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La t-shirt misogina

Nelle pubblicità sfortunatamente non è raro trovare l’equiparazione tra donna e oggetto/servizio offerto. Oggi Roberta, che ringraziamo tanto, ci fa questa segnalazione:

t shirt misogina

Questa t-shirt campeggiava nella vetrina di un noto negozio di merceria in uno dei quartieri collinari della città di Napoli, in quell’arteria cittadina ricca di negozi dove ogni fine settimana si consuma il rito dello shopping e lo struscio di intere comitive di adolescenti.
Al centro del capo un pittogramma di quelli che si utilizzano per indicare gli ambienti destinati alle donne, il segno uguale seguito dal pittogramma che rappresenta una lavatrice ed in basso una didascalia che recita: danno il meglio a 90 gradi.
Rabbia, disgusto ed una gran voglia di entrare nel negozio per convincere l’esercente a rimuovere l’articolo dalla vetrina, se non fosse per il fatto che il lunedì mattina molti esercizi, tra cui quello in questione sono chiusi.
Vi seguo da un anno e trovo nei vostri post sempre interessanti spunti di riflessione.
Che ne pensate ? La mia è solo suscettibilità?
Vi invio la foto che ho scattato col mio cellulare.
Spero in un vostro parere
A presto

Continued…

Posted in Anti-Fem/Machism, Misoginie, Sessismo, Vedere.


Cattivi universali e falsi particolari: note sulle elezioni in rosa

Ripubblichiamo con piacere questo interessante articolo comparso su UniNomade sulla “campagna sociale per una democrazia paritaria” di Se non ora quando condividendone non solo le analisi ma anche la conclusione: anche noi rispondiamo “no, grazie”. Buona lettura!

Cattivi universali e falsi particolari: note sulle elezioni in rosa

di SIMONA DE SIMONI

Manca una settimana alle elezioni politiche. Molto si è detto e si potrebbe ancora aggiungere su questo appuntamento collettivo sempre più sgangherato e improbabile. Tra ironia e disperazione, qualunquismo del web e intelligenza critica collettiva, si è attraversata ogni possibile forma narrativa per dar conto di questo (non)evento alle porte. Le brevi considerazioni che seguono si propongo di abbozzarne un racconto in prospettiva di genere. Non tanto per volontà di completezza o per aggiungere una sfumatura di rosa al quadro generale, ma per suggerire qualche elemento di analisi critica ai molti che sono già stati messi in evidenza.

“Se crescono le donne cresce il paese”. Questo lo slogan della “campagna sociale per una democrazia paritaria” firmata dalla rete Se non ora quando e patrocinata dalla Fondazione Pubblicità Progresso con cui – per esplicita dichiarazione delle organizzatrici e sostenitrici della campagna – le donne dovrebbero presentarsi all’appuntamento elettorale del 2013. Per tradurre lo slogan in alcune indicazioni di massima ad uso delle forze politiche istituzionali, la rete snoq ha provveduto a costruire una campagna mediatica incentrata su alcune brevi video interviste reperibili sul web. A partire da quelle interviste, dunque, è possibile dedurre il significato concreto e materiale dello spot “se crescono le donne cresce il paese”.

Continued…

Posted in AntiAutoritarismi, Critica femminista, Pensatoio, Scritti critici.


Sul “non” ergastolo agli assassini di Vittorio Arrigoni

E’ di poche ore fa la notizia della riduzione di pena, in appello, a 15 anni per Tamer Hasasna e Mahmud Salfiti, che lo scorso settembre furono condannati all’ergastolo per il sequestro e l’assassinio  di Vittorio Arrigoni il 15 aprile 2011. Come baruda anch’io non condivido i toni giustizialisti con cui questa notizia viene diffusa, perchè nell’ergastolo e nel carcere in generale non c’è giustizia alcuna. Cosa vi cambia vedere marcire un uomo tra quattro mura? Cosa mai ha insegnato il metodo punitivo su cui si basa il sistema giudiziario di cui spesso, con troppa leggerezza, molt@ invocano una presenza più massiccia? Vittorio chiedeva a tutt@ noi di “restare umani” e questo vuol dire anche disprezzare tutti quei sistemi autoritari che non fanno altro che allontanarci da questo obiettivo. Non so se concorderete con quanto scritto, ma con grande piacere condivido il post di baruda. Buona lettura!

Sul “non” ergastolo agli assassini di Vittorio Arrigoni

La notizia circola da un’ora in rete, attraverso il sito Nena News (qui l’articolo).
Una notizia che a me non fa male per niente, perché una riduzione pena, un annullamento di un ergastolo non può crearmi amarezza…
non avrei questo logo a marcare il blog e non lo avrei tatuato nel cuore.
Quando parlo di abolizionismo del carcere,

ma sopratutto quando parlo di abolizionismo dell’ergastolo,

quello che sulle carte del DAP è catalogato con il fine pena datato99/99/9999,
quello che in francia è detto la ghigliottina secca,
non faccio distinzioni, non posso farle.
Non chiedo l’abolizione dell’ergastolo ad intermittenza, lasciando crepare in cella gli assassini dei miei compagni.

Avreste gioito se gli assassini di Vik fossero stati impiccati in pubblica piazza,
con metodologie iraniche? Io sarei stata sommersa dal mio stesso vomito.
E allora non vedo perché dobbiamo commentare con parole come “scandalo” o “buttate le chiavi cazzo” il fatto che questi ergastoli siano stati commutati in 15 anni di pena.
Certo fa pensare, certo brucia l’idea di non saper perché, di non aver chiaro motivazioni e metodologie usate per uccidere un compagno caro,  che mandava avanti una battaglia in un modo straordinario, con una forza e un sorriso che ci hanno insegnato tanto.

Continued…

Posted in AntiAutoritarismi, Anticlero/Antifa, Pensatoio.