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I bavagli non ci piacciono nemmeno quando sono tinti col nero del lutto

Al di là delle pratiche che loro suggeriscono, condivisibili o meno, da arricchire secondo la modalità e la creatività che possono esserci più affini, però l’idea di fare azione diretta senza aspettare la chiamata dei leader mi sembra assolutamente apprezzabile.

Da mamma.am e peacelink.it

Campagna per l’invito all’azione diretta contro la disinformazione e la propaganda

"No ai bavagli, si’ alla pace" e’ una campagna per l’invito dei cittadini all’azione diretta contro la disinformazione e la propaganda che condizionano la vita delle persone, e spesso la espongono a gravi pericoli.

E’ una campagna che non ha un centro di organizzazione e si propone unicamente di raccogliere visibilita’ a tutte le iniziative di gruppi e singole persone che decideranno di attivarsi su questi temi, "manifestandosi" anche in assenza di una manifestazione di piazza.

L’iniziativa e’ promossa dal portale di satira www.mamma.am e dall’associazione PeaceLink (www.peacelink.it).

TESTO DI ADESIONE DELLA CAMPAGNA

I bavagli non ci piacciono nemmeno quando sono tinti col nero del lutto, travestiti con una finta pieta’ che pretende il silenzio, mentre altre vite umane sono stroncate proprio dal silenzio sulle guerre, dalla propaganda che ha imbavagliato ogni dissenso, dall’informazione con l’elmetto ormai completamente "embedded" nei ranghi militari, funzionale alle strategie di pochi e non alla cultura di tutti.

E’ per questo che noi continueremo a manifestare e a manifestarci, anche senza raggruppare milioni di persone in piazza. Siamo cittadini liberi senza potere per guidare le folle, e anche se lo avessimo non vogliamo essere i leader di nessuno.

Ci limitiamo a dire che sabato 19 settembre e’ importante fare qualcosa, qualsiasi cosa, per chiedere a gran voce un paese dove l’informazione sia talmente libera da prevenire le guerre future raccontando con onesta’ quali sono gli interessi nascosti dietro quelle passate e presenti.

Lanciamo un invito a tutte le persone che vogliono reagire: riunitevi nelle biblioteche di quartiere per declamare poesie contro la guerra, stendete bandiere di pace ai balconi, tappezzate le scuole con foto di guerra censurate dalla stampa perbenista, occupate i consigli comunali chiedendo ai vostri rappresentanti un dibattito pubblico sulla partecipazione italiana a guerre di aggressione, presentatevi nelle redazioni dei quotidiani e delle Tv locali con materiali pacifisti chiedendo che vengano trasmessi per rispetto di tutti i soldati vivi che potrebbero morire domani, portate le chitarre davanti alle sedi della Rai e suonate tutto il repertorio di Bob Dylan, armatevi di telecamere e fate domande su queste guerre ai politici di qualunque ordine e grado, suonate il campanello del vostro vicino guerrafondaio e regalategli un libro di Gandhi, insomma inventatevi qualcosa con creativita’ e liberta’, anche se non ci sono leader o grandi organizzazioni a guidare la vostra protesta.

Oggi piu’ che mai, il destino di tante persone dipende dalla nostra capacita’ di reagire. Senza capi. Con fantasia. Con la forza nonviolenta della verita’. Con l’impegno di tutti e il cuore di ciascuno.E’ per questo che il prossimo 19 settembre, e anche nei giorni a venire, ci impegnamo pubblicamente per difendere con tutti i mezzi a nostra disposizione l’informazione libera che e’ il miglior antidoto a tutte le guerre.

Un gruppo di liberi cittadini e associazioni.

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Posted in Anticlero/Antifa, Iniziative, Omicidi sociali.