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Dalla svezia la critica delle sexworkers alla politica in materia di prostituzione

trina

Grazie a Gilda, abbiamo la traduzione di questo articolo di Petra Östergren “Sexworkers Critique of Swedish Prostitution policy“.

Ringraziamo anche Petra per averci dato l’autorizzazione a tradurre e pubblicare questo articolo e di averci suggerito altro materiale che andremo via via traducendo.

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Contro le Quote Rosa

Da Abbatto i Muri:

Si parlava di Vota Donna (maddechè, piuttosto vota trans-femminista!) e di quote rosa. Approfondisco.

Vediamo: si dice che bisognerebbe consentire a tutte le classi di cittadin* di poter accedere a ruoli istituzionali (ché di chiedere le quote rosa per andare a spurgare le fogne immagino nessuna abbia voglia). Quali classi di cittadin* intende rappresentare chi propone le quote rosa? Perché la mia certezza è che si tratti di una categoria di donne che non sono io, non sei tu, ma sono quelle che diventano ministre in virtù delle quote salvo poi scoprire che non apportano alcun miglioramento al progetto democratico perché sono identiche a tutti gli altri.

Le quote rosa vengono chieste nei consigli di amministrazione, nei ruoli di rappresentanza, ruoli di prestigio, da donne che dicono che dato che essere donna significherebbe di per se’ essere discriminate, vittime, migliori, loro sapranno prendersi “cura” dell’Italia e dunque bisogna fargliela amministrare perchè svolgerebbero meglio degli uomini gli incarichi assegnati.

A parte che non ho mai visto fare una battaglia per il 50/50 in ruoli un po’ più precari o di fatica appunto, direi che al momento, se si vuole parlare di quote, sarebbe necessario stabilire che servono le quote precarie giacché tutto è diviso per classi e quelle “inferiori”, grazie allo sbarramento del 4%, una volta, e ora anche di più, e grazie al maggioritario, non sono rappresentate istituzionalmente da nessuno. Trovo perciò davvero contraddittorio che chi si serve delle quote rosa per trovare spazio nei luoghi di rappresentanza abbia fatto di tutto per togliere quello stesso spazio a progetti politici di sinistra un minimo più critici rispetto al PD.

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Posted in Comunicazione, Critica femminista, Pensatoio, Precarietà, R-esistenze.

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Vota Donna? Maddechè: piuttosto vota trans-femminista!

2947_445080975559068_1949839022_nDa Abbatto i Muri:

Le elezioni sono alle porte e ricevo da più parti spam con inviti al “vota donna”. Spam che arriva soprattutto dal Pd.

La cosa che mi fa specie è che, nel rispetto di chiunque non la pensi come me, esista chi decide cosa sia bene per le donne, dunque di rappresentarle tutte come fossero un corpo unico e poi invita al voto “per il partito che è dalla parte delle donne”. Tipo la Fornero? Marcegaglia? Quali donne?

Oltretutto, vi prego, quando le donne (tipo le ministre) fanno scelte non condivisibili non si può dire che siano marionette del potere “maschile”. E’ un alibi bello e buono che criminalizza un genere e ne assolve un altro. ‘Ste donne non sono marionette di nessuno. Bisogna convincersi che esistono donne che non sono “ottime” e sono così per propria scelta e propria responsabilità. Vale il principio di autodeterminazione. Non è possibile che le donne siano considerate tutte vittime anche quando fanno cose orrende. Capisco che le quote rosa siano basate sull’assunto che donna è “meglio” ma d’altro canto a me fanno specie pure quelle, e dunque…

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