Skip to content


Argentina: violare i corpi è una pratica politica femminista?

In Argentina, si è tenuto il XXII° Incontro delle donne [QUI la pagina facebook] con una partecipazione numerosissima, ben oltre le aspettative. Ben 30.000 donne hanno raggiunto quella città e hanno parlato, detto, prodotto politica e hanno manifestato.

Una grande folla dalla quale è uscito fuori, unanime, l’esigenza di parlare di violenza di genere, violenza sulle donne e diritto all’aborto e molte altre cose che sono anche nostri interessi condivisi.

Ci piacerebbe molto sapere di più della ricchezza di contenuti che ha sicuramente attraversato quell’appuntamento e vorremmo conoscere tante cose e sentire le loro voci e spero le sentiremo.

Quello che sta circolando su quell’appuntamento però è anche un video su un episodio avvenuto all’ingresso della cattedrale. Un episodio determinato, da quel che si vede, da un gruppo di femministe che volevano entrare in quel luogo. La fonte è di un sito il cui articolo si esprime in senso antiabortista, cattolico e con un indubbio giudizio di blasfemia a condanna dell’esistenza stessa delle femministe tanto da volerne dare una immagine demoniaca, ma il video può essere tranquillamente osservato senza che nessuna voce contro si possa ergere a interpretarne le conclusioni.

Intanto ecco com’era l’ingresso della cattedrale in attesa che arrivassero le femministe che probabilmente, non so, avevano annunciato il passaggio o una azione diretta nella cattedrale. Vedete un cordone di uomini, per lo più ragazzi, qualche anziano, dietro ci sono anche donne, che nel video si vede che accoglieranno le femministe pregando inorriditi.

Quello che nel video si vede è un gruppo di donne che tentano di superare la barriera fatta da uomini in preghiera in ogni modo possibile. Con urla, slogan, qualche insulto, dipingendo sui muri, sugli abiti degli uomini incordonati, sui loro volti. Toccandoli, spogliandosi, e la nudità di per se’ è liberatoria se non invade i corpi altrui in senso non consensuale, e palpandoli e nel frattempo i ragazzi continuano la preghiera e non si muovono né reagiscono.

Come metro di paragone io posso pensare alle PussyRiot ma lì non c’era un oltraggio ai corpi, un atteggiamento così molesto in senso stretto. E’ stato giudicato vandalismo sui simboli e la questione è in senso politico ancora aperta perché c’era una rivendicazione politica in ballo.

Posso pensare poi alle manifestanti, il Pink Block, le donne con la vernice rosa, che durante alcuni cortei di fronte alle barriere della polizia che impedivano di raggiungere zone rosse osavano provocazioni, pittura sugli scudi, balli, canti, qualcun@ ha fatto esercizio, ben accolto in verità, di baci sulla guancia dei poliziotti, abbracci ai simboli della repressione.

Poi posso pensare ai Kiss-Day indetti nelle piazze in risposta al politico tal dei tali che affermava che i gay sono spazzatura o che baciarsi in pubblico per le lesbiche è come pisciare volgarmente di fronte alla folla.

Ma tutte queste cose non mi hanno mai dato la sensazione di sgradevolezza che mi ha dato questo video.

Ho provato a pensare a parti invertite se un gruppo di antiabortisti armati di vernice rossa e bambole sporche, come a volte hanno fatto gruppi di estrema destra, avesse tentato di oltrepassare la linea di una sede di un gruppo femminista, di un centro sociale, di un luogo che per noi è importante. Ho provato a pensare cosa sarebbe potuto accadere se qualcuno di loro avesse provato a mettermi le mani addosso, se mi avessero palpato, se mi avessero deriso, umiliato, sbeffeggiato, offeso, urlato contro, ridicolizzato. Ho provato a pensare al valore del corpo, il mio corpo, il mio corpo fatto di resistenza e di uso nella lotta, il corpo che per me resta spazio di autodeterminazione, quello stesso corpo per cui le donne rivendicano la non violazione da parte di chi ti impone una gravidanza o di chi ti impone un modello di sessualità.

Ho pensato a tutte queste cose e allora ho concluso che quello che ho visto non mi è piaciuto per niente. E’ una pratica dalla quale prendo le distanze perché i corpi non si violano. Non avrei voluto fosse fatto a me e non vorrei certamente sia fatto ad altri. E per quanto quelle persone costituiscano per me qualcosa di lontanissimo ad origine e perpetuazione di una cultura che non mi rappresenta e che mi vorrebbe cancellare, me, come donna, femminista, persona autodeterminata, non avrei mai potuto fare loro quello che ho visto fare. Proprio no.

Voi che ne pensate?

Posted in Anticlero/Antifa, Corpi, Critica femminista, Pensatoio.


21 Responses

Stay in touch with the conversation, subscribe to the RSS feed for comments on this post.

  1. gilda says

    (mi scuso se mi ripeto, ma non son sicura di aver postato bene)
    @Jo:
    sei sicura che la Krichner sia un’antiabortista?
    mi fratello, che vive in argentina qualche mese l’anno ed è lì anche adessomi scrive che:
    “Per quanto riguarda la Presidenta la disinformazione in Europa dilaga, come per tutto quello che sta accadendo e fiorendo in latinoamerica (vedi il Chavez “dittatore”) . No, al contrario, il Governo Nacional argentino ha promulgato una legge di depenalizzazione dell’aborto (primo passo per la legalizzazione) è il Governatore ultra liberista Maurizio Macri della Ciudad de Buenos Aires (che è città autonoma) che non intende applicare la legge e per questo è in corso un conflitto con il Governo Kirchner ed è stato pure denunciato penalmente proprio ieri.
    Per informarti sull’Argentina la fonte più attendibile è http://www.pagina12.com.ar

  2. HCE says

    da una parte hai ragione: sono pratiche machiste che invadono lo spazio privato dei corpi. ovvero un doppio *teatralizzato* di quello che queste donne possono aspettarsi di subire nella loro vita. ma attenzione al *teatralizzato*: stiamo guardando un atto simbolico, vissuto consapevolmente come tale da entrambe le parti, non una scena di vita quotidiana. e quei gesti sono anche una più o meno consapevole restituzione esemplare: “questo è quello a cui ci costringe la vostra doppia morale, assaggiatelo voi per una volta”.

    quando una categoria oppressa e isolata si riconosce come tale e si unisce, percepisce la sua forza. fisica e poi simbolica. e ci sta che qualcun@ si faccia prendere da questa ebbrezza. se permettete il parallelo, succede la stessa cosa nelle critical mass: c’è spesso una brigata testosterone che provoca inutilmente gli automobilisti.

    e bisogna anche vedere il lato “la rivoluzione non è un pranzo di gala” della faccenda: ce la possiamo far raccontare quanto vogliamo, ma noi non siamo nella situazione delle donne argentine. il livello di attacco ai loro diritti, all’inviolabilità dei loro corpi che subiscono non lo conosciamo in prima persona.

    e consideriamo anche il valore simbolico di “barricare la chiesa”. quell’edificio, anche da noi, ha un doppio ruolo simbolico: da una parte è luogo religioso, dall’altra è sede della comunità civile, quindi essere escluse dalla chiesa significa simbolicamente ostracismo sociale. non è una minaccia da poco.

    detto tutto questo, per quanto poco vale l’argomento questa azione sarà un “boomerang comunicativo”.

    e col comodo senno di poi avrei fatto la cosa diversamente, tipo non toccarli fisicamente e non spruzzargli vernice, ma provocarli con la seduzione e volendo piccole dosi nudità. e usando il vedo-non-vedo, l’esposizione e il coprirsi.
    e soprattutto il ridicolo, tipo prepararsi testi alternativi delle preghiere più comuni da recitare sopra quelli “ufficiali”.

    efficace invece l’uso degli slogan da parte della “seconda fila” delle assedianti, tipo “con l’aborto clandestino quelle che muoiono sono le donne, gli assassini siete voi”

  3. Serbilla Serpente says

    Mi sono riguardata il video e, come già ti dicevo, sono d’accordo che è sbagliato mettergli le mano a ddosso, ma sinceramente a questi non li vedo così terrorizzati, li vedo invasati. Oppongono l’avemaria alle ragazze che si baciano. Vedo che si fanno martirizzare sapendo che così tutti li difenderanno, “guardate come siamo bravi a non toccarle, invece loro, sono aggressive”. Lo sono davvero aggressive.
    Lo so che non ti devo convincere 🙂

  4. cybergrrlz says

    Serbilla di esasperazione parla chiunque giustifichi una violenza. Guarda che non mi devi convincere del fatto che le donne vivano e subiscano grandi livelli di oppressione. Ma quelle che vedo lì sono ragazze, che saranno? Che faranno nella vita? Quanti anni hanno? Davvero le vedi consapevoli dell’oppressione? E in che senso?
    Vedo delle lesbiche. Ci sta che vogliano baciarsi lì davanti. Fanno bene. Poi vedo ragazze che toccano i ragazzi, li molestano. li mortificano. Dove sta la consapevolezza dell’oppressione in questo? Come si fa a proiettare l’immagine dell’oppressione in una schiera di ragazzi di cui qualcuno con la faccia spaventata? A me sembra una folla di ragazzine che si sono lasciate andare in fanatismi e prove di forza alla fine di una festa. Delle ultras. E qualunque cosa abbiano patito e qualunque sia il livello di violenza, epistemologica, fisica, morale, culturale che subiscono la stanno riproducendo per intero. Non combatti il padrone con gli strumenti del padrone. Non combatti la violenza contro le donne con la mortificazione. O ti prendi la responsabilità di combattere sul serio o ti dedichi ad altro.

  5. Serbilla Serpente says

    Sì, occhei, sono d’accordo, ma quelle donne che stanno lì e si comportano in modo confuso, dal punto di vista politico, e che sì, fanno una cosa sbagliata, perché non si mettono le mani addosso a chi sta fermo senza fare niente contro di te, quelle non opprimono chi professa un credo, sono esasperate da chi a monte fa una violenza quotidiana, le armi non sono pari a monte. Potevano scegliere un altro modo? potevano, è comprensibile quella frustrazione? per me si.

  6. cybergrrlz says

    Non equiparo le lotte. Quello è un movimento di oppressione e il mio è di liberazione. Ma se la liberazione passa per l’oppressione dei corpi altrui voglio capire dove sta la differenza. Ci credo poco alla rivoluzione del proletariato se poi il proletariato si mette a fare la dittatura impedendo ad altri di professare il proprio credo o di pensare quello che vuole. Ma se sono e mi ritengo in guerra io combatto, non umilio.
    Combatto ad armi pari e li non c’erano armi pari. C’era la rabbia di chi provoca sperando in una reazione che non c’è stata. E la rabbia per non essere riuscite a entrare è diventato scherno, derisione, umiliazione, mortificazione. E’ violenza.
    In guerra ci sono regole. E pensare che la nostra lotta sia più giusta della tortura inflitta da nazisti che pensano che gli immigrati siano tutti da sterminare non significa che sia necessario disumanizzare il nemico e trattarlo come i nazisti trattavano gli ebrei quando li obbligavano a ballare per il proprio piacere.
    Simbolicamente non riesce proprio di vedere l’oppressione e la reazione all’oppressione. Si vede solo una pratica non riflettuta, non pensata e dal punto di vista comunicativo per niente efficace.

  7. Serbilla Serpente says

    [Potevano esserci anche altre donne, avrei detto le stesse cose. Non è che perchè sono uomini allora si può fare]

  8. Serbilla Serpente says

    Infatti sì, io avrei sfondato il cordone, certo. Non è una questione di condividerla, ma di comprendere la situazione. Come fai ad equiparare le due lotte? Quelli non sono ragazzi che vogliono fare una festa, sono segregatori reali, che difendono un regime violento.

  9. cybergrrlz says

    Se ritieni che quelli siano soldati che difendono un palazzo di stato che è origine di crudeltà indicibili sulla tua pelle allora sfondi il cordone e vai oltre. Lo fai in modo diretto. Non ti metti a toccare i soldati e a mortificarli.
    Inutile stare lì a raccontarsi balle sul fatto che si scelgono pratiche non machiste se di fatto si mettono in gioco gli stessi machismi. Anzi peggio. Perché uno che attua uno scontro non ti umilia.
    Se un gruppo di estrema destra fosse venuto da te a metterti le mani sulle tette e a toccarti la vagina sarebbe stato un modo giusto di fare la guerra?
    Il fatto poi di vedere quei ragazzi come segregatori non è diverso da chi vede le femministe come delle atroci iene. Giustificare la violazione dei corpi in nome di una lotta contro chi porta avanti un’ideologia, fosse anche la più integralista, è una cosa che non posso condividere.

  10. Serbilla Serpente says

    oops -> fare attenzione a NON turbare i segregatori.

  11. Serbilla Serpente says

    Se quelle fossero soldatesse che fanno muro per diferende il palazzo di stato, di un regime che opprime gli uomini, li fa morire, li tratta come oggetti, direi che spruzzare della vernice e prenderli in giro, mentre si cerca di entrare in quel palazzo per smontare, simbolicamente, il potere, farebbe impressione lo stesso, ma non vedrei una violenza così grave.
    E’ una questione di contesto, fermo restando che mettere le mani addosso è disgustoso, ma quelli non sono ‘la prima persona che incontri’, è gente che fa violenza reale ogni giorno e sta rappresentando quell’a violenza stando lì.
    Non hai torto, ma è come chiedere a dei segregati di fare attenzione a turbare i segregatori.

  12. cybergrrlz says

    Come dire, allora in nome della lotta contro un fanatismo giustificate un altro fanatismo. Direi che neanch’io sono d’accordo.
    Sono ragazzi che stanno impedendo che si entri nella Chiesa. Non fanno altro. Non reagiscono. E l’unica violenza simbolica e pratica che vedo lì è quella fatta dalle ragazze.
    La rivoluzione è rivoluzione ma qui siamo alla fase in qui prendi i prigionieri e li torturi.
    Direi che il senso della misura è passato.
    Non puoi sfogare la rabbia sulle prime persone che incontri. Altrimenti non è rivoluzione. E’ solo tirannia.

  13. Fede says

    Succede in argentina
    http://lepersoneeladignita.corriere.it/2012/10/13/argentina-stuprata-deve-ricorrere-alla-corte-suprema-per-abortire/

    Io nn vedo in quel video corpi violati.
    Io vedo 30.000 donne che s riprendono la parola.
    Le donne con le donne possono cambiare il mondo. :)))))))))))
    Un gruppo di esaltati/esorcisti/cattofascisti il mondo vogliono negarcelo.
    Ci vogliono dentro casa, a subire violenza dai nostri mariti, a sfornare un bambino dietro l’altro, a fare le schiave di altri esaltati cattofascisti come loro
    che vogliono farmi crescere per forza un figlio avuto da uno stupro.
    Come diceva qualcuno ” la rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria, non è un disegno nè un ricamo.
    Non si può fare con tanta grazia e cortesia, La rivoluzione è un’insurrezione, un atto di violenza con il quale una classe ne rovescia un’altra”.

    :))

  14. Abele says

    Secondo me ci sono vari livelli su cui valutare a questa cosa.
    A livello comunicativo è demenziale, si fa passare per vittime i clericofascisti e loro lo sanno benissimo e proprio per questo non reagiscono.
    A livello “militare” posso capire che delle compagne teorizzino la necessità di riprendersi le strade e cacciare i clericofascisti ma ciò si può fare benissimo a calci senza bisogno di palpatine e pseudo-umiliazioni a livello.
    A livello personale però posso comprendere che qualcuna voglia come dire ributtare indietro tutte le frustrazioni e tutto lo schifo che gli tocca subire quotidianamente.

  15. Serbilla Serpente says

    E’ un video impressionante. Da una parte le donne che chiedono giustizia, dall’altra gli uomini (anche se dietro di loro ci sono altre donne, quelli che si vedono maggiormente sono uomini) che fanno il cordone per difendere un edificio che rappresenta il potere dello Stato Vaticano. Un esorcismo di massa. Non sono le donne ad averli ridicolizzati, sono ridicoli di loro, assieme alle donne che li appoggiano ovviamente.
    La linea teorica è giusta, hai ragione, pure i cattofascisti sono persone, alla fine (anche se qui sembrano veramente zombie!!!), ma la rabbia nei confronti di chi ti condanna a morte ogni giorno non puoi tacerla così le parti invertite sono ogni giorno.

  16. fikasicula says

    L’aborto illegale e la violenza sulle donne sono tema politico e strettamente di controllo dei corpi, certo che lo so. Ma se ci importa dei nostri corpi possiamo violare quelli degli altri?
    Non credo che bisogna pareggiare i conti con un gruppo di ragazzi, qualche anziano e persone intimorite che alle provocazioni e alle tastatine sui genitali non hanno reagito. E’ una scena deprecabilissima. Posto che quelle persone abbiano responsabilità politiche nelle decisioni che portano a ignorare le istanze delle donne non è quello il modo di sottoporre loro il problema. Non per la confusione, le canzoni, gli slogan in risposta alle preghiere. I corpi non si violano. Non avrei voluto fosse violato il mio e non mi piace che sia stato violato il loro.
    Le tastatine, le molestie, il rossetto sulla bocca a questi ragazzi… scusate ma io avrei reagito violentemente a simili umiliazioni e mortificazioni.

  17. diana says

    siccome credo che l’esempio sia sommamente educativo, motore di cambiamento e rivelatore, sottoscrivo le obiezioni dell’autrice del post. Non si può denunciare la violenza su un corpo, avallando quella su un altro corpo. E tra questi “corpi” – da qualche parte – c’è anche quello del feto. Lo dico da atea e pro-choice.

  18. feminoska says

    http://www.giornalettismo.com/archives/535239/la-donna-stuprata-che-non-puo-abortire/

    Sempre dall’argentina, tanto per gradire. Capisco quello che dici, ma un pò di vernice non può nemmeno arrivare a pareggiare i conti con i drammi che tante donne si trovano a fronteggiare per colpa di quest* fanatic* adoratori di morte e controllo.
    Loro fanno davvero paura!

  19. Jo says

    In teoria hai tutte le ragioni ma. C’è un “ma” molto molto grande. In questo caso nel “ma” rientra soprattutto l’aborto illegale: nonostante il capo del governo sia una donna (ahi, la rappresentanza!) l’aborto è praticato illegalmente e perseguito. Cristina Kirchner è una ferrea antiabortista. La Chiesa Cattolica spadroneggia indisturbata.
    Il numero di morte è da capogiro, la violenza sulle donne non è neanche presa in considerazione. http://www.meridianionline.org/2012/10/02/aborto-tempi-residenta-cristina/ e http://www.infoaut.org/index.php/blog/femminismoagenders/item/4628-le-battaglie-delle-donne-argentine-per-la-legalizzazione-dellaborto

Continuing the Discussion

  1. Stupro: arma di demonizzazione di massa! (Come nascondere la banalità del male) « Al di là del Buco | NUOVA RESISTENZA linked to this post on Febbraio 12, 2013

    […] violi il suo corpo e la sua volontà. Mai augurerei ad un uomo che non la pensa come me di essere violato nel suo corpo. La differenza tra chi fa queste cose e chi non le fa è la stessa differenza che passa tra […]

  2. Stupro: arma di demonizzazione di massa! (Come nascondere la banalità del male) « Al di là del Buco linked to this post on Gennaio 25, 2013

    […] violi il suo corpo e la sua volontà. Mai augurerei ad un uomo che non la pensa come me di essere violato nel suo corpo. La differenza tra chi fa queste cose e chi non le fa è la stessa differenza che passa tra […]