Riceviamo la storia di – nome fantasioso – Daniele. Anche in questo caso non cambiamo nulla (abbiamo solo aggiustato la forma grammaticale di qualche periodo con il suo consenso). Buona lettura!
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Ho fatto la scelta di parlarne anche se tutti mi prendono per il culo e molti non mi credono. Ma devo dirlo. La mia ex ragazza mi lanciava oggetti, mi si scagliava addosso e mi schiaffeggiava. Non sono magro e neppure grasso e sono più alto di lei ma mi faceva male.
Le discussioni solitamente iniziavano per niente, dopodichè si passava alle urla, io urlavo come lei, lo ammetto, e quando lei non riusciva a farsi sentire mi colpiva. Stai zitto, mi diceva, fai silenzio che i vicini sentono. E più sfuggivo alle sue provocazioni e più mi veniva dietro.
Mi seguiva nelle stanze, poi impediva che uscissi fuori per calmarmi e voleva a tutti i costi che “parlassimo” quando davvero non c’era niente di cui parlare. Cosa vuoi parlare con una che ti tira sberle e che devi trattenerti dal menarla?
L’ho spinta indietro un paio di volte, per farla smettere, e una volta ho tentato di abbracciarla tenendole le mani. Mi stai facendo male, ha detto, e cominciava a urlare che non dovevo permettermi di sfiorarla.
Sapevo che se le mettevo le mani addosso l’avrei ferita. Ma io non picchio. Non è proprio mia indole. Sfuggivo alle provocazioni con i bulli del quartiere e figuriamoci se mi metto a dare addosso ad una donna che è la metà di me fisicamente.
E mentre io mi trattenevo e volevo solo andarmene lei continuava a dirmi cose assurde. E non la capivo e concludevo “ma di che cazzo stai parlando?”.