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Ma quanto è brutta la ministra Fornero

E non in senso fisico, ovviamente. Però ci piaceva questo titolo, dato che a tenerla a battesimo fu un articolo tutto da dimenticare dal titolo “la ministra più bella del mondo”. Invece è brutta, brutta come i suoi collaboratori. Brutta come il governo che lei rappresenta e che legittima con lacrime e bon ton. Brutta perchè fa parte di una brutta strategia atta a far passare come cose belle delle cose bruttissime.

A dirvelo non sono io ma è quel bel giornale di squadriglia antiberlusconiana, ve lo ricordate? Quello che sponsorizzava le marcette degli indignati e che si batteva la mano sul petto a favore delle donne?

Convinta che per capire cosa intende fare il governo bisogna decostruire gli articoli dei quotidiani che meglio vorrebbero ben rappresentarlo ecco l’ultima sorpresa targata Repubblica.

Fino a ieri stava in homepage, poi eclissato, forse perchè si sono accorti che la stronzata era così grossa da risultare impopolare. Un titolone diceva che il contratto unico nazionale era un buon mezzo contro la precarietà. Balle.

Le frasi chiave della faccenda stanno tutte lì:

Continued…

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Sleep Dealer

Sleep Dealer è un film di Alex Rivera. Ha vinto un Sundance Festival e come molti altri che parlano di Messico e immigrazione riesce a usare un linguaggio come la fantascienza per raccontare il presente con metafore assolutamente credibili.

Dopo la costruzione del muro che separa il Messico dagli Stati Uniti e che blocca il flusso di migrazione tra un paese e l’altro, tuttavia gli Stati Uniti trovano il modo per sfruttare l’energia vitale dei migranti senza accettarne i corpi.

Nasce il sistema della connessione a distanza attraverso la quale un corpo umano può attivare le funzioni di un robot che svolgerà delle mansioni a seconda di ciò che il datore di lavoro richiede. Così ci sono decine e decine di individui connessi a delle macchine, le quali sono pericolosissime per la salute dell’uomo ma questo ai lavoratori nessuno lo dice.

In un contesto in cui l’acqua è stata privatizzata, in cui società di monopolio statunitensi si sono appropriate delle fonti idriche, realizzando dighe e monopolizzando i prezzi di vendita del liquido, in cui l’esercito americano sorveglia quei siti impedendo ai contadini di accedere alle risorse, e in cui è possibile che un ragazzo, un hacker, per il semplice fatto di voler comunicare con il mondo esterno sia scambiato per un terrorista e sia oggetto di una missione militare.

Continued…

Posted in Pensatoio, Vedere.


Tu licenzi? Io non ti compro!

Il 2012 comincia male, a partire dalle operaie della Omsa che ricevono un fax che dice che saranno licenziate senza più possibilità per alcuna trattativa.

Iniziamo un anno fatto di buone pratiche di lotta. Per esempio:

– non si compra più niente da quelle aziende che licenziano, sfruttano, violano i diritti delle donne;

– non si compra più niente da quelle aziende che pubblicizzano il proprio marchio con pubblicità sessiste;

– non si compra niente da chi sfutta con il lavoro nero, i contratti precari;

– non si compra niente da chi molesta, insulta, offende le donne in mille modi.

Boicotta Omsa e Boicotta tutti i marchi di chi ci insulta tutti i giorni.

Tu licenzi? Io non ti compro.

Solidarietà alle operaie della Omsa.

Posted in Fem/Activism, Omicidi sociali, Precarietà, R-esistenze.