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Ossa nude

Per Vanessa, dalla nostra amica Antonella di MenoePausa:

E’ lacerante vedere il viso di questa giovane ragazza che non è riuscita a sopravvivere ad un uomo che da lei voleva tutto.

Quelli come lui sono cannibali, strappano la nostra carne a morsi e poi la mangiano, ci lasciano con le ossa nude, prive di energia per poter camminare e uscire e vedere il sole, ci tengono prigioniere mentre succhiano il nostro sangue, con le catene fatte di ricatti, bugie, quella disperazione d’egoismo che non sanno mutare in amore vero.

Senza di te non vivo. Senza di te io soffro. Senza di te non posso stare. Ma impiccati bastardo e datti pace. Vai a quel paese e cresci, codardo intriso di vittimismo che ribalti tutto a tuo favore per dare a lei la colpa della tua violenza.

Smetti di sviluppare amori/dipendenti. L’amore non è possesso. Lei non è mai una tua proprietà, lei è una persona e se ti dice basta è basta e se ti dice no è no.

Posted in Corpi, Omicidi sociali, Pensatoio.


Morte di una donna

Dalla nostra amica, une delle Malafemmine, una di noi, Just Laurè:

“In compenso, sapevo servirmi del linguaggio che, esprimendo la sostanza delle cose, le illuminava” (Simone De Beauvoir).

Ho riscoperto queste parole evidenziate da un leggero tratto di grigio in un libro che da un po’ di tempo affascina i pochi minuti che sfuggono al disordine delle mie giornate. Immagino di averle sottolineate spinta dalla profonda convinzione del primato delle parole nel definire il mondo e quanto contiene.

In molti modi si può indicare la stessa cosa. Poche parole, però, esprimono la sostanza di quella cosa. Poche, precise parole ne illuminano il senso.

Quella frase sottolineata in grigio ha fatto capolino nella mia mente perchè leggere mi piace molto. E sebbene i giornali, i quotidiani tendano a tediarmi, se non ad indispettirmi per il modo prevalentemente acritico con cui alcuni di essi presumono di informare il pubblico, bè a volte la stampa cattura i frammenti sparsi della mia attenzione.

E’ accaduto ieri, oggi. Accadrà forse anche domani, e dopodomani.

Succederà almeno fino a quando si continuerà a definire “passionale” l’uccisione di una donna per mano di un qualunque uomo fremente di rabbia, violenza e gelosia.

Non è la giusta parola “passionale”, non definisce la sostanza di un’azione che, ben lungi dall’esprimere passione, reca in sè piuttosto la mediocre oscurità di chi, carico di disprezzo, soffoca una vita, compensando la sua debolezza con la fine dell’altrui esistenza.

Vanessa non è morta per la passione di qualcuno che la amava.

Continued…

Posted in Comunicazione, Omicidi sociali, Pensatoio.


Cinquantaquattro

Nella mailing list di coordinamento dei blog femministi si discute dei vari modi attraverso i quali comunicare e raccogliere contenuti e proposte contro la violenza sulle donne. Tante hanno già detto e stanno già dicendo parole, ciascuna a partire dalla propria sensibilità ed esperienza. Contrarie alla modalità a reti unificate che appiattisce differenze e sensibilità uniformandole al parere di chi ha più visibilità mediatica, noi continuiamo a ribadire, contro ogni egemonia culturale e dal margine, che ogni singola voce è importante. Incluso la nostra. La proposta di una di noi, che potete discutere, integrare, sottoscrivere, spammare, è quella che leggete sotto. Per Vanessa, per Stefania, per tutte.

Cinquantaquattro

Sono #54 le vittime di violenza maschile in Italia dall’inizio del 2012. Inclusi bambini e uomini, nuovi partner, che diventano vittime trasversali di delitti finalizzati a sancire un diritto di proprietà degli ex o attuali partner sulle donne.

L’ultima vittima, Vanessa, aveva vent’anni. Nei media ancora una volta si avanzano moventi che realizzano un terreno di legittimazione della violenza sulle donne. Gelosia, raptus, droga, insistendo sul dettaglio dei contesti che da nord a sud vedono ripetersi esattamente le stesse dinamiche.

Continued…

Posted in Comunicazione, Critica femminista, Fem/Activism, Iniziative, Omicidi sociali, Pensatoio, R-esistenze, Scritti critici.