Skip to content


Luttazzi: perchè identificare l’Italia servile con tutte le donne?

http://www.youtube.com/watch?v=ydEaq4tlmew

Fly scrive:

"Il monologo di Luttazzi (la seconda parte continua qui – si parla ovviamente di rai per una notte che trovate per intero QUI
sempre che vi regga la banda e che il loro server prenda un po’ di ricostituenti
), non sia mai che ve lo siate perso.

Quasi una standing ovation per la metafora dell’inculata (oggetto dell’inculata metaforica tutti noi, di quella descritta, la donna ovviamente), forse dovrei concentrarmi sul senso e invece mi blocco su questi particolari, sì, e mi ci incazzo pure."

Personalmente sono d’accordo. La satira è satira e può fare quello che vuole. Luttazzi è luttazzi ma per descrivere l’italia non reattiva, servile, clientelare, corrotta, un po’ mafiosa che gode all’inculata perchè danno via un po’ di culo per ottenere qualcosa d’altro, mica gratis, poteva usare un’altra figura simbolica, magari un uomo, o almeno darle una connotazione politica.

Oltretutto, se una donna dice no è NO ("sembra non volerlo, ma in realtà lo vuole…"???). Non è un: forse, avanti, di più. E’ semplicemente un NO. E se uno come luttazzi non capisce quanto sia rischioso fare passare l’immagine della donna sottomessa e ritrosa che bisogna forzare per farla godere come solo un macho saprebbe fare, da chi possiamo aspettarci un approccio intelligente?

Detta senza alcuna forma di sessuofobia e senza moralismo (chè può piacere come non piacere, e se piace un po’ offende che sia paragonato ad un atto di sopraffazione), pensando che sia anche un po’ omofobico parlare di sesso anale come metafora dell’asservimento e del male, un segnale di esistenza dai culi femminili:

caro luttazzi,

hai veramente mai visto una donna che gode ad essere penetrata dal buco che le serve per una cagata?

Un’unica utilità per quel gran pene: fare da supposta per la stitichezza. E se il tuo pene a quello ambisce siamo ben liete, lo produrremo in serie. 

Attento a molestare il nervo vago perchè quello che vedi non è piacere ma perdita di senso e capogiro. Voi maschi la chiamate estasi, noi ano-possidenti lo chiamiamo "svenimento".

Per dirla breve, questa cosa che l’ano ci piace bucherellato è una leggenda dei pornazzi che hai visto da bambino, di quelli che ti dicevano che qualunque buco andava bene mentre andavi avanti a suon di seghe.

Le donne hanno una sessualità un po’ diversa e a volerla fare bene, la metafora, potevi osare con qualche figura sadomaso, un po’ di fetish, il bondage, il fisting.

L’inculata, in fondo, è quanto di più conformista esista e detta tra noi: non fa ridere!

Una scorreggia,

dal profondo del mio deretano

Fikasicula

ps: quando sarai così bravo da definire il servilismo con una masturbazione in soliloquio, una fellatio autoinflitta, allora avrai descritto questo paese di tronfi sessisti. Ci spiace: actually, te compreso, perchè non tutte le donne sono sottomesse e danno via il culo al potere. Almeno chiamale per nome ed evita di generalizzare.

Leggi—>>>La libertà di informazione non vale anche per Joy

e la Lettera alla redazione di Annozero e guardatevi – se rivedete la puntata di rai per una notte – le donne che combattono, quelle che perdono il posto di lavoro, quelle intervistate che dimostrano che le donne non si piegano e si ribellano. Guardatevi Monicelli e soprattutto la Gabanelli, che ci piace tanto!

ri-pps: qui nessun@ invoca la censura. luttazzi e chi per lui possono stare a dire quello che vogliono da qui a dopodomani. ma non fate i sessisti che si nascondono dietro l’alibi della partigianeria. siccome c’è l’italia da salvare possiamo lasciare un po’ di vittime – donne – sul terreno? se la partigianeria viene vissuta come momento di legittimazione dei sessismi generalizzati non è diversa dal tifo da stadio. noi non crediamo negli dei, neppure in quelli laici. è tempo di antifascismo? ci sono cose importanti da dire e da fare? appunto. scusate se ricordiamo che le donne sono IMPORTANTI sempre. non c’è antifascismo e antirazzismo senza antisessismo.

Posted in Omicidi sociali, Pensatoio.


57 Responses

Stay in touch with the conversation, subscribe to the RSS feed for comments on this post.

  1. Enrico Carlo says

    buon giorno a chi mi legge

    io credo che luttazzi abbia usato la metafora del sesso anale basandosi solo sulla sua meccanica, non sullo stereotipo della brutalizzazzione che subisce il soggetto passivo.

    cmq ho letto in alcuni commenti che s’è scritto a luttazzi.
    per favore mi si darebbe la possibilità di leggere domanda e risposta, anche privatamente (la mia mail l’avete)?
    grazie e saluti 🙂

    ec

  2. Minollo says

    fikasicula ha scritto: “ps: quando sarai così bravo da definire il servilismo con una masturbazione in soliloquio, una fellatio autoinflitta, allora avrai descritto questo paese di tronfi sessisti. Ci spiace: actually, te compreso, perchè non tutte le donne sono sottomesse e danno via il culo al potere. Almeno chiamale per nome ed evita di generalizzare”.

    Cioè, ci parla di sessismo e di generalizzazione e ci insegna che questo è brutto.

    In compenso, 10 righe sopra scrive: “Voi maschi la chiamate estasi, noi ano-possidenti lo chiamiamo svenimento”.

    Ma “voi” chi?
    O questa non è una generalizzazione sessista?

  3. Marco says

    Ha risposto, indirettamente, qui http://www.danieleluttazzi.it/…675#comment-68178 (la parte in grassetto del commento è la sua risposta).
    Ovviamente, ha ragione lui, ma non ci penserai nemmeno un minuto sopra, anzi, gli darai addosso ancora di più e io sono curioso di vedere cosa scriverete ora 😀

  4. généviève says

    sono totalmente d’accordo con l’intervento di Luna. Sia per la descrizione dell’attività a letto sia per la reazione nei confronti del monologo di luttazzi.
    E mi pare una chiusura mentale da parte di molte commentatrici dire “se bisogna stimolare il clitoride vuol dire che lo si fa per piacere a lui”. Che male c’è a stimolare il clitoride? Molte donne lo fanno anche in un normale rapporto vaginale per raggiungere l’ogasmo. Molto semplicemente Nella zona anale(sia dell’uomo che della donna ovviamente) si trovano particolari terminazioni nervose e quindi nel raggiungimento dell’orgasmo (che avviene comunque con contrazioni dell’utero) c’è un maggiore piacere proprio dato dal tipo di penetrazione. Ma è un gioco che piace e deve piacere ad entrambi, da subito.

  5. madame fildiferro says

    …ironico il monito dell’inizio “il monologo è approvato dalla Cei”, ma forse neanche troppo.probabilmente ai benpensanti clericali (e non, ahinoi) piace l’immagine della donna prona, sodomizzata-resa innocua-fatta fessa e sottosotto anche contenta (o almeno così ci da da intendere il machismo di Luttazzi)e quindi doppiamente cretina.

    beh, se questa vuol essere la satira “non istituzionale”, politica, scottante, scomoda…preferisco chiudere il video e leggermi Petronio o Giovenale che almeno a quei tempi erano più originali di lui

  6. marco says

    essendo uomo mi trovo un pò a disagio a intervenire in questa discussione(anche se l’ho fatto in passato su argomenti più politici).
    però secondo me,proprio per l’apprezzamento e la stima che ho verso il lavoro che viene portato avanti su questo sito sento il bisogno di fare due considerazioni,con l’ovvia premessa di non avere nessuna verità in tasca da proporre,semmai il doppio scopo di produrre una discussione che arricchisca ogni attore dialettico e magari chiarire qualche mio dubbio(i dubbi non sono mai stupidi,sono le certezze ad essere ottuse).
    inizio andando più sul personale,esponendo il mio dubbio circa il piacere o non piacere della sessualità anale.
    Odio parlare di quello che avviene o è avvenuto sotto le mie lenzuola,ma mi piace pensare a me nelle relazioni di coppia come una persona che non ha mai costretto la partner a fare qualcosa di non voluto,o almeno mi sono sempre impegnato a farlo.
    tuttavia leggendo molti discorsi in cui si definisce un certo tipo di sessualità (dal sdmb al rapporto anale) in chiave universalmente negativa mi viene naturale chiedermi se ogni qual volta che l’ho praticata perchè richiesta non sia stato dunque ingannato e mio malgrado costretto a fare qualcosa che non volevo a qualcuna che non voleva.
    Non sarebbe magari meglio dire che oltre la regola d’oro e inviolabile della reciproca consensualità la sessualità è un fatto talmente personale,libero e liberatorio che non può essere costretto da regole e letture universali che poi comunque finirebbero per essere personalistiche?
    detto questo,per non rischiare di essere come quelli del proverbio ,i quali(o le quali) che “mentre il saggio indica la luna,si fermano a guardare il dito” vorrei riportare al di la delle metafore a sfondo sesssuale,sui binari del discorso politico.
    mi sembra che sia sfuggita a tutti la frase illuminante a latere della performance luttazziana che recita “quello che hanno fatto berlusconi e minzolini sono cose che una prostituta non fa ” e direi che questo parla da solo.

  7. federica/fikasicula/d-K says

    il fisting può essere anale ma io parlo di quello vaginale che esiste 🙂
    http://it.wikipedia.org/wiki/Fisting
    http://fastidio.noblogs.org/…2/11/fisting-school


    scusate l’editing e l’intromissione nel commento di federica (sono fikasicula) ma dopo il 50imo commento gli altri non si vedono più anche se approvati. quindi se volete continuare la discussione potete andare all’altro post che parla più o meno dello stesso tema.
    scusate
    e grazie
    ccià 😀

    fs

    incollo qui anche il commento di d-k che è il cinquantunesimo e non si vede:

    d-K dice

    @Andrea
    > Lasciate in pace uno dei più grandi > showman italiani, censurato dalle TV > proprio perché dice delle grandi verità che > nel regime italiano non si possono dire

    Mi dispiace, non sono per nulla d’accordo. Io stimo enormemente Luttazzi come monologhista satirico e credo sia per la sua bravura che s’è ritrovato più volte fuori della TV italiana, ma ciò non toglie che non è dio, non è perfetto ed è criticabile come chiunque altro. Luttazzi stesso non ha alcuna difficoltà a notare le deformazioni fascistoidi del superlativo Bill Hicks che preso dalla sua verve polemica alle volte non si rendeva conto di passare il limite tra satira e dileggio fascista (vedi la battuta sui due ragazzi suicidi). Io stesso ho proposto un’altra lettura perché non credo che il suo intento fosse maschilista od omofobo, ma di certo poteva rendere meglio la metafora senza perderne in potenza comica. La censura o la bravura non ti rendono immune alle critiche e, da quello che ho capito leggendolo e ascoltandolo, DL lo sa perfettamente.

    @Si-culo > O cos’è questa che il fisting stimola la vagina?! 0_o > Cribbio, devo aggiornarmi subitissimo!

    E’ evidente che frequenti poco il porno per maschi etero… ;-DDD Per il resto hai ragione “poteva trovare immagini più ardite” e spesso l’ha fatto. Vedremo per il futuro. P.S.: visto che si fa coming out, beh, anch’io ogni tanto gradisco “sfrucugliarmi” la prostata passando per l’ano ed è mooolto piacevole. 😀

  8. Serbilla says

    Ma è davvero così difficile comprendere che quella parte di monologo è sessista? che il problema non è il sesso anale come sesso anale ma ciò che rappresenta nel monologo e che veicolo di ciò che rappresenta è un corpo di donna?
    Ma chi dice che Luttazzi non sia intelligente o bravo? si dice che tra le altre cose nemmeno lui riesce a staccarsi dalla prassi di usare quello che è ormai il campo di battaglia di tutti, il il nostro corpo, abusabile da tutt*

    La metafora evidentemente NON è molto riuscita, visto che è da baretto sotto casa, la prima regola per un artista sarebbe di sfuggire al banale, al già sentito, cioè che la prima cosa che ti viene in mente è quella sbagliata, che può venire pure al fruttivendolo, quindi la scarti, Luttazzi ha chiuso il suo monologo con lo stesso ingegno artistico del mio fruttivendolo, lui che saprebbe essere anche più sottile, perchè tutti applaudono? perchè sono caproni, lo sa e ha fatto una battuta da caprone.

  9. si-culo says

    @ asino che vola
    Luttazzi è solito fare ricorso a figure molto forti, al limite della misoginia. Lo si sa.
    Contemporaneamente, però, si preoccupa dei messaggi secondari che la satira può talvolta veicolare. Basta leggere fino in fondo la colonna destra del suo sito e si troveranno varie affermazioni che vanno in tal senso.
    Io, alla centocinquantesima volta che si usa l’immagine dell’inculata per indicare la fregatura, smetto di ridere. Posso trovare divertente l’immagine di $ilvio che si accoppia analmente con un minzolini di turno, mi farebbe ridere la ridicolizzazione di questi due auto-presunti modelli di virilità. Se non si vuole andare su questo, o su virginali ragazze finto-cattoliche istruite a dir di no per finta (esistono solo nei film pornosoft, nella realtà spero che si siano estinte, ndr), Luttazzi può trovare immagini più ardite e più innovative – e non ha bisogno di nessuno che gliele suggerisca.
    Fargli gentilmente notare che dopo migliaia di omini con ombrelli in culo (Altan) e infinite battute deformi sul lato B delle ministre, forse l’ennesimo esempio di inchiappettamento=fregatura a scopo ridanciano è un’immagine di cui prevale l’offensività non è, a mio modestissimo avviso, un’idea campata in aria.
    Anche perché, banalmente, se continua così io agli spettacoli non ci vo più, ma mica per ideologia: semplicemente per noia.

    @ federica
    O cos’è questa che il fisting stimola la vagina?! 0_o
    Cribbio, devo aggiornarmi subitissimo!
    {cioè, parliamo sempre di un pungno che sale per un ano, no? perché l’idea di una mano intera che entra in una vulva… voglio dire, Lola VanGuardia l’ho letta anche io, ma pensavo che la sua fosse una trovata letteraria!}

  10. sara says

    Non so perchè sia venuta fuori una disquisizione sul sesso anale..
    @asino usare i luoghi comuni per scardinare il perbenismo cattolico e moralista italiano è una roba che non ha senso, come si fa a scardinare con i luoghi comuni? con i luoghi comuni semmai si riafferma, i “perbenisti” si scandalizzano per ben altro, quando una donna vuole autodeterminarsi ad es.

  11. Titti says

    Ho letto quello che pensa luttazzi della satira qui:
    http://www.danieleluttazzi.it/node/389
    Penso che in questo monologo, da uomo che non mette in scena sè stesso, bensì una donna che lui identifica con l’italia sottomessa e umiliata da una pratica che evidentemente lui considera degradante, stia facendo proprio quello che lui stesso chiama umorismo fascistoide. Questa considerazione è un’inferenza minima di ciò che lui stesso scrive sulla satira. Stefania Cantatore ha centrato proprio il problema quando dice che verso una battuta sessista siamo completamente anestetizzat*. Una battuta razzista, invece, avrebbe scandalizzat* tutt*. Questo la dice lunga su quanto la supposta sinistra sia completamente sorda a una sensbilità femminista che vada oltre un emancipazionismo egalitario o “pariopportunistico”. I corpi delle donne sono ancora corpi disponibili, evidentemente.

    E comunque questo non c’entra niente col fatto che il sesso anale sia da ritenere piacevole o no anche se un po’ di verosimiglianza col reale sicuramente avrebbe portato Luttazzi a considerare con più attenzione la metafora. Il sesso anale è piacevole, lo è anche la masturbazione anale, per quel che mi riguarda (sono una donna lesbica). Lo è a livello meccanico non simbolico. Se poi nel racconto satirico decidiamo di sospendere l’incredulità e diciamo che il sesso anale è spiacevole, ok, è un artificio narrativo, ma a quel punto i vincoli etici necessari per non cadere nell’umorismo fascistoide di cui lo stesso Luttazzi parla, devono rimanere ben saldi. E’ una questione di responsabilità non di bacchettoneria.

  12. sara says

    andrea,
    ma davvero sei venuto a dirci di cosa si DEVE occupare il femminismo?
    lo decidi tu?
    sai che l’agenda che hai descritto è quella delle giovini italiche di casapovnd?
    http://femminismo-a-sud.noblogs.org/…ssere-uteri
    scommetto che sei uno di loro…
    e che ci fate voi di casapovnd in mezzo al popolo viola?
    perchè sappiamo che ci siete, dai… 🙂

  13. Andrea says

    Credo si stia esagerando. Luttazzi ha fatto una metafora molto riuscita, non vedo perché prendersela con lui. Credo che il femminismo debba occuparsi di cose serie, come per esempio le discriminazioni delle donne madri o che vogliono esserlo sul lavoro.
    Lasciate in pace uno dei più grandi showman italiani, censurato dalle TV proprio perché dice delle grandi verità che nel regime italiano non si possono dire.

  14. silvietta says

    vi devo aggiornare su quello che si dice di voi in giro per la rete.
    molte e molti sono d’accordo.
    poi c’è il gruppo che dichiara lesa maestà una qualunque critica a santoro, travaglio, e ora anche a luttazzi. ho letto commenti di gente che fino a qualche anno fa su luttazzi diceva peste e corna non come voi che fate una critica su un passaggio preciso di un suo sketch.
    questo gruppo è lo stesso che dichiara urgente la lotta per la libertà di critica e di espressione. tra loro qualcuno dice che in italia non ci sarebbe più la necessità dell’esistenza delle femministe e che articoli come quello che avete pubblicato non dovrebbero circolare. 😀
    tanto per dirvi come stiamo messe.
    libertà di critica per tutti ma non per le donne, come al solito.
    ah, dimenticavo, tra le file del popolo viola ogni tanto appare qualche nome di maschilista a voi noto che approfitta della discussiona per dire che voi siete per la soppressione del genere maschile…
    ma questo è cosa solita, lo sapete.
    se ci sono novità vi aggiorno.
    io vi amo. come sempre.
    XD

  15. d-K says

    > tocca scrivere un manuale sul sesso anale 😀

    Oh, beh, non sarebbe una cattiva idea… 😉
    http://cadavrexquis.typepad.com/…e-maschili.html

  16. lina says

    x asino che vola

    c’è scritto nel ri-pps
    premurati di leggerlo perchè ti spiega che quello che a te sembra un dettaglio poco virile per quelle come noi è importante.

    tienilo duro mentre fai la tua guerra machista, mi raccomando.

  17. sara says

    mi sa che asino si ma che vola no perchè voli basso.

    intanto c’è specificato che la masturbazione in soliloquio è una fellatio, dicesi pompino, un po’ come d’annunzio, che sa tanto più di fascismo…

    ma evidentemente stai sul fronte opposto altrimenti capiresti la “metafora”.

    inoltre se tutta la questione dell’inculata si risolvesse nella trasgressione (inculare se stesso non è abbastanza trasgressivo?) allora berlusconi e tinto brass sono due capolavori di “trasgressione” anticlericale.

    basta che siano culi di femmine e che a incularle siano sempre maschi. no?

    ps: certo che la discussione sta liberando un po’ di misoginie sommerse… c’è chi parla liberamente delle proprie preferenze sessuali e chi approfitta e si lancia nella mischia per seminare i soliti semi che conosciamo benissimo…

  18. fikasicula says

    tocca scrivere un manuale sul sesso anale 😀
    tanto per dare il diritto alle donne a cui non piace di poterlo dichiarare senza che siano chiamate bacchettone (minkia la noia!) e per raccontare alle donne a cui piace il piacere soggettivo, a partire da sè e non dai pornazzi machisti o dalle figure retoriche e omofobiche di luttazzi.

  19. asino che vola says

    Riprendo il ps “quando sarai così bravo da definire il servilismo con una masturbazione in soliloquio “.
    Da quando tirarsi una sega è un atto di servilismo ?
    tipico veteromaschilismo ” sei un segaiolo “
    e allora ?
    Meglio una bella masturbazione che una brutta scopata.
    Da quando come godo io devono godere tutti ?
    Siamo per la selezione della razza ?
    Da quando la satira deve stare dentro dei canoni ?
    Abbiamo già Berlusconi che ci pensa a questo in italia.
    Certo che se da tutto un programma che chiaramente parlava di altre cose, l’unica idea che viene in mente è ” scriviamo a Luttazzi”, che usa chiaramente quelle immagini, in quanto luoghi comuni ( prenderla nel culo ) per scardinare il perbenismo cattolico e moralista italiano, siamo veramente senza rimedio.
    Quoto le affermazioni del simpatico finocchiaccio, ci insegna che ogni essere umano ha la sua sessualità e fisiologità, e la battaglia del conoscere e rispettare il proprio corpo ( maschile o femminile che sia ) è quella più importante.
    Adesso ne discuto con la mia compagna immaginaria.

  20. Luna says

    Bon, a me piace il sesso anale, ma non ha nulla a che fare, nel mio caso, né col piacere procurato al dolore, né con la sottomissione. Anzi, devo essere molto eccitata e devo essere io a farlo entrare perché se mi fa un minimo male nella penetrazione, cioè se non sono pronta, chiedo al mio ragazzo di interrompere immediatamente perché è una parte del corpo delicatissima; se c’è una minima lesione, se forzi quel poco, fa male. Se invece seguo attentamente quello che il mio corpo domanda, non sento alcun tipo di dolore ma solo piacere, sono io a volerlo sempre più e raggiungo spesso l’orgasmo, semplicemente. Quello che mi ha fatto molto incazzare nell’intervento di Luttazzi è stata proprio la convenzionalità nell’ identificare il rapporto anale come sottomissione cui la donna si presta passivamente e che dal dolore poi nasca il piacere senza che se ne renda conto (nonché l’utilizzarlo come metafora dell’italia servile). Ripeto; se c’è una volontà, una conoscenza del proprio corpo e grande rispetto da parte del partner che non deve fare altro che eseguire quello che la donna comanda (almeno nella prima fase), se il sesso anale è il tuo genere, può darti un grandissimo piacere.

  21. NAtla says

    E non è finita.
    Guardate cosa mi gira un collega, convinto che la cosa sia molto divertente
    http://news.abc24.it/…la-leader-pumps-group.html

    E poi si lamentano che chi lavora non ha più fiducia nelle rappresentanze sindacali…

  22. d-K says

    @Fika, in effetti gli si potrebbe inviare il link a questo post e al precedente invitandolo ad intervenire visto che ha lasciato “perplessa” ben più d’una persona.

    Per il resto, io ho interpretato diversamente il monologo e l’ho scritto anche nell’altro post. Credo avrebbe potuto cambiare alcune cose senza perdere l’effetto comico… Per il resto, reputandolo una persona intelligente, spero vorrà commentare.

    Riguardo il fatto di rappresentare se stesso al posto della donna, beh, Luttazzi non di rado ha scherzato sul farsi infilare un dildo nel culo (citando a memoria): “Com’era?” mi chiese lei. “Uhm, non male, ma ora toglilo dalla scatola”

  23. sara says

    “L’effetto umoristico e il ridere del pubblico si basano interamente sul presupposto [omo- e sessuo- fobico, e contemporaneamente sessista perché a subire è sempre Donna Italia] per cui il sesso anale fa male, è doloroso, e subirlo è lasciarsi sopraffare”

    Esatto! è questo il punto.

    “L’ano è mio è me lo gestisco io, lo apro e lo chiudo io che so come si fa e se uno sgarra lo caco fuori. Se qualcuno pensa che sia normale e inevitabile dapprima soffrire allora ha un’immagine o un’esperienza sbagliata”

    Se avesse rappresentato questo allora era da complimentarsi, invece è stato banale, sessista e maschilista, come piace agli italiani e anche alle italiane

  24. Chiara says

    @fikasicula No per niente, niente zona rossa. Con intimità non intendevo qualcosa d’impacchettabile per scambi equi, rilasciata in automatico appena mi trovo bene con un uomo. Non mi ci riferivo in termini di qualcosa di “mio” concesso, ma come una situazione coinvolgente, che si crea insieme e spontaneamente, se c’è complicità, e ti ripeto, non (solo) mentale ma fisica! 😉

  25. fikasicula says

    saretta,
    il post è un po’ una lettera aperta 🙂
    però per me il punto non è solo perchè usa il sesso anale come metafora della sottomissione ma perchè al posto della sottomessa ci mette una donna.

  26. federica says

    x si-culo

    il fisting comunque stimola la vagina. non è la stessa cosa 🙂
    il dildo l’ho usato con lubrificante, con calma, con curiosità e comunque non mi è piaciuto.
    pensavo che il problema fosse mio perchè sono lesbica ma poi ne ho parlato con donne etero ed è lo stesso.
    perciò porto la testimonianza di almeno venti donne (lesbiche e etero) alle quali non piace 🙂

  27. saretta says

    ciao,

    che ne dite di scrivere una mail a luttazzi?

    io lo sto già facendo (ho visto ora il video) ma sarebbe bello farlo anche collettivamente.

    credo che il punto centrale sia: perché un maschio intelligente come luttazzi ha usato il sesso anale come metafora della sottomissione?

    non credo invece che sia importante interrogarci sul piacere o non piacere che ognuno di noi può provare durante i rapporti anali.

  28. si-culo says

    [in risposta a Daniela, che chiama in causa la popolazione gay]
    Premesso che di cazzi in culo ne ho presi, in svariate posizioni e dimensioni, e l’ho anche dato in altrettante svariate posizioni (le dimensioni no, sono sempre quelle)
    – noi finocchiacci abbiamo la prostata, che aiuta parecchio quando si tratta di piacere
    – esiste un problema di posizioni, che non è un problema assoluto ma relativo all’unicità dei corpi in ballo
    – …ecco, appunto, il fisting… c’è a chi piace anche quello e non ho mai sentito di una donna cui piacesse il fisting, ma ci sono maschi etero cui piace il fisting; quindi forse non è il caso di spiegare il piacere anale mettendolo in relazione due anatomie che soprattutto nelle parti basse sono assai diverse [immagino che nessuna di voi abbia mai eiaculato mentre un pene premeva contro la prostata].

    Ciò detto: io ho fatto una lettura totalmente invertita (e quando mai!) dell’intervento di Luttazzi; mi rompe anche un po’ i cojoni che si usi sempre l’inculata come metafora della sottomissione. E mi irrita che la persona inculata – uomo o donna – ci debba sempre fare la figura dell_ scem_.
    L’immagine per cui l’ano si apre sotto pressione e poi è tutto un godimento è agghiacciante. L’ano è mio è me lo gestisco io, lo apro e lo chiudo io che so come si fa e se uno sgarra lo caco fuori. Se qualcuno pensa che sia normale e inevitabile dapprima soffrire allora ha un’immagine o un’esperienza sbagliata, derivante da cattiva (e androcentrica) educazione sessuale.
    Semmai può bruciare dopo per cattiva lubrificazione.
    Il porno autoprodotto online comunque dovrebbe offrire di tutto e anche di più.ù
    L’effetto umoristico e il ridere del pubblico si basano interamente sul presupposto [omo- e sessuo- fobico, e contemporaneamente sessista perché a subire è sempre Donna Italia] per cui il sesso anale fa male, è doloroso, e subirlo è lasciarsi sopraffare.
    Cercate un power bottom su xtube e poi ne parliamo…

    anyway… il dildo l’hanno fatto apposta per portersi impossessare di un fallo senza che ci fosse attaccato un maschio maleducato incapace di capire cos’è che stava facendo.

  29. daniela says

    “non credo sia come dici. nessun@ vuole dimostrare niente. la generalizzazione non ci piace.”

    “perchè vedi, qui si partiva proprio dal fronte opposto, ovvero da chi sosteneva che mi deve piacere per forza e che se non mi piace è addirittura perchè c’ho il condizionamento mentale…”

    ah beh io avevo capito esattamente il contrario, anche rileggendo quanto scritto sopra (che poi la propria sessualità debba essere legittimata dalle categorie letterarie, con tutto il rispetto per le fonti…mah)
    vabbe’, l’importante è il confronto, grazie.

  30. Barbara says

    Io sono una donna eterosessuale e mi piace il sesso anale.
    Proprio per questo, non ho capito per quale motivo Luttazzi lo abbia usato come metafora di quello che Berlusconi fa all’Italia. Cioè, l’ho capito benissimo, per lui è una pratica degradante per chi partecipa passivamente, immagino donne e uomini, mentre è eccitante ed esprime potenza e potere per chi partecipa attivamente. Immaginario e vissuto che non è il mio, e che considero davvero maschilista.

  31. Silent says

    Chiaramente quando ho scritto l’ultimo intervento non potevo vedere i commenti che sono stati scritti nel frattempo, in cui si è detto che il problema non è tanto se esista il piacere anale, quanto il fatto che questo non deve essere visto come universale e come simbolo di apertura mentale. Su questo sono perfettamente d’accordo.

    Però… scusate se ve lo faccio notare.
    L’atteggiamento “Ehi, voi donne che amate il sesso anale, descriveteci l’orgasmo anale se siete capaci, se no vuol dire che siete delle bugiardone assoggettate dai luoghi comuni maschilisti”, non è proprio il massimo 🙂

  32. Silent says

    Secondo me sbagliate a definire il sesso anale come una pratica da film porno machista, che non può piacere veramente a una donna. Può anche darsi che non porti all’orgasmo (anche se non vedo perché dubitare delle donne che affermano che così all’orgasmo ci arrivano), ma non tutto ciò che eccita alla fine porta all’orgasmo: io considero il seno una zona erogena, ma so che da solo non mi porterà mai all’orgasmo. La domanda “com’è un orgasmo anale” secondo me è poco sensata. Io non so descrivere neanche l’orgasmo clitorideo, ma questo non significa che non ne abbia una percezione ben chiara.

    p.s. Luttazzi ancora non l’ho guardato, quindi non posso ancora pronunciarmi riguardo, ma vi farò sapere 🙂

  33. fikasicula says

    @chiara

    ovvio che ciascuna può fare quello ch vuole e può cercare sintonia come vuole.
    se te la vivi bene, alla grande. siamo con te.
    non mi torna la faccenda dell’intimità: sesso anale=cessione di zona intima è come dire che se ti conosco allora ti faccio violare la zona rossa 😀

    @sera

    non credo sia come dici. nessun@ vuole dimostrare niente. la generalizzazione non ci piace.
    si sta dicendo che l’immagine di quella donna prona e sottomessa non ci piace.

    e poi, a partire da noi, perchè si fa così almeno da queste parti, stiamo ampliando il discorso e ci stiamo chiedendo se possiamo prenderci il diritto di dire che no, non ci piace il sesso anale. stiamo esplorando la donna clitoridea e quella vaginale. la lonzi non ci ha lasciato in eredità nulla a proposito della donna anale e a noi sembra che l’assenza di questa lieta categoria letteraria non sia per noi poi questa gran lacuna.

    perchè vedi, qui si partiva proprio dal fronte opposto, ovvero da chi sosteneva che mi deve piacere per forza e che se non mi piace è addirittura perchè c’ho il condizionamento mentale…

  34. sara says

    Per quanto mi riguarda non ho nessun problema ad accettare che a una donna possa piacere il sesso anale, a me interessa solo che sia un desiderio suo, la scenetta illustrata da Luttazzi è uno stereotipo maschilista in tutti i suoi particolari e se qualcuna ci si riconosce peggio per lei. Io una donna che gode e fa una cosa per sè non ce l’ho vista, è ovviamente una sottomissione, oltretutto inconsapevole e infatti la “metafora” vuole dimostrare quanto sia assurdo godere nel farselo mettere nel culo. Insomma chi ce lo prende non figura tanto furbo e sveglio, invece usare qualcuno come oggetto sessuale (o come altro) è da mascalzoni ma di sicuro anche da furbi. Donne che amate i rapporti anali, guardate che non vi ha fatto un complimento eh!

  35. Sera says

    scusate ma davvero credete di poter dimostrare che il piacere del sesso anale per la donna non esista? o che sia rappresenti una forma di piacere negativa? per fare questo dovreste intervistare ogni donna su questa terra che l’ha provato. e sareste comunque smentite, visto che già una di quelle a cui piace ha risposto qui.
    ma anche se riusciste a dimostrarlo, dove volete arrivare? volete arrivare a dire che luttazzi non ha il diretto di usare questa metafora perchè non esistono donne che amano il sesso anale?

  36. Chiara says

    “quando troverete un rapporto anale con un pene che raggiunge la clitoride o la vagina da dietro allora nel corpo femminile avranno costruito la Tav.” A Basare la piacevolezza e il desiderio di un tipo di rapporto sessuale in base a quanto porti all’orgasmo ti mette sullo stesso piano dell’uomo che crede che il tutto finisca una volta venuto e si rinfila le mutande.
    A me il sesso anale piace, e tanto, e lo chiedo perchè mi piace, perchè lo trovo un rapporto estremamente intimo, che non chiederei mai ad un uomo senza amarlo o stimarlo, e per mia fortuna esiste. Perchè la conquista sta nell’imparare a chiedere ciò che eccita e l’avevo letto con piacere proprio su questo blog. E quando dico intimo lo intendo proprio dal punto di vista fisico, per il contatto e l’aderenza, per l’attenzione che senti nei movimenti, per la necessità di complicità, di conoscere il corpo che hai davanti, o dietro 🙂 E non mi sento per niente trasgressiva nell’affermarlo, proprio perché testa e corpo sono perfettamente in armonia, senza doversi dimostrare nulla a vicenda.
    le mie due monetine.

  37. daniela says

    un orgasmo è un orgasmo, solo che è in una zona diversa e le sensazioni sono più forti…non capisco comunque, se non esistesse, cosa starebbe a fare tutta la popolazione gay maschile.
    Non voglio fare un elogio del sesso anale, né indurre nessuno all’insicurezza – non parliamo poi delle bizzarre conseguenze a cui porti il discorso. Semplicemente mi sembrava assurdo negare la realtà.
    Detto questo,anch’io continuo a preferire il sesso vaginale. Ciao.

  38. sara says

    @fikasicula

    yes 😀
    si, ma poi vaglielo a dire che il sesso non è tutto etero e che questa unica rappresentazione della donna come “confusamente” partecipe (no no, ahi ahi, si si, lo voglio) di una dose di sesso anale è sessista.

  39. fikasicula says

    @sara

    dici:
    “ma ci spieghi concretamente com’è un orgasmo anale?
    di che è fatto? che si prova?
    perchè altrimenti siamo sul vago.”

    siamo sul vago…
    il nervo, per l’appunto! 😀

  40. sara says

    ma ci spieghi concretamente com’è un orgasmo anale?
    di che è fatto? che si prova?
    perchè altrimenti siamo sul vago.

    dopodichè la tua osservazione sul condizionamento mentale al piacere fisico mi sembra un bel modo di convincersi che ci deve piacere tutto perchè siamo tanto trasgressive.

    personalmente quando ho smesso di fare a gara a chi dimostrava di essere più figa con le trasgressioni e ho cominciato ad ascoltare di più il MIO corpo allora la mia testa si è dovuta adeguare.

    quindi semmai la testa ti dice spesso che devi farti piacere una cosa perchè fa figo fartela piacere.

    detta alla rovescia si può dire anche che questa è una argomentazione tipica di chi da un lato ti da della puritana moralista e dall’altra ti dice che lo stupro è ok, basta che la mente che si ribella alla sottomissione non intralci la dilatazione dei buchi.

    la descrizione che leggo in questo post e nei commenti di fika a proposito di sesso anale dicono di cose fisiche e non mentali.

    se non piace FISICAMENTE, perchè fa male, perchè stimola la defecazione, si parla di cose fisiche.

    dove lo vedi il condizionamento mentale?
    e se diciamo che il dolore e il NON piacere è sempre dettato da una forma di condizionamento mentale (come se dovessimo sopportare tutto e il contrario di tutto) allora si aprono le porte dello stupro all’infinito.

    non ti sembra un bel modo di inculcare insicurezza nella percezione di sè della propria sessualità che le donne hanno?

  41. sara says

    Dire che il governo ce la mette nel culo è roba vecchia, certo che la scenetta di una donna a quattro zampe il cui culo viene forzato con il compiacimento della sottomessa, è sempre buona da usare, la descrizione è minuziosa, con l’iniziale ritrosia dell’ingenua che offre i suoi buchi al cazzone profanatore, il successivo sbalordimento dovuto da cotanto riempimento e poi alla fine il cedimento, quando il culo è definitivamente violato, è il momento in cui la donna si trasforma e urla da brava porca goduriosa, perché all’uomo piace così, quale modo migliore per farsi una bella ridacchiata da caserma collettiva? e alcune donne lo trovano divertente e geniale? allora i porno dovrebbero essere premiati con l’oscar. Ma andate di cuore a fare in culo, c’erano tante donne in platea, ogni volta si parla come se ci si rivolgesse solo agli uomini e in che modo poi, usando le donne, perchè a quattro zampe nel suo bel monologo non ci s’è rappresentato il coglione di Luttazzi stesso? perchè non ci ha offerto il suo di culo per la metafora? Luttazzi in ginocchio con le braccia tese, il culo e la bocca disponibili, uomini in fila dietro e donne in fila davanti, un orgasmo per tutti, i papponi sono tanti. Che cavolo c’entra essere moralisti? Guardate che è questo il moralismo, se si usava un’immagine sessuale diversa con due uomini o con la donna attiva allora sì che tutti si scandalizzavano. Solo quando si degradano le donne nessuno di scandalizza, anzi è l’immagine sessuale per eccellenza.

  42. daniela says

    Io sì. L’amica che mi prestò il libro pure.
    Secondo me è un po’ il contrario di come pensate, il corpo di per sé prova piacere, ma è la mente che non accetta la sottomissione – il che è più che legittimo, ma non significa che la reazione fisica non ci sia. Poi siccome il sesso è soprattutto mentale “decidiamo” che ci piace meno.
    In ogni caso anche se non condivido certe argomentazioni anche a me Luttazzi non è piaciuto.

  43. sara says

    il libro lo conosco, è del ’94. non dice nulla e non chiarisce nulla rispetto alla possibilità per le donne di avere un orgasmo anale.

    tu l’hai mai avuto?
    io no. qualcuna l’ha mai avuto?
    si tratta della stezza panzana che gli scienziati un giorno no e uno si ci propinano per dirci quant’è bello stare sotto con lui sopra in penetrazione costante?
    stessa educazione sessuale androcentrica?

    com’è fatto ‘st’orgasmo, eh?

    bah!!!

    io concordo con il post, a me il sesso anale fa l’effetto di una supposta. mi fa cagare e mi fa male e non direi mai uhm, gemito, si, dai, lo voglio.

    è una visione maschile di una cosa che eccita i maschi.

    per molti sostituisce la possibilità di appropriazione di un buco ancora vergine.
    ci mettono le bandierine. te lo chiedono: qui hai avuto rapporti ma qui no, è vero?

    almeno un buco glielo devi concedere come fosse la prima volta ed è di una noia mortale.

  44. daniela says

    l’orgasmo anale esiste, si può negarlo solo per ideologia o ignoranza (nel senso etimologico e non offensivo del termine, cioè per non averlo provato).
    E’ una sensazione forte, diversa da quella vaginale, ma esiste come piacere in sé – e non come riflesso di quello maschile.
    Esiste un libro in proposito, “Il piacere negato” – non ricordo l’autore- che ne spiega molto bene la fisiologia.

  45. chiara says

    copio e incollo un contributo già postato su fb:

    il problema non è il sesso anale.

    qui si sta dicendo che il sesso anale viene mostrato come atto di sottomissione. la metafora mostra un dominatore e una dominata sottomessa. luttazzi chiarisce queste figure dicendo che il primo è il cavaliere e la donna sarebbero i giornalisti e la gente compiacente.
    perchè la donna dovrebbe essere identificata in questa categoria di persone?

  46. fikasicula says

    ma si che ce lo chiediamo, cara annarita (se sei tu oh veramente annarita?).

    lo stiamo chiedendo e siamo liete che tu, una su sei miliardi, dici che ti piace. leggiamo comunque anche che non avresti comunque l’orgasmo senza “lo sfregamento sulla tua vagina”.

    proprio come scrivevo.
    col sesso anale viene lui, non tu. col sesso anale illustrato da luttazzi viene lui perchè non c’è neppure lo “sfregamento” di cui parli tu.

    quando troverete un rapporto anale con un pene che raggiunge la clitoride o la vagina da dietro allora nel corpo femminile avranno costruito la Tav. 😛

    ahahahahahah

  47. Annarita says

    “dove stanno queste donne? ce le portate per favore?”…allora, A ME PIACE. Vi posso assicurare che lo chiedo io a mio marito perché mi piace tanto ed è un piacere diverso rispetto a quello del rapporto vaginale. Se volete i particolari, io sto comunque sotto e lui sopra (posizione del “missionario” e non quella dell’inculata classica descritta anche da Luttazzi) e lo “sfregamento” del suo corpo sulla mia vagina mi fa venire alla grande lo stesso. Ve lo scrivo perché non sopporto le persone che pensano che siccome una determinata cosa non piace a loro allora non può piacere a nessuno…al mondo siamo in 6 miliardi e più…quante altre donne ci saranno che come me godono davvero nell’avere un rapporto anale con il proprio partner? Almeno chiedetevelo.

  48. fikasicula says

    @sera
    infatti qui nessuno mette limiti alla provvidenza.
    ciascuna può fare quello che diamine vuole.
    ma anche tu stai semplicemente dicendo che “ci sono donne…”
    è un sentito dire, iniziato chissà dove e chissà come.
    le conosci?
    hai approfondito?
    io ho parlato con tante di quelle donne e ti giuro che non ne ho trovata una a cui piaceva.
    per quello che mi riguarda il “ci sono donne…” resta una leggenda popolare.

    potrei dire che “ci sono donne” a cui piace essere penetrata in tre direzioni diverse contemporaneamente, come amano dirci quelli che producono film porno maschilisti, ma non ne ho trovata una che lo avesse mai fatto.

    si tratta di sostituire anche le figure retoriche sessiste con nostre figure retoriche.

    poteva parlare di fisting, almeno cambiava la direzione e una volta tanto era LUI a godere perchè faceva godere LEI.

  49. Sera says

    si, io credo che esistano donne a cui piace. io sono lesbica, e anche molto giovane, e non sono sicuramente una di queste. ma proprio per questo so che le donne non sono tutte uguali, e ognuna trova il piacere in un modo diverso! per me che sono abituata alla dolcezza delle mani della mia ragazza,anche solo immaginare una penetrazione vaginale è doloroso, figuriamoci anale. eppure a tante donne piace, sia l’una che l’altra. e non mi sconvolge la cosa.

  50. fikasicula says

    ahahahah
    mi piace che qualcuno mi dia della bigotta. godo all’infinito.
    pazienza, prima o poi qualcun@ me lo doveva dire.

    il punto, care consorelle, è che non sono nè scandalizzata nè turbata da quello che ha raccontato luttazzi. per me può raccontare di inculate da qui all’infinito.

    sono solo molto annoiata per i motivi descritti.

    inoltre, per le due persone (donne?) che reiterano questa leggenda popolare del “ci sono donne a cui piace prenderlo nel culo”, una domanda:

    dove stanno queste donne? ce le portate per favore? perchè io di amiche ne ho tante, noi insieme abbiamo un esercito di amiche e come capirete non lesiniamo racconti e dettagli sulle nostre vite sessuali e giuro, ma veramente giuro che a parte sentire questa cosa ripetitiva (ci sono donne a cui piace) ce ne fosse stata una a dire che non lo faceva per LUI, che per avere l’orgasmo aveva comunque bisogno di stimolazione alla clitoride e che questa cosa, lungi da me dall’identificarla con il male, stava più circoscritta nella soddisfazione della fantasia del partner, come fosse un goal necessario da fare, un altro buco da sconsacrare…

    alla sacralità dei buchi in generale non abbiamo mai creduto. personalmente metterei su tutti i buchi un cartello con su scritto “qui non mi piace” “qui mi piace” ed è di questo che si sta parlando…

    tornando a bomba.
    ci sono donne a cui piace?
    ma veramente?

    parliamone…
    con sincerità sincera, però. a partire da voi che scrivete.

  51. Serbilla says

    P.S.
    Se noi non abbiamo capito l’intervento (ma non è così, l’intervento e l’intento è chiarissimo, è il simbolismo che non ci piace), allora tu non hai capito la critica.

  52. Sera says

    Io credo che invece di focalizzare l’attenzione sulla metafora, che a mio parere rende bene l’idea, avreste dovuto apprezzare uno dei rari momenti di libertà di espressione in questo paese. E poi, come ha detto Laura…ci sono donne a cui piace, senza dubbio, e la metafora di Luttazzi non riguardava una situazione di violenza, ma una situazione di intimità tra due fidanzati, in cui entrambi godono. Dai ragà, un pò di flessibilità…

  53. Serbilla says

    Non si tratta di questo Laura, si tratta dell’immagine, non è il sesso anale, ma la scenetta della donna reticente, che prova dolore, che non vuole e poi cede e gode, è questo, è quel no che si trasforma in si.
    Perchè ogni critica alla rappresentazione del sesso viene intesa come forma di bigottismo? è una questione di rappresentazione e messaggio.

  54. Laura says

    temo proprio che non abbiate capito l’intervento di luttazzi. che ha parlato di sesso anale tra fidanzati. e che voi ci crediate o no, sono tantissime le donne a cui piace. non ha parlato né di stupro, né di forzatura. vogliamo provare a perdere un po’ di bigottismo?

  55. Serbilla says

    Comprendo il contesto, apprezzo Luttazzi, ma sono d’accordo, avrebbe potuto elaborarla meglio, invece si è buttato sul facile. Niente di più facile che usare le donne.

  56. Anna Maria Giansante says

    Sono pienamente daccordo: anchio ho pensato le stesse cose durante l’intervento

Continuing the Discussion

  1. Aurora linked to this post on Aprile 2, 2010

    Di 30.03.2010 Di Daniele Luttazzi mi piacciono da morire certe definizioni, ad esempio quella che ha dedicato alla Moratti: "", e a Fini (Gianfranco) "" I suoi libri mi hanno divertito molto. A volte lo trovo geniale. Però g