Condividiamo alcune riflessioni sull’intersezione tra antisessismo e antifascismo pubblicate da Gianmaria sul blog redrouge. Dal personale al politico spunti da aggiungere al dibattito su come declinare la questione di genere nel fare politica.
Buona lettura!
Sulla campagna in sostegno delle donne in politica
Conflitti di genere ed antisessismo, due concetti che hanno fatto irruzione nel mio vocabolario qualche tempo fa, incontrollabili e assolutamente innovativi. Intendiamoci, è da tempo che condivido con amici e compagni la necessità di una trasformazione dei ruoli, del vocabolario, in poche parole, delle caratteristiche strutturali e sovrastrutturali della statica famiglia patriarcale. Qualche tempo fa, in un impeto di indignazione poco politico (come ogni impeto) e perciò poco convincente, arrivai a sfiorare il litigio con alcuni amici per l’uso maschilista del linguaggio. Tutto comunque molto aleatorio e molto superficiale.
Da qualche tempo non è più così. E’ dovuto, io credo, a una maturazione nell’analisi che vede l’Antisessismo non già una pratica da adottare per “essere realmente compagni”, quanto piuttosto una parte determinante della più complessa battaglia dell’Antifascismo e per la trasformazione della società.
Questo preambolo per dire che sono fortemente convinto che la battaglia femminista sia la Nostra battaglia e che sia elemento imprescindibile per chi oggi si dichiara Anticapitalista, Comunista o Anarchico.
Nel mio peregrinare tra i siti politici mi è capitato di incontrare una battaglia messa in piedi dalle militanti di “Se non ora quando” che prende il nome di “Se crescono le Donne, cresce il Paese”, a cui se non sbaglio hanno aderito anche compagne della nostra città. Credo che sia una campagna politicamente sbagliata, che rompe e rovina il lavoro per una battaglia di genere che alcune e alcuni stanno provando a mettere in atto da diverso tempo. Continued…
