[Tnx per l’immagine a Lombroso]
Caterina Guzzanti nella sua parodia delle giornaliste d’assalto che stanno sulla notizia dei casi di cronaca (video: delitto seriale) un po’ ci spiega cosa sia diventata l’informazione italiana. Scandalistica, gossippara, spettacolarizza, punta proprio al peggio del peggio per assicurarsi audience.
Riflettevamo sul fatto che a questo meccanismo, pur in modalità pseudo militante, non sfugge neppure l’informazione indipendente o comunque i blog. Anche di questo speriamo si parlerà al FemBlogCamp perché se i blog militanti che poggiano su esperienze attive sui territori e ai quali dovrebbe fregare poco o nulla della quantità di accessi cominciano ad andare nella stessa direzione diventa tutto molto perfidamente mediocre. E non faremmo più la differenza.
Perciò con tutto l’affetto per le donne che dedicano tanto tempo e tante giornate alla militanza sul web vorremmo tracciare la modalità della blogger militante tipo.
Fondamentale è rintracciare una notizia che susciti indignazione. E cos’è che indigna più di tutto in questo momento?
Violenza sulle donne, i culi delle modelle fotografati nelle pubblicità, maltrattamenti di bambini, scandali di ogni tipo e poi, scusate, noi mettiamo anche le Pussy Riot. Non per la maniera in cui ne abbiamo parlato noi o altre donne che raccontavano, in modo più o meno positivo, delle azioni di compagne anarcofemministe ma per il fatto che su quel flusso si sono inseriti misogini e rossobruni per poter veicolare i loro messaggi altrimenti sopiti.
