Update: questo post è stato scritto perché il comunicato della Puppato, un po’ generico e che spara nel mucchio, ha dato origine ad alcuni equivoci o quantomeno ha fatto sentire talune persone appartenenti ad una presumibile tifoseria autorizzate a venire ad insultarci per aver espresso le nostre legittime opinioni. In realtà, ci spiegano, il comunicato parla di un post preciso scritto da un’altra persona che QUI risponde alle accuse. Rivendicando il nostro diritto di critica ovviamente chiariamo, semmai ce ne fosse bisogno, che alla diffamazione e alla calunnia noi preferiamo il confronto anche aspro ma che si serve di argomenti politici più che legittimi.___
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Quando c’è di mezzo una opinione critica che non si somma al coro di voci a favore nei confronti di qualche figura politica emergono le balle più clamorose. In questo caso essendo che la persona è una donna si parla di chi vorrebbe dividere il fronte delle donne (ma dunque sarebbe un fronte compatto non diviso da questioni di genere, età, razza, classe e identità politica?) e si parla di macchina del fango. Addirittura pare che questa candidata alle primarie intenda che alcuni argomenti siano stati sollevati in senso pretestuoso da chi non si sarebbe mai diversamente occupat@ di questioni del Veneto come se il Veneto fosse un mondo a parte (la rete delle donne si parlocchia a prescindere dalle distanze e poi c’è internet, suvvia… e le notizie girano). E dato che il comunicato spara nel mucchio non sappiamo noi se si riferisce a qualcun@ in particolare o ad ogni critica in generale, incluse le nostre.
A noi oltretutto, che prendiamo le distanze da qualunque modalità calunniosa e rivendichiamo il diritto di fare critica, a noi che abbiamo immediatamente ricordato di cosa si parla e che posizioni politiche la persona in questione abbia assunto, rispetto alla quale la richiamiamo ad una responsabilità politica e diversamente le auguriamo di fare una carriera luminosa ma dicendole che non può contare né sul nostro voto né sul nostro silenzio, a noi, dicevo, è stato detto di tutto, finanche che si tratta di disonestà intellettuale come se noi fossimo al soldo di qualcun@.
Parlando delle Pussy Riots eravamo al soldo della Cia, quando diciamo che le donne non possono essere supportate in quanto donne perché ce ne sono tante che ledono i diritti delle donne tanto quanto certi uomini allora ci dicono che siamo al soldo dei maschilisti e quando facciamo il promemoria sulle scelte politiche di persone che si espongono sul piano pubblico ci dicono che siamo al soldo del nemico. Chi sia l’amic@ e qual il o la nemic@ non ci è dato saperlo.

