Skip to content


Allarmismo 2.0 e l’opaca considerazione della banalità del male

[Tnx per l’immagine a Lombroso]

Caterina Guzzanti nella sua parodia delle giornaliste d’assalto che stanno sulla notizia dei casi di cronaca (video: delitto seriale) un po’ ci spiega cosa sia diventata l’informazione italiana. Scandalistica, gossippara, spettacolarizza, punta proprio al peggio del peggio per assicurarsi audience.

Riflettevamo sul fatto che a questo meccanismo, pur in modalità pseudo militante, non sfugge neppure l’informazione indipendente o comunque i blog. Anche di questo speriamo si parlerà al FemBlogCamp perché se i blog militanti che poggiano su esperienze attive sui territori e ai quali dovrebbe fregare poco o nulla della quantità di accessi cominciano ad andare nella stessa direzione diventa tutto molto perfidamente mediocre. E non faremmo più la differenza.

Perciò con tutto l’affetto per le donne che dedicano tanto tempo e tante giornate alla militanza sul web vorremmo tracciare la modalità della blogger militante tipo.

Fondamentale è rintracciare una notizia che susciti indignazione. E cos’è che indigna più di tutto in questo momento?

Violenza sulle donne, i culi delle modelle fotografati nelle pubblicità, maltrattamenti di bambini, scandali di ogni tipo e poi, scusate, noi mettiamo anche le Pussy Riot. Non per la maniera in cui ne abbiamo parlato noi o altre donne che raccontavano, in modo più o meno positivo, delle azioni di compagne anarcofemministe ma per il fatto che su quel flusso si sono inseriti misogini e rossobruni per poter veicolare i loro messaggi altrimenti sopiti.

Continued…

Posted in Comunicazione, Critica femminista, FaceAss, Pensatoio.


Della presunta superiorità delle donne

Della serie ricerche scientifiche e stereotipi sessisti.

Che poi non fanno tanto danno le ricerche in se’ ma la maniera in cui vengono diffuse e il modo in cui viene recepita la “notizia”. Per esempio, qualcuno diceva che il cervello è diverso e questa differenza va per generi. Altri dicono che è una sciocchezza.

Si posta una cosa del genere su facebook e quella che vedete in basso è la discussione che sulla pagina delle nostre sostenitrici si sviluppa.

[premessa: i ricercatori sono liberi di fare quel che vogliono. l’impatto culturale che le loro ricerche hanno non è sempre loro responsabilità. però ci piacerebbe sapere cosa ci guadagniamo noi a immaginare che invece che essere arrivati dalla costola di un uomo sarebbero gli uomini che hanno geni con una barra mancante alla X.]

Posto e copincollo questa discussione perché mi sono veramente stufata di leggere in ogni dove delle nostre grandiose capacità e di sentir parlare di uomini come se fossero molluschi invertebrati privi di capacità logiche e intelletto. Questi ragionamenti offendono me. Non gli uomini. Me.

S.:

Le ricerche neurologiche hanno riscontro nei fatti: ad esempio, che le donne totalizzano punteggi più alti dei maschi, si laureano in percentuale maggiore, con voti più alti e in minor tempo, commettono reati violenti in percentuali infinitamente inferiori. E questo è dovuto a caratteristiche strutturali, genetiche: ad esempio, nel maschio è la presenza di testosterone che nel corso del tempo ha reso atrofici i centri adibiti al ragionamento razionale e al tempo stesso ha incrementato in maniera esponenziale la sua attitudine alla violenza. Neanche gli animali selvaggi uccidono le femmine della loro specie; noi invece registriamo un femminicidio ogni tre giorni. Mi dispiace doverlo affermare, ma siamo giunti a un livello di intollerabilità che peraltro va via via ingigantendosi: urgono scelte coraggiose e drastiche.

FaS:

si dai, ora siamo più buone e meno violente perchè siamo geneticamente modificate e dunque gli uomini sono geneticamente inferiori? scusami ma questo è sessismo allo stato puro ed è la teorizzazione dell’inferiorità degli uomini. sostituisci la parola donna alla parola bianchi e la parola uomo a neri o fai un confronto tra ariani e ebrei o tra nordici e terroni. smettiamola di teorizzare queste cose che sono aberranti.

Continued…

Posted in Critica femminista, Pensatoio, Sessismo.


Report incontro liberazione animale e appuntamento su conricerca e biocapitalismo

La settimana scorsa ho partecipato a Stupinigi assieme ad altre persone, uomini e donne, del Collettivo Femminismo a Sud all’incontro per la liberazione animale. Molte cose da raccontare e giuro che lo farò quanto prima perché ho un lungo report da fare. Intanto vi anticipo l’intervento di un incontro con una persona che mi ha veramente arricchita moltissimo. Egon Botteghi scrive e ha parlato di soggetti politici e diritti e dello status di chi non deve esistere. Copio il suo intervento qui per voi a seguire. Con tanti abbracci alle amiche e amici di AnarcoQueer (grazie Alex per il libro che è arrivato sano e salvo :*) per gli opuscoli (che trovate anche sul sito) che presto diventeranno qui materiale condiviso e grazie alle persone tutte che hanno ascoltato i nostri interventi e che spero verranno a trovarci al FemBlogCamp a fine settembre a Livorno. Grazie alle meraviglie di Veganzetta che nel loro sito a parte il manifesto antispecista vi consentono di scaricare anche un ottimo dossier sugli antispecisti di destra.

Domani invece sarò a Passignano sul Trasimeno, alla Scuola Estiva di Uninomade su Conricerca e Biocapitalismo e parteciperò ad un incontro che fa parte della giornata di discussione su

Biopolitica: la fabbrica della strategia ai tempi delle moltitudini

  • 09:00-13:00. Cristina Morini, Tiziana Terranova, Toni Negri, Giso Amendola.
  • 15:30-19:30. Confronto tra percorsi di conricerca: biopolitica dei corpi, lavoro di ri-produzione, lotte nel comune: coordinano Anna Curcio e Roberta Pompili.

Ecco l’intervento di Egon e vi rimando ai report di queste giornate che appena ho un attimo di tempo realizzerò. Buona lettura!

>>>^^^<<<

Soggetti politici e diritti: lo status di chi non deve esistere
Comparazione tra la normativa sugli animali da reddito e la legge sulla riassegnazione sessuale in Italia

di Egon Botteghi

Definizione animali da reddito

Volendo iniziare questo mio intervento con una definizione precisa ed ufficiale di “animale da reddito”, accendo il pc e vado su internet, il grande oracolo onnisciente, convinto che mi si srotoli davanti un mondo di spunti interessanti.

Invece, con mia somma sorpresa, il motore di ricerca rimanda solo ad annunci commerciali, normative per il settore agricolo, consigli e definizioni sull’allevamento di singole specie.

Fin dall’inizio la presenza di questi animali è negata, chi ne vuole parlare per farla riemergere è lasciato solo nella sua bizzarra impresa e deve costruire il discorso a partire dalle proprie esperienze di vita a contatto con questa categoria di animali non umani.

Trovo una volta di più la conferma del paradosso che gli unici che possono parlare con cognizione di causa degli animali da reddito sono quelle persone che non li considerano tali.

Continued…

Posted in Animalismo/antispecismo, Ecofemminismo, Fem/Activism, Iniziative.