Tu, Manganelli. Di nome e di fatto, ché prima blateri di anarchici, anarco-insurrezionalisti, terroristi, black bloc pronti a uccidere, e poi l’assassino sei tu con le tue truppe di occupazione pronte a tutto pur di difendere la nazione, l’ordine, e perchè no, pure dio e la famiglia, ché il fascismo lo sprigionate da ogni centimetro di pelle e di stronzate che vi escono dalla bocca. Tu, Repubblica, coi tuoi repubblichini, pronta a ciarlare di democrazia finchè ci sono nani ai quali affibbiare la colpa anche del brufolo che v’è apparso sulla faccia, ma che se c’è un dissenso non pilotato dai vostri interessi allora dagli di teorie astratte, di buoni e pacifici e cattivi e violenti, prese di distanza.
#NoTav: Voi, assassini. Noi liber* e lottiamo. Non ci fermerete mai!
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– Febbraio 27, 2012
Moralista sarai tu!
Lorella Zanardo dal suo blog ci invita a riflettere su un fenomeno che da un po stavamo percependo. E’ tornato in voga il dare della moralista alle femministe e in generale a chi tenta di fare una riflessione sui corpi e la loro rappresentazione e sfruttamento nei media.
A me fa sempre molto ridere quando mi sento dare della moralista, o quando in generale qualcun* afferma che le femministe sono bacchettone, frigide o tutte invidiose delle bellezze a loro negate da madre natura. Sono tutte cazzate. Noi parliamo di corpi, di sesso, di libertà di scelta perché ci piacciamo e ci vogliamo libere. Ma le menti mediocri, che fanno battibecco invece di dibattito e insulto invece di critica evidentemente non ci arrivano o gli fa comodo negare questa realtà.
Che si fa allora? Ci sloghiamo la testa a forza di negare che no, non siamo moraliste? Usciamo di casa brandendo vibratori e ci masturbiamo alla fermata del bus ribattendo ai passanti indignati che siamo femministe? (L’idea comunque è simpatica).
Giorgia Vezzoli di Vita da Streghe prontamente ha creato un praticissimo How-to: Dieci facili consigli per non essere tacciate di moralismo mentre Lorella lancia un appello per raccogliere video, foto, performance che mostrino e costruiscano l’alternativa alla banalità del MUD, Modello Unico Televisivo di rappresentazione del corpo femminile.
Noi intanto pubblichiamo questo video che arriva dalla Spagna, realizzato dalla Marea Violeta, il movimento di donne che lotta contro i tagli al sociale, alla sanità, all’istruzione da parte di questo nuovo governo di destra, cattolico e reazionario, e che usa proprio i corpi femminili come veicolo del messaggio politico femminista.
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– Febbraio 27, 2012
La Commedia del Paradosso
Partiamo dal retroscena.
In un noto studio televisivo, in prima serata, si conduce una puntata sullo stato di salute dell’informazione pubblica. Nodo centrale della questione la libertà di espressione, declinata nella fattispecie su alcune affermazioni di Adriano Celentano, che invoca la chiusura di giornali come Famiglia Cristiana ed Avvenire.
Si apra ora il sipario.
Nella polemica si inserisce Lucia Annunziata, che nella sua perorazione per la libertà di espressione e parola, arriva a dire su Celentano: «Lo avrei difeso anche se avesse detto che i gay sono da mandare al campo di sterminio» ed aggiungendo poi «sto estremizzando per dire che la questione dei contenuti è una questione in qualche modo irrilevante rispetto al diritto di libertà di parola in un servizio pubblico».
Cala il sipario, fine.
Più che gli applausi si sentono i fischi.
Di fronte ai quali, Lucia Annunziata replica: «[la frase] Era a mio parere chiaramente paradossale. Veniva infatti alla fine di un discorso in cui ho preso nettamente le distanze sui contenuti dagli attacchi fatti da Celentano all’intera stampa italiana. Ho difeso la libertà di espressione dell’artista, ma ho usato l’esempio, di proposito estremo, della ferocia anti-gay per rendere più chiara l’esistenza anche di una contraddizione tra questo diritto e il merito delle opinioni che si esprimono».
(Comunque, molto interessante.
Lucia Annunziata pronta a tutelare a qualunque costo la libertà di espressione di Adriano Celentano, in prima linea nell’invocare la limitazione della libertà di espressione di due giornali cattolici.
Come esempio per corroborare questa strenua difesa della libertà, usa la legittimità dell’opinione di mandare ai forni chi esprime liberamente la propria affettività e sessualità, di fatto limitando la libertà d’espressione di un soggetto terzo.
In effetti inizio anche io ad intravedere qualcosa di paradossale.)
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– Febbraio 27, 2012
