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Istanbul, 24 gennaio 2013: prossima udienza del processo contro Pinar Selek!

Riceviamo e volentieri condividiamo la solidarietà a Pinar Selek.

Istanbul, 24 gennaio 2013: prossima udienza del processo contro Pinar Selek!

Non si contano più gli appelli, gli articoli e le denunce internazionali contro lo Stato turco per la persecuzione di Pinar Selek.

Femminista, antimilitarista, pacifista, da 14 anni Pinar è diventata bersaglio della repressione turca a causa di una ricerca sociologica condotta nel 1996 sulle condizioni del conflitto armato tra la Turchia e il Kurdistan e le possibilità di soluzione.

Il 13 dicembre 2012 c’è stato l’ultimo atto di questo processo kafkiano che ha visto l’ennesimo rinvio al 24 gennaio 2013, alle ore 10 presso la 12° Sezione della Corte Penale di Istanbul, con la richiesta illegittima di una nuova condanna a 36 anni di carcere per Pinar, nonostante le precedenti assoluzioni.

Pinar non ha accettato in tutti questi anni di rimanere in silenzio e in casa, e per questo viene perseguitata!

Noi con lei continuiamo ad urlare che la sua lotta contro l’oppressione e la violenza dello Stato turco è la lotta di tutte noi contro l’oppressione patriarcale-istituzionale, che la sua passione per la
libertà di tutte e tutti è anche la nostra, e che la solidarietà è la nostra forza e sicurezza.

L’udienza del 24 gennaio 2013 sarà l’ultima, e noi possiamo impedire questa condanna!

Facciamo in modo di essere numerose a Istanbul il 24 gennaio 2013!

La presenza di una delegazione internazionale è di vitale importanza perché i riflettori siano ben accesi sullo scandaloso processo e la forza della solidarietà internazionale pesi sulle spalle della Corte penale.

La delegazione dovrà essere numerosissima !!

Continued…

Posted in Fem/Activism, R-esistenze.

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L’omofobia è da curare e l’ora di religione da boicottare!

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S’embrasser (kissing) by Soasig Chamaillard, Apparitions, 2007

Succede che in un Liceo Classico, il Foscarini di Venezia, durante l’ora di religione i ragazzi e le ragazze chiedono al professore qualche delucidazione sulla storia del movimento lgbt e sul matrimonio omosessuale e cotanto docente divulga un volantino redatto di suo proprio pugno.

Ed ecco che per giustificare l’omofobia si tirano in ballo in quest’ordine “logico”: il “gender”, erroneamento reso sinonimo di “orientamento sessuale”, Marx ed Engels, la genetica, gli unknow (sic), il partito dei pedofili, l’olanda, la poligamia e ovviamente l’immancabile: qualcuno pensi ai bambini!!!

Insomma questa persona parla agli adolescenti. Ma non mi piace colpevolizzare sempre e solo quello che finisce sui giornali, che è troppo comodo fare le gogne mediatiche che riescono bene a deresponsabilizzare tutti gli altri. Di gente come lui nelle ore di religione la scuola italiana è piena. Perché se sono messi li da un Chiesa il cui monarca assoluto dice che le persone lgbtq sono malate e il matrimonio omosessuale è un flagello, non ci si può aspettare altro che questi farneticamenti per difendere la linea.

Ed è chiaro a tutt* il ricatto a cui genitori e alunn* sono sottoposti nella scuola al momento di scegliere se seguire o boicottare queste ore, dato che senza fondi la scuola pubblica non riesce ad offrire alternative formative. Tipo lezioni su sessualità e contraccezione ad esempio, ma anche su storia dei movimenti lgbtq, femministi o studenteschi. Teatro, musica, poesia, arte, informatica, giornalismo…

Non ci sono fondi per organizzare laboratori o corsi alternativi? Ragazz*, parentame vario, vicini, organizzatevi! Rifiutatevi di dover pagare il pizzo alla Chiesa e autogestitevi quell’ora. E’ la vostra ora: fate assemblea, aprite un blog e riempitelo delle vostre idee su quegli argomenti di cui nessuno vi vuole parlare, contattate associazioni sul vostro territorio che si occupano di migranti, violenza sulle donne, che fanno laboratori con disabili, che creano orti urbani o rifugi per animali, cercate qualcosa che vi interessi conoscere meglio e trovate il modo di invitarli a parlare e proporre attività nella vostra ora.

Vi meritate di meglio e ve lo dovete prendere!

Nel mentre ripubblichiamo il comunicato della Rete degli Studenti Medi Venezia-Mestre e Udu Venezia a commento di quanto accaduto.

L’unica cosa da curare è l’omofobia!

Due giorni fa, mercoledì 16 gennaio, un professore di religione del liceo classico M.Foscarini di Venezia, dove aver ricevuto la richiesta da parte dei suoi studenti di commentare la battaglia sociale per i matrimoni omosessuali, ha distribuito ai propri studenti un volantino scritto a mano che esplicava la sua opinione a riguardo. In questi volantini spiegava che il riconoscimento dei diritti delle persone gay porterebbe portare alla diffusione di pedofilia e poligamia.

Il professore inoltre sostiene che l’omosessualità si possa, e si debba curare. Continued…

Posted in Anticlero/Antifa, Comunicazione, Occupiamo tutto.

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Sul perché non mi offendo se mi danno della puttana.

In questi giorni in cui tutt* si affannano a fiaccolare, indignarsi, accorgersi di punto in bianco che essendo le prostitute anche un pochino donne, soprattutto quando muoiono (perché quando son vive paiono qualcosa da schifare e nascondere come la polvere sotto al tappeto), forse possono essere utili alla crociata in difesa delle femminee virtù….il collettivo Femminismo a Sud ha avuto un’idea davvero innovativa per gli italici lidi, e si è chiesto… ma se domandassimo ad una sex worker di raccontarci qualcosa di sé, del suo lavoro, della sua personale percezione in merito a tanto vituperata attività? E così, siccome siamo assolutamente contrari* alla vittimizzazione costante a cui sono sottoposti soggetti autodeterminati (a cui viene sistematicamente negata la possibilità di esprimersi), evitiamo di aggiungere inutili supposizioni e vi proponiamo così come ci è stata restituita, un’illuminante intervista realizzata con Sylvie, sex worker italiana in trasferta a Berlino.

Buona lettura!

Sul perché non mi offendo se mi danno della puttana

Intervista a una sex worker autodeterminata

Continued…

Posted in Corpi/Poteri, R-esistenze, Sex work.

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