A Porto Sant’Elpidio quattro fascisti, armati di tanica di gasolio e urlando “viva il duce” hanno aggredito un gruppo di prostitute rumene e di trans lasciando a terra un bel po’ di contusi. Si ipotizza che i tizi siano all’origine di un’altra aggressione avvenuta un anno fa.
Se i fascisti aggrediscono le sex workers
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– Gennaio 5, 2012
Feti-cismi: gli assassini siete voi!
Sui Feti-cismi il dibattito continua. Ne segnala presenza, con qualche aggiornamento, Loredana Lipperini, che racconta come a Caserta si sia stipulato un protocollo d’intesa per la sepoltura dei feti da loro definiti ovviamente “bambini non nati”. Loredana segnala anche un pezzo su Il Fatto Quotidiano che Lorella Zanardo aveva osservato per la tremenda conclusione di alcuni commenti (tipo: “allora depenalizziamo l’infanticidio!” et voilà, assassine in un colpo solo e in senso generalizzato…). A margine vi segnaliamo anche un post di narrazione di una esperienza personale di interruzione di gravidanza scritto su MenoePausa.
Per nulla inattesa, in effetti, perchè come dicevamo ieri questo genere di provvedimenti sono fatti apposta per contrastare la legge 194, per demonizzare le donne e per rafforzare l’ideologia integralista che vuole donne che abortiscono e chi le aiuta in galera.
Lo ripeto perché deve essere chiaro a tutt*.
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– Gennaio 5, 2012
Che cos’è Femminismo a Sud
Sì, certo, è un blog. Uno spazio virtuale nel quale molte persone pubblicano testi e link su diversi argomenti.
Molte persone. Sì, Femminismo a Sud è un collettivo; diverse persone che decidono di collaborare, mantenendo distinte le proprie posizioni, perché sentono e hanno la prova che la discussione tra loro ha basi comuni, è sempre critica e costruttiva, porta all’attenzione argomenti e punti di vista che altrove non sono espressi, o non lo sono del tutto, o non apertamente.
Le molte persone che ne fanno parte sono di generi diversi, di formazione diversa, sono nate e vivono in luoghi diversi. Tutte queste caratteristiche differenti fanno di Femminismo a Sud un luogo a volte molto produttivo, a volte molto discontinuo nelle sue presenze, a volte martellante nella sua comunicazione. In tutte queste espressioni non manca mai, però, né la critica né l’apertura. Femminismo a Sud “si” legge molto e spesso, e ogni cosa che vi viene scritta suscita un dibattito acceso e fitto prima di tutto al suo interno.
Anche per questo Femminismo a Sud è sempre disponibile ad ospitare cose scritte da altri. Qualunque cosa arriva a Femminismo a Sud entra nel circuito critico del collettivo, che non ha alcuna regola esclusiva – a parte evitare gli insulti fini a se stessi e la pubblicità inutile.
I punti fermi per tutti sono l’antisessismo, l’antifascismo, l’antirazzismo e l’antispecismo. Ma sono forme molto variegate e complesse di opposizione, e Femminismo a Sud cerca di raccoglierle e veicolarle quante più sono. E’ un lavoro notevole, soprattutto se fatto da volontari, ma i risultati arrivano. Tramite le sue pagine, i suoi link, il suo ormai notevole archivio, Femminismo a Sud è anche un deposito di informazioni ed esperienze che è molto raro trovare in rete – in questa quantità e in questa varietà.
Proprio perché è un collettivo, il linguaggio di Femminismo a Sud è molto vario, nei toni, nel lessico, negli argomenti. E’ molto semplice criticare ogni cosa scritta qui – il problema non è quello. Il problema è contestarlo apertamente e partecipare a un dibattito. Questo, purtroppo, non succede molto spesso, perché molti preferiscono non mettersi a discutere con un intelocutore libero e volontario. Il web non cambia le abitudini, specie le peggiori. Anche nel web la maggioranza delle persone preferisce, pur avendo a disposizione controparti interessanti e interessate, stare sempre in mezzo a compagnie rassicuranti e confortanti, che non intaccano le proprie convinzioni, che non costringono a (ri)pensare le proprie certezze.
A me invece questa compagnia piace molto. Imparo da chi è diverso da me, soprattutto se mette a disposizione gratis tempo e spazio per starmi a sentire. E’ sempre uno scambio, e mai un’imposizione. E’ sempre un mettere insieme, e mai un dare e avere. Addirittura, si riesce a far cambiare idea a qualcuno, parlandoci e facendolo partecipare. Credo che questa si chiami politica, e mi piace così.
A voi piace così?
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– Gennaio 5, 2012

