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Pisciando fuori dal vaso

Facciamo il punto. Fikasicula è morta.
Coerentemente con ciò che voleva rappresentare, quando si è trovata in mezzo al fuoco incrociato di odio-amore delle platee della politica, spettatori accaniti che la responsabilità non sanno dove stia di casa, ha tirato fuori i denti, ha ringhiato e poi, con un riso beffardo, ha mostrato una tetta e ci ha salutate. E ciao.
Perlopiù manco ve ne siete accort* o sono saltate fuori opinioni a tal proposito.

Invece per pubblicizzare iniziative, comunicati, traduzioni e recensioni aggratis (che devono essere tutte rigorosamente positive sennò siamo delle stronze), fas uno sa la ricorda.

Anche questa è politica.

Però in tutto questo bel andirivieni di persone, progetti, strumenti regalati e che la gente riesce comunque a far sfumare, di entusiasmi come fuochi di paglia, di paglia in fuoco per attizzare roghi, vi siete dimenticati la cosa fondamentale.

Femminismo a Sud è prima di tutto fastidio. Noi non piacciamo a tutt*, a volte piacciamo solo a noi stess*, a volte ci facciamo pure schifo da sole. Perché se fosse altrimenti che così non avrebbe senso esistere.

La merda della politica ce la siamo inghiottite per anni, su fas ve la rivomitiamo addosso, a volte con ironia, a volte con rigorosa ricerca e approfondimenti, con racconti e con storie da condividere, sempre con tanta rabbia.

Io sono arrivata a fas in fuga dal “movimento” femminista, da quello universitario, da quello dei centri sociali in cui mi viene dato della puttana, dai siti di movimento dove i commenti sono chiusi perché tanto di quello che pensano gli altri che non siamo noi non ce ne frega un cazzo, di quelli che non fanno rete ma spammano.

Dalle compagne che si fanno il collettivo femminista per sentirsi meno sole e poi passano il tempo a dirti che le tue idee per fare qualcosa non sono abbastanza femministe.

In fuga dall’università in cui tutto ciò che è genere finisce per diventare una roba da farci la carriera sopra, marciare e marcire.

Ho mandato a fanculo un esame di dottorato perché mi è stato risposto ad una mia critica sulla storiografia di genere che in italia invece siamo
proprio brave e rappresentative nell’università italiane. Cazzo le femministe hanno in pugno l’università italiana, non ve ne eravate accorte?

Alle brave sciacalle del femminismo che dall’alto della cattedra o della testata giornalistica hanno pubblicato libri troppo cari per la mia disoccupazione (belle esiste anche il creative commons, a proposito di sorellanza), e organizzano convegni in cui daranno 20 minuti di celebrità alla giovane, e il resto del tempo parleranno loro di cose di cui a noi di sicuro non ce ne fotte niente.

Fas è una rivincita. La rivincita di chi sarà comunque sempre troppo o troppo poco per qualsiasi gruppo che si autocompiace e si spartisce la sua fetta di potere.

Fas è quel maledetto ricambio generazionale che nel femminismo italiano è come una aurora boreale.
Qualcuno l’ha mai vista?

Sessantenni che all’assemblea ti chiedono cosa ne pensano le giovani del femminismo e perché le ragazzine non si interessano. E che cazzo ne so. Io ci sono. Se hai sensi di colpa gestisciteli senza scaricarli su di me che sono una della poche stronze che il suo primo collettivo femminista l’ha messo su all’asilo contro i maschi che alzavano le gonne (si ero una bambina puritana, o semplicemente manesca). “mamma mi metti la gonna oggi?” “oh che bello finalmente ti vuoi vestire da signorina”, “no, così i maschi me la alzano e io posso picchiarli”. Testuali parole, età 4.

Fas lo voglio vivo per un’altra come me che in questo momento è li che si fa gli esami di coscienza dopo una assemblea in cui non era d’accordo ma per quieto vivere, paura di non essere abbastanza in sintonia col gruppo o semplicemente per timore di essere emarginata se n’è stata zitta, perché pensa che tanto certe cose non si cambiano.

Ecco io Fas voglio che sia anche suo e si scopra una persona stupenda che su queste assemblee di comparse mediocri e narcisiste ci può pisciare sopra.

E se leggere questo post vi ha dato fastidio allora apriamo una riflessione sull’ansia da moderazione e austerità che ha impregnato pure i nostri discorsi. Sulla paranoia del radicalmente puro e del politicamente corretto (o scorretto, che tanto sono normalizzati entrambi).

Sulla necessità dell’iperbole per svegliarci da questo torpore.

Posted in Affetti liberi, AntiAutoritarismi, Comunicazione, Satira, Scritti critici.


9 Responses

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  1. lafra says

    ma io non sono indignata! so proprio incazzata di mio! 🙂

  2. guglielmo says

    Il post è molto interessante e conferma l’impostazione “indignata” di Fas. Io non conosco facebook e quindi ho appreso delle polemiche con fikasicula solo qui, ma posso solo dire che “sto con Fas”!!! Un grazie a tutte/i.

  3. Luca says

    Un grande grazie per questo articolo!
    Continuo ad essere con voi che offrite l’opportunità di guardare con occhi attenti e profondi la realtà in cui viviamo, in un’analisi senza veli ed ipocrisie.

  4. lafra says

    caro lettore (grazie di aver scelto questo nome, è una vita che volevo rispondere così ad un commento), hai ragione. non ci si capisce un cazzo. ce lo diciamo pure tra di noi, “ma guarda che a parte noi 4 stronz* fuori la gente non ci sta a capire niente, ma che gliene frega dei nostri scazzi?”. però in questo blog noi ci mettiamo quintali di noi stesse, non riusciamo ad essere selettive nel raccontare.

    nello specifico il mio post parte dallo spunto del “caso fikasicula” ma poi tutto quello che segue è iperbolicamente quello che penso indipendentemente da fatti e misfatti.

  5. lettore says

    ciao, leggo spesso il vostro blog, ma da un pò non ci capisco più niente se non che c’è un litigio..Forse per voi post come questo o altri che sono usciti sono chiari, ma per molte persone (o forse sono solo io è..) come me che non hanno nemmeno Fessbuc e non sono iscritte alla vostra lista non si capisce nulla…
    My 2 cent

  6. lafra says

    bella vivi, grazie a te per aver contribuito a farmela pensare così.

  7. vivi says

    io sono in lacrime e sono felice… grazie per questo post, mi ci voleva leggerlo. Anch’io sto riattivando la modalità “mandiamo a cagare la moderazione, vi vomito addosso quello che penso”… e mi fa tanto bene, ma proprio tanto. io vi amo proprio per questo e so che questa modalità ha fatto apprezzare Fas a tante persone, e sì, la possibilità di crescita e di analisi, di maturazione e tanto altro che questo blog ci ha fornito, a me in primis, dovrebbe esserci anche per tant@ altr@. Grazie di cuore per aver scritto quello che sento anch’io :*

  8. lafra says

    ciao federico. non mi pare che tu abbia detto alcuna idiozia. eh si, penso che ne scriveremo di più di cose del genere, c’è da fare un bel casino per riempire tutto questo vuoto. e speriamo di riempirlo bene

  9. Federico says

    Io me ne sono accorto ed ho seguito, a distanza, tutta la questione. La morte di FikaSicula non so da che necessità è stata generata, posso dire che Fas, per me e tant* altr*, è stato un punto di riferimento. Adesso sento come se in Fas fosse mutato qualcosa, non so bene come definirlo, ma mi pare che i messaggi passino diversamente e che ci si occupi meno di attualità e si sia più rinchius* su di se. Forse dico idiozie su situazioni che non conosco. Ma per quello che percepisco ora è che è come se si fosse creato un po’ di vuoto da colmare e per il futuro non so se questo accadrà in bene o in male. So che articoli come questo mi spingevano ad interessarmi e che voglio leggerne di più.