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#vaffanculomamma (liberation front)

[Immagine tratta dalla campagna “Violenza sulle donne è…”]

Culo tette, tette culo, culo tette figa, figa tette culo, mi rifaccio questo e quello, poi ci scrivo un best seller, se c’è chi scrive della solitudine dei numeri primi io scriverò della solitudine della tetta dritta… ma che follia a ragionare di queste stronzate.

Mia madre non ci faceva caso ma mi umiliava abbastanza di frequente. “Mettiti la maglia un po’ più larga” – mi diceva – “ti si vedono i rotolini di grasso…“. Poi le portai a casa un uomo bello come il sole, così lei disse, che “come sei fortunata, figlia mia…” e mentre si complimentava continuava a disprezzarmi e faceva la civetta, quella stronza, perché in fondo lei pensava di essere meglio, con la sua taglia 42 e i suoi pantaloni stretti in vita.

Continued…

Posted in Comunicazione, Narrazioni: Assaggi, Storie di dipendenze.


Violenza sulle donne è… (aggiornamento)

“Violenza sulle donne è…”, l’iniziativa che stiamo portando avanti con l’aiuto di tutt* voi, procede meravigliosamente. Centinaia di immagini e frasi sono già in circolazione e altre ne verranno. Il tumblr non permette una pubblicazione così veloce delle immagini e dunque le inseriamo poco a poco, su facebook l’album di parole che ciascun@ di voi ha inviato è aggiornato e continuerà ad esserlo.

Non ci sorprende tanta partecipazione perché da sempre sappiamo che le donne e gli uomini hanno pieno diritto a manifestare la propria opinione su questo fenomeno di cui tanti parlano senza saperne nulla. Perché non l’hanno vissuto sulla propria pelle o perché semplicemente non riescono a scorgerlo neppure quando avviene proprio a loro o alle persone vicine. Perché si fa confusione tra quello che è legale è quello che è socialmente inaccettabile. Per le donne, per gli uomini, per tutt*.

Continued…

Posted in Comunicazione, Fem/Activism, Iniziative.


Fornero scansa le critiche esibendo il proprio genere

Fornero. Mi ricorda un tizio che molestandomi in modo atroce fuori da un locale londinese al mio ennesimo rifiuto mi dice “razzista!”. Il tipo era nordafricano ma il punto era proprio un altro. Che era uno stronzo molesto. Tutto qui.

Fornero viene criticata per il suo ruolo, meglio, per quello che ha fatto e fa nell’esercizio della sua funzione. Non ce l’hanno con te perché sei donna. Non puoi giocare la carta del sessismo quando le critiche per la tua riforma piovono da ogni parte. Non puoi usare l’aura vittimista prendendo in prestito l’alfabeto delle lotte contro le discriminazioni delle donne perché non ti vedo precaria, discriminata, ai margini della società. Sei ricca, delegata a compiti dei quali devi assumerti la responsabilità, hai fatto scelte precise e hai scelto di stare dalla parte delle banche e non dei cittadini e delle cittadine, sei tu quella contro la quale la gente va a manifestare in piazza prendendosi le manganellate, ma non tu in quanto persona, ché se tu fossi un ippopotamo o un alieno sarebbe esattamente uguale.

Sei donna? Ti giuro che non ce ne frega nulla e questo non ti tiene al riparo dalle critiche e dunque non chiederci rifugio perché il tuo rifugio sono le caste, i privilegiati dei quali stai difendendo gli interessi.

Non credo di aver altro da dire. Ma no, Fornero, tu non sei criticata in quanto donna e non insultare le donne che tutti i giorni e per davvero vengono prevaricate e derubate dei propri diritti anche da te e proprio in quanto donne. A cominciare da quelle che continuano ad essere licenziate e sulle quali ricade il peso del lavoro di cura, di tutto il welfare, di ogni ruolo di ammortizzazione sociale.

Posted in Critica femminista, Omicidi sociali, Pensatoio, Precarietà, R-esistenze.