C’è un’età per tutto, quella degli amori da diario, quella degli amori irraggiungibili, quella degli amori per “diletto”, e poi, quella delle affinità elettive. Certo, non sempre si è fortunat*, non sempre li si vivono tutti, non sempre se ne è corrisposti e non sempre ci si accorge dei passaggi. L’amore, brutta bestia, misto compilicato a più facce: passione, routine, affetto, noia… e poi, quanto impegno a riconoscerlo.
L’amore, sveltina o tutta la vita? Complicato, e vale per ogni amore, non solo quello incarnato nelle persone, anche quello per un’idea, una concezione di mondo, uno stile di vita. Prendete me, vita travagliata ed anima incerta. E’ imbarazzante quanto vero dover descrivere una folgorazione. Ci sono pagine migliori di questa che descrivono il “raggio verde”, tutte ad indicare quando cercarlo, a che ora vederlo e perchè: il mio si limita alla guida tv.
Il mio è un raggio verde di verità, non uno sterile fenomeno ottico. Il mio raggio verde, quello che resiste per ultimo, come avamposto di luce a combattere l’oscurità, è lo sguardo sincero e severo di Tiberio Timperi. I suoi occhi verdi mi hanno riempito di verità e dolore, lui, povero padre affezionato ridotto a non arrivare a fine mese da una perfida strega che gli ha rubato soldi e affetti.
Dev’essere avvilente perdersi nel proprio dolore essendo perennemente zittito, senza aver nessun luogo dove esprimere questo malessere e senza poter godere del confronto, perchè sicuramente, la sua ex, sarà stata più volte invitata ad assistere alle sue performances, avrà di sicuro più spazi di lui, godrà certamente delle stesse opportunità comunicative, ma, impegnata a limarsi le unghie ed a convincere i figli che il padre abbia gli occhi banalmente marroni, e non di quello splendidamente maschio verde di cui lui è super dotato.

