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Fumogeni: analisi della comunicazione fascista

C’è chi qui ha già scritto con precisione molte cose che condivido.  Volevo aggiungere soltanto un piccolo dettaglio al ragionamento.

La crocifissione della ragazza dal fumogeno facile è quanto di più sconcertante io abbia visto nello scontro, anche prevedibile (dopo il g8 di genova nulla ci sorprende più) tra poteri istituzional-izzati e opposizioni critiche.

E’ una donna, dunque non è una fumogenara tout court. C’è un di più. Si cerca il tratto estetico. La si fa diventare una icona negativa. Il simbolo di tutto ciò che una donna non dovrebbe essere mai.

E’ fotogenica, sfrontata, non ha applicato le opzioni di tutela della privacy sulla sua pagina facebook, il suo mondo è tutto lì, fatto di interessi antagonisti – peggio che fosse la figlia di satana – e di partecipazione alla opposizione critica che contesta come vanno le cose in questo paese.

Dunque la prima criminalizzazione deriva proprio dal suo aspetto fisico. La sua faccia, il mostro piazzato in prima pagina, con sottolineature invadenti che ignorano le norme della privacy invocate però quando si tratta di tutelare la vita dei pedofili, la cui faccia non vediamo mai da nessuna parte.

Poi c’è la costruzione del personaggio “lontano dal popolo”, quindi quanto di più distante si possa immaginare dalle veline napoletane che piacciono al premier.

E’ una studentessa, figlia di una famiglia benestante, non appartiene a se stessa ma ad un padre di cui si specifica la professione, pm, quella che sta tanto sulle scatole ai pidduisti del progetto della separazione delle carriere.

In un colpo solo hanno dunque parlato alla massa per dire, guardate questa femmina, antagonista, tutto il contrario di ciò che deve essere vostra figlia: lei studia, se lo può permettere, e si permette anche di pensare e perfino di dissentire, come se il dissenso fosse un vezzo dei ricchi invece che una necessità forse espressa con più parole da chi ha una istruzione. L’istruzione, quella cosa che come sappiamo non interessa moltissimo al governo attuale, quello che vuole fare studiare mike bongiorno a scuola nelle ore in cui si dovrebbe parlare della costituzione.

Poi c’è la sferzata al padre e questo mi ricorda tanto i mafiosi che andavano da mio padre per dirgli che doveva obbligarmi a stare zitta, a non fare antimafia. Nel linguaggio mafioso e anche fascista compito del padre è quello di domare la fanciulla e se non l’ha domata o se, perfino, condivide quello che la figlia fa allora è un uomo senza valore, colui che non risponde ai canoni dei reggimentari del patriarcato, o una persona di cui non ci si può fidare.

Il padre di una antagonista è una figura che aiuta a dire al premier che i pm sono tutti comunisti e dunque inaffidabili.

Bonanni, che lo sappia o no, così dispiaciuto per la sua giacchetta al punto da invocare l’arresto di quella ragazza, è uno strumento di restaurazione di modelli dei quali è complice.

Non solo lui, ovviamente, ma tutti coloro che trattano questa vicenda senza considerare questi elementi.

Tornando a lei: ad una ragazza è permesso dissentire? Magari in modo non machista. Una donna può essere ribelle? Una donna può reagire? Una donna può difendersi?

Non può che venirmi in mente che di recente un uomo è stato assolto da una indiscutibile accusa per maltrattamenti perchè la sua vittima, una donna, aveva dimostrato di essere “forte”.

Delle donne che alzano la testa dunque, reagendo  in questo contesto sociale che sposa le cause dei carnefici invece che quelle delle vittime, bisogna fare strage.

Per tutti i benpensanti: un bel rogo della fumogenara sazierebbe la vostra sete di linciag… ops… “giustizia“? In quale piazza e a che ora celebriamo l’evento?

Tutto ciò, ovviamente, dopo aver ricordato che unanime è la condanna verso tutti i gesti di violenza…

Leggi anche:

L’unico modo di dissentire resta il televoto?

Italia, repubblica fondata sulla televisione

Posted in Anti-Fem/Machism, Anticlero/Antifa, Omicidi sociali, Pensatoio, Precarietà.


7 Responses

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  1. lupa says

    allora non so che cosa sappiate dei fumogeni ma lasciano indenni le persone. E poi fate attenzione a ciò che sentite perchè si è passati da Bonanni quasi sfiorato (il che significa che al max gli è passato vicino), a colpito con un fumogeno a colpito con un lacrimogeno… smantellare la comunicazione dei media è importante… la violenza è altra cosa

  2. Doriana says

    Scusateeeeeeeeeeeeeeeee!mi sono confusa con l’ordine dei commenti 😀

  3. Doriana says

    mi perdo sempre co’ sto’ capthca….!!!

    Paola dici a me? Se hai letto, diversamente dal solito, scrivo solamente due righe prima di far parlare i Motus, la giornalista spettatrice ed ivana russo, l’artista calabrese.detto cio’, Flower Chucker lancia FIORI, e l’immagine dice tutto.ciao
    Doriana

  4. paola says

    grazie della bella risposta 🙂

  5. c says

    @ paola
    non c’è nessuno assenso in favore di nessuna pratica machista. nè del lancio dei fumogeni ne in favore delle sedie lanciate su chi praticava dissenso. la stessa analisi si poteva fare su chi lanciava pomodori e verdure come è capitato quando su repubblica la mafai paragonò le ragazze che avevano accolto con i pomofori ferrara in giro per la sua campagna elettorale pro-life dicendo che pomodori fosse uguale alla p-38. personalmente l’unica cosa che ho sempre lanciato sono immagini e parole. a genova mi hanno fatto la festa per quello perchè per qualcuno anche fare video, foto o saper scrivere è una cosa da “scoraggiare”.

    @cicciuzzo maschilista, ovviamente non sarai pubblicato. ma tu e i tuoi compari squadristi e criminali avete ottenuto tutta la nostra attenzione. qui non passano inosservate intimidazioni, minacce, diffamazioni, ingiurie, molestie, stalking, istigazioni alla violenza contro donne e femministe e una serie di altre cose…

  6. Doriana says

    http://suddegenere.wordpress.com/2010/09/10/dire-no-lunica-liberta-indistruttibile/

    a tutte le donne che ieri come oggi sanno articolare il loro no…
    ciao
    Doriana

  7. paola says

    Cara, tutto bene ciò che scrivi, però, però, i fumogeni no: nel mio armamentario dimostrativo sono ammessi soltanto le uova e i pomodori, possibilmente marci (così non si spreca il bendidio), armi improprie che colpiscono le cose (come per es. le giacchette), ma lasciano indenni gli esseri umani, ancorché criticabili.