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Delitti, media, padri separati

[Ancora un tentativo di strumentalizzazione di una vittima di femminicidio da parte dei maschilisti che gestiscono la pagina fake NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE. Attenzione: continuano a cambiarle titolo non appena segnaliamo la pagina su Stefania.]

Linguaggi. La ragazza del Bangladesh strangolata, fino a che non si sapeva che il potenziale assassino è un italiano s’è detto che era una storia “etnica”. Ora i titoli dicono che è stata ammazzata dall’amante. E si spiega, con dovizia di particolari, dando per buona una versione presa chissà dove, che lei, puttanissima, stava con un piede in due scarpe, fidanzata al paese suo e con l’amante in Italia, dunque si sposta la questione da un terreno etnico-razzista a un altro terreno sessista-misogino giusto per dire che in fondo la colpa è sempre o degli stranieri o delle femmine.

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Posted in Misoginie, Omicidi sociali, Pensatoio.


#11 vittime nel 2012. C’è la crisi, sorella: devi morire!

Dopo la strage commessa da quello che i supporters della lobby dei padri separati si sono apprestati a giustificare, in cui hanno perso la vita quattro persone, ex moglie, figlia di 8 anni, suocera e cognato, prima che egli stesso decidesse di mettere fine alla sua miserabile esistenza, nel giro di due giorni ci sono state altre tre vittime, due soltanto oggi.

Una ragazza di diciotto anni strangolata e uccisa, una donna ammazzata dal marito a pistolettate, dopo che egli già l’aveva ferita poco tempo fa in testa con un’accetta ed era stato semplicemente posto in ricovero psichiatrico e poi lasciato libero di fare il cazzo che gli pareva, un’altra strangolata davanti alla figlia quindicenne dal marito per il quale al solito si trovano parole buone. “Disoccupato” è la parola chiave, che sta a raptus, a depresso, a geloso, a separato e a vaffanculo a tutti quelli che continuano a giustificare questa strage di innocenti.

Uno sterminio che continua tale e quale e rispetto al quale gli argomenti a supporto e a giustificazione sono sempre gli stessi. Avanzeranno ancora i negazionisti, quelli che useranno ogni strumento per impedirci di rendere visibile un fenomeno che ha dell’impressionante, avvocati e stronzi che andranno in televisione a dire che è tutta colpa della crisi e poi sarebbe colpa delle donne assai cattive che non colgono il disagio psicologico del maschio anni tremila, ché questi esseri informi, e mi riferisco agli assassini, non importa siano semplicemente quelli che continuano una tradizione infausta, fatta di cultura patriarcale, di possesso, autolegittimazione allo sterminio. Non importa niente a nessuno, come sempre.

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#8 – Chi ammazza tutta la famiglia è solo un assassino!

Sono quattro le vittime che ha lasciato stecchite un uomo violento, viene descritto come un giocatore, uno che quando aveva finito di consumarsi tutto alla macchinetta per il poker poi andava sotto le finestre della ex moglie a dirle che l’amava. L’ha uccisa e così ha fatto con la figlia di 8 anni e con la suocera e il cognato.

E con ciò siamo a #8 vittime in totale dall’inizio del 2012 e ovviamente anche per una strage di tali proporzioni si trova ogni scusa. Emerge con frequenza l’alibi della disoccupazione, che è come per le imprese che vogliono delocalizzare e licenziare, speculando, quando ti dicono che lo fanno perchè “c’è la crisi”.

Di disoccupati è pieno il mondo e di persone irresponsabili che tentano di addebitare il fenomeno della violenza sulle donne al degrado o all’etnia degli assassini è piena l’Italia.

I violenti sono violenti a prescindere dalla condizione economica e dallo stato di precarietà e siccome noi siamo precarie/e e non abbiamo mai ucciso nessuno reputiamo offensivo che si parli di una condizione che semmai produce rabbia, forse esasperazione, ma verso chi ti licenzia e ti lascia in mezzo alla strada e non verso un genere in particolare.

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Posted in Omicidi sociali, Pensatoio.