Questo è un vecchio scritto che risale alla fine degli anni ottanta in cui alcune compagne tentavano di esprimere un pensiero proprio sull’Ecofemminismo. Ora segnalato dalle Dumbles che lo riattualizzeranno. Ce lo segnalano a contributo del dibattito che nel corso del FemBlogCamp si farà su questo tema. Buona lettura!
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FEMMINISMO DELL’ECOLOGIA, ECOLOGIA DEL FEMMINISMO
Abbiamo più volte definito l’ecologia sociale come uno strumento di indagine sull’epistemologia del dominio, come un nuovo paradigma, come ‘metodo’ interdiscipilnare. .. .in sostanza, come una nuova sensibilità tesa a riordinare/ riorganizzare il mondo.
Abbiamo anche detto che l’ecologia sociale rappresenta in qualche modo un superamento del vecchio e asettico concetto di pluralismo politico e abbiamo detto quindi che l’ecologia sociale può essere il nuovo terreno in cui ‘ specie sociali’ diverse stanno tra loro in un rapporto di coesione, complementarietà, e scambio…. Dell’ecologia sociale ci interessa sviluppare in particolare quest’ultimo aspetto (sintetizzando momentaneamente la sua ampia portata rivoluzionaria), perchè è questo concetto, definito come unità nella diversità che in gran parte fa da sfondo alla collocazione dell’ecofemminismo in un modo di sentire ecologico. Gli elementi che legano il femminismo all’ecologia sociale e viceverea sono dunque il concetto di diversità e il bisogno di sintesi dove il secondo non sia la negazione del primo. Dettagliatamente questo significa che 1)un discorso ecologico non può ignorare le donne in quanto soggetti costantemente dominati sia dal punto di vista storico che geografico a ‘causa’ della loro diversità di sesso; così come non può non assimilarne la lotta antagonista (femminista) per l’affermazione della loro identità calpestata in secoli di società patriarcale, riconoscendone le ragioni contingenti, etiche e filosofiche. 2)Deve fare proprio l’aspetto autoplastico dell’essere femminile, non in termini di caratteristica indotta dalla società del dominio, ma quale strategia ‘morbida ’ di adattamento all’ambiente.
Dunque, sotto questo profilo, l’ecologia sociale non può non essere anche femminista. E scindere l’aspetto femminista vorrebbe dire riprodurre gli errori storici del marxismo la cui analisi economicista non vedeva il dominio di sesso anche al di fuori di quello economico per cui l’asservimento della donna nasceva con la proprietà privata e scompariva con essa. Enunciato che il femminismo ha dettagliatamente contestato introducendo nell’universo di queste categorie politiche ordinate/ordinanti (proletariato, masse, profitto…), un nuovo circuito che le fa apparire assai inadeguate; introducendo cioè un discorso sessuato.
