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Quando le separazioni vogliono separare il mondo in fazioni

Separarsi è così difficile. Perché non è finita per davvero. Ci sono strascichi e c’è la competizione con il futuro e c’è il possesso. Per cui è normale che quel che prima consideravi il tuo terreno ti sembra brutto sia calpestato da altri/e. Le gelosie a distanza che lacerano la carne e quei dispetti sciocchi che significano molto. Perché è doloroso dirsi infine che non si riesce a stare insieme e quel che viene dopo è l’ira di chi non riesce a gestirsi bene nulla.

Succede che chi subisce una ferita, un abbandono, abbia la peggio ma certe volte resta irrisolta una questione anche per chi decide. Perché dipende come andrà la vita in quel tuo futuro. Se ti riesce per davvero andare avanti o se resti arroccato/a nel passato.

Il passato diventa una trappola molto spesso e chi resta in ostaggio di quell’infame tempo, se non è in grado di elaborare i ricordi e ricavarne crescita e migliori soluzioni, trascina tutto e tutti giù con se’.

Se l’uno ha già una nuova vita e l’altr@ invece no non c’è ragione che possa mitigare l’ira e quel rancore. Fermarsi a ragionare e ripensare che andare avanti non sia un furto per ciò che è stato. La vita è un puzzle che si compone di esperienze e va tutto bene.

Leggo e rileggo di queste persone che affidano al web parole piene di rabbia, in cui si cerca un motivo per tanto dolore. Sarà stata lei o è stato lui o chissà come o chissà perché e davvero avrei voglia di abbracciarvi tutti/e. Più sono dure le parole e più vorrei dire che “va tutto bene… va tutto bene“. Più è palese l’ostilità e più vorrei raggiungere quelle anime per fare sentire che nulla è perduto.

Com’è possibile che in così poca vita, tanta quanta ne abbiamo a disposizione, si perda così tanto tempo a odiarsi e farsi male. Perché non si riesce a voltare pagina e a darsi una possibilità di futuro.

Perché non si riesce a raccontare la bellezza, la meraviglia delle consapevolezze via via acquisite, la serenità di un incontro faccia a faccia con le proprie sofferenze, le risate, la vita che si rimette in moto, i nuovi tempi, nuovi ritmi, nuove vite, nuovi volti, nuovi abbracci. Di quanta frustrazione vogliamo riempire il mondo prima di comprendere che bisogna semplicemente raccontarsi le proprie solitudini.

Continued…

Posted in Pensatoio.


27 settembre: “Maltrattamenti e violenza coniugale a Napoli nei primi del Novecento”

Riceviamo e volentieri condividiamo il programma del workshop intitolato “Maltrattamenti e violenza coniugale a Napoli nei primi del Novecento” che si terrà a Napoli giovedì 27 settembre:

Giovedì 27 settembre alle ore 16 alla Brau di Napoli, presenterò con la Bottega dello Storico il mio lavoro di ricerca sui maltrattamenti in famiglia e la violenza coniugale a Napoli nei primi del Novecento.

La questione della violenza sulle donne sarà affrontata da un punto di vista storico.

Si discuterà del modo in cui, in Italia nei primi del Novecento, la violenza maritale era tollerata e favorita dalle norme giuridiche secondo le quali l’uso della forza fisica nel matrimonio era considerato un lecito strumento del potere direttivo e di vigilanza dei mariti sulle mogli e una questione privata tra i coniugi.

Continued…

Posted in Iniziative.


A Milano si gioca al tiro alla Trans

Il tiro a pallini per cacciarli via ciascuno da sotto la propria casa o dal proprio quartiere. E Repubblica getta liquido sul fuoco e narra di disturbi e schiamazzi e il degrado e i preservativi in ogni dove e quindi, certo, c’è da prendere provvedimenti per la stessa sicurezza delle trans, perché i poveri cittadini esasperati, sai, bisogna capirli, potrebbero fare una sciocchezza ancor più grossa e questo va ragionevolmente evitato, no?

Anno 2012, quando la caccia alle streghe era la caccia contro le prostitute di qualunque età, sesso e religione. Quando essere una sex worker sembrava un crimine e quando di tutto si parlava meno che di legalizzazione che consentirebbe di esercitare la professione in spazi differenti.

Parrebbe tutta una campagna per optare per la riapertura alle case chiuse o chi lo sa, forse vogliono soltanto mettere in cattiva luce l’amministrazione Pisapia che se si esprime per l’adozione nelle copie gay, certamente, non può essere considerato un bravo amministratore cittadino.

Ma in generale tutto ciò si chiama transfobia e allora vi linko un post che parla proprio di questo ed è bene che ciascuno lo leggesse.

E comunque, detta fuori dai denti ai cittadini così perbene di questi quartieri milanesi: fate veramente schifo.

Posted in Anticlero/Antifa, Corpi, Omicidi sociali, Sessismo.