02aabc.shtml
    e al lavoro disgustoso di ricamo che stanno facendo intorno alle dichiarazioni dell’avvocato di Misseri che è di certo un cinico senza scrupoli ma sta solo facendo il suo lavoro. Questo non autorizza i giornalisti a scrivere articolacci orientati alla santificazione di un presunto assassino, molestatore, stupratore di cadaveri, eccetera.
    Credo sia il caso di farci sentire come ho fatto io stamattina.

  5. amara says

    E’ proprio così: lei, la cugina, è descritta come lucida, fermamente decisa a non cedere (perché ormai è già colpevole, i media hanno deciso). Una persona cattiva dentro, ma non folle, mostruosa, colta dal raptus che l’ha “costretta” ad ammazzare (non si dice così degli uomini?). Addirittura si prospetta che in un eventuale confronto col padre, sarà lui a perdere e a cedere. Perché si sà, contro la donna crudele, infida, velenosa, l’uomo non può che soccombere, così come non poteva che essere succube in casa, prigioniero di ben due aguzzine…

  6. Valentina says

    Penso che non mi sorprende che lo zio venga chiamato mostro, folle, orco, mentre alla cugina vengano riservati termini quali complice e omicida, certo discutibili in un paese dove si vorrebbe la presunzione di non colpevolezza sino a condanna definitiva, e quindi supportati da un ipocrita condizionale.
    Il maschio che uccide una giovane donna viene tolto dal contesto razionale e quotidiano (è una creatura da incubo, un pazzo, non è normale), mentre la donna, eh, la donna… come tutte le donne è infida, subdola e mendace per natura, e quindi è così da sempre, fa parte del quotidiano. La strega appartiene alla dimensione concreta delle cose, l’orco rappresenta l’eccezione fiabesca a una moltitudine di onesti padri di famiglia che non toccherebbero una donna (altrui) nemmeno con un fiore (ma con un pugno ben assestato sì).
    E poco fa ho letto che il difensore dello zio starebbe puntando sulla vittimizzazione del “povero Misseri” (sic), plagiato dalle donne della sua famiglia, annichilito da un potentissimo e malvagio “gineceo” (sic) che gli avrebbe tolto ogni barlume di maschia dignità (“non gli lasciavano amministrare neanche un centesimo”).
    Ecco, in questi momenti, davanti a questo letame gettato in faccia alle donne per tentare una difesa qualsiasi, come faccio a difendere la mia professione dinanzi a chi pensa che questo sia un avvocato, che fare l’avvocato voglia dire questo?