Per lavorare devi farti vivisezionare, questo a noi è chiarissimo e il fatto che una persona, una donna, abbia denunciato questo stato di cose non ci sorprende e ci stupisce semmai che sorprenda altri.
Lei va a chiedere un lavoro e lui le chiede se porta il tanga, quante volte fa sesso, se lo fa, con chi lo fa, come lo fa, perché lo fa, eccetera eccetera, e questo è grave non solo perché viola ogni diritto delle donne che chiedono un lavoro e che vengono sempre discriminate ma lo è anche per il fatto che la percezione di quali possono essere le disponibilità lavorative di una donna continua a peggiorare.
Com’è possibile che esistano migliaia di datori di lavoro che ritengano normale esigere da una cameriera, un’impiegata di qualunque genere, da far schiattare di lavoro con una paga minima, così disperata da abbassarsi a rispondere a domande che potrebbero valere solo in caso di prostituzione?
Il perché è molto semplice e lo dice l’Istat un giorno si e uno no giacché sa bene che le donne non lavorano, che vengono pagate molto meno degli uomini se riescono a beccare un impiego e che moltissime un lavoro neppure lo cercano più in parte anche per evitare di subire queste umiliazioni.
Ma a fronte dei ministri che dicono che siamo sfaticate e comodose, che esigiamo quella noia di posto fisso, che altrimenti siamo fannullone e perditempo, allora facciamo che accettiamo che la prostituzione sia di fatto legalizzata, anche se la prostituzione dovrebbe essere una scelta e non un obbligo, e perciò esigiamo di godere di pari dignità e diritti di ogni altro genere di lavoratori e lavoratrici. E dato che nel mio curriculum non conta niente il mio titolo di studio, la mia competenza ed esperienza, le mie capacità professionali, le qualifiche acquisite, allora vorrà dire che dettaglierò altro genere di capacità che potranno così essere valutate in sede di colloquio.
Anzi direi che dovremmo tutte modificare i curriculum e rompere il velo dell’ipocrisia e scrivere nero su bianco quello che questo genere di datori di lavoro vogliono sapere.


