Firenze, #ottomarzo. IO L(‘)OTTO SEMPRE: pranzo sociale, proiezione e dibattito
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– Marzo 5, 2012
Media e femminicidio: non esistono ragioni valide per ammazzare le donne!
Leggo stamattina di una strage compiuta da un uomo. I nomi delle vittime: La donna si chiamava Francesca Alleruzzo, la ragazza Chiara Matalone. L’uomo si chiamava Vito Macadino, il ragazzo Domenico Tortorici. Produco un ragionamento, rilancio proposte operative su un probabile Movimento di Lotta contro la Violenza sulle Donne e aspetto.
Aspetto di ascoltare e leggere le reazioni. Gli antifemministi procedono con la solita trafila di argomenti a sostegno della tesi secondo cui le donne verrebbero uccise per colpa di leggi femministe, prodotte da uno Stato femminista, applicate a sostegno di femministe che deruberebbero gli uomini dei propri beni e dei propri affetti. Cambia il tempo e cambiano le ragioni di legittimazione sociale della violenza. Un tempo gli uomini si diceva avessero diritto di patire per astinenza da possesso del corpo di una donna e dunque il diritto di compiere un delitto d’onore. Era il tempo in cui il controllo si realizzava sulla vita delle donne in ogni suo aspetto. Poi la storia cambiò. Gli uomini non poterono più controllare le donne come avrebbero voluto fare, un rapporto non consensuale non si poteva più “riparare” con un matrimonio e fu definito stupro, la persecuzione divenne stalking, la donna è ora libera (lo è davvero?) di scegliere con chi stare e con chi fare sesso, e se le donne sfuggono il controllo allora è bene tenerle imbrigliate per ciò che da quei corpi può nascere. Così si realizza l’oppressione nei confronti delle donne per tutto ciò che riguarda sessualità, aborto, contraccezione, figli, affido. L’attuale versione del perché gli uomini uccidono le donne, quella fornita da antifemministi e padri separati per capirci, è mirata alla costruzione di una nuova forma di legittimazione sociale a prolungamento di un controllo sulle donne anche dopo il divorzio che si realizza attraverso un ricatto sociale perenne.
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– Marzo 4, 2012
Otto Marzo: MLVD e maschere rosse contro la violenza maschile sulle donne!
Sono sei in tutto le persone uccise in appena tre giorni, dal 2 al 4 marzo, tutte per mano maschile e per la stessa ragione. Una donna sgozzata in una esecuzione vera e propria. Appena ieri un agente della municipale dotato di pistola (e non si capisce perché) ha ammazzato la moglie. Stanotte un altro uomo compie una strage. Ammazza l’ex moglie e un suo amico, poi, non contento, va a casa di lei e ammazza la figlia ventenne che lei aveva avuto da un’altra relazione e il fidanzato della ragazza. Quattro vittime in tutto, senza contare i bambini che erano testimoni della vicenda e che sono vittime di violenza assistita. Tra donne, bambini, uomini come vittime di vendetta trasversale presi di mira sempre per questioni rivendicazione di diritto proprietario sul corpo di una donna siamo a #35 vittime dall’inizio del 2012. Il bilancio del 2011 si chiudeva con #138 vittime. L’inviata Onu per verificare lo stato di attuazione della Cedaw in Italia ha parlato di Femminicidio e ha chiarito che il nostro paese praticamente non fa nulla o quasi per fronteggiare questa terribile emergenza. Dunque in attesa che il mondo capisca che in Italia le donne muoiono di morte violenta più di quanto le persone muoiono per mano della criminalità organizzata siamo noi a dover sopperire al vuoto di informazione.
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– Marzo 4, 2012


