Come sempre parliamo di animali: umani e non. Di recinti, gabbie d’acciaio e prigioni.
La notizia dalla quale prendiamo spunto è questa.
La macabra scoperta di per sé non rappresenta una novità: l’Italia pullula di cosiddetti ‘canili lager’, strutture che non permettono l’ingresso a chicchessia – in particolar modo a eventuali volontari (che potrebbero diventare scomodi testimoni di quotidiane barbarie) – e che non danno in adozione i cani, stipati in gabbie sovraffollate e lasciati semplicemente a marcire – poiché maggiore è il numero di animali ‘ospitati’ nella struttura, maggiori sono le entrate. Tutto questo chiaramente con la complicità dei veterinari facenti capo alle diverse ASL dei territori, i quali dichiarano sempre le strutture a norma salvo poi cadere dalle nuvole quando questi orrori vengono denunciati.
Il momentaneo choc che segue la lettura di simili notizie è però del tutto fuori luogo poiché, a ben vedere, noi viviamo, subiamo e partecipiamo alla costruzione di innumerevoli recinti per milioni, anzi miliardi, di prigionieri : nei canili come nei CIE, nelle prigioni come negli allevamenti intensivi, passando per i campi rom o le reti di un non cantiere.
Quanti sono i recinti sui quali ogni giorno posiamo lo sguardo? Continued…


