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Riapre Casapound a Firenze (se ne sentiva proprio il bisogno)!

Riprendiamo dal blog del Collettivo Politico di Scienze Politiche di Firenze un post che parla della apertura di una sede di Casapound a Firenze. Perché dopo la strage dei senegalesi effettivamente di una sede del genere si sentiva proprio il bisogno:

Mentre Firenze Antifascista è impegnata in una giornata in ricordo di Samb Modou e Diop Mor, i due ragazzi uccisi dal neofascista di Casapound Gianluca Casseri, e in solidarietà agli antifascisti sotto processo, Casapound Firenze apre la sua nuova sede a due passi dalla questura.

La nostra giornata di piazza è il frutto di un dibattito sviluppatosi negli ultimi mesi fra varie realtà del territorio che ha portato alla creazione di una mostra sulla strage di Piazza Dalmazia e sui legami e le coperture dei fascisti nella nostra città. Questa è Firenze: se da un lato gli antifascisti sono costretti a subire perquisizioni denunce e condanne, ai fascisti viene sempre più data agibilità e la possibilità di aprire nuove sedi.

Alcune splendide foto ricordo:

Continued…

Posted in Anticlero/Antifa, R-esistenze.


Snoq e la modalità partito: proponi una Zanardo e poi bruciala!

Partiamo dal dibattito che sta impegnando parte delle donne che stanno in rete sul web. Dal post di Vita da Streghe, agli appelli di Donne in Quota, alle discussioni che si sono esplicitate attorno a tutto ciò.

Care, questo non è un dibattito che ci ha appassionato, lo sapete, né ci appassiona adesso, ma alcune tra voi erano e sono convinte che la partecipazione di una persona portatrice degli stessi principi nei media istituzionali che veicolano spesso messaggi sessisti avrebbe potuto cambiare le cose.

Io/noi siamo convint* che i media vanno #occupati in senso reale, con una azione di delegittimazione delle funzioni e degli incarichi a presiederli e poi con la creazione continua di tanti, reali, affidabili, più credibili, media alternativi. Noi un media già ce l’abbiamo, ed è il media del futuro, è internet, ed è questo il media sul quale vogliamo investire. Da qui si parte. Non odiare i media, si diceva già fin dai tempi di Indymedia, essilo, bee media, tu sei il media. Bisogna esserne consapevoli e andare avanti in quella direzione. A partire dal tuo punto di forza. Con tutto il rispetto, ovvio e sacrosanto, per chi vuole fare una scelta diversa che noi non faremmo. Con tutta la stima per persone che, a prescindere dalla differenza di opinioni, sappiamo faranno cose belle ovunque vadano. Con la seria volontà di partecipare comunque ad un dibattito che certamente ci riguarda.

Alcune tra voi stanno comunque chiedendo ora a Snoq come mai ha mollato la candidatura di Lorella Zanardo per il Cda Rai e abbia attuato gli stessi vecchi schemi di partito di sempre. A noi non serve chiederlo. Lo sapevamo. Lo sappiamo. Ci spiace per Lorella il cui nome è stato prima usato, al punto tale da essere addirittura sovraesposto e vituperato, e poi abbandonato. E’ il metodo usato nelle candidature in quota partito. Si mettono in piazza nomi popolari, si anticipano, per bruciarli e poi scegliere nomi che ai partiti interessano di più. Ci spiace per le donne che c’hanno creduto. Noi continuiamo ad esserci per offrire spazio per la discussione e la critica.

Così abbracciamo tutte, Lorella in testa, e vi auguriamo un buon dibattito.

Posted in Comunicazione, Critica femminista, Pensatoio.


Contesti, approssimazione e sessismi

C’è Annamaria Bernardini de Pace che scrive un articolo di per se’ né bello né brutto. Sta nel suo copionificio, una cosa che deve scrivere in quanto che si occupa di diritto di famiglia, separazioni, divorzi, mediazione familiare, affido, eccetera e lei su ‘ste cose ci campa, dunque un articolo dovuto. Spesso scrive cose che non condivido, alcune volte invece si. Talvolta dice cose che condivido ma le dice di merda. Come in questo caso in cui per dire che agli uomini non puoi appioppare un figlio se quel figlio non lo vuole sente il bisogno di sputare stereotipi e banalità una dietro l’altra, un po’ come quelle donne un po’ rosicone che per far notare che non sono d’accordo con altre donne finiscono con il comportarsi come dei troll sessisti che sputano veleno misogino ad ogni rigo.

La de Pace dice una cosa ovvia. Tu, donna, puoi scegliere se tenerti o meno un figlio e lui deve subire la tua decisione. E io sono d’accordo. Non fosse che dire di essere d’accordo significa dover specificare che se permetto a lui di prendere parte alla mia decisione, mentre il mondo è lì che tenta di limitarla, di impedirmi di scegliere, negandomi contraccettivi, pillola del giorno dopo e ru486, questo significa che comunque non può impedirmi di interrompere la gravidanza se è quello che voglio.

Ed è quella la contraddizione che apre e il punto è sempre lo stesso: non può prevalere il diritto di un embrione sul mio diritto di donna. Io sono una persona e non un contenitore. Premesso che io esigo che sia possibile la prevenzione all’Ivg comunque il mio diritto non può essere messo in discussione da nessuno.

Ma in un mondo in cui per davvero tutto quanto è al posto giusto, a scuola esiste l’educazione sessuale e le figlie possono usare contraccettivi senza trovare una scia di ostacoli che impediscono loro di vivere una libera sessualità non riproduttiva, allora è lecito chiedersi se non sia necessario parlare di paternità responsabile oltre che di maternità responsabile.

Paternità responsabile è quella di chi sceglie di essere padre e nel 2012 non può più essere un tabù dire che se io resto incinta, in special modo se io posso accedere a tutte le risorse possibili di prevenzione ad una gravidanza, e lui non ha partecipato alla decisione e anzi non ne vuole sapere, non dovrà assumersi alcuna responsabilità a meno che non lo voglia.

Non esiste più un problema d’onore, le donne con figli non hanno bisogno di matrimoni riparatori e il problema economico va risolto chiedendo lavoro e non addebitando i costi della precarietà ad altri.

Continued…

Posted in Comunicazione, Critica femminista, Misoginie, Omicidi sociali, Pensatoio.