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Lettera a Roberto Saviano

La popolarità t’ha fatto proprio male perché oggi mi rendo conto che il mondo della cultura ha perso Monicelli e ci sei rimasto tu.

Mi dispiace dei tuoi guai e ti capisco, perfino, ogni volta che punti lo sguardo in alto per cercare un contatto con il mondo che in questo momento ti è impedito.

Ti sei scelto una lotta dignitosa, l’ho fatta anch’io contro la mafia, la fanno in tanti tutti i giorni, solo che tu ora hai qualcuno che ti fa da scudo mentre altri non hanno che un sanpietrino per difendersi.

Perché i nemici sono pericolosi sempre. La lotta contro i poteri fiacca le giornate, la vita, talvolta, si lo ammetto, anche la fantasia. Ma qui c’è gente che non sta a sentire neppure quelli che sono stati eletti ad icona come te.

Non hai il diritto di insultare chi combatte e bisogna che qualcuno ti dica che dalla consapevolezza di una lotta giusta sei passato ad un delirio di onnipotenza un po’ antipatico. Dovresti dare un limite numerico – che so: tre all’anno? – ai i tuoi sermoni dall’alto della tua posizione privilegiata di stipendiato endemol e mondadori.

Quanti anni hai? 28? 30? E quanti anni avevi quando hai cominciato a vedere il mondo attraverso il filtro della tua scorta? 26? Troppo pochi per capire e te lo dice una che a quarant’anni ancora ha tanto da imparare.

Ti dico io una cosa che qualcuno avrebbe dovuto dirti molto tempo fa. Ti stanno usando. Sei funzionale al potere. Nella tua maniera di difendere lo “Stato” tirando fuori parole degne della peggiore retorica, tutto schierato con la magistratura e con la polizia, sempre calato nel ruolo della vittima dei poteri forti e primo a lanciare sassi contro chi alla vista di quegli stessi poteri alza la testa.

Li conosco quelli come te, borghesi intellettuali che non hanno mai fatto nulla di particolarmente trasgressivo e che improvvisamente si vedono ricucito addosso un abito ribelle che non gli appartiene.

Vedi com’è? Che ti torna subito la tentazione di parlare con la voce di chi tiene tutto in ordine, il tormentone dell’autorità che bisogna rispettare, perché falcone, perché borsellino, perché bla bla bla.

L’hai mai frequentata una piazza? Lo sai perché i ragazzi portano i caschi? Hai presente una testa spaccata da un colpo di manganello come fosse un cocomero? Lo sai che quando le manganellate partono prendono chiunque? Te incluso se fossi nei paraggi e senza scorta.

Troppo comodo parlare dalla tua posizione. Troppo comodo immaginare di non poter essere contraddetto perché ti hanno eletto santo.

E sai che c’è? Che quello che hai scritto tu, girato su repubblica dalla tua agenzia letteraria, con tanto di bollino siae, è solo il lamento griffato di un ragazzo che in un colpo solo tradisce la lotta della sua gente, quella delle famiglie che resistono all’immondizia, delle vecchie e nuove generazioni che lottano per non diventare manodopera della camorra. Un ragazzo che a parole dice di sapere cosa avviene quando i “poteri” ti criminalizzano, usano la macchina del fango, ti isolano per farti fuori. Nella pratica invece tutte queste cose sembrano sfuggirti.

Tu davvero non conosci la storia, figuriamoci l’anarchia. E ti presti al gioco di chi mette al bando un Pinelli al giorno per nascondere i crimini efferati compiuti da stragisti fascisti collusi con quello Stato del quale tu parli a senso unico.

Te lo dico da donna meridionale: se non hai assaggiato la precarietà, se le tue prospettive di futuro sono migliorate, lascia stare. La vita di quelli che invece di una scorta hanno al seguito  i creditori è cosa ben diversa.

La tua lettera è proprio brutta perché da un santo come te mi sarei aspettata una epistola diretta ai parlamentari finiani e dell’idv che hanno votato la fiducia al governo. Avresti potuto usare mille parole. Avresti potuto dirigere meglio la tua indignazione. Avresti potuto perfino raccontare le tantissime persone in piazza senza stare su un piedistallo. Immaginando di essere uno di loro, uno come tanti, semplicemente uno che sceglie un altro modo per lottare, rispettabile ma non per questo preferibile per tutti. Avresti potuto dire che quanto era successo non ti è piaciuto senza usare supponenza, senza immaginare di essere superiore a quelli che conducono lotte in modo diverso dal tuo.

Non credo ci sia molto altro da dire: i ragazzi del movimento fanno movimento. Si confrontano. Hanno sicuramente punti di vista differenti. Se lo diranno. Ce lo diranno.  Ma tu…tu sei semplicemente un’altra cosa.

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Posted in Anti-Fem/Machism, Pensatoio, Precarietà, R-esistenze, Scritti critici.


42 Responses

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  1. fiore says

    Cara donne del sud, SAviano è un bel costrutto, ha anche un’aspetto gradevole, se fate una statistica, i suoi sostenitori, sono in realtà sostenitrici,che bevono ogni cosa che esce dalla sua bocca.Ma molta leva su la sua vita da recluso con la scorta, che fa intenerire il gentil sesso.La mafia?non fa mai nomi eccelletti, perché non parla dei legami con cosa nostra durante il periodo Craxiano, ha paura di toccare qualcuno di troppo importante, qualcuno che lo protegge?Caro Saviano, parli dei soldati morti nelle spedizioni di pace, è non vedi, e non senti il grido di dolore dei giovani, italiani?Hai definito il nord insensibile ai problemi del sud, sei tu che non sei sensibile ai problemi reali dei questo paese, ti nascondi dietro alla parola mafia, camorra, ma non vai oltre..

  2. Vu Conlapostrofo says

    avere 24 anni, essere cittadina italiana, e piangere sì e no quelle 3 o 4 volte a settimana perchè si sta assistendo al furto dei proprio futuro,ma anche del proprio presente. Certo che anch’io rido, esco, studio, mi appassiono, faccio l’amore e mi ubriaco, ma c’è un velo costante di impotenza che mi si è ormai appiccicato addosso. che cadano i governi o che nn cadano, non vedo una soluzione a breve, non la vedo; tuttavia penso che dal fondo si risalga sempre, e che probabilmente un giorno i miei occhi guardandosi attorno vedranno un pò meno merda. il problema è: e nel frattempo? nell’attesa ci lascio la mia gioventù, il tempo più bello, quello in cui nel mio corpo dovrebbe scorrere la fiducia cieca nel fatto che ciò per cui lotto tornerà indietro regalandomi qualcosa di meglio.e invece se lo sono mangiato il nostro entusiasmo, l’hanno prosciugata la nostra positività, se li stanno prendendo i nostri anni più belli, quelli in cui dovremmo essere convint* che qualsiasi cosa accada ce la potremo fare, No, e invece ce l’abbiamo già la consapevolezza che le strade sono due: rinunciare alla nostra felicità,adattarla a qllo che c diranno che è possibile fare, a modalità di vita che sceglieranno loro. oppure scappare, andare via, recidere le nostre radici, a cercare, magari tutta la vita, un posto che ci rigurgiti in maniera meno opprimente.
    questa non è violenza?come la chiamiamo allora?
    non è retorico, no che non lo è, dire che il tempo che ci tolgono indietro nn ci torna.
    e leggendo tutti questi commenti schierati dalla parte della pseudo legalità che così strutturata altro non è che un’entità dogmatica alla quale ci si vota con religiosa fede, mi rendo conto che si è ancora schiavi del bisogno di avere qualcuno da adorare, qualcuno da poter sottoscrivere senza se e senza ma, qualcuno a cui deleghiamo (parola chiave!) il nostro pensiero in cambio di sempiterna approvazione.
    gran bella lettera,
    grazie davvero.
    v’

  3. stefano says

    Il potere dei media è terrorizzante, manipolativo e per sua natura fuori dal contesto reale dello stato delle cose.
    Saviano è una persona che ha scritto delle cose. E’ una persona ed ha il diritto di esprimersi, anche se non siamo d’accordo, anche se pare abbia fatto una sonora cappellata. E’ umano.
    Non mi interessa a me stare a disquisire su di lui.
    La coerenza delle persone non è mai al 100%, la mia in primis.
    Ma quando si parla di criticare, cambiare la società si rimane fermi al solito punto.
    Violenza, nonviolenza, legittimazione, ecc…
    E’ possibile dover intraprendere dibattiti su singoli individui, singoli azioni? Ho quarant’anni e la politica non è rappresentativa, almeno per quanto l’abbia conosciuta.
    Ma dopo una manifestazione, seppure con intenti che giudico giusti le posizioni rimangono quelle, discordanti, portano a dibattiti… e niente cambia.
    Perchè si cambia nel quotidiano e individualmente.
    Se si cercano rappresentanze si delega la propria vita, questa purtroppo è la verità.
    E se qualcuno crede che Saviano piuttosto che un altro possa rappresentarlo, beh…son cazzi suoi…
    E soprattutto quando vogliamo parlare di libertà, anarchismo questo bisognerebbe ricordarselo ben bene.

  4. mariobadino says

    Grazie. Nient’altro da aggiungere.

  5. Shadowprince says

    La lettera di Saviano non mi è piaciuta proprio perché ha il sottofondo incessante (proprio di moltissimi “intellettuali”, diciamo così) di voler dare una lezioncina al popolo bue. La qui presente lettera, invece, non mi sembra abbia lo stesso tono: non ha quel rumore bianco di fondo di chi ha la verità in tasca e vuole “donarla” alle masse ignoranti. Insomma, non mi sembra sia una lettera “moralizzatrice”, quanto più una voce, un’opinione, un punto di vista alternativo e opposto a quello di Saviano. Io, quantomeno, ho letto quest’articolo in questo modo. ;-)
    Per quanto riguarda l’annoso argomento della violenza/nonviolenza, la questione è complessa. Io mi ritengo emotivamente pacifista e nonviolento, tuttavia non me la sento di condannare all’inferno i ragazzi del movimento di Roma per i loro metodi di lotta: certo, non li condivido, ma perché IO non andrei mai in giro incappucciato a menare i poliziotti, perché IO non ne sarei in grado, perché IO non me la sentieri mai, così, a freddo, di deliberare di compiere un’azione violenta. Poi, chi lo sa, potrei essere benissimo io il primo che, in un momento di tensione, di paura, di rabbia, prendo il sampietrino e lo lancio in testa a chi ha scatenato il mio impulso. Non so come potrei reagire in una situazione nel genere, quindi preferisco non trincerarmi dietro una facile morale o un sistema di valori astratti e preconcetti – la nonviolenza è buona, la violenza è cattiva – e ammetto che gli agenti esterni, l’educazione, l’indole e tutta una serie di altri fattori contano assai nel modo di comportarsi di ognuno.
    Dal punto di vista politico, poi, è un altro discorso: la violenza non l’accetto perché la MIA idea di relazioni sociali non la comprende per nulla come possibilità eticamente valida. Ecco perché IO ritengo che un rapporto sociale che ha la violenza, l’intimidazione, il ricatto come base non sia giusto, perché da esso scaturisce una forma sociale non giusta, in primis dal punto di vista etico, in secundis dal punto di vista di benessere. Infine, nell’ambito di una lotta politica e sociale, come quella a cui stiamo assistendo, ritengo che le azioni violente non siano strategicamente utili, anzi, che siano fondamentalmente dannose – non solo per l'”immagine pubblica”, la quale, in fondo, chissenefrega, ma anche per la sostanza delle lotte stesse.
    In estrema sintesi, da persona emotivamente e politicamente pacifica, pacifista e nonviolenta, ho la mia opinione sui metodi di lotta usati a Roma, ma non mi sembra giusto condannare quei ragazzi in virtù di una “morale superiore”: in fondo, io non ero in quella piazza, non ero in quella situazione, non ero quelle persone, quindi, non mi sento legittimato a esprimere un giudizio (quantomeno, non definitivo) su di loro, né positivo, né negativo.

  6. Anna says

    ritengo che il governo per primo e tanti opinionisti ( non tutti per fortuna ) stiano ( volutamente ? ) scotomizzando il problema, tra questi Saviano ?
    Si è focalizzata l’ attenzione sull’ epifenomeno e cioè sugli scontri e le violenze, trascurando totalmente il fenomeno, che è la mancanza di dialogo ,la sordità totale e prolungata nel tempo, verso chi chiedeva solo di essere ascoltato e democraticamente essere preso in considerazione , migliaia di ragazzi, centinaia di cittadini, lavoratori, disoccupati, anziani, terremotati …. Oggi ci si preoccupa di catechizzare e colpevolizzare i manifestanti di giorno 14, trovare un capro espiatorio.
    Nessuno si pone il problema che domani gli stessi scontri potrebbero vedere come protagonisti gli operai della fiat, inascoltati ed estremamente esasperati pure loro, dopodomani i cittadini campani e la fila si allunga giorno dopo giorno.
    Il rischio di una rivolta sociale è concreto e per niente utopistico, occorre una soluzione democratica e allora i casi sono due , o si torna al dialogo democratico con il popolo, oppure si andrà allo scontro, quello con la S maiuscola, con un governo consapevole del rischio ma volutamente correo.

  7. moni says

    siete mitiche!!!!
    grazie.

  8. giovanna says

    ragazze, grazie di questa lettera. finalmente qualcuno che si oppone a queste leadership maschili, questi santi creati dal marketing mondadori per vendere di più.
    e a tutti gli altri che vi rimproverano di lesa maestà bisognerebbe chiedere se è più intelligente soccombere ad un sistema monarchico in cui le maestà vengono create dai media o se invece il solo fatto che esista questa specie di messia non dovrebbe indurci tutti alla ribellione.
    continuate così. brave!!!

  9. Bronco says

    Ma chi ha scritto queste robe? Mi riferisco alla lettera principale.
    Non credo che siccome è Saviano, non si tocca.
    Credo inoltre che ognuno ha la sua opinione.
    Ma quello che scrive Saviano è molto costruttivo e credo sia una linea molto corretta ed un’esortazione molto importante e seria che tutti dovrebbero ricevere.

    Queste sono solo critiche buttate li, anche senza senso, forse di qualche ragazzina. 40 anni? Beh ma cosa centra criticare la critica di saviano sul fatto che c’è gente che si è messa il casco…?

    Il discorso è uno, la protesta va fatta pacifica. Ti ammazzino ti pestino facciano quello che vogliono ma deve rimanere pacifica. Stop… “Non c’è altro da aggiungere”.

    Ma chi sono queste persone senza valori senza un’idea chiara senza rispetto per chi ha una cultura della legalità? Spero voci libere… opinioni personali e non opinioni manovrate…

  10. giovanni says

    . “Chi lancia sassi, chi spacca le vetrine, altro non fa che rafforzare il potere,”

    Il potere lo rafforzano gli altri 100.000 che non alzano un dito mentre la democrazia viene stuprata. La maggioranza degli italiani, popolo di servi, non lo capiranno mai, ma esiste il diritto di resistenza a un governo tirannico, che persegue scientemente l’immiserimento del popolo.
    “Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati…di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca delle Felicità; che allo scopo di garantire questi diritti, sono creati fra gli uomini i Governi, i quali derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qual volta una qualsiasi forma di Governo, tende a negare tali fini, è Diritto del Popolo modificarlo o distruggerlo, e creare un nuovo governo…
    quando una lunga serie di abusi e di usurpazioni, che perseguono invariabilmente lo stesso obiettivo, evince il disegno di ridurre il popolo a sottomettersi a un dispotismo assoluto, è il suo diritto, è il suo dovere, rovesciare tale governo”
    Oppure:
    ” Quando il governo viola i diritti del popolo, l’insurrezione e’ per il popolo il piu’ sacro dei diritti ed il piu’ indispensabile dei doveri”.
    non è Marx, sono la dichiarazione d’indipendenza degli Usa e la costituzione francese del 1793. A chi critica le violenze di piazza mancano le basi della democrazia, ovvero che il governo deve servire i cittadini, e non il contrario, e quando serve solo sè stesso demolendo i diritti del popolo, il dovere non è fare manifestazioni pacifiche, ma rovesciare il governo

  11. Favolabella says

    ciao belle :)
    come potete immaginare su facebook si sta parlando moltissimo di voi e di questa lettera. qualcuno vorrebbe rimettervi in riga e invita a modini da signore. vogliono addomesticare oltre le persone anche le parole.
    questo è quello che ho risposto:
    “quando le fem a sud scrivono non stanno mai in fila per due, ordinate e politically correct. sono al vetriolo, corrosive, di pancia, e ti pigliano lo stomaco infatti o le ami o ti incazzi… come una bestia. sono questo e sono stufe e arcistufe delle chiacchiere da signore nei salotti buoni. può piacerti o non piacerti, ovviamente, ma non puoi giudicarle se non politicamente.”

  12. Les Passantes says

    vorrei dire a Saviano che la retorica è molto più vecchia della violenza…. e che la violenza della retorica è la peggiore di tutte le altre….
    Secondo me Saviano si aspetta che un giorno le sue parole vengano lette (e ricordate) come fanno i preti quando leggono i vangeli su gesù, nel nome di cristo… AMEN!
    Questo è un paese per vecchi a cui è rimasto solo l’hobby dello sport, e della TV.

  13. sara says

    scusate ma cosa vi spinge a fare delle esternazioni del genere nei confronti di un ragazzo che si è messo in gioco molto,moltissimo,sicuramente piu di noi che scriviamo commenti protetti da uno schermo??????credo che a lui,come a molti ALTRI che rischiano,vada rispetto non discorsi di aria fritta.

  14. Marco says

    questa lettera per come la vedo io è ancora più brutta di quella di Saviano…non difendo nessuna delle due sia chiaro, ma una la trovo troppo moralistica e l altra troppo eccessiva!

  15. Claudio Pozzi says

    Sono andato a leggere la lettera di Saviano su Repubblicaa, la condivido in pieno mentre ovviamente non condivido affatto la lettera di insulti gratuita e, peraltro, anonima uscita su questo sito.
    La lettera di Saviano è un inno alla nonviolenza, alla forza della verità, delle parole che quelle sì possono davvero sfondare i blocchi della polizia e raggiungere non solo Piazza Montecitorio ma propagarsi dovunque e soprattutto nei cuori delle persone a differenza delle pietre che ottengono l’effetto contrario.
    Nel ’68 ho partecipato anche io a manifestazioini studentesche protestando energicamente contro la polizia che occupava le università ma senza casco e cappuccio e tantomeno mazze e pietre. Ciao Claudio Pozzi

  16. Giovanni says

    Carissimi,
    in piazza ci sono stato anche io, e piu’ di una volta. Prima di accusare qualcuno di moralismo, perche’ non leggere a fondo le sue parole. Io l’ho fatto, e non mi pare ci sia nulla contro la piazza in se’, semmai contro certi abusi che della Piazza non sono propri e che non fanno altro che danneggiarla.

  17. Peppe Frana says

    applausi a scena aperta.

  18. Ci says

    concordo con Lù, Iperione, E…
    Fasst, forse tu leggi tra le righe + di quanto abbiamo letto io e altri, o forse non hai compreso ciò che intendeva Saviano…
    Ha ragione a dire che la violenza porta dalla parte del torto e che verranno strumentalizzati gli atti negativi, per quanto sia comprensibile(ma comunque non giustificabile) che ci sia chi ad un certo punto esploda per la disperazione.
    Sempre che di disperazione si tratti… Vien facile anche a me pensare che vi fossero i tipici facinorosi desiderosi solo di creare caos e poco interessati (se non addirittura contrari) alle motivazioni di chi manifestava pacificamente.

  19. thx1138 says

    a me pare che la lettera centra il segno in pieno
    basta sermoni e comizi e demagogia
    non se ne puó piú
    ho partecipato a migliaia di manifestazioni in piazza e non ho mai lanciato neanche una pallina di carta, ma capisco che se sei giovane e incazzato ti puó anche partire la bambola certe volte

  20. la Volpe says

    Quello che è favoloso di lettere come queste è, naturalmente, il presupposto che, se una persona non la pensa come noi, è sicuramente un venduto, un borghesuccio, un utile idiota.

    Peraltro estrapolando quello che ci pare da un discorso, probabilmente perché si è deciso che Saviano ormai è un nemico (aprioristicamente, immagino da quando ha partecipato al convegno su Israele, o forse già da quando pubblicò con Mondadori).

    Forse un giorno o l’altro accetteremo il fatto che si possa dissentire, anche con forza, e avere opinioni diverse, discutendo le opinioni e non le persone.

    Lo sconforto non mi nasce dal leggere opinioni differenti; mi nasce dal leggere opinioni usate come bastonate contro chi non la pensa come noi.

  21. maralibera says

    @alessandro

    tanto per dire ma quello che tu chiami infiltrato era un ragazzo di sedici anni, un manifestante.
    per il resto non condivido la tua opinione ma tant’è.

  22. Alessandro says

    Non condivido neanche una virgola di questa lettera. E lo dico da Studente Universitario futuro precario.

    1-Saviano ha ragione. Chi lancia sassi, chi spacca le vetrine, altro non fa che rafforzare il potere, oscurare la stragrande maggioranza dei manifestanti facendo parlare solo di “violenze”.
    2-Che c’azzecca “fare movimento” con quelle cavolate immonde dell’altro giorno (peraltro c’erano gli infiltrati e quella gente gli è andata dietro come polli)?
    3-La violenza è uno strumento fascista. Sempre

    Fosse come dite voi, peraltro, spiegatemi come mai fu uno dei pochi (all’inizio, poi si unirono in tanti) a schierarsi con gli immigrati di Rosarno. Fosse quel “conformista borghese dalla parte del potere” che voi descivete, quando mai avrebbe preso quella posizione!

    L’altro giorno poche decine di cretini hanno oscurato migliaia di persone che hanno manifestato contro il Governo in tutta Italia. Questo è stato. Dobbiamo piantarla di pensare che “ogni mezzo sia idoneo”. Non è così. Chi usa alcuni mezzi è complice del nemico. E dobbiamo sbarazzarcene

  23. Lady Losca says

    Condivido in pieno, tranne la prima riga. :)
    Anche, fortunatamente, il modo di fare cultura sta cambiando, soprattutto grazie alla rete. Perché? Perché per esempio, in una piccola scuola nella provincia di Roma, una insegnante una volta alla settimana stampa e discute uno dei vostri post :)

    E per tanti, tanti altri piccoli motivi. Fortunatamente la cultura non la fa solo Saviano.

    Bacioni
    LL

  24. Rasputin says

    Grazie. Davvero. Credo che questa lettera anche se non avrà lo stesso numero di lettori di quella di Saviano rende giustizia a un movimento che viene spesso invocato nei salotti buoni, per poi venire sistematicamente criminalizzato nel momento in cui alza la testa. E tanto per dirne una su Saviano ce ne sarebbe da dire anche per le sue posizioni su Israele…ma questa è un’altra storia (forse).

  25. caoticalucy says

    Grazie per questa lettera. La sento “mia”.

  26. anarko says

    ..volevo solo complimentarmi col comunicato che sottoscrivo ed approvo in pieno. grazie!

  27. Nico says

    Guardate quant’è attuale questo scritto di Danilo Montaldi; si riferisce ai fatti del 30 giugno 1960 di Genova, che si era dimostrata ostile non solo ai potenti di turno, ma anche ai suoi falsi contestatori. L’analisi fatta a suo tempo da Danilo Montaldi su quella rivolta resta la migliore sintesi esplicativa anche per quello che è successo
    nel luglio 2001, e se vogliamo anche per quanto riguarda Roma l’altro ieri…

    IL SIGNIFICATO DEI FATTI DI LUGLIO
    […] I fatti di luglio sono stati giudicati da buona
    parte della stampa nazionale come “un tentativo rivoluzionario
    da parte di teddy-boys e di masse esasperate”
    e questa opinione è stata ripresa anche da
    …certi “uomini di sinistra” preoccupati che non venisse
    loro attribuita la responsabilità degli avvenimenti,
    dato che veniva orchestrata la campagna
    come se si fosse trattato di un tentativo di colpo di
    Stato comunista.
    I fatti di luglio non sono stati “un tentativo rivoluzionario”;
    sono stati un’azione di difesa, ma svoltasi
    questa volta su un piano di classe. A Genova i giovani,
    i lavoratori, hanno inteso difendersi con i propri
    mezzi, con i propri metodi, non hanno questa
    volta delegato nessuno, hanno applaudito i discorsi
    dei dirigenti politici quando questi hanno parlato di
    lotta; ma nello stesso tempo non hanno aspettato
    che arrivasse l’ordine dall’alto (che non sarebbe arrivato,
    come non è arrivato); hanno stabilito nell’azione
    una propria, profonda unità; e hanno tratto,
    infine, un insegnamento dall’azione condotta.
    Si è parlato quindi di teddy-boys e di masse esasperate.
    Ma anche questo è un giudizio interessato. I
    ragazzi di Genova che hanno bruciato le camionette
    della Celere erano dei giovani che sanno quello
    che fanno; sono operai e studenti che hanno maturato
    un profondo disprezzo nei confronti del potere
    che grava su ogni momento della loro vita di giovani.
    I fatti di luglio sono la prima manifestazione
    di classe della nuova generazione cresciuta nel clima
    del dopoguerra: da parte della classe dirigente
    non sono stati risparmiati mezzi perché i giovani rimanessero
    imbrigliati nel sistema, ma i fatti di luglio
    hanno dimostrato che i giovani rifiutano questo
    sistema.
    Sempre, da parte borghese e opportunista, quando
    avvengono fatti di piazza si parla di “masse esasperate”.
    I borghesi per ovvie ragioni; e gli op-portunisti
    lo fanno per semplificare, così, il problema, e per
    dimostrare che senza la loro guida illuminata non si
    risolve niente. Ma i lavoratori se sono di qualcosa
    “esasperati” è di sentirsi trattati nel lavoro, nella vita
    pubblica, nei partiti, nei sindacati, come gente che
    va costantemente guidata. Questa volta hanno voluto
    guidare loro stessi la lotta e l’hanno portata sul
    proprio piano, di classe.
    Si sono mossi i lavoratori della Liguria, dell’Emilia,
    del Piemonte, i lavoratori dell’area cosiddetta evoluta
    del Paese, dove ugualmente il potere borghese
    non si è risparmiato in 15 anni per intralciare l’urto
    di classe del proletariato; entro quest’area il livello
    di vita dei lavoratori, grazie alle lotte passate, è piuttosto
    elevato nei confronti del resto nazionale, ed è
    in quest’area che viene praticata la politica del neocapitalismo
    tendente a risolvere la lotta di classe in
    termini di consumo e di benessere. Entro quest’area
    ci sono isole “privilegiate” dove tale politica ha funzionato
    per anni; tuttavia è stato proprio da quelle
    isole che è partita la risposta di piazza. Non erano
    lavoratori, quelli scesi contro la polizia nelle giornate
    tra giugno e luglio, esasperati dalla fame e dalla
    miseria; non erano lavoratori in preda all’elementare
    bisogno del pane; sono operai industriali, cui il
    lavoro non manca, i quali hanno dimostrato che
    quando cessa la fame e la miseria non cessano i
    motivi per mettersi contro l’attuale società, le classi
    che la governano, e la polizia che la difende.
    Situata dunque su questo terreno, la difesa dei lavoratori
    e dei giovani che ha avuto inizio da Genova è
    stata in Italia la manifestazione politica più notevole
    degli ultimi anni proprio per le modalità nelle quali
    si è svolta e per le qualità classiste dei suoi protagonisti:
    i lavoratori delle zone industriali.
    Ai fatti di luglio la borghesia nazionale, che già
    cantava da anni vittoria contro una classe operaia
    che si sarebbe appagata di alti salari, frigoriferi e ferie
    pagate, ai fatti di luglio la “generosa” borghesia
    nazionale ha reagito facendo sparare sui lavoratori.
    Ai fatti di luglio gli opportunisti, che in nome del
    “progresso raggiunto” escludevano che si potesse
    ancora ricorrere all’agitazione di piazza e cercavano
    di convincere tutti che soltanto in Parlamento possono
    essere condotte azioni efficaci, ai fatti di luglio
    gli opportunisti hanno reagito cercando di diminuire
    la portata degli avvenimenti affinché non gliene
    venisse attribuita la responsabilità.
    Nei fatti di luglio i lavoratori, i quali sanno perfettamente
    che non si dà alcun progresso reale senza il
    loro diretto intervento sul terreno sociale, i lavoratori
    hanno detto no non soltanto al potere borghese
    ma anche agli opportunisti: a Genova è stata capovolta
    anche l’automobile della Camera del Lavoro
    dalla quale si lanciavano appelli perché l’azione venisse
    fermata, a Roma un burocrate del PCI che faceva
    opera crumira di “convincimento” ne è uscito
    con la testa rotta, altrove si sono verificati scontri tra
    lavoratori e sindacalisti che volevano rimandare tutti
    a casa, dovunque l’interessata indecisione dei partiti
    di sinistra e del sindacato è stata criticata dai lavoratori
    e dai giovani.
    Di tutti questi fatti va condotta un’analisi che possa
    liberarne l’interno significato politico.

    da “Quaderni di unità proletaria”,
    Cremona, 1960

  28. Nico says

    Gran bella lettera ! Vorrei ricordare altre cose su/di San Saviano :

    1) San Roberto Saviano ha aderito al convegno organizzato da Giuyliano Ferrara pro Israele (non a favore della popolazione israeliana vittima innocente del conflitto al pari della …popolazione civile palestinese, ma a favore del criminale governo israeliano che ha le mani lorde di sangue almeno quanto quelle dei capi di Hamas e dei movimenti nazionalisti palestinesi)
    2) San Roberto Saviano ha recentemente dichiarato le proprie simpatie per Fini. Alcuni mesi fa d’altra parte aveva dichiarato di considerare Almirante uno dei “politici più onesti e sinceri della storia d’Italia”.
    3) Nonostante tutto ciò, San Roberto Saviano continua ad essere uno degli idoli di una parte consistente della “sinistra” italiana. Probabilmente si tratta del genere di ingenui e di ignoranti che fanno morire i quotidiani veramente liberi e di sinistra come il Manifesto e Liberazione e intanto regalano i loro soldi al Fatto Quotidiano (diretto da quel Marco Travaglio allievo prediletto dell’ex violentatore di “abissine” Indro Montanelli e attuale “grande ammiratore” del fascistissimo Gianfranco Fini) o, peggio ancora, a Repubblika (uno dei quotidiani più bugiardi, razzisti e filocapitalisti della storia del giornalismo mondiale)
    4) L’editore di San Roberto Saviano si chiama Silvio Berlusconi, che da grande pubblicitario ha attaccato Saviano proprio mentre nelle librerie stava uscendo l’edizione Oscar di Gomorra, andata immediatamente esaurita dopo gli attacchi del duce-editore.

  29. says

    E’ facile parlare delle manganellate che quando colpiscono non vedono nessuno.
    Manganellate che non piovono dal cielo, forse siete rimasti indietro ma le camicie nere non esistono più.
    “Sulla pelle ci portiamo i segni di manganelli e vessazioni”
    Si, io difendo le forze dell’ordine. Le difendo e mi permetto anche di dire che se non vuoi prenderti le mazzate hai due alternative: manifestare pacificamente e senza nasconderti il volto oppure startene a casa.

    Lo sapete come funziona? Giovani come me, e come voi, che si ritrovano a dover controllare qualcosa che ormai è diventato ingestibile.
    I poveri contro i poveri.
    Saviano personalmente non mi entusiasma ma su una cosa sono d’accordo: il rispetto per la magistratura “sana”, per le leggi “giuste”, per l’ordine.
    E io non sono come Saviano. Non ho appiccicato sulle spalle il bollino della Siae, sono una precaria senza speranza e a quanto pare senza futuro.
    Lavoro 13 ore al giorno, sabato e domenica comprese per 800 euro al mese.

    Facile sputare veleno. Facilissimo.

  30. Iperione says

    Nella (tua) lettera ci sono buoni spunti ma, in definitiva, mi dissocio e invito a riflettere e cercare un punto comune. Saviano condanna i violenti non la protesta.
    Io dico a tutti, ma possibile non capire che a queste armi (strumenti) che si utilizzano, il ptere ha già degl ianticorpi ultracollaudati??
    Strumentalizzare i movimenti è facilissimo e si cade sempre nella stessa trappola. Sempre nella stessa. Tra quei manifestanti c’erano delle teste calde che volevano divertirsi a far danni, questo è sacrosanto, poi dietro sono caduti ragazzi disperati e rabbiosi, ok. Ma a cosa ha portato questo?? A sminuire una grande rivolta di piazza a mera volontà distruttiva ed incivile.
    Inventiamoci nuove forme di lotta, ci vuole una rivoluzione culturale adesso.
    Riflettiamo invece di litigare. Il potere ci pora al litigio, per non farci costruire e noi abbocchiamo come stronzi.
    Come stronzi.

  31. Zag(c) says

    Non voglio giudicare Saviano, ne per quello che è, ne per quello che rappresenta, ma solo per quello che ha detto. I suoi meriti, demeriti, privilegi, possono giustificare o meno le sue parole, ma non le possono cancellare. Le critiche ai ragazzi del 15/12 sono critiche fatte da chi vive fuori dal mondo., fuori da questa realtà. I ragazzi del 15/12 hanno provato la via pacifica, hanno fatto manifestazioni, gioiose, colorate, con canti e balli, ma nessuno li ha ascoltato. Hanno gridato le loro verità, ci hanno urlato la loro rabbia di esseri senza vita, senza futuro, ma nessuno gli ha ascoltati. La politica era nel suo palazzo fra bagasce e caroselli di compravendita mercificatoria e di prostituzione. Quando la politica è a zero, la violenza è l’unica risposta possibile, E’ dura lo so, ma è la sconfitta della politica, non dei ragazzi. Ieri il movimento ha perso la verginità. La verginità del loro essere apolitici, poi di essere ne di destra ne di sinistra. Hanno perso la verginità già a Piazza Navona. Ieri hanno persa la verginità definitivamente, e da domani faranno i conti di quanto duro e violento può essere ancora il potere. Da domani alla loro maturità sociale dovranno accrescere anche la maturità politica. E rilanciare le loro grida unendosi ai tanti precari, lavoratori, professori, unire le loro lotte. Se lo faranno il movimento potrà crescere. Se si rinchiuderanno a riccio sarà la loro fine. E saranno massacrati!

  32. andreas says

    condivido in parte il pensiero di Umberto: la retorica di questa lettera e’ imbarazzante.
    Saviano ha fatto quello che fa sempre: analizzare con enorme lucidita’ una situazione senza aver paura di prendere posizioni che lo renderebbero impopolare anche tra i suoi sostenitori.
    ha centrato perfettamente il punto: e’ il movimento che conta, non il pugno di idioti che VA A CERCARE lo scontro con le forze dell’ordine.
    l’informazione e’ COMPLETAMENTE oscurata dai Black Bloc: non trovo un articolo che parli del movimento, delle iniziative che ci sono dietro, delle persone che ci sono dietro.
    e’ molto triste. tutto verra’ sminuito. tutto sara’ inutile.

    vorrei ricordare all’autrice o autore di questa lettera di risposta che il governo e’ stato DEMOCRATICAMENTE eletto.
    volete sfogare la rabbia su qualcuno?
    andatevi a scontrare con la meta’ degli elettori che da 15 anni stanno mettendo un criminale pseudo-fascistoide al potere.
    ma le forze dell’ordine poco hanno a che fare con tutto questo.
    restano gli italiani che lo hanno eletto e lo rieleggerebbero in caso di ri-elezioni.

    lo scontro ha senso solo nel momento in cui il governo viene eletto in maniera anti-costituzionale e non c’e’ alcuna possibilita’ di far sentire e valere la propria posizione.
    per fortuna non siamo a questo punto.
    per fortuna abbiamo strumenti di democrazia come internet che permettono alle persone di scambiare idee e creare movimenti (vedi il Popolo Viola) e permettono a tutti, ma proprio tutti, di dire la propria.
    anche chi farebbe meglio a tacere ed evitare di scrivere di furori adolescenziali nascondendosi dietro un blog.

  33. fasst says

    @E

    no guarda, non si preferisce proprio niente. Di sicuro non si guarda con scandalo a chi si difende dagli assalti dei blindati sparati sulla folla per mettere sotto qualcuno.
    in ogni caso, non condividere un modo di stare sulla piazza non significa che si può dare dei criminali a gente che lotta per i propri diritti.
    le hai viste le donne e gli uomini che in argentina danneggiavano bancomat dopo che le banche avevano fregato soldi a tutti?
    li hai visti gli studenti in giro per l’europa arrabbiati perchè con l’aumento delle tasse universitarie non possono più vedersi garantito il diritto allo studio?
    prima di giudicare bisogna capire. ogni parola di saviano ha un peso ed è peggio di una pietra lanciata sulla testa di ogni ragazzo di 15,18,20,23 anni che stava in piazza a roma. gli sta dicendo che c’è un modo giusto (il suo) e un modo sbagliato di stare al mondo. sta dividendo i manifestanti in buoni e in criminali.
    questa non è espressione di analisi di chi dovrebbe dare maggiore peso al valore culturale di ogni concetto proposto, questa è semplicemente la riproposizione degli stessi schemi di potere che lui dice di combattere.
    è banalmente schierato con il potere di chi gestisce un governo come ai tempi di mussolini e non ci sono scuse.
    ha scelto da che parte stare. molto semplicemente. ai tempi di mussolini si sarebbe schierato contro i partigiani?

  34. E says

    Io spesso condivido le posizioni assunte da chi scrive su questo blog, ma oggi devo ritirarvi momentaneamente il mio consenso in quanto:
    In questo post si preferisce la lotta violenta contro uno stato gerarchico.
    Non si tiene conto che Saviano ha scritto che la distruzione del centro di Roma è proprio quello che lo stato ha voluto ottenere da questa manifestazione, rendendo le prossime ingiustificate, etichettando precari e studenti come violenti.
    Dal mio punto di vista è palese il continuo riciclo di slogan e modi di fare appartenuti agli anni ´70 da parte di questa classe studentesca.
    Non riesco a capire come può non esserci un rinnovamento di idee antagoniste, come durante la protesta si arriva così facilmente allo scontro non resistendo magari a provocazioni verbali da parte di polizia fasciste.
    Si può davvero manifestare contro chi al potere ruba legalmente soldi altrui e fa pagare tutta la crisi agli operai e alle operaie con violenza diretta simbolicamente verso banche e vetrine? Davvero si crede che due bancomat tre furgoni e quattro vetrine rotte risolvono qualcosa? Davvero la rabbia va sfogata violentemente proprio come fanno i fascisti?
    Infine credetemi che la situazione di Saviano che vive sotto scorta significa che le parole impresse su carta contano più del simbolo in copertina, mondadori feltrinelli o guanda, tutti uguali a mio parere.

    Un saluto a testa alta e a pugno chiuso.

    E

  35. leila says

    Personalmente Saviano non mi hai mai entusiasmata e ben che meno ultimamente, con la sua aria da professionista, in nome della quale tutto crede gli sia permesso… Estrapolo una piccola parte deplorevole della sua lettera (e non è che il resto sia meglio): “distruggere la città coperti da una sciarpa che li rende irriconoscibili e piagnucolando quando vengono fermati, implorando di chiamare a casa la madre e chiedendo subito scusa”… Non voglio aggiungere risposte, non ne merita, ma ho visto un video che mi ha fatto molto male, di un ragazzo che veniva preso a calci, anche sul viso, dalle “forze dell’ordine” (sarà colpa del mio pc. ma ora non riesco a caricarlo). Sì, sicuramente in quel momento il ragazzo implorava… ma non credo “piagnucolasse” ma più che altro strillasse dal dolore. Con quest’ultimo sermone Saviano ha palesato dove si annida la violenza. Non quella fisica, ma quella intellettuale, quella che ti usa e ti manda a fanculo, quando metti a rischio i suoi introiti economici e che si maschera e si insinua in ogni modo pur di emergere, schermata da quel viscido e ipocrita buonismo cristiano, che tutto può e tutto apre… (carceri e processi).
    Leila

    Ps. Non è forse violento impoverire le persone? creare in modo disumano falsi reati come la clandestinità? toglierci il futuro? etc… Quindi di quale violenza vogliamo parlare?

    Cominciamo con un numero identificativo sui caschi degli agenti, tanto per identificarli…

  36. V says

    Grazie, le tue parole restituiscono dignità a tutte e tutti noi che abbiamo vissuto una piazza che non ha niente a che fare con i moralismi di saviano.
    Sulla pelle ci portiamo i segni di manganelli e vessazioni. Ci aspetteremmo quantomeno rispetto, se non condivisione da chi dice di conoscere il potere e la sua criminalità.

    Un saluto a testa alta e pugno chiuso.
    V.

  37. Marco says

    Grazie, ho letto anche io oggi la lettera di savinio, sentendo una lama trafiggermi i reni. Speriamo che queste parole lo raggiungano.

  38. Umberto says

    L’idea di base sembra essere quella di attaccare Saviano perchè ha rivolto delle accuse ai ragazzi coi caschi. Qui Saviano viene accusato della peggiore retorica, non sono d’accordo. Credo piuttosto che le domande “Lo sai perché i ragazzi portano i caschi? Hai presente una testa spaccata da un colpo di manganello come fosse un cocomero?” siano quelle pura retorica. Sono dalla parte dei ragazzi, ma non di quelli che già prima degli scontri arrivavano con i caschi. Ritengo che l’obiettivo non sia lo scontro con le forze dell’ordine eccetto il caso in cui queste di proposito comincino a manganellare senza motivo e mi dispiace (ho sempre difeso i manifestanti a questo proposito, io sono uno di loro, in prima fila!) ma ieri non era così!
    Per il resto le altre critiche a Saviano mi sono piaciute. Ma c’è una frase che veramente non sopporto:
    “Li conosco quelli come te, borghesi intellettuali che non hanno mai fatto nulla di particolarmente trasgressivo…”
    Di una presunzione allarmante, tale da annullare il resto dell’articolo che poteva essere apprezzabile!
    E’ solo un’opinione. Continuo a seguirvi in silenzio dal mio google reader! Un saluto!
    Umberto

  39. anna says

    condivido, bisogna scendere in piazza, uscire allo scoperto come questi ragazzi, avere il coraggio di tanti e mettersi in prima linea ed avere la consapevolezza che si può morire lottando.

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