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Autoritario è lo Stato in ogni suo intervento

Dopo il video del bambino “prelevato” dalla polizia non leggo che frasi-post-articoli pieni di indignazione. Mi sembra più che giusto. Vorrei però ricordare che questo non è un caso isolato (come ripetono i professionisti attraverso i media) e che anzi è la quotidianità. Cosa ci ripetiamo in questi giorni? I bambini sono persone la cui volontà va ascoltata e non prevaricata. Come non essere d’accordo.

Eppure basta guardarsi attorno per capire che l’intera società se ne sbatte dei desideri dei bambini, per non parlare di quelli degli adulti. Una cosa che si evince con chiarezza è che tutti siamo d’accordo nel considerare quello che è successo a Padova come un abuso, una violenza. Tutti critichiamo la violenza dei poliziotti, senza però ricordare che è la normalità. La polizia è autoritaria e l’autoritarismo è violento.

La frase che ci ha tanto scossi “io sono un ispettore, lei non è nessuno” da dove caspita credete che esca? Da una società che da quando nasciamo, in seno alla famiglia, fino a quando moriamo, ci insegna a dividere per categorie, a percepire la società come una piramide la cui autorità và rispettata. La famiglia come la scuola sono luoghi che ci insegnano a rispettare chi è “in alto” e ad esser puniti (e addirittura ad accettare la punizione come giusta) qualora ci si ribelli.

Ci insegnano ad essere dei perfetti cittadini/schiavi, portandoci a pensare che, solo delegando ad altri quelle scelte che competono solo a noi, potremmo esser liberi e al sicuro. Che l’unico modo per poter vivere è raccogliersi attorno ad un capo (che ci illudiamo di scegliere) ed accettarne le leggi vincolanti e limitanti, altrimenti ci sarebbe il caos, la violenza infinita, il disordine, la follia. Peccato che sia proprio questa società a generare ciò per cui dovremmo sostenerla.

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Posted in Omicidi sociali, Pensatoio.


Argentina: violare i corpi è una pratica politica femminista?

In Argentina, si è tenuto il XXII° Incontro delle donne [QUI la pagina facebook] con una partecipazione numerosissima, ben oltre le aspettative. Ben 30.000 donne hanno raggiunto quella città e hanno parlato, detto, prodotto politica e hanno manifestato.

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Posted in Anticlero/Antifa, Corpi, Critica femminista, Pensatoio.


I bambini e la violenza di Stato (riflessioni di un genitore separato)

Marco ci manda queste riflessioni che condividiamo. Buona lettura!

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di Marco Reggio

Questi pensieri sono pensieri “a caldo”. Saranno un po’ approssimativi, ma sinceramente non voglio aspettare, dopo aver visto il video di un bambino rapito dalla polizia a scuola. Ecco: prima imprecisione, forse. “Rapito”. Ma come altro definire la scena?

Sono un genitore separato. Non mi intendo particolarmente di PAS, anche se mi è chiaro che c’è qualcosa che non quadra – quantomeno – in questa presunta “sindrome”. Non conosco neppure bene la storia di questa famiglia, non so bene come siano distribuiti i torti e le ragioni, se ce ne sono. Ma il fatto è che quando ho visto quelle immagini mi è venuto da piangere e urlare. Non sono neanche riuscito a vederlo per intero, il video, nonostante si dica spesso che ormai siamo assuefatti alle immagini di guerra, di violenza, di sangue. Di sicuro, ho pensato ai vari Aldrovandi, Cucchi, Bianzino, è inevitabile; di sicuro mi sono immedesimato nel bambino e ho pensato a mia figlia. Credo però di aver pensato più che altro alla madre. Non so se esiste una “solidarietà” maschile, o fra padri, nè se sia desiderabile, ma di certo io mi sono immedesimato nella madre, forse perchè penso che potenzialmente potrei essere nella sua condizione (per mia fortuna, solo potenzialmente) per il solo fatto di essere un genitore separato.

Il fatto è che davvero non importa se io sono madre o padre: ogni genitore separato dovrebbe indignarsi per questa violenza di stato, senza pensare al proprio genere. Se proprio vogliamo dirlo, è anche una violenza di stampo patriarcale: caso emblematico per mostrare che la violenza patriarcale colpisce tutti i generi, per non parlare dei bambini (perchè questa è anche una violenza di una società adultocentrica, è chiaro).

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Posted in Affido Condiviso, Disertori, Pas, Pensatoio.