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Facebook censura Femminismo a Sud

Facebook. E’ il caso di dirlo e ripeterlo. Non è un social per donne. Concentrarsi tutte lì non fa bene a nessun@ e dunque forse sarebbe meglio crearsi delle alternative, iscrivetevi alla nostra mailing list per cominciare, perché quando vogliono vi spazzano via. Per sapere cosa è Facebook leggete il libro di Ippolita (Nell’Acquario di Facebook) dove è scritto tutto ciò che è e che rappresenta. Poi leggete anche il post de Il Fatto Quotidiano dove vi dice cosa facebook si tiene e cosa butta via.

Hanno bloccato vari account che gestiscono la pagina a sostegno di Femminismo a Sud. Le pagine sono gestite dagli account e il blocco degli account significa chiusura della pagina. Il blocco sarebbe giustificato dalla pubblicazione – sulla pagina facebook – di una tetta militante, dalla campagna #tettaprolife e da un post che ha un titolo che per loro è “pornografia” e le parole censurate sono “orgasmo” e “masturbazione”.

Dopo il blocco ti dice che ti sarà impossibile pubblicare per un po’ e che se continui così ti disattiva l’account. E questo prescinde da chi materialmente pubblica su quella pagina o meno perché la responsabilità dei contenuti ricade su tutti gli amministratori e le amministratrici.

Infine ti invita a leggere gli standard di “comunità” secondo le quali dovrebbero non esistere tanti contenuti che pure noi vediamo abitualmente.

News della mattinata ti arriva anche un invito alla delazione in cui ti dice di fare la spia se sai che la persona con cui sei in contatto usa il suo vero nome oppure no.

In ogni caso il blocco, la censura e tutto il resto non avvengono per caso. Avvengono grazie ad una X quantità di segnalazioni che arrivano da misogini, fascisti, antiabortisti, nel nostro caso, e che non tollerano la presenza di donne e femministe su facebook.

Facebook è usato come cecchino per fare fuori tutte. La cosa di cui parlare, e ne parleremo al Feminist Blog Camp, è: davvero dobbiamo dipendere da quello strumento nazista per esistere e comunicare?

—>>>Alcune hanno aperto una pagina evento contro la chiusura della Pagina Femminismo a Sud

Posted in Anticlero/Antifa, Comunicazione, FaceAss, Fem/Activism, R-esistenze.


12 Responses

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  1. alfonso says

    Peccato che abbiano censurato la foto, erano così belle!

  2. Monsieur en rouge says

    Non penso che Facebook possa essere definito come attivamente sessista. Essendo un’azienda, il suo principale scopo è far soldi attraverso lo sfruttamento dei dati, che vengono venduti a pacchetti al miglior offerente per la creazione di un sistema di pubblicità mirato (qui trovate qualche spunto). Poi, se alcune posizioni si delineano come sessiste, ciò a mio parere è dovuto proprio a questo populismo telematico (mi ricorda l’idea grillina di Rete) per cui contenuti e profili sono cancellati dopo un certo numero di segnalazioni, a prescindere dalla loro natura: insomma, Facebook è uno strumento e l’ambiente virtuale che si sviluppa intorno a tale strumento è vuoto, ed è più facile che un contenitore vuoto si riempia con ciò che più abbonda. Ovvero sessismo, fascismo, criptofascismo. Esattamente come il M5S con il razzismo.

    Comunque confermo che questi captcha mi fanno venire il mal di testa!

  3. Elisabetta P. says

    Anche io non ho la televisione. Non per questo non mi occupo e non mi preoccupo di quel che il mezzo trasmette e di quanto e come le persone ne vengano influenzate. Talvolta mi trovo a scrivere di programmi che veicolano contenuti misogini; lo faccio perché sono femminista e non tollero che un servizio pubblico avalli il sistema patriarcale. Ma la televisione, in quanto apparecchio, continua ad essere fuori dalla mia vita; non lo stesso si può dire dei contenuti, che travalicano l’apparecchio in sé. Facebook, in proporzioni ovviamente non paragonabili, funziona un po’ allo stesso modo. Se ne può rimanere fuori, o iscriversi e poi non utilizzarlo (come ho fatto io fino ad un certo punto); sta di fatto che è una porzione del web che catalizza moltissime persone, e anche in quel luogo i contenuti sconfinano (su altri media o addirittura nel reale). E sappiamo che anche lì si può fare informazione e attivismo (con non poche difficoltà poiché i branchi maschilisti marcano il territorio con il “segnala”); credo che anche la mia vita migliorerebbe se smettessi di stare lì sopra a creare eventi e gestire pagine, nel senso che mi risparmierei tanti rodimenti di vario genere, e contro quei pusillanimi che vengono a trollare le pagine e contro le policy di fb stesso. Per adesso “resisto” e continuo la mia militanza anche lì, poi si vedrà.

    P.s. quoto Antonio per i Captcha 🙁

  4. feminoska says

    Vivo senza fb da sempre e senza tv da anni. La qualità della vita è nettamente migliorata, e devo dire che da non facebookiana, i drammi di fb mi paiono delle tali str…ate!
    Vivere senza fb si può, anzi… è una ottima pratica di pulizia mentale quotidiana dall’invasione della fuffa.
    Leggete il libro di Ippolita, ne vale la pena!

  5. gilda says

    io personalmente ho scelto di non starci su facebook. esagero? me lo dicono e a volte me lo chiedo anch’io. ma proprio ho dei problemi con i social network, e con quello in particolare. e dopo essermi letta per ora solo la prima parte del libro di Ippolita (lettura assolutamente consigliata) sono ancora più convinta della mia scelta.

  6. adriana says

    “aiutaci a migliorare Facebook”??? Ok, allora per prima cosa, quando aiuto a migliorare Facebook voglio interagire con una persona fisica che si faccia riconoscere con un nome e un cognome e che si prenda la responsabilità di quel che propone, dice e mette in opera. E non con un generico o peggio ancora anomimo Facebook. Mi vuole spiegare il signor o la signora Facebook con quale criterio censura e rimuove? Il social network tracima di link, di immagini, di video, di commenti non solo censurabilissimi ma addirittura da denuncia…. ma continuano bellamente a comparire e a proliferare. Imperterriti. E se li vedo io, vuoi che non li veda il sig. o la sig.ra FB che viene a fare le pulci i a Femminismo a Sud che, solo per come si intitola, il minimo che può scrivere o pubblicare o fare è PURA E SEMPLICE INFORMAZIONE?

  7. cla says

    Non so se sia troppo il caso di prendersela con facebook.

    Le policy ci sono e sono pubbliche. Non c’è un controllo sistematico, però, ed il sistema di censura si basa su segnalazioni.

    Le pagine misogine che rimangono indisturbate, semplicemente, non sono state segnalate abbastanza.

    Pensare a facebook come positivamente sessista è ridicolo a mio avviso.

  8. fasse says

    Antonio non è proprio così. ovviamente le nostre amiche hanno creato profili di emergenza e li hanno nominato amministratori della pagina ma TUTTI diventano responsabili della pubblicazione dei contenuti rimossi e TUTTI hanno ricevuto la minaccia di blocco. Dunque la questione non è assolutamente soggettiva ma riguarda la gestione e l’amministrazione della pagina in se’.

  9. Carmela says

    facebook non è perfetto e non possiamo certo pretendere che lo sia, comunque a me non piace quando le persone su facebook non usano il nome vero, anzi è una cosa molto grave perchè spesso viene fatto in malafede e per insultare gli altri…a me piacciono le persone che hanno il coraggio delle loro opinioni e delle loro azioni…non credo che si debba parlare di “fare la spia” ma è una regola che va accettata e basta…riguardo ai problemi che state avendo con facebook mi spiace molto e spero che possiate continuare liberamente a diffondere le vostre idee…Carmela Blandini

  10. Antonio says

    Non è una cosa solo per voi. A me il blocco del diritto di postare o commentare me l’hanno fatto 4 volte (sono arrivato a 72 ore di stop).
    In quanto alla delazione, è cosa di cui si sono lamentati in molti.

    Create un profilo di emergenza da nominare amministratore della pagina ma DA NON USARE MAI. Se bloccano gli account, quello dovrebbe sfuggire e la pagina resterebbe sotto controllo

    PS: Avete dei Captcha che fanno piangere 😀

  11. Elisabetta P. says

    Bel post. C’è davvero tanto su cui pensare e scambiare opinioni. Questa cosa della delazione poi è semplicemente inquietante. Vorrei si potesse continuare a sfruttarne alcuni lati positivi, indubbi e che ho sperimentato personalmente nel mio attivismo online, senza dover sottostare a questo genere di “regole” (anzi, mi paiono più regole “di genere”…).
    Ma credo sia un’utopia.

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  1. Facebook blocca Femminismo a sud…  | PadovaDonne linked to this post on 8 Agosto, 2012

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