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Circa l’esistenza del femminicidio

Su quello che sta succedendo in questi giorni io avevo scritto una cosa credo di buon senso che traeva anche delle conclusioni di modo che si capisse che una task force contro il femminicidio non serve.

Dopodiché tra i mille articoli, è vero, forse con dei toni apocalittici, cifre sparate a muzzo qua e là, tutti quasi pronti a invocare la legge marziale, lo stato d’emergenza, finanche le truppe dei marines quando i centri antiviolenza chiudono e il piano antiviolenza del governo perisce sotto i colpi indegni di provvedimenti che se ne fregano di tutto e tutti salvo usare la violenza sulle donne per rifare il lifting alla ministra choosy-fornero, arriva un pezzo che è completamente fuori tono.

Lo scrive Marcello Adriano Mazzola su Il Fatto Quotidiano dove tiene il blog e parte con il titolo più provocatorio che ci possa essere. Impopolare, senza dubbio, in questo tempo in cui perfino i calciatori pronunciano la parola “femminicidio” senza saperne niente. Gli va quanto meno dato atto del coraggio sapendo di incorrere nell’ira di tante donne e uomini sensibili alla questione. Si chiede dunque se il femminicidio esiste e il fatto che lui sia pronto a confutare questo dato mi porta già a pensare che reputi quella tragedia un dogma, dunque una invenzione, perciò scorrendo trovo conferma nel fatto che egli pone l’accento sui toni esagerati, la possibilità che questo interferisca con la cultura del paese togliendo spazio e diritti agli uomini in difficoltà, ai padri, dice, facendo chiaro riferimento al diritto di famiglia.

Scrive di neutralità e compie un grande errore, spero involontario, mettendo sullo stesso piano femminismo e maschilismo come farebbe il più disinformato dei sessisti perché non puoi mettere sullo stesso piano il razzismo e l’antirazzismo in quanto hai avversione per ogni forma di “ismi”. C’è anche l’antisessismo e il pacifismo e l’ecologismo e se anche si pensa che siano forme di azione e pensiero di cui prima o poi non ci sarà bisogna la linea di demarcazione è netta tra la forma di oppressione stabilita dal maschilismo, cioè di un genere contro tutti gli altri, donne in testa, e la reazione del femminismo che è fatto di migliaia di teorie e pratiche tese a superare quel perimetro di oppressione e a recuperare egualitarismo tra i generi, tutti.

Non riesco poi a cogliere come un dibattito sul femminicidio possa ledere la figura maschile in quanto tale se è ragionato nel senso di una particolare tipologia di crimini mirati ad annullare la volontà delle donne, la libertà di scelta, la consensualità, la possibilità delle donne di essere ciò che vogliono essere, di poter dire di No, e di poter anche lasciare un uomo. E’ in questo senso che Mazzola pensa che possa ledere il genere maschile? E di quale genere maschile si parla? Perché quando noi parliamo di violenza sulle donne parliamo di uomini violenti, non altri che quelli, e non di tutto un genere, se val la pena ancora specificarlo dopo che l’abbiamo specificato mille volte.

Continued…

Posted in Critica femminista, Omicidi sociali, Pensatoio.


28 ottobre, Roma, assemblea di donne, femministe e lesbiche

Riceviamo a condividiamo l’invito a partecipare a Roma ad una assemblea per costruire una manifestazione in occasione del 25 novembre.

Abbiamo deciso di dare diffusione alla notizia perché crediamo nel rispetto delle differenze tra femminismi ma di fatto ci troviamo impossibilitat* a partecipare a questi eventi in quanto il Collettivo di Femminismo a Sud è un soggetto politico misto non separatista.

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All’assemblea delle donne all’Aquila, fatta sul finire del sit-in fuori dal tribunale dove era in corso il processo a Francesco Tuccia, il militare accusato di stupro e tentato omicidio di una giovane donna, erano presenti donne, femministe e lesbiche provenienti da varie parti d’Italia.
Si è parlato della necessità di mobilitarsi in modo unitario per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Continued…

Posted in Comunicazione, Iniziative.

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Il Cacciatore e la dolce euchessina

 

I ‘creativi’ dello spot del ‘salame Cacciatore’ sono riuscit*, in una mirabile opera di condensazione, a concentrare tutti gli stereotipi possibili e immaginabili, inanellando specismo e sessismo in maniera talmente sorprendente da farci quasi gridare estatic* al genio assoluto! (parte l’applauso!)

Qui potete vedere lo spot in questione, le cui immagini iniziali mostrano una famigliola in stile ‘mulino bianco’, composta di bella mamma bionda che porge, con atteggiamento complice,  una fetta di salame ad un bel bambino (ovvio referente assente: il maiale sgozzato ed ammazzato per realizzare quel pezzo di carne)  sotto gli occhi compiaciuti del padre, belloccio pure lui  – ma come sempre un po’ meno belloccio della madre, perché lei lo avrà conquistato con la sua avvenenza, lui con la sua personalità e quel piglio ‘biricchino’ che condivide col figlio, evidente nel gesto di ambedue di ‘rubare’ la fetta di maiale, ops, salame dalle mani della moglie/madre.  La musichetta dello spot, semplice e rilassante, insieme alla voce femminile fuori campo, dal tono rassicurante e materno, ci mettono nella condizione di bearci di questo classico quadretto familiare (borghese) – bella casetta, belli loro, belli gli amici che si intravedono seduti a tavola nel giardino in quest’atmosfera bucolica ma artefatta. Ed ecco che l’attenzione si sposta sul bambino, il quale, uscito di casa, si va a sedere su di una panchina nel giardino per – ipotizziamo – gozzovigliare con quei saporitissimi e irriconoscibili pezzi di maiale sgozzato, ops, salame… Quand’ecco che viene interrotto, in questo suo solipsistico piacere, da una bambina, bionda e belloccia pure lei – peraltro, ora che i due sono nella stessa inquadratura notiamo che lui, capelli un pò scompigliati e aria monella indossa una polo blu e pantaloni blu scuro casual, lei, capelli lisci e biondi, indossa invece un toppino rosa e pantaloni attillati chiari – che desidera con la medesima intensità lo stesso salame (del resto, quale donna di qualsivoglia età  non desidera il salame?).

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Posted in Comunicazione, Critica femminista, Satira.

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