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#11 vittime nel 2012. C’è la crisi, sorella: devi morire!

Dopo la strage commessa da quello che i supporters della lobby dei padri separati si sono apprestati a giustificare, in cui hanno perso la vita quattro persone, ex moglie, figlia di 8 anni, suocera e cognato, prima che egli stesso decidesse di mettere fine alla sua miserabile esistenza, nel giro di due giorni ci sono state altre tre vittime, due soltanto oggi.

Una ragazza di diciotto anni strangolata e uccisa, una donna ammazzata dal marito a pistolettate, dopo che egli già l’aveva ferita poco tempo fa in testa con un’accetta ed era stato semplicemente posto in ricovero psichiatrico e poi lasciato libero di fare il cazzo che gli pareva, un’altra strangolata davanti alla figlia quindicenne dal marito per il quale al solito si trovano parole buone. “Disoccupato” è la parola chiave, che sta a raptus, a depresso, a geloso, a separato e a vaffanculo a tutti quelli che continuano a giustificare questa strage di innocenti.

Uno sterminio che continua tale e quale e rispetto al quale gli argomenti a supporto e a giustificazione sono sempre gli stessi. Avanzeranno ancora i negazionisti, quelli che useranno ogni strumento per impedirci di rendere visibile un fenomeno che ha dell’impressionante, avvocati e stronzi che andranno in televisione a dire che è tutta colpa della crisi e poi sarebbe colpa delle donne assai cattive che non colgono il disagio psicologico del maschio anni tremila, ché questi esseri informi, e mi riferisco agli assassini, non importa siano semplicemente quelli che continuano una tradizione infausta, fatta di cultura patriarcale, di possesso, autolegittimazione allo sterminio. Non importa niente a nessuno, come sempre.

Su facebook esiste una pagina facebook di 400mila e rotti affiliati (e cancellatevi e leggete i contenuti che divulga prima di cliccare su “like” come automi sciocch*), trovati chissà come e gestita da maschilisti e padri separati (parenti prossimi di chi ha clonato il nostro blog, di chi passa il tempo a diffamarci in ogni dove e di chi ha clonato il blog Bollettino di Guerra per togliergli visibilità) che continuano a  sputare fango e merda contro le femministe e a dire che le morte ammazzate muoiono perché gli assassini sarebbero vittime di donne senza scrupoli. Hanno testè coniato perfino una pagina fasulla a nome di Stefania Noce, secondo quello che ci viene segnalato lì su facebook, per poi veicolare parole d’odio contro le donne.

Gli istigatori d’odio sono persone che giustificano la violenza maschile, anzi la negano, e sono quelli che in passato, come abbiamo sempre documentato, hanno gioito per la morte di donne e anzi hanno auspicato un’armageddon. Sulla pagina facebook gestita dalle nostre sostenitrici qualcuna si chiedeva come mai fosse così semplice invocare inchieste e attenzione per parole di giubilo espresse per la morte di un giudice e nessuno abbia mai fatto niente per chilometri di frasi apologetiche in cui il femminicidio diventa perfino un’arma di terrorismo per tutte le altre donne, attraverso la quale certi uomini garantiscono a se stessi ancora impunità e anzi ripropongono il loro ricettario fatto di proposte di legge che schiavizzano le donne e mettono in pericolo anche i bambini (come la proposta di legge 957 sull’affido condiviso), di una retorica che favorisce la discriminazione delle donne e che le allontana dai figli come ultima strategia di vendetta dopo la separazione.

Persecuzione, stalking giudiziario o fisico, patologizzazione e criminalizzazione per le donne separate, e nessuna attenzione per le loro vite.

Stanno morendo, una ad una, e noi urliamo da tempo che nessuno fa nulla, se pensiamo che i supporters dei padri separati hanno perfino acquistato, legittimamente certo, per quanto eticamente criminale, tutti i domini (si intende: siti web) o quasi sui centri antiviolenza per spargere merda contro di loro e paventarne una chiusura, si capisce qual è il livello dello scontro.

Sono cose serie di cui bisogna occuparsi, che riguardano politiche terribili, supportate da reazionari e presunti libertari, inclusi quei radicali che in parlamento tra una interrogazione e l’altra, stabiliscono che il diritto alla paternità sia più importante che combattere contro una sindrome fasulla (Pas) che mette schiena contro il muro ogni donna che vuole difendersi dal marito violento.

Quando una legge che tutela le donne vittime di violenza? Quando un’attenzione precisa verso i centri antiviolenza? Quando la si smetterà di portare avanti retoriche razziste e islamofobe che giustificano tutti gli italiani, la stramaggioranza, che commettono femminicidi? Quando si smetterà di giustificare ogni parola, ogni sdoganamento, ogni istigazione alla violenza? Quando si deciderà ad allontanare ‘sti uomini violenti dalle vite di donne e bambini che hanno ogni diritto di essere tutelati? Quando si anteporrà il diritto al lavoro, al reddito, per ogni donna che dovrà essere facilitata nella sua ricerca di autonomia invece che essere condannata alla dipendenza economica finanche dall’ex marito? Quando si investirà in un welfare che non sacrificherà le donne sull’altare  della cura familiare, rendendola precaria e mai nella possibilità di lasciare l’ex e andarsene e rifarsi una vita ove potrà sentirsi protetta e lontana dal suo stalker? Quando?

QUANDO?

La violenza maschile è una costruzione culturale fatta di omertà, complicità, banalizzazione, negazionismo, legittimazione sociale, e si serve di queste e mille strategie retoriche per continuare a proliferare…

—>>>Bollettino di Guerra

—>>>Lo storify di Jumpinshark

—>>>Il post de Il Tafferuglio Interiore

Posted in Misoginie, Omicidi sociali, Pensatoio, R-esistenze.


3 Responses

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  1. Giulia Morris says

    C’è un problema che il marx, non così Engels, non ha saputo “vedere” o, forse, non ha voluto. “L’origine della familia” di Engels, spiega molte cose. Il celodurismo non è solo “tesoro” del nord…

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  1. 15. La violenza sulle donne riguarda tutti! « Fabio Macori linked to this post on gennaio 14, 2012

    […] deve cominciare a dirlo e già lo dice. Lo faccio anch’io. Fatelo anche voi, per favore. Perché altrimenti siamo tutti/e […]

  2. La violenza sulle donne riguarda tutti! « Meno e Pausa linked to this post on gennaio 14, 2012

    […] deve cominciare a dirlo e già lo dice. Lo faccio anch’io. Fatelo anche voi, per favore. Perché altrimenti siamo tutti/e […]