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Cronache dal futuro: La TAV non si farà.


“Il servitore ubbidiente è l’uomo libero! Che crudo paradosso!”
M. Stirner, l’unico e la sua proprietà.

Oggi, 3 dicembre 2065, è stato ufficialmente proclamato, nel corso del vertice tra Monti III e Hollande IV, l’abbandono del progetto di realizzazione della TAV. La notizia mi ha colto impreparato, ma ho subito sentito il desiderio di ripescare, nella confusione del mio hard disk, le foto di mia nonna.

Erano tempi duri quelli in cui si è trovata a vivere – non che oggi si possano dire migliori, forse solo un po’ diversi – tempi nei quali una politica decadente e corrotta, in tutto simile a quella odierna, si ostinava a spingere gli abitanti di questo pianeta sempre più piccolo verso un baratro imminente, al grido di ‘crescita!’, ‘sviluppo!’… Mentre le persone, quelle vere, annaspavano in una realtà sempre più liquida e rarefatta – anestetizzate da un abuso massiccio di media mainstream – e le piccole sacche di resistenza venivano annientate tra i fumi dei gas CS. Continued…

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Il blitz del BELLAQUEER

Riceviamo e volentieri condividiamo

BLITZ DEL COLLETTIVO BELLAQUEER ALL’INCONTRO SU ‘PERSONA E TRANSESSUALISMO IN ISRAELE’ ORGANIZZATO DALL’UNIVERSITA’ DI PERUGIA IN COLLABORAZIONE CON L’ASSOCIAZIONE ITALIA-ISRAELE.

Alla nostra denuncia della strategia del pinkwashing (volta a dipingere israele come democrazia all’avanguardia nella tutela dei diritti lgbt per nascondere la reale assenza di diritti per tutti quelli che non si identificano con la nazione israeliana e giustificare il genocidio del popolo palestinese) i relatori hanno risposto ricorrendo alla solita retorica militarista occidentale filo-israeliana.

Qui e qui i video.

Mentre qui è possibile ascoltare un’intervista al collettivo Bellaqueer, realizzata da Vincenza Perilli (Marginalia) per radio-uninomade.

 

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Pisciando fuori dal vaso

Facciamo il punto. Fikasicula è morta.
Coerentemente con ciò che voleva rappresentare, quando si è trovata in mezzo al fuoco incrociato di odio-amore delle platee della politica, spettatori accaniti che la responsabilità non sanno dove stia di casa, ha tirato fuori i denti, ha ringhiato e poi, con un riso beffardo, ha mostrato una tetta e ci ha salutate. E ciao.
Perlopiù manco ve ne siete accort* o sono saltate fuori opinioni a tal proposito.

Invece per pubblicizzare iniziative, comunicati, traduzioni e recensioni aggratis (che devono essere tutte rigorosamente positive sennò siamo delle stronze), fas uno sa la ricorda.

Anche questa è politica.

Però in tutto questo bel andirivieni di persone, progetti, strumenti regalati e che la gente riesce comunque a far sfumare, di entusiasmi come fuochi di paglia, di paglia in fuoco per attizzare roghi, vi siete dimenticati la cosa fondamentale.

Femminismo a Sud è prima di tutto fastidio. Noi non piacciamo a tutt*, a volte piacciamo solo a noi stess*, a volte ci facciamo pure schifo da sole. Perché se fosse altrimenti che così non avrebbe senso esistere. Continued…

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