Ce l’ha segnala Marris (Grazie!). Una pubblicità razzista che riproduce tutti gli stereotipi classici delle vecchie campagne d’etiopia o d’abbissinia di epoca mussoliniana. L’immigrato brutto, pure un po’ scemo e sborrone, che con occhio allucinato, tanto per costruire di lui una immagine comunque “diversa”, dove diversità non è una bella cosa, dall’uomo bianco e maybe vicentino.
Un uomo così attinge dagli stereotipi lombrosiani, da quell’intento che vuole contribuire alla creazione di un immaginario che lascia credere allo straniero come brutto, sporco e cattivo, pericoloso per i bimbi e per le donne o comunque uno da ridicolizzare.
La pubblicità è stata realizzata per conto di una palestra che immancabilmente mette a fianco al brutto anche una bella figa che non fa mai male. Come dire che quel bel pezzo di carne fresca comunque non è roba per lui, il nero, l’immigrato. E questa cosa delle palestre che si pubblicizzano ammiccando agli uomini e comunicando il fatto che lì dentro troveranno tanta pappa giovane è già una costante.

