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Buon San Valentino?

Buon San Valentino un cazzo!

#21 vittime di violenza maschile, bambini inclusi, dall’inizio del 2012. Tante donne sterminate dagli ex. Tante donne perseguitate, ancora dagli ex. Tante donne maltrattate con cifre in costante aumento a tal punto che l’Onu parla dell’Italia come della nazione che al pari di Ciudad Juarez può usare il termine Femminicidio.

Un Bollettino di Guerra che si completa con narrazioni raccapriccianti su vere e proprie scene di tortura intrafamiliare dove le donne sono trattate assai peggio che le vittime di un qualunque altro apartheid.

Luoghi in cui le donne condannate in solitudine immaginano di potersi liberare del proprio carnefice altrimenti protetto dietro una enorme muraglia di complicità e omertà.

E poi i livelli di complicità dell’Italia tutta, votata alla costante giustificazione dell’uomo che opprime, a favorirgli vita, carriere, futuro, a coccolarlo in quanto fedele aguzzino a salvaguardia del sacro valore della famiglia.

E l’esercizio dello stupro punitivo a danno di ragazze libere che vorrebbero dire di no. E ci svegliamo tutti i giorni con il racconto di una donna che ha subito abusi per la quale vengono usate parole insultanti, fatte di vomito di fedelissimi ad un regime patriarcale che resiste e insiste a sbriciolare le nostre esistenze.

Siamo in Italia dove ancora i movimenti ultracattolici impediscono che nelle scuole si faccia educazione sessuale, per insegnare ai ragazzi e alle ragazze cosa sia la sessualità consapevole e consensuale. Invece tutto qui è giocato sul dominio, gli equivoci e i fraintendimenti, con scene di interi clan familiari e tutto il vicinato a difesa dello stupratore che rimane sempre libero di stuprare ancora, se non con il suo pene sicuramente con le sue parole.

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Traduzione articolo ”’Prostituzione – perché solo silenzio?”’

 

 

PHOTO BY: Jonathan Hyams: winning image of a sex worker in Zimbabwe from the Ctrl.Alt.Shift competition.

[ fonte:sweat.org]

Thabitha Khumalo, membro del Parlamento di Bulawayo Est (Zimbabwe, Movement for Democratic Change – Tsvangirai), si è espressa in difesa del lavoro sessuale.  E’ stata diffamata da colleghi legislatori e politici, ma ha rifiutato di ignorare un tema che crede venga inutilmente spazzato sotto il tappeto.

In un’intervista a Newsday, Khumalo ha detto che c’è tanto silenzio intorno alla questione delle persone che lavorano sessualmente in Zimbabwe.
“La più grande sfida con l’umanità è quando arriviamo alle questioni con cui abbiamo un conflitto, noi tendiamo ad assumere una strategia di evitamento, ma evitando i problemi  questi non se ne vanno”, ha detto.

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Posted in Fem/Activism, Omicidi sociali, R-esistenze, Sex work.


Autoreferenziale: grazie alle donne e agli uomini che lottano anche nel web!

Stasera parlavo con un gruppo di persone, tra i quali un uomo e una donna, entrambi approdati per caso su femminismo a sud e poi ci siamo riconosciuti in uno dei tanti appuntamenti in giro per il mondo. Tu sei quella di femminismo a sud? Ma certo, si, lo rivendico con orgoglio. E loro a dirmi che all’uno avevamo cambiato la vita e all’altra la percezione delle cose. Lui dopo aver letto post dopo post e aver seguito la nostra rete di riferimento, si era appropriato di un mondo che è anche il nostro e rispetto al quale noi da sempre facciamo da apripista. Ci siamo noi, esiste un punto di riferimento e questo è consolante per chi rimane in solitudine in angoli sperduti dell’Italia e diventa un modo per conoscere altre persone tutte meravigliose e belle, tutte in lotta per mille ragioni, tutte a lavorare strenuamente rivendicando diritti per se stessi e gli/le altr*.

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