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Di canili, reti, gabbie d’acciaio e CIE.

Come sempre parliamo di animali: umani e non. Di recinti, gabbie d’acciaio e prigioni.

La notizia dalla quale prendiamo spunto è questa.

La macabra scoperta di per sé non rappresenta una novità: l’Italia pullula di cosiddetti ‘canili lager’, strutture che non permettono l’ingresso a chicchessia – in particolar modo a eventuali volontari (che potrebbero diventare scomodi testimoni di quotidiane barbarie) – e che non danno in adozione i cani, stipati in gabbie sovraffollate e lasciati semplicemente a marcire – poiché maggiore è il numero di animali ‘ospitati’ nella struttura, maggiori sono le entrate. Tutto questo chiaramente con la complicità dei veterinari facenti capo alle diverse ASL dei territori, i quali dichiarano sempre le strutture a norma salvo poi cadere dalle nuvole quando questi orrori vengono denunciati.

Il momentaneo choc che segue la lettura di simili notizie è però del tutto fuori luogo poiché, a ben vedere, noi viviamo, subiamo e partecipiamo alla costruzione di innumerevoli recinti per milioni, anzi miliardi, di prigionieri : nei canili come nei CIE, nelle prigioni come negli allevamenti intensivi, passando per i campi rom o le reti di un non cantiere.

Quanti sono i recinti sui quali ogni giorno posiamo lo sguardo? Continued…

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Fascismi, Diaz e punto G

Ieri è stata una giornata tutto sommato abbastanza soddisfacente. L’antifascismo che ha legittimità o se la riprende nell’unica giornata, pare, salvo qualche caso, in cui antifascisti e antifasciste non vengono malmenati da qualcun@ che difende il diritto alla libera espressione di quegli altri che vanno in giro armati di spranghe, bastoni e tanta voglia di “eliminare” le “zecche” rosse. E noi, come si fa nell’ora d’aria per i carcerati, ci siamo fatti le manifestazioni, abbiamo continuato a incazzarci per tutte le sconcezze dette e fatte, abbiamo bevuto un sorso di vino e ricordato quelli e quelle che hanno lottato e sono mort* per la loro e la nostra libertà e per finire siamo andat* pure al cinema a vedere una delle cose in un modo o nell’altro da vedere in questo momento e abbiamo preso una tranvata in faccia mentre il film Diaz ci riportava alla memoria le tante cose non fatte, dette, ciò che il film ha completamente cannato e ciò che gli estimatori solertemente rimuovono, l’eccessiva fedeltà alle versioni processuali, che mitigano e rimuovono una verità tanto peggiore di così, e quelle figurine di soggetti sparsi che sembrano in un villaggio vacanze quando chi c’era sa benissimo che già dal venerdì mattina e ancor di più al pomeriggio con la morte di carlo giuliani a nessuno era rimasta la benchè minima voglia di farsi schitarrate, manco fosse un fottuto rave, ché c’era solo da restare vivi e resistere nella consapevolezza di essere in uno stato di “sospensione del diritto”, a chiamarlo secondo le versioni dei politically correct, come se normalmente il diritto esistesse e fosse ripristinato, e poi il bilancino tra buoni e cattivi, nella pretesa di ricavare una complessità guardando tutto e tutti dall’alto senza capirci granché e in definitiva a mancare il ricordo di quello che successe dopo, di quel movimento che c’era e che implose per necessità di far quadrato con la versione ufficiale della storia, quella compatibile con le istituzioni malate di questo paese, dei politici che non vollero una commissione di inchiesta, a partire da Di Pietro, sbirro ora e semper fidelis, che oscilla tra il “sinistrismo” e la voglia di “legge reale” e di spalleggiare la polizia per partito preso, e tutto quello, poi, che è già stato detto e, dunque, non ripeterò, e, insomma, la giornata è trascorsa all’insegna del siamo tutti uniti e in lotta.

Continued…

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Buon 25 aprile. Antifascist* sempre!

Buon 25 aprile, buona resistenza, antifascist* sempre. Per liberarsi anche da quei presunti femminismi che non hanno nulla di libertario, che amano dividere il mondo in sante e puttane, in donne per bene e donne per male, che ritengono che le donne non abbiano facoltà di parola salvo quando danno loro ragione, che immaginano, al pari di certi uomini, le donne tutte come “vittime” o “colpevoli” negando loro la possibilità di scegliere quale professione svolgere, che sessualità vivere, con chi viverla e infliggendo loro autoritarismi sotto forma di “tutele”.

Lontane da quel presunto femminismo che insiste nell’attribuirci come unica scelta la “voglia incombente di maternità”, incastrandoci in ruoli predefiniti. Lontane da chi usa stereotipi per definire le donne (tutte materne, tutte inclini alla cura) per consegnarci responsabilità e funzioni che NON scegliamo. Lontane da chi usa le donne come testa d’ariete per ottenere legittimazione per ministre e donne di potere, spesso di destra, che non ci rappresentano.

Lontane da tutti i cripto fascisti, i patti “di genere” bipartisan che escludono gli uomini perché li ritengono tutti sbagliati e colpevoli sin dalla nascita operando una criminalizzazione di un intero genere supponendo loro di essere moralmente superiori solo perché donne…

Contro tutti i fascismi: donne, uomini, gay, lesbiche, trans, sex workers, precarie, precari, migranti, operai, operaie, disoccupati, disoccupate, antifascist*, antirazzist*, antisessist*, antispecist*…

Ps: chi altr@ vuole venire con noi? :))

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Quelle non sono le mie sorelle

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