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Confesso, sono maschilista!

Faggi Fabio, rifondarolo, che scrive sempre senza mettere lo spazio dopo la punteggiatura, che ha una maniera tutta sua di fiondarsi sulle questioni e di trattarle, non sempre simpatiche (lasciamelo dire!) sulla scia di una discussione che in rete piglia e ripiglia, chi è più sessista di chi, chi fa cosa e come, chi sono gli uomini violenti e quanti hanno da sentirsi colpevoli e succubi del dito colpevolizzatore rivolto dalle donne e quanti no, come si fa a smarcarsi da tutto ciò senza dirsi antifemminista, se femministi non si reputa di definirsi mai, ché essere antisessisti a fronte di certe posizioni molto ma molto critiche nei confronti dell’uomo in generale diventa complicato e complicato è anche discuterne, fermarsi un po’ a pensare e Fabio, che maschilista non è, non smette.

Così da giorni dice la sua. Perché non è una questione personale. E’ politica. Personal/politico. Su un gruppo pare l’abbiano bannato. Ché se un amico, pure di quelli che c’hai l’amicizia “voluta” su feisbuk, dice ‘na cazzata semmai lo sfanculo, lo metto e mi faccio rimettere in discussione senza temere che lui sia il nemico. Perché non è il nemico. Non è un’altra entità da demonizzare. Non siamo inquisitrici, noi, indi per cui chi non recita fedelmente l’ortodossia va scomunicato. Ad ogni modo… in altri luoghi lui ha comunque preferito non continuare la discussione. Sul suo blog però legittimamente discute e dice la sua opinione. Lo dice in più interventi di cui quello che con la sua autorizzazione copiamo rappresenta più o meno la conclusione. Una conclusione provocatoria, certo.

Fa bene? Male? Io leggo sempre più di una volta quello che di pancia rigetterei. Perché sono fatta così. Perché se mi colpisce la pancia va dritto nel cervello e mi fa pensare. Tutto mi fa pensare. Impiego un po’ di tempo ma penso e ripenso. D’altronde sono umana e imperfetta. Può pure essere che dopo tanto pensare concludo che esistono coglioni e pensieri intelligenti e non sempre queste due entità si incontrano. Non so se è questo il caso. Analizzo comunque anche le reazioni.

Fabio ha un sacco di difetti di comunicazione, posso dirlo?, ma dice cose che se vuoi contestarle le digerisci, entri nel merito e ne discuti.

Il fatto che taluni suoi argomenti rimandino agli antifemministi, ché va detto, non sono tutti uguali, non significa di per se’ che lui sia tale e non significa neppure che gli antifemministi siano tutti idioti e demoni. Ricordo che la coincidenza di argomenti o parole, giacché la lingua italiana appartiene a tutti, quando abbiamo contestato personaggi come Santoro, Grillo, Travaglio, sono costati scomuniche anche a noi e siccome che non facevano neppure la fatica di andare a leggersi le note la prima cosa che dicevano è “siete come Il Giornale o Libero”. Perché quando una idea viene intesa come un dogma, con i suoi miti, santi, eroi, tutto ciò che dissente è una eresia e la prima reazione, che si voglia accettare o meno questo dato, è la repressione. E in ogni caso no, noi non siamo come loro. Proprio per niente. E saper distinguere è una cosa auspicabile, spesso.

Io leggo quello che scrive Fabio, pazientemente metto gli spazi dopo le sue egocentriche virgole, e penso. Fatelo anche voi. Di leggerlo intendo. E poi discutete, qui, in uno spazio neutro se credete, sapendo che se arriva qualcheduno, uno degli antifemministi con i quali invece non si può assolutamente parlare, che dice peste e corna e poi si ripresenta qui ogni tramonto, a fare da tifoseria prendendo a pretesto il senso critico, di cui si tiene conto, per motivare la sua misoginia, per strumentalizzare le osservazioni altrui a legittimare il suo odio contro le donne, non troverà spazio. Non solo qui da noi ma neppure lì da Fabio. Ne sono più che certa. Perché è pensiero suo e non si fa strumentalizzare. Né da noi, noi femministe intendo, né da loro. E’ un colloquio che ha senso in uno sforzo di dibattito che egli sente evidentemente negato.

Parentesi aperta. Sapendo che questa è una mia personale iniziativa e che i post non passano al vaglio del collettivo. Sapendo che Fabio è un antirazzista, antifascista, antisessista più che convinto e che perdio merita più che un ban.

Da Stato di Alterazione:

D’accordo, mi costituisco, sono maschilista.

Uff, finalmente. Mi sento libero, ora. Si, sono maschilista, per cui da me non ci si può aspettare nulla di buono nè una nota d’accordo: non sono più quello che “poverino non capisce”, sono quello che capisce ed è cattivo, almeno recupero in dignità.

Immagino, ora, ci sarà chi penserà di averlo saputo, capito, detto dal primo momento, chi non capirà nulla e mi includerà in una qualche classifica di misogeni, altri ed altre saranno indifferenti, ed una o due persone leggeranno e tenteranno di capire.

Partiamo col chiarire che questa è casa mia, per cui dico ciò che voglio. (Ovviamente questa regola è valida anche per chi ci viene o passa).

Secondo punto: perchè sono maschilista o, almeno, perchè ho confessato il reato.

Bhè, semplice: per stanchezza.

Ricordo d’esser stato antisessista militante, forse anche filo-femminista, anche se non ne sono sicuro, perchè ho rimosso. ”Disertore” no, quello mai, non avendo eserciti, ma ricordo che continuavano a propormi una divisa solo per poi farmela togliere.

Dicevo d’esser stato antisessista, o almeno di averlo creduto.

Credo che stare dalla parte “giusta” sia una buona cosa, ma solo finchè ci si sta da soli, ed è per questo che non cercavo compagnia. Avevo il mio pensiero e stavo solo, ”facevo” e non spiegavo, avevo più contatti con “nemici e nemiche” che con persone amiche,ed andavo dritto come un treno.

Esprimevo pensieri, non portavo conteggi.

I numeri erano “prove” a sostegno delle mie tesi, non una macabra danza di rivincita.

Bello, mi piaceva così: ero nel giusto e tutto mi dava conferme. Poi sono arrivate/i.

Non so per che motivo, ma ho incrociato il cammino con quelli/e cui il “giusto” non basta. Quelle/i col Verbo in tasca,Quelle/i che l’integralismo è legge ed il personalismo è culto.

Una sacra inquisizione che non costruisce la condanna sulle accuse, ma le accuse sulla condanna.

Mi sono ritrovato a dovermi scusare d’esser nato, a dover espiare un’appendice di carne (inutile) tra le cosce, a sentirmi spiegare cosa pensassi e perchè.

Una corsa alla demolizione di qualsiasi punto di vista non fosse quello di uno scontato thè dell cinque da salotto borghese sedicente femminista.

Caterve di rivendicazioni sul vissuto da vittima di donne che, sul femminismo, non avevano da dire altro che non fosse “i maschi sono tutti cattivoni”.

Maschi sodali che si spostavano poco dal “si, è vero, siamo tutti cattivoni”.

Amiche ed amici che continuavano a dire: ”hanno ragione loro,siete tutti cattivoni”

Era un po’ come andare ad un rave e trovarsi alla consolle la Binetti. Du’ palle.

Questo è il femminismo che ho incontrato, un femminismo bigotto, metabolizzato dal sistema e pigro.

Un continuo riferimento a strutture di genere superate almeno 40 anni fa,gente che ripete citazioni a pappagallo senza averci capito nulla,gente ferma agli steccati maschietto femminuccia che le teorie queer le cita col sorriso malizioso come fosse masturbazione da cesso pubblico.

E questi sono quelli e quelle buone, tra i miei incontri. Poi ci sono le deficienti e gli idioti.

Quelli che, delle questioni di genere pensano che il cardine siano le pagine facebook, e lì, davvero, si entra nel grottesco.

Ho visto pagine che hanno attirato con nomi ammiccanti migliaia di consensi occupare spazio solo con lamentele per altre pagine speculari oppure con un’insana contabilità di eventi macabri fini a se stessi.

Mai una posizione originale, mai una discussione su come si possa agire contro la violenza, solo “Un altro uomo uccide…” oppure “Mi hanno detto ancora una volta che sono cattivella..”ovviamente specificando la pagina perchè tutti si spostino a vedere “di là” e questa polemica gonfia di protagonismo continui.

Cos’è ‘sta roba? Posso denunciarla? Posso dire che il sessismo ed il patriarcato vinceranno sempre finchè gli avversari saranno questi? Posso dire che, finchè una femmina o un maschio non saranno il loro vissuto e le loro azioni, ma solo un apparato genitale e degli assunti morali, non ci sarà che la perpetuazione di un sistema oleato e ben impiantato nella società?

Il sistema “colpa-pentimento” va superato, ma questo richiede uno sforzo alla pari tra chi deve retrocedere da uno stato di comodo, (maschio) e chi dovrebbe rinunciare alla propria voglia di rivalsa (donna).

Comprendo la voglia di sputare in faccia la rabbia di migliaia di anni di discriminazione sessuale, ma così non si otterrà mai nulla, senza un patto tra i generi ,tutti, che siano 2,4,6 o anche più, le cose resteranno sempre uguali, ed io che sono maschilista non potrò che goderne, ma tutte le altre persone?

Insomma, sono maschilista perchè non entro in cerchie, non mi piace assecondare ed amo litigare.

E poi, sono maschilista perchè ho ragione, e se non volete pensare a ciò che ho scritto, ’sti cazzi, perchè non sono politically correct,io sono maschilista.

(E dopo tutte le volte che l’ho detto io, cosa troverete per attaccare il mio discorso?

Posted in Pensatoio, Scritti critici.


50 Responses

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  1. fikasicula says

    Tiresia la discussione è chiusa. E il resto se vuoi la rivincita è trolleggio. Mi spiace.
    Mi hai già detto tutto. Non c’è altro, mi pare. Grazie di aver partecipato a questa discussione.

  2. fikasicula says

    si guarda, hai proprio capito tutto. ho la sindrome da “ti salvo io”. grazie di avermelo fatto notare. non agognavo altro che questo nella vita. un bel maschilista da redimere. possibilmente con la frusta perché mi piace tanto fare la mistress nelle sessioni di bdsm. 😀

    tu piuttosto, è molto bello vedere che fai tanti discorsi antisessisti, tanto distinguerti dal mondo intero, poi inocularmi discorsi paternalistici di preoccupazione sincera per il mio destino se parlo con quelli là e infine stabilire che datosi che qui sto parlando in modo critico di una dinamica di esclusione, a proposito di un uomo che non è né maschilista e manco si definisce antifemminista, tu sei passato un po’ all’insulto. è bello si.
    esattamente come farebbe qualunque rappresentante dello stato patriarcale tutelare. se non mi dai retta allora hai scelto il peggio. se non mi dai ragione allora sei questa cosa qui che decido perché mi tranquillizza e non mi mette in discussione.

    domani mi scriverai che me la sono voluta. pace. e chiusa questa discussione che ha veramente del grottesco e diventa sempre e solo personale. prima contro fabio e ora ovviamente contro di me. altro non c’è da dire. ciao 🙂

    Ps: vedi che aderisci alle logiche di branco e mi insulti praticamente dicendomi “femminapentita” o “zerbina”? è bello vedere che le dinamiche di gruppo e i dogmatismi che non lasciano spazio alle complessità agiscono un po’ tutti alla stessa maniera. in fondo è una certezza. 😛

  3. Tiresia says

    Nono ma infatti da quell’errore ho evitato accuratamente di scrivere frasi che potevano essere ricondotte a “pipponi” o ad atteggiamenti paternalistici proprio per non farmeli rinfacciare. Anche se è abbastanza singolare che una mezza frase sia un pippone da risparmiare mentre questo post vada difeso strenuamente…
    Possiamo in effetti chiuderla qui ma anche tu risparmiami il vittimismo verso un mio presunto atteggiamento paternalistico quando in pratica cerchi il dialogo solo con maschilisti da redimere

  4. fikasicula says

    Tiresia, come vuoi. E mi è chiaro si. Tu non ti senti rappresentato dai maschilisti. Fabio non lo è. Ma lo scritto parrebbe definirlo tale. E la discussione a monte era molto più complessa e tu non l’hai o compresa o non hai letto il resto o vuoi solo ribadire la tua chiara posizione che registro. ne prendo nota.

    anch’io ho forti problemi con i maschilisti. ma proprio molto forti. tu dici di no. lo apprendo da te. e ci tieni a farmi sapere che non condividi questa cosa. ottimo. diciamo che possiamo chiuderla qui.

    viva l’autodeterminazione!
    però niente pipponi paternalisti come l’altra volta in cui mi hai scritto “attenta a te che quelli poi ti fanno la bua.” pressappoco quello era il concetto. 😛

    grazie mille. :DDD

  5. Tiresia says

    Aspetta io accetto senza problemi critiche e visioni opposte però non è neanche corretto contestare un paragone (azzeccato o meno) quando allo stesso tempo si fanno paragoni ben più di merda solo per mantenersi sul colle della ragione.
    Qui molte persone hanno contestato un post più che opinabile e dal tono ridicolmente saccente ma non condivido con nessuno un branco, non uso termini come “zerbini” o “maschiopentiti” che invece sono sdoganati da altri individui con cui però sembrava valesse la pena dialogare e non conosco la persona o la sua storia, mi limito a leggere quello che è stato pubblicato. Neanche io voglio importi la mia visione del mondo ma vedo che questo “dialogo tra generi” sembra sempre più un “dialogo col maschilismo” e da maschio non voglio essere rappresentato da gente del genere. Ho letto con piacere i post in cui Fas prendeva le distanze da altri movimenti proprio in virtù del fatto che il femminismo ha dei valori indipendenti dal sesso femminile e la stessa cosa vale per gli uomini. Che poi Massimo Fini faccia più o meno schifo per me non è il fulcro della questione nè mi interessa. Il punto è eliminare l’attribuzione di certi comportamenti o idee maschiliste da quello che si aspetta socialmente da un uomo. Se devo invece vedermi attribuito come “rappresentante” del mio genere un maschilista lo interpreto solo come un mantenimento dello status quo.

  6. fikasicula says

    Tiresia, io credo che tu non abbia letto gli articoli di massimo fini in cui parlava di pistole e odio per le donne e lezioni in afghanistan per insegnarci come si vive e varie altre cose parecchio misogine. E di quelle cose Fini è convinto. quindi si, registro che non vuoi riaprire la polemica ma stai facendo un paragone abbastanza di merda che relega questa roba qui alla fase di demonizzazione e che consegna altri argomenti a muzzo alle detrattrici che esigono l’esclusione sociale/virtuale di Fabio. e non è che voglio fare la gerarchia delle cose scritte e non condivise di questo mondo, anzi, è lo stesso Fabio che dice che ciò che scrive non va bene e che il succo del discorso è altro. ma forse non hai letto tutti i commenti. o forse non lo so. e pure io, non è che voglio convincervi che è il mondo è come lo vedo. ma di questo passo, per non tentare di rimettere in discussione nulla, direte che io sono una “femminapentita” o una “zerbina” o che ne so. perché in fondo, cosa cambia, sempre di codici linguistici di branco si tratta. poi ditemi cosa c’è di diverso da certe modalità e terminologie di quelli che a te, Tiresia, ti chiamerebbero “maschiopentito” o “zerbino”. e ti prego sono sufficientemente estenuata per sostenere un ulteriore dibattito per dirti che rispetto la tua opinione ma non la condivido e questa cosa non c’entra proprio nulla con quello che dici tu. hai solo fatto l’accostamento minimale più fedele alla peggio dicotomia buono/cattivo che ti venisse in mente. se non è un santo deve essere un demone. bianco o nero. o come te o come massimo fini. e la complessità ‘affanculo. no. non c’entra niente. sei in errore e non sai nemmeno quanto.

  7. Tiresia says

    Senza voler riaprire la polemica perchè mi sembra sia già stato detto tutto (e mi accodo alla fila dei perplessi da questo post) mi viene però da domandarmi perchè se robaccia del genere viene scritta da un Massimo Fini o su un editoriale di uno dei tanti giornaletti storici si tratta di maschilismo mentre in questo caso sia solo un altro punto di vista (possibilmente evitiamo di dire “provocazione” che ormai è la scusa ufficiale di tutti gli pseudointellettuali quando scrivono una cazzata rendendosene conto)
    Senza nulla togliere all’encomiabile tentativo di dialogo tra generi vorrei fare solo presente, da maschio, che punti di vista di questo tipo non rappresentano il mio genere più di quanto la Bindi rappresenti il punti di vista femminile.

  8. fikasicula says

    @saretta, a parte che io non sto giustificando nulla perchè questa non è una piscina di acqua santa benedetta in cui risciacquo i panni del Faggi per tirarlo fuori candido come un bambino. non sono un prete, ma questo non vi è chiaro, e dunque non assolvo, per me siamo tutti peccatori e peccatrici e a fare la morale al mondo io mi trovo molto male perché mi pare una gran sciocchezza.

    cioè: faccio tanto la figa per dirmi “normale”, ne santa ne puttana, ne vittima ne colpevole e poi esigo che il mondo pronunci preghiere laiche al mio cospetto? e che io difenda “il violento” lo stai dicendo tu e questo io lo reputo come insulto. cioè TU stai insultando ME. ed è un altro capitolo della storia. perché fabio non è “un violento”. può starvi sulle ovaie a tutte quante ma sicuramente non è un violento.

    non ha la stizza e l’astio che esprimi tu perché non ce lo leggo nelle sue parole e se lo conoscessi (e chi lo segue lo sa) lui molla a raffica pillole di sarcasmo e satira e battute infami e sono cazzi suoi e lo fa contro i violentatori, contro chi compie un femminicidio, contro l’ideologia della pas, contro una serie di cose che tante hanno condiviso mettendo mille like alle sue battute e finanche ai suoi semplici punti esclamativi. poi espone le questioni che a noi non piacciono e dovrebbe usare un altro linguaggio? dobbiamo addomesticargli la critica?

    io gliel’ho detto che sbagliava e che è un caterpillar che si schianta sul mondo e che sarebbe stato respinto in massa perché si è impuntato e voleva che il mondo vedesse la luce assieme a lui. gli ho detto le mie critiche e non sono state per nulla tenere ma fuori si celebrava il rito della messa al bando. parlo in generale e non del gruppo o chissà cosa ma delle discussioni che ho visto in giro e sono state tante. ma insomma si, e va bene respingere, formare la squadra di difesa compatta e rimandarlo al mittente ma ora, il seguito, diventa auspicio di esilio. diventa accanimento. ha da restare solo a farsi i cazzi suoi e dunque il danno è il mio che ci riparlo e dico che l’esilio non mi piace.

    è fatta, compagne, sorelle, amiche, finita, chiusa. lui ha detto, voi avete detto, e dunque? non siete sazie finché non è messo in croce? lo bandiamo dai luoghi di frequentazione femminista? cioè, sei tu che sei venuta qui a pretendere che dedicassimo spazi a cose che ti piacciono di più. saremo mica un soviet, no? mi pare di no. proprio no.

    ecco, qui si ragiona diversamente. c’è chi ti dice hai fatto ‘na stronzata a pubblicargli il pezzo, chi gli dice mi stai sulle ovaie e ti dico che non condivido una virgola su quello che hai scritto, chi te ne dice un’altra, ma si sta insieme e ci si sfancula e si accettano le diversità e oggi e così e su questo argomento è fatta, la discussione può continuare e chiudersi ma Fabio, mio amico o no, non è morto e io non lo seppellisco.

    avrei fatto la stessa cosa con chiunque tra voi se avessi visto dinamiche dello stesso genere. e di due pesi e due misure non ne vedo.

    lo posso dire con soave divertimento: meritate l’inferno tutti quanti.
    e fatemi trovare uno spazietto pure per me perchè è lì che finirò anch’io. 😛

  9. Fabio Faggi says

    F.” (Madonna,io “fika” non ce la faccio mica a chiamarti..)” F.S.”Madonna ti prego no. Dicotomia santa o fika è brutto assai. :)” F.”A parte che Madonna,con la maiuscola,come l’ho scritta,è solo la cantante…” =”Eccolo qui, Fabio Faggi: le femministe gli danno spazio e lui si approccia persino verso quelle che lo difendono (e difenderlo è veramente un’impresa degna di ammirazione per il carattere impossibile che lui ha) con un sarcasmo poco velato, dandoti della Madonna o della Stalin”.Madonna è chiaramente un’esclamazione e ciò che segue sono giochi di parole tra amici,ma per Licia io ho offeso la persona che mi difendeva.F.”Cazzo,se critico Stalin sono meno comunista?”=Io,da comunista,se critico un compagno che sbaglia,sono meno comunista?Ovvero,se da antisessista faccio una critica interna,perdo il diritto a definirmi tale?.”E vogliamo parlare della paranoia con cui ti toglie la libertà di scrivere nella tua stessa pagina cose rivolte contro una subcultura e lui arriva e pensa che tu gli stia lanciando una frecciatina?”Allora,del mio blog darò la pass a F.S. per vedere se trova un solo commento cestinato,per ora,mi pare ci siano commenti pubblicati di una certa Stramonia:conosci?Se,invece,per pagina intendi Stati di Alterazione su facebook,clicca su “mi piace” e ti ci faccio amministratrice,se invece ti riferisci al mio profilo,fino a ieri era aperto,poi l’ho chiuso stanotte per questioni personali.Vedi,Licia,io ho tanti difetti,e sono anche antipatico,ma sono trasparente:tu?Hai stravolto le cose a tuo uso e consumo in modo anche infantile,e mi dispiace che tutti quelli che hanno criticato me “sulla fiducia”,non si siano fermati a fartelo notare.Un po’ quello che successe quando mettesti “mi piace” sull’articolo riguardante il presunto stupro di Roma de FaS,che sosteneva le stesse mie posizioni per le quali si litigava,e fu allora che ti chiesi se il problema non fosse che non mi chiamassi Fabiana,ricordi?Nemmeno io ce l’ho con te,io discuto questo atteggiamento ed il silenzio che sta attorno.C’è qualcosa di attaccabile nella mia posizione?@feminoska:Non ti conosco,per cui riservo il giudizio personale,anche perchè non lo credo fondamentale per la discussione.Per il resto,non mi sento di contestare la tua posizione:hai espresso una critica sistemica includendone individui al netto dell’apparato genitale,sono d’accordo.Per la rabbia,io la concepisco e la giustifico come sono cosciente della posizione di comodo cui chi si ritrova “dominante” in un sistema patriarcale è costretto a rinunciare volendo abbracciare la causa antisessista,in questo senso parlo di sforzo alla pari,che è un’opinione contestabile,ma che ha pari dignità della tua.Ah,non credo che l’antipatia sia motivo di torto,io argomento,forse in modo supponente,ma che ci posso fare?

  10. saretta says

    Fika, “ma si può esprimere un concetto senza insultare? ”
    Chiedilo a Faggi. Ha dato fastidio che abbia riportato per filo e per segno gli agettivi che usa lui?
    “ma si può esprimere un concetto senza insultare?”
    Chiedilo a Faggi
    “Detto questo,per obblighi di ospitalità,proverò a rispondere in modo sensato a quel rutto che hai appena postato” Questa è di Faggi. Ma lui può.Il motivo è sconosciuto.
    Alla fine della fiera il punto qual è? Non dovete leggere se io vi insulto o come vi insulto ma rispondere a quello che penso io, “Ciò su cui avrei voluto si fosse discusso” una frase su tutto un post altrimenti se voi odiate gli uomini. Rispedisco fortemente al mittente l’accusa e il tentativo di distruggere.
    La violenza è anche l’insulto gratuito fatto con arroganza patriarcale e il non tener conto del fatto che altre persone abbiano detto che certi comportamenti e toni danno fastidio. Rigirando il ragionamento non ne tiene conto perchè siamo donne? Ma va giustificato perchè a te non da’ fastidio, chi usa specularmente il suo linguaggio con i suoi termini:narcisista, egocentrico, cinghiale, inurbano, ripresi uno per uno da tutti i commenti, si usa il due pesi e due misure. Ho saltato il “fascista” e il “rutto di commento” non scendo a quei livelli comunque.
    Si contesta l’aggressione verbale? Risponde che quando il saggio indica la luna,lo sciocco guarda il dito”

    “ma si può esprimere un concetto senza insultare? ”
    “l’egocentrismo e il narcisismo è una cosa diffusa in almeno tre quarti della gente che gravita su internet. in quanto alla maleducazione ti direi di andare a proporre corsi di bon ton altrove.”
    Due pesi e due misure.

    Scusami se mi sono autonominata pubblico, vado altrove dove se qualcun* viene insultat*, non viene difeso a spada tratta il violento, giustificandolo perché è amico e a te non offende. Non ha offeso me, ma le ripetute offese le sento come fatte a me. Quando non sarai d’accordo e ti dirà che “rutti commenti” non idee e ragionamenti riconoscendoti come persona, forse ti tornerà questo discorso.

  11. fikasicula says

    @Licia, 🙂
    ti giuro che lungi da me pensare di far fare pace tra Fabio e il mondo. Non sono mica il presidente della repubblica. potete tranquillamente continuare ad essere litigatissimi e a disistimarvi. e non sto dividendo responsabilità ma non chiedermi neppure di riconoscere colpevole uno e assolvere qualcun altro. per me nessuno è colpevole. questo deve essere chiaro. si discute di pratiche, metodi, si parla, ci si confronta, ci piacciono, non ci piacciono, io tento di farlo diventare un ragionamento politico, molte, te compresa, parlano del fatto che lui sia sbagliato e questo, che tu lo dica o no, è un problema personale. personale perché è rivolto a lui. al suo carattere, a quello che ti pare ma sempre di lui parli e non diversamente.

    se hai voglia mi piacerebbe sapere cosa pensi nel merito delle cose che dice. separa tutto ciò che ti è antipatico e vai al succo dei concetti. perché a volte, e questo vale anche per gli acerrimi nemici, se fai spazio tra le mille cose intollerabili alla fine trovi cose sulle quali è giusto ragionare o che ti fanno pensare e che, vuoi o non vuoi, ti fanno crescere. perché ciò che ti tocca, in senso giusto o sbagliato, ti fa crescere.

    tu mi stai dicendo che il contributo di fabio alla riflessione di genere non è utile, che se l’è presa con i disertori ritenendo che volessero farsi perdonare il possesso di un pene. una cosa simile l’ha detta anche nella nostra lista e gli abbiamo risposto tutti che è in errore.

    si deve convivere con l’idea che qualcuno la pensi diversamente da te. se lui domani mi forzerà a dire che o ha ragione lui o vaffanculo allora si becca un vaccanculo. non c’è dubbio. se lui può convivere con la diversità io metto dentro il nostro scambio dialettico anche i suoi spunti che non hanno da essere assertivi, impositivi, e sapendo che rappresentano una parzialità come le cose che diciamo noi lo sono. una parzialità tra le altre.

    io – ripeto – supererei la fase del “con lui non ci si può parlare” anche perchè ora stai parlando con me :).

    se però avete deciso che non ci si parla che si sappia che un ban non può essere complessivo e non riguarda l’umanità e che io non lo banno dalle mie conoscenze. e si sappia che anche se lui non mi dà ragione e anche se io col cazzo che gli do ragione se non sono d’accordo, con fabio continuerò a parlarci e ad avere scambi dialettico/politici.

    e questo dire che non lo ritengo fuori dal cerchio, quanto meno il mio personale cerchio, non vuol dire che chi con lui non ci vuole parlare è brutt@ e cattiv@. dico che a livello di comunità: l’esilio ottenuto per aver goduto di – vogliamo definirla così – immeritata (?) attenzione da parte di persone altre diversamente determinate quanto lui, non è una cosa che io posso riconoscergli.

  12. Licia says

    FS,
    io ti lascio un ultimo (speriamo) chiarimento.
    Da parte mia, lo grido con tutta la mia voce, NON C’è STATO MAI NIENTE DI PERSONALE!
    Forse non sono stata sufficientemente chiara. Noi non siamo né separatiste, né colpevoliste. Niente di tutto questo. Né acrimonia, né senso di rivalsa. Niente.
    Lui ha applicato a noi un teorema per spiegarsi come mai è stato allontanato.
    Lo ha applicato per estensione anche agli altri uomini del gruppo, compresi quelli che collaborano con voi, sostenendo che stessero lì a farsi perdonare la presenza del membro maschile.
    Offensivo, sminuente e un buco nell’acqua perché noi lavoriamo senza neppure far caso a chi scrive cosa. Chiunque porti materiale buono viene apprezzato e ogni personalità è stata un valore aggiunto.
    Non è stato allontanato per nulla che avesse a che fare col suo pene ma col suo carattere e basta. Come ogni narcisista, si appiglia a motivazioni esterne, costruisce castelli per spiegare come mai gli altri sono cattivi e lui è buono e incompreso.
    Mi fa piacere che tu non ti senta offesa, sono fatti tuoi ma io lo sono e non sul personale ma perché proprio non si capisce come si possa dialogare con chi inizia scrivendoti insulti, psicanalizzandoti a vuoto e attribuendoti qualunque melma.
    Per favore, per pacificare non adottare metodi salomonici di divisione delle responsabilità perché non è diplomazia. Si finisce con il pacificare di qua e il rovinare di là.
    Trova altre vie se vuoi far capire a Fabio che può essere apprezzato se non aggredisce il prossimo. Io ci ho provato ma ho gettato a spugna. Ci hanno provato in tant*, lo leggi anche nei commenti qui sotto.
    Grazie

  13. fikasicula says

    Ok. Credo vi siate sfanculat* abbastanza e che vi siate detti tutto quello che c’era da dire in rapporto ai mali mistici e alla psicologia di Faggi Fabio.

    Abbiamo chiarito che lui parla di difficoltà relazionali nel movimento e altre di difficoltà relazionali sue di lui.

    Che ci sono delle sue opinioni che lui difficilmente sente accettate e che altre – che quelle opinioni le condividano o meno – pensano che la sua maniera di porle sia sbagliata.

    Che un ban sia un brutto gesto e che per alcune possa essere uno strumento di autodifesa quando la discussione diventa sterile, offensiva, priva di senso e quando la partecipazione del suddetto a quel gruppo è minata dal fatto che c’è una forte tensione e un conflitto ingestibile con chi vi abita.

    detto ciò, e spero che gli sfanculamenti, così come le spiegazioni in ragione di chi è stato bannato e chi ha bannato, finiscano qui (colpa tua, colpa sua, colpa nostra) a me Fabio, giuro Licia, non mi ha mai offeso. Nè io credo di aver mai offeso lui perché posso dirgli tutto ciò che penso senza incorrere in alcuna sanzione o in alcuna reazione aggressiva. ci critichiamo reciprocamente e in modo costruttivo senza che questo costituisca un problema. ma non metto becco sul vostro scambio. hai fatto bene a dire la tua e ora vorrei solo riportare il discorso ad un minimo di senso che sfugga dalla questione personale.

    Lascia decidere in ogni caso a me, ti prego, se devo sentirmi offesa per il fatto che lui qui parli di madonne e stalin. 🙂 io non mi sento offesa affatto. Madonna è una grande artista e Stalin l’avessi conosciuto l’avrei abbattuto molto volentieri. 😀

    detto ciò come lui stesso precisa sul suo post il succo del problema, quello da cui è iniziato questo grande flame che occupa mezzo web, è:

    ““Il sistema “colpa-pentimento” va superato, ma questo richiede uno sforzo alla pari tra chi deve retrocedere da uno stato di comodo, (maschio) e chi dovrebbe rinunciare alla propria voglia di rivalsa (donna).
    Comprendo la voglia di sputare in faccia la rabbia di migliaia di anni di discriminazione sessuale, ma così non si otterrà mai nulla, senza un patto tra i generi ,tutti, che siano 2,4,6 o anche più, le cose resteranno sempre uguali, ed io che sono maschilista non potrò che goderne, ma tutte le altre persone?””

    secondo lui imputare a tutti gli uomini la “colpa” per la violenza sulle donne è sbagliato.

    io sono d’accordo con lui. ma molte sono d’accordo con lui.

    lui dice che essere maschio non può essere una costrizione, non può costituire un reato di per sè e questa è la sua impressione.

    è plausibile. quando c’è chi dice che tutti gli uomini sono violenti è più che plausibile. io l’ho letto. non precisamente scritto da femministe che conosco o frequento ma l’ho letto.

    ma lui sa cosa si intende per violenza maschile. c’ha scritto vari tomi, tutti senza gli spazi dopo la virgola (maledetto!), e organizzato proprio ultimamente una bella iniziativa sul suo territorio, dopo aver fatto una ottima mozione interna al partito contro Pas e affido a genitori violenti, e dunque lo sa eccome. non nega che esista la violenza degli uomini sulle donne. sta parlando di comunicazione e poi ci mette dentro la rivalsa, una modalità attribuibile a chi, secondo lui, rivendica una sorta di rivincita/risarcimento nei confronti di quello che ritiene un oppressore.

    ma non essendo tutti oppressori è come se finisse lei per nutrire un pregiudizio nei confronti di tutti gli uomini. questo mi pare lui voglia dire.

    d’altro canto anche in lista qualcun@ gli faceva notare che uno dei temi posti dai disertori è quello di chi sente di appartenere ad un genere che gode di privilegi e dunque la diserzione diventa esattamente un modo di ovviare all’oppressione. come per un israeliano che decide di schierarsi con i palestinesi.

    la mia opinione comunque è che chi ha vissuto grandi ferite nella propria vita, essendo sopravvissuta non ha proprio bisogno di rivincite perché il riscatto è rappresentato dalla stessa liberazione. quello è il risarcimento. è la cosa che ti rende forte e serena anche con il tuo oppressore. altro che schiavitù. è la forza di chi ha combattuto a testa alta ed è consapevole della propria vittoria.

    la rivalsa invece per come la vedo io è un segno di debolezza di chi è ancora schiav@, o è dato da un pregiudizio di chi non ha lottato o non ha motivi per cui lottare contro un presunto oppressore.

    io posso dire che l’oppressione malefica del maschilismo nel mio contesto l’ho vissuta e l’ho vinta, l’ho sconfitta per ottenere la mia libertà e non ho bisogno di rivalermi su nessuno. per cosa poi…

    però è possibile che esista anche quello che dice Fabio che ha il brutto vizio, in questi ultimi post, e lui lo dice, di generalizzare, ma io passo oltre, registro e rifletto.

    questo è il tema politico che pone. il modo in cui si tratta la questione della violenza sulle donne. dunque, rifiutandomi io di farmi mettere sotto processo in quanto militante e attivista contro la violenza sulle donne, e cercando di fare in modo che le altre militanti come me non si sentano crocifisse, perché è estenuante portare avanti questa battaglia, esasperate da mille trolls e da mille questioni che non si risolvono, generosamente dedite a battaglie senza fine, e poi dover rispondere anche a stimoli, talvolta accuse, difficili da gestire, diciamo che registro solo il dato politico.

    Fabio non è me che sta giudicando. me in quanto militante. ci mette dentro la questione di genere e ragiona sull’approccio. Lo faccio sempre anch’io. che problema c’è. E’ male perché lo dice un uomo? Non avevamo detto che la lotta contro la violenza sulle donne non è solo cosa da donne?

    Se vi va proviamo a parlare di questo. Altrimenti accanniamo la discussione e consideriamo che ciò che è detto è detto e ciò che è fatto e fatto e poi tutti si torna a farsi il culo e a militare nei nostri rispettivi temi di impegno sociale che ci tolgono energia, sonno, risorse.

    il prossimo appuntamento per uno sfanculamento di gruppo lo fissiamo in senso distensivo a tra un mesetto. e per il femblogcamp ci mettiamo un workshop a tema di sfanculamenti liberi che fanno sempre bene. 😀

    un bacione grande a tutti/e

  14. feminoska says

    Ciao Fabio,
    io non ti conosco e così a pelle mi sei davvero antipatico, non foss’altro che per come la vedo io anche i misantropi conclamati (e spesso mi autoinserisco in questa categoria) dovrebbero quantomeno fare un corso di gestione della rabbia invece che buttarla addosso con acrimonia a tutto il restante genere umano..
    Detto questo voglio rispondere solo ad una delle cose che dici, e che non condivido:
    tu affermi,” Il sistema “colpa-pentimento” va superato, ma questo richiede uno sforzo alla pari tra chi deve retrocedere da uno stato di comodo, (maschio) e chi dovrebbe rinunciare alla propria voglia di rivalsa (donna)”… voglia di rivalsa? Sforzo alla pari? Pentimenti? Ma di cosa parli? Io da femminista non sento alcuna voglia di “rivalsa”, ma di giustizia, quella sì. Perchè il torto di una società maschilista e patriarcale non mi tocca in virtù dei millenni di esistenza della medesima, dei danni subiti dalle madri e dalle nonne e dalle bisnonne, ma mi tocca qui ed ora. Ogni giorno della mia vita mi ci scontro, in ogni piccolo aspetto della vita: nelle scelte personali, nell’ambito lavorativo, in quello riproduttivo, in quello familiare, nel linguaggio…in tutti gli aspetti immaginabili dell’esistenza la misoginia di chi mi sta intorno, uomini certo ma spesso anche donne, e così di frequente proprio di chi ci sta più vicino, grava come un peso su di me e sulla mia vita, privandomi di libertà, serenità e dignità. Forse da uomo, checché antisessista non puoi cogliere (e non lo dico con sarcasmo, ma come un dato di fatto) i continui e incessanti attacchi che subiscono le donne in quanto donne, nel privato come nel pubblico, dentro i propri stessi corpi e fuori, quando decidono di scendere in campo nella pubblica piazza. A me non interessano le scuse, non voglio schiere di maschi flagellanti, semplicemente desidererei un cambiamento reale, nei comportamenti, nelle pratiche, nel quotidiano piccolo o grande che sia. Ebbene questo, checché se ne dica, non è avvenuto, o meglio è un processo che il femminismo ha cominciato e che ha portato grandi conquiste, ma che di fondo fatica ancora molto a cambiare quella mentalità che permea la società da millenni. Questo per dirti, Fabio, che non è questione che “le colpe dei padri ricadono sui figli”, ma che le colpe dei padri spesso i figli, consapevoli o meno, le riproducono acriticamente.
    Stammi bene

  15. Licia says

    Eccolo qui, Fabio Faggi: le femministe gli danno spazio e lui si approccia persino verso quelle che lo difendono (e difenderlo è veramente un’impresa degna di ammirazione per il carattere impossibile che lui ha) con un sarcasmo poco velato, dandoti della Madonna o della Stalin, sottintentendo che lui parte come particella estranea che si sente discriminata a prescindere davanti a chi lui ritiene fascista a prescindere.
    Nessuno lo ha “separato” in quanto portatore di uccello.
    Non è stato bannato da separatiste ma da donne con compagni che non sono minimamente zerbini. è stato bannato non in quanto portatore di uccello ma in quanto portatore di teoremi impossibili da confutare già in partenza perché è un prevenuto che non ha nessuna intenzione di capire il prossimo e non credo che il sesso del prossimo sia una discriminante per lui. Cioè, la mia impressione è che il suo sia un metodo mentale e che si approcci alla gente così sia che si parli di questioni di genere che di dispute politiche, culturali o calcistiche.
    La chiave è qui: “ero nel giusto e tutto mi dava conferme. Poi sono arrivate/i.”
    Lui è nel giusto, sappiatelo, e ne cerca conferme. Se ci fossimo messe a parlare di bigodini, avrebbe detto che ecco, è vero, è la conferma che siamo donnicciole sessiste; se avessimo parlato di rugby, avrebbe detto che ecco, è vero, è la conferma che siamo in competizione con i maschi nel campo maschile.
    E vogliamo parlare della paranoia con cui ti toglie la libertà di scrivere nella tua stessa pagina cose rivolte contro una subcultura e lui arriva e pensa che tu gli stia lanciando una frecciatina? Questo è delirio di riferimento, eh.
    Tutta la pazienza e la buona volontà possibili ma non si va avanti così. Poi per lui fare autocritica significa fare la lagna del piccolo fiammiferaio escluso, preso a calci.
    Ma, e scusate se mi ripeto, noi dobbiamo lavorare o fare da terapia sociale per uno che sa anche di essere afflitto da narcisismo?
    Mi dispiace per lui. è buon materiale ma chiuso in un guscio duro e cosparso di spine e ti rotola addosso mentre stai già lottando in altre cause.

  16. Licia says

    Niente di ciò che ha scritto Faggi è reale. Sono solo paranoie e prevenzioni.
    Lui s’è accostato a noi con una teoria in testa ed ogni cosa avessimo scritto o fatto, sarebbe riuscito comunque a trovarci una conferma delle sue teorie ed infatti eccolo qui.
    Cercava pretesti per lanciarci anatemi, condanne e, in pratica, insulti. Pretesti. Gli è stata data una fiducia enorme che ha tradito perché ha, diciamo così, un caratteraccio ma è un eufemismo. Se tu accogli un collaboratore e quello per ogni cosa che scrivi ti accusa di essere nazifemminista e di essere discriminato in quanto maschio, tanto vale accogliere un militante mascolinista. Ce ne sono certi che si sono dimostrati più disponibili al dialogo di lui.
    Non concordo con Barbara, che mette tutti sullo stesso piano, forse nel tentativo di mettere pace e questo lo posso capire, ma lo scontro con Fabio avviene così: tu gli dai spazio e fiducia, lui pretende ammirazione incondizionata. Appena non sei d’accordo con lui parte la lagna che non sei d’accordo perché lui è maschio, perché sei fascista, perché sei la principessina che vuole gli applausi, quindi se non sei d’accordo lui passa agli insulti sul personale, ferendoti nel profondo proprio perché lo hai accolto nel tuo spazio e gli hai dato fiducia.
    Lui è libero di propinarti nel tuo spazio le accuse che di solito i maschilisti ci rivolgono nel proprio spazio. Non si può passare l’esistenza a lottare contro il pregiudizio anche con chi pensavi ragionasse senza filtri precostituiti dall’ignoranza.
    Basta col caso Faggi. Lui sarà sempre un pesce fuor d’acqua ovunque perché ormai sta facendo della sgradevolezza uno stile per sentirsi costantemente vittima, profeta non riconosciuto, per coltivare la propria idea di incompreso.
    Gli auguro di trovare la propria dimensione ma non lo può fare a discapito del prossimo.
    E poi passerebbe la vita a polemizzare allo scopo di parlare di se stesso e attirare l’attenzione. Noi abbiamo molto altro da fare.

  17. Fabio Faggi says

    http://statodialterazione.wordpress.com/2012/07/25/dialogointerfacciarsisolidarietaliberta-esistono-o-sono-narrazioni-di-comodo-pensieri-degenerati/

    Dialogo,interfacciarsi,solidarietà,libertà.Esistono o sono narrazioni di comodo? (Pensieri degenerati)

    Chissà cosa vuol dire decostruzione.

    Mi è capitato spesso di leggerlo o sentirlo,ultimamente.Probabilmente è una di quelle parole che non dovrebbero restare tali,ma dovrebbero prevedere un utilizzo concettualle.Mah.

    E genere?Che vuol dire,oggi?Quanti sono,in realtà?Esistono?Hanno un’utilità?Sono una forma di divisione coatta o uno stato metafisico?Mah.

    Dialogo,interfacciarsi,solidarietà,libertà.Esistono o sono narrazioni di comodo?

    Ed ancora,le citazioni:sono copia/incolla da siti appositi o sono scelte personali come paesaggi fotografati in un percorso.

    E’ interessare vedere come tutti questi concetti,di cui si trovano testimonianze a iosa in certi ambienti,si riducano tutti ad un banale “Tu chi sei per dire questo?”

    Non voglio farne casi personali,nè fare la vittima,non fosse altro che perchè davvero non mi importa,ma è interessante guardare le risposte ad un mio post citato in un sito femminista.

    Post antipatico,non lo metto in dubbio,fin’anche scostumato e odioso,scritto male,inutile ed inopportuno,ma che aveva il suo senso migliore proprio in quanto ripreso ed estrapolato dal suo ecosistema.

    Era l’espressione rabbiosa di uno qualsiasi che aveva avuto dei problemi di confronto con una parte del femminismo riconosciuto.

    Uno qualsiasi che rivendicava una posizione di partenza tutt’altro che ostile a quel movimento e che aveva scoperto un disagio nel costatare qualcosa di simile ad un sentire comune che non era quello che si aspettava,nè quello che parole e concetti sopra citati lasciavano intravvedere.

    Scoprire che,anche in quel contesto,il problema ed il punto focale del discorso fossi diventato io,in senso personale e non come banale elemento di discussione,se da una parte ha appagato il mio narcisismo (non credo di esserlo,ma lo ammetto per evitare polemiche),dall’altra ha reso ancora più lampante il mio errore nel comunicare.

    E’ vero,ho sbagliato a lasciarmi andare ad apprezzamenti poco cortesi verso parte di quel movimento che mi ha creato disagio personale,ho ceduto al privato spazio in un discorso che avrebbe avuto maggior forza e meggior ragion d’essere rimanendo asettico,ma ho i miei limiti.

    Il punto,per me,però,è un altro.

    “Il sistema “colpa-pentimento” va superato, ma questo richiede uno sforzo alla pari tra chi deve retrocedere da uno stato di comodo, (maschio) e chi dovrebbe rinunciare alla propria voglia di rivalsa (donna).

    Comprendo la voglia di sputare in faccia la rabbia di migliaia di anni di discriminazione sessuale, ma così non si otterrà mai nulla, senza un patto tra i generi ,tutti, che siano 2,4,6 o anche più, le cose resteranno sempre uguali, ed io che sono maschilista non potrò che goderne, ma tutte le altre persone?”

    Questo è l’unico passaggio degno di considerazione in quel post.

    C’è un giudizio,giusto o sbagliato che sia,su un elemento di vita comune,di movimento.

    Peccato,quindi,che io ne abbia favorito il confondersi tra elementi di rabbia,ma peccato anche,credo,che “decostruzione” ed analisi siano rimaste parole da citare al posto dell’intercalare anni ’80 “cioè”.

    Ho fatto i miei sbagli,ho utilizzato una generalizzazione che per primo ho condannato,a mo’ di paradosso,credendo fosse chiaro il riferimento restando il post condiviso tra interessati.

    Così non è stato,e me ne assumo,per quanto in ritardo,le responsabilità,ma il problema resta.

    Esiste o no un problema di coesione all’interno del o dei movimenti antisessisti?

    C’è un problema di prevaricazione e rabbia repressa?

    Il problema non è Fabio Faggi e le sue paturnie da paranoico misantropo,ma l’analisi di una situazione e di un movimento che,nonostante gli sforzi di molte e molti al suo interno,procede con un passo ancora incerto nella costruzione del consenso.

    L’antisessismo quali conquiste ha raggiunto,negli ultimi 10 anni,che siano da porsi alla pari con quelle dai 10 ai 40 anni fa?

    E’ una questione degna d’esser affrontata,questa,o no?

    Scusate il disturbo.

  18. Fabio Faggi says

    “Quando il saggio indica la luna,lo sciocco guarda il dito”.Saretta,molte delle cose che scrivi sono giuste.ed in effetti,a parti invertite anch’io avrei perso,già da un po’,la tolleranza verso di me,ma credo che il discorso che FaS stia portando sia un altro,al di là dell’occasione colta nel mio post di parlarne.Non credo che qui nessuno si sia prodigato a difendere la mia posizione,e nemmeno io lo pretendo,non fosse altro perchè maturata da pregressi ai ed alle più,sconosciuti,ma il punto non credo sia questo.Ciò su cui avrei voluto si fosse discusso è questo passaggio “Il sistema “colpa-pentimento” va superato, ma questo richiede uno sforzo alla pari tra chi deve retrocedere da uno stato di comodo, (maschio) e chi dovrebbe rinunciare alla propria voglia di rivalsa (donna).

    Comprendo la voglia di sputare in faccia la rabbia di migliaia di anni di discriminazione sessuale, ma così non si otterrà mai nulla, senza un patto tra i generi ,tutti, che siano 2,4,6 o anche più, le cose resteranno sempre uguali, ed io che sono maschilista non potrò che goderne, ma tutte le altre persone?”,che credo sia l’unica cosa degna d’attenzione tra quelle che ho scritto.Il resto sono davvero pettegolezzi da novella 2000 di cui non val la pena tener conto,ma,il discorso “voglia di comprendersi” va affrontato o no?E’ normale si facciano accuse,nemmeno così velate,a FaS di asservimento “al maschio dominante”?Vi pare sia un modo legittimo di comunicare,anche tra voi?Lascia perdere me,che sono quel che sono e poco valgo in termini di discussione,ma allarga il respiro.So che non guardi il dito,per cui non passar da tale.

  19. Igor_Giussani says

    Io il discorso di quest’uomo posso rispettarlo condividendo poco o nulla (magari approfondisse il discorso sull’essere rimasti a schemi di 40 anni fa, ad esempio) però non posso proprio reggere la chiosa finale:

    “Insomma, sono maschilista perchè non entro in cerchie, non mi piace assecondare ed amo litigare.
    E poi, sono maschilista perchè ho ragione, e se non volete pensare a ciò che ho scritto, ’sti cazzi, perchè non sono politically correct,io sono maschilista”.

    Io non sono il per il politically correct, non potrai mai esserlo anche solo per il fatto banale di essere un sincero appasionato di punk rock. Però non posso soffrire neppure il contrario, cioé il fatto che essere ‘onesti e sinceri’ coincida con l’essere inkazzosi, più o meno misantropi e stereotipati. Sensibilità e ipocrisia non sono la stessa cosa.
    Un’ultima cosa per Fabio: si sarà accorto da solo che è riuscito a ottenere una seria attenzione in un sito web di femministe libertarie, lo sfido a farlo in qualunque altro posto del Web (ma anche fisico). Credo voglia dire qualcosa.

  20. fikasicula says

    Scusa Saretta ma tutto ‘sto astio? ti ha fatto qualcosa di tanto personale? ma si può esprimere un concetto senza insultare? questo non è un processo. tentiamo di discutere su alcune opinioni che puoi dire che ti piacciono o meno ma scadere così sul personale, e con così tanto livore è veramente atroce.
    io non so chi tu sia saretta ma se questo è il tono di una conversazione che si ha con chi ti dice qualcosa che non approvi, senza entrare nel merito ma attaccando la persona, capisco come sia possibile che arrivino le risse.
    questa è violenza verbale e qui si cerca di porre le questioni su un piano discorsivo.
    se hai la foga da linciaggio tipica da facebook per cui appena c’è qualcuno da linciare ti precipiti questo non è il tuo giorno. perché è una cosa che in generale mi fa veramente schifo.
    e per il resto dato che questo blog è fatto da tante persone inclusa me direi che tu, in quanto autoproclamata pubblico, non hai alcuna autorità per dire a noi e a me cosa ti piace leggere e cosa no. non ci aspettiamo il tuo bollino di qualità e puoi cambiare canale se non ti piace perché qui non inseguiamo l’audience. sicuramente non siamo un jukebox a cui tu chiedi i post di tua preferenza e noi eseguiamo. spero di essere stata molto chiara. il prossimo post con questi toni lo cestino senza manco finire di leggerlo.

    ps: l’egocentrismo e il narcisismo è una cosa diffusa in almeno tre quarti della gente che gravita su internet. in quanto alla maleducazione ti direi di andare a proporre corsi di bon ton altrove.

  21. saretta says

    Ora basta, questo blog è diventato “Faggiasud”?
    Se un* si pone da antipatic* egocentric* narcisist* ci dobbiamo chiedere perchè non si sopporta e perché ci sono le risse se arriva qualcuno che insulta. Avere un problema con un “cinghiale” inurbano incivile asociale egocentrico che se ne vanta, a cui piace fare la vittima, notare l’inutile messo a bella posta per passare da poverino, non è avere problemi con gli uomini, le donne o con il mondo.
    “Ci sarà qualche problema di coesistenza e comunicazione,in questo contenitore che è l’antisessismo?” O ci sarà qualche problema con i maleducati egocentrici narcisisti ed inurbani affetti da sindrome di Dio? “Detto questo,per obblighi di ospitalità,proverò a rispondere in modo sensato a quel rutto che hai appena postato” Problema politico?
    Ha scritto cose condivisibili? Si è detto che erano condivisibili. Quindi? Si fa perfino un articolo per discutere se il mondo del femminismo ha un problema dato che non si è d’accordo con le sue sentenze e un Faggi vuole andarsene. Il problema è il suo. Io avrei quello di tornare a leggere il blog in pace senza soap opera o gruppi di mutuo-aiuto che lo squalificano.

  22. Fabio Faggi says

    Jo,cerchiamo di capirci:che te ed io non ci siamo pigliati vedrò di farmene una ragione,per il resto,o sono il violento che attacca senza motivo o la vittima,quello che tu pensi dei disertori non lo contesto,ma in quanto pensiero credo abbia la stessa dignità del mio.In list,dopo tre mail ho chiesto di essere cancellato (da solo non ero capace) il politically correct credo faccia parte delle altre accuse,se sono uno o incapace di esprimersi o irascibile,non credo mi si possa accusare di “costruzioni”,ho scritto ciò che veniva mettendoci sempre nome e cognome.Per il resto,castigo è non poter scegliere la compagnia,non restare solo.Detto ciò,sui capitoli su me ed il femminismo che scrivo,basta disattivare la funzione “Arancia meccanica”,quella che ti blocca davanti al pc con gli occhi spalancati mentre ti scorre davanti ciò che scrivo.Prendo volentieri i tuoi baci e ti abbraccio.

  23. fikasicula says

    Ale’, Fabio, questo è un tema politico e sai che per noi è fondamentale. noi ci poniamo sempre il modo in cui comunicare all’esterno. talvolta indoviniamo e altre no ma è una sperimentazione costante e sono d’accordo con te, nelle battaglie di genere ci sono dei grossi difetti comunicativi, anche nella battaglia contro la violenza sulle donne. è vero. mi piacerebbe sapere quali sono le cose che tu pensi vadano migliorate.

    poi però, detta in amicizia, da una che di comunicazione un pochino ne capisce, ti chiederei perché se bisogna preoccuparsi del modo in cui si comunica all’esterno per ampliare il proprio raggio d’azione tu non hai ancora imparato a mettere uno spazio dopo la punteggiatura. ma vabbè. 😀

  24. Fabio Faggi says

    A parte che Madonna,con la maiuscola,come l’ho scritta,è solo la cantante,per cui nessuna dicotomia,ma probabilmente mi spiego male:credi che,in quanto rifondarolo io sia contento del mio (magari) 3%…per nulla,e non smetto un attimo di rompere perchè si lavorisulla proposta comunicativa,chè le idee le abbiamo migliori degli altri,ma se l’operaio non mi ascolta,qualche errore dovrò pure accollarmelo,non credo possa essere colpa sua,almeno non solo,se non riesco a farmi capire ed apprezzare.Così,credo,sia anche per il sessismo.Io sono certo che arrivi gente fresca ed entusiasta,qui e non solo,ma basta?Fuori dal virtuale,il sistema patriarcale è in crisi?Temo di no,temo siamo ancora poco più di un fastidio per la società maschilista e sempre più machista cui CI opponiamo.Essere minoranza non è un errore,ma non provare a trovare il modo di proporsi all’esterno si.Errore che voi non fate,certo,ma che forse ha ancora bisogno di impegno e ricerca.Per quanto riguarda la frase “Non si può continuare a parlare SOLTANTO di un arrocco di un genere rispetto a tutti gli altri” parlando di genere,credevo fosse chiaro non potesse essere il “femminismo” che non credo lo sia,ma il maschile,che resta arroccato ma che non credo basti più come scusa per abbattersi o giustificarsi,spero sia più chiaro adesso…o,almeno,concedimi le attenuanti dell’orario.

  25. fikasicula says

    @jo‘ confermo, era finita in spam
    io so che in lista gli abbiamo detto chiaramente cosa pensavamo. gliel’ho detto anch’io.
    e questo spazio a lui non è una gogna e non è un processo. è solo un tentativo per riportare la questione al tema politico. se resta tutto condito di personalismi sarà stato un tentativo fallito.

    se non porterà a nulla avremo comunque ragionato di relazioni. e se fabio ci dirà addio lo consideremo un funerale laico. 🙂

    io continuo a confidare nell’intelligenza di tutti. le compagne che conosco, le mie sorelle, sono strenue lavoratrici, si spendono ogni giorno per fare cose che altri non fanno. parlare di loro come di gente arroccata al genere o di una presunta fabbrica di consensi mentre tentano di dare una mano alle donne vittime di violenze, di cui tu, fabio, sai e parli, non lo condivido. e i disertori hanno detto ciò che pensavano. non sto a ripeterlo.

    quello che continua a tornarmi difficile da capire è come una diversità di opinioni possa diventare una rissa. con tutti e tutte.

  26. *@* says

    Fabio, nn capisco. tu poni due problemi “nuovi” nella discussione. intendi dire che se ci sono pochi “compagni” è un problema e che non ci sono perché c’è un altro problema, ovvero la coesistenza. ma nulla ci dice che ammesso che questi problemi di coesistenza esistano, la causa sia da riscontrare nei rapporti di genere. possono benissimo essere causati da rapporti fra persone che usano discriminare. è più probabile che i “compagni”, essendo cresciuti in un contesto maschilista e dunque sessista, siano sessisti. e l’essere “compagni” serve a poco, in questo caso.

    vorrei ben vedere che non critichi stalin, da comunista.

  27. fikasicula says

    Madonna ti prego no. Dicotomia santa o fika è brutto assai. 🙂
    Comunque chi ti dice che altri non ne arrivano? da noi arriva un sacco di gente, tutti i giorni, nuove iscrizioni in mailing list, tante persone in più che pubblicano le stesse cose che tanto tempo fa eravamo le uniche a dirle. se questi per te non sono nuovi arrivi.

    che ora non è che perché tu c’hai il bagaglio pronto noi dobbiamo stare a farti il funerale e a chiudere bottega. 😛

    non è che perché tu stai a elencare tutte le cose brutte che c’hai visto nel nostro mondo, o tutto o niente, dimenticando le cose positive che hai incontrato, devi per forza dire che dalle nostre parti è tutto nero. invece no. è un mondo dove ci si scontra anche, ci si sfancula, si convive nella diversità, e questo è fondamentale, senza pretendere che gli altri e le altre la pensino come noi, come me, come te, come tutti, e si costruisce, insieme, saperi, consapevolezza, tanta roba che ho sintetizzato più o meno qui: http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2012/07/24/sorelle/

    Ché poi tu mi dica che la nostra causa, giusta, abbia pochi consensi da te non me l’aspettavo. allora potrei chiederti come mai se rifondazione dice cose giuste da un po’ di anni prende tipo il 3% di voti in percentuale e in certi luoghi neppure quella cifra.
    da quando in qua essere in minoranza è indice di errore?

    dici che berlusconi con tutto il suo seguito e le sue maggioranze stratosferiche ha ragione? e i cattolici integralisti?

    E se tu ritieni che il femminismo sia un arrocco di genere e non vedi altro che questo allora fai bene a dire quello che dici e a scegliere altre strade. io non la penso così. i femminismi sono tanti. penso che sputare sul femminismo senza averne colto il senso, scambiando una genericità di cose che tu non condividi con quello che è il femminismo, demonizzando le femministe come me assieme al resto del mondo, disprezzando genericamente il lavoro altrui, giorno dopo giorno, fatto per denunciare delle cose gravi, sia una cosa assolutamente distruttiva e senza senso. è il tuo percorso. lo rispetto. ma non lo condivido.

    e se fai una critica di genere non potresti trovarti in un luogo migliore. ma nel mondo delle persone che criticano il genere ci sono mille pensieri differenti e vivono di scambi dialettici e non di imposizioni.

    e in tutto ciò non ho capito chi è stalin.

  28. Jo says

    Vi ho lasciato un commento ma finisce sempre in spam. Boh.

  29. anarcofem says

    @Fika: ti credo ovviamente.
    Se tu mi dici che ci sono persone che hanno stretto amicizia con Fabio perché lui scriveva cose che erano “giuste” o “politically correct” o peggio ancora, conformi alla causa del femminismo vetero io ti credo.
    Solo che ci sono anche altre persone (tipo me e molte altre) che non si sono mai avvicinate a Fabio per un sacco di buoni motivi che non sto qui a spiegare. Semplicemente, spesso, non ci si piglia e amen.
    Io gli uomini non li voglio né sudditi né zerbini, vengo da ambienti e ideali fin troppo paritaristi per poter anche solo immaginare una cosa del genere.
    Ti dirò di più: se Fabio in mailing list avesse spiegato qual’era il problema, ponendolo in modo intelleggibile, probabilmente gli avrei perfino dato ragione, e tu sai che proprio in questo blog ho scritto un pezzo sullo stupro come problema maschile in modo che non venisse interpretato come “tutti gli uomini stuprano” (cosa che peraltro è accaduta ma sappiamo bene da chi veniva quest’accusa).
    Il punto a mio avviso è un altro: qua non c’è nessun tema politico ma personale, e insisto su questo fatto anche perché ho visto il casino in mailing list col povero “io” di Fabio che lottava contro i mulini a vento del “voi siete tutti cattivi”, cosa assolutamente non vera. E mi è dispiaciuto anche leggere tutta quella serie di cattiverie gratuite nei confronti dei disertori, che non sono né conformi né tantomeno sudditi.
    Questo post di Fabio ovviamente non mi piace, non ne condivido né i toni personalistici (come al solito) né le sue manie di persecuzione né il fatto che gli venga dato tanto spazio per il semplice motivo che non aggiunge assolutamente nulla al discorso fra generi. Forse aggiungerà qualcosa al discorso “Fabio e il femminismo” ma non essendo sua amica non mi interessa.
    E un po’ mi dispiace anche per Fabio, perché, volente o nolente, gli stiamo facendo un processo, cosa che mi dà alquanto fastidio se non di più.
    @Fabio: non sei inadeguato e non metterti in castigo. Io detesto il castigo, è una vita che tento di liberarmi. E la “vostra vittoria” non so cosa sia, sono una e pure perdente nata.
    Baci a entrambi, Jo

  30. Serena says

    Mi pare che il non-detto, in questo post, prevalga, e di molto, sul detto. Come se mancasse, come detto da molte, il problema politico in sé. Secondo me il problema di Fabio però è interessante da un punto di vista “metapolitico”, anche se non so se è la parola giusta 😀 Cioè, secondo me rappresenta tanti uomini e tante donne che si scontrano in un certo qual modo col femminismo e con l’antisessismo, ne sposano la causa, e le idee, sono veri compagni insomma, ci puoi parlare, però hanno dei problemi con le persone, ma questa è l’eterna lotta tra individuazione e appartenenza, insita nell’inconscio di ognuno di noi. Io invito Fabio a sviluppare ulteriormente il discorso, perchè secondo me ci sono uomini e donne che si trovano in posizione critica tale, a volte, da dire: “sai che c’è? io so’ maschilista, da oggi”. Il fatto è che non è un atteggiamento che porta da qualche parte, a lungo andare…

  31. Fabio Faggi says

    Hai ragione (Madonna,io “fika” non ce la faccio mica a chiamarti..),ma il tema politico è proprio questo:perchè un compagno di viaggio se ne va?Perchè altri non ne arrivano in massa?Se partiamo dall’assunto che la “causa” sia quella giusta,perchè i consensi sono ancora così relativamente pochi?Ci sarà qualche problema di coesistenza e comunicazione,in questo contenitore che è l’antisessismo?Non si può continuare a parlare SOLTANTO di un arrocco di un genere rispetto a tutti gli altri per non abdicare un potere che è fragile ma si regge sulle fragilità di noi che vorremmo spodestarlo.Possibile non riesca a spiegare che la mia critica è in primis una feroce autocritica a me in quanto parte di una “famiglia” che non è di genere ma di “idea”?Cazzo,se critico Stalin sono meno comunista?

  32. *@* says

    beh, ma la perfezione non esiste. i movimenti femministi per forza di cose hanno teso verso derive discriminatorie associate alla differenza di genere. questo porta al bisogno di dire l’ovvio, ovvero che non ha alcun senso esprimere opinioni in quanto maschio o femmina, a meno che non si stia per raccontare un’esperienza personale. è un livello da tenere sempre sott’occhio. come anche quello dell’esclusione del pensiero altrui.

    però mi pare anche il problema che ho riscontrato leggendo treguadigenere. mi sembra come la favole delle “donne che non sanno fare gruppo”, che più se ne parla più le persone lo ricordano e ancora oggi bisogna ascoltare questa scemenza. ovvero inquadrare il discorso nel contesto della comunicabilità dei generi prefigura un problema di partenza, che magari c’è, ma che non è dovuto ai generi. non so eh? nn vedo dove finisce il problema pratico e dove comincia il nodo teorico, mi pare più che altro un problema pratico diffuso.

  33. fikasicula says

    @
    temo di si 🙂
    pausa è il termine giusto. l’analisi però procede ed è fruttuosa e utile.

    @fabio
    la casa ce l’hai. e non ho capito che vuoi dire. o in rapporto a cosa ti arrendi. non puoi sopportare che altre ti dicano che non sono d’accordo con te. e se mi fai la vittima delle femministe finisci che mi diventi l’eroe dei maschilisti. 😛
    in questa casa si discute in chiave dialettica. senza personalismi, che se c’è un tema politico in questione si dibatte ma, perdonami, il tema politico non sei tu.
    in casa delle femministe sei stato per tanto tempo. e mi pare tu ti sia trovato bene. hai colloquiato, hai supportato battaglie, hai trovato spunto per tue analisi. e non capisco perché tu senta negata la tua identità perché alcune non condividono le tue idee. perché se il problema non è politico ma personale e tu non riesci a vedere nulla di buono in quello che pure tante donne hanno condiviso con te, strumenti, intelligenza, saperi, e ricchezza che ti hanno fatto, spero, crescere, e se in definitiva dopo una provocazione poi vesti i panni del martirio, non so che dirti.

    io vorrei si parlasse del tema politico che tu poni, quello che c’è a monte, e non di un mondo dicotomico diviso surrealmente in buoni e cattive.

  34. *@* says

    ma il blog treguadigenere è in pausa?
    capisco il punto di fikasicula, però non capisco perché si tragga un’idea generale da comportamenti particolari. Cioè, Faggi ha avuto brutte esperienze con il pensiero fanatico e allora si sfoga. Ma il pensiero fanatico sta ovunque, non è che uno basa le proprie idee su quello.

    Quale sarebbe il tema politico posto da Fabio? é in questo post o rimanda ad altri scritti? scusate.

  35. Fabio Faggi says

    Sai una cosa?Credo di dovervi delle scuse.Ho sbagliato a litigare,ho sbagliato a polemizzare ed ho sbagliato a scrivere quest’ultimo post.Prima lo dicevo come provocazione,ora no,adesso lo penso.Non sono maschilista,è vero,ma non sto nemmeno con voi,ed ha ragione Jo come ha ragione Wild e tutte le altre o altri che hanno parlato di un mio senso di inadeguatezza,Bene,avete ragione,speravo di trovar casa tra voi,ma la porta l’ho trovata chiusa.Mi arrendo e resto fuori.E’ questa la vostra vittoria?E’ questa la forza cui aspirate?Bene,se qualcuna o qualcuno di voi vorrà perder tempo a spiegarmi in cosa sentite di differire da quelli che giudicate e condannate,ma senza insulti e polemiche,gliene sarò grato.

  36. Elisabetta (Julie Vignon) says

    Il tema politico io nel post di Fabio non lo vedo; poteva essere una critica efficace a certe dinamiche di branco (potrei dire anche di partito) con cui lui deve essersi scontrato, ma che invece è diventata un’invettiva aggressiva e vittimista al tempo stesso verso chi sta in rete e si occupa di questioni di genere. Senza distinzioni di sorta. Mi aspetto un post che ci parli delle “pratiche buone”, degli spazi femministi in cui gli uomini non vengono esclusi solo per il fatto di essere uomini e le donne non siano vittime perenni. O c’è solo la merda descritta nel post in giro? Così magari ci si capisce qualcosa di più, perché finora è stato detto quel che si rifiuta, ma non quel che si accoglie. Tornando al discorso iniziale, il tema politico lo sta tirando fuori a forza fikasicula, e va benissimo ragionarci, ma il post va a parare altrove, nonostante (forse) le intenzioni.

  37. Barbara says

    Ancora questa storia. Sinceramente inizia a stufarmi, anche perchè mi sembrava di avere già chiarito la faccenda proprio sul suo blog.
    Lo ripeto anche qui: la serietà di una lotta non può essere compromessa da litigi basati su personalismi perchè fa solo danni.
    Fabio non è stato attaccato ‘perchè uomo’ ma perchè, in disaccordo con alcune persone, ha finito per offenderle e queste hanno deciso di bannarlo perchè si erano stufate di venire attaccate sul personale in quello che era diventato un dialogo tra sordi.
    Non era l’opinione contraria il problema ma il modo di comunicare, che andava troppo sul personale e interpretava le critiche altrui come attacchi personali quando non lo erano.
    Porca miseria, meno egocentrismo che fa solo danni.
    Poi si può discutere su argomenti seri quanto si vuole ma se si attacca per primi non sempre l’altro è disposto a dialogare.
    E ormai si sono guastati irrimediabilmente i rapporti tra delle persone con obiettivi condivisi.

    E dopo questo se ne è parlato anche troppo.
    Basta divisioni, basta litigi, basta personalismi. Non quando in gioco ci sono lotte importanti.

  38. fikasicula says

    jo’, c’è un problema a monte.
    fabio ha scritto cose contro la violenza sulle donne ed era ok. cose contro gli antiabortisti ed era ok. cose per l’autodeterminazione delle donne, delle persone, dei popoli ed era ok, cose contro la pas e l’affido contro i genitori violenti ed era ok. cose su tanti temi ed era ok. fino a quando lui ha scritto questo genere di cose sono andate a chiedergli l’amicizia, alcune. come fosse un feticcio da esibire, che bello, un uomo che ci dà ragione, come quando Terragni disse a Lorenzo “tu si che sei un uomo vero” perchè lui esprimeva opinioni contro la violenza sulle donne. Poi si pronunciò contro il patto di genere e lei disse che con lui in quanto uomo non ci parlava.
    voglio dire: ‘sti uomini li vogliamo sudditi? fino a che sono manifesti viventi della nostra causa allora va tutto bene e quando esprimono un concetto difforme, differente, diverso, cazzi loro, li banniamo? fabio può pure avere un sacco di difetti, parlare da antipatico e da egocentrico, ma il punto è che qui si parla di noi, non di lui. io sto parlando di noi.

    personalmente non ho un problema di solidarietà di branco/genere per cui così come dico ad una donna che non ho nulla da spartire con lei perché è una fascista, antiabortista, razzista, etc etc, posso dirlo ad un uomo per le stesse ragioni senza che lui mi possa dire che discrimino gli uomini. se con uno non voglio parlare non ci parlo e basta. per questioni politiche sostanziali, contro chi mi chiama fascista in “amicizia”, contro chi mi sputa, contro chi mi insulta e mi calunnia, contro chi mi crea danno.

    fabio ha posto un tema politico. molte non sono d’accordo. possiamo accettare che il suo pensare sia indipendente? lui può accettare che altre la pensino diversamente da lui? se si è tutto a posto. se qualcun@, entrambi, un@ delle due parti ritiene di evangelizzare e che l’altr@ debba necessariamente avere ragione allora stabiliamo chi vive le proprie convinzioni come un dogma e chi no.

    questo a me interessa.

  39. Jo says

    Quoto Wildsidez e non aggiungo molto altro.
    Diciamo che comincio in parte a capire perché molte femministe separatiste mi citano tra le loro esperienze quella classica del maschio che è l’unico a parlare in una riunione di donne, dove ci si autoregola sui 10 minuti a discorso, delle sue personali frustrazioni per una buona oretta.

  40. fikasicula says

    Bon, Fabio, su questo sai che sono più che d’accordo con te. Le donne non sono brave e belle in quanto donne. e nemmeno gli uomini sono bravi e belli in quanto uomini. giammai. 🙂

  41. Fabio Faggi says

    Ho parlato di “due generi”?Non mi pare.Detto ciò,i vari discorsi che mi vedevano contrapposto a più persone erano legati,nello specifico,proprio al mio essere “maschio”,per cui o sono colpevole o sono idiota e non riesco ad essere colpevole.Ed è da qui che nasce anche la questione politica:se la colpa è impressa dalla nascita,che senso hanno le azioni?Allora si,Melandri,Perina,Finocchiaro,Mussolini e Camusso stanno bene assieme,perchè saranno sempre delle povere vittime.

  42. fikasicula says

    Seshat, allora concludiamo che lui sta montando ‘sto casino perché vuole essere cagato? Lui? Ecco. Su questo avrei dei dubbi. Io lo conosco un po’ e credo che a lui non piaccia essere al centro di così tanta attenzione. Narcisista ed egocentrico si ma a piccole dosi. Non è un Troll. Non è un essere malefico animato da attitudini ossessivo/compulsive. E’ un essere politico/politicizzato, un compagno che se crede in qualcosa si spende e si espone e che argomenta incazzandosi nell’ambito dei conflitti. Puoi anche non pensarla come lui ma gli argomenti non li puoi spegnere. Le persone neppure.

  43. Seshat says

    esclusione e marginalizzazione? secondo me nelle ultime settimane molti di noi hanno “provato” a parlare con lui molto più che non col proprio moroso..

  44. fikasicula says

    enrica sono perfettamente d’accordo con te.
    ma lui è narci-ego e pensa che se non vai d’accordo con lui non sei in grado di parlare con nessun altro uomo. 😀
    i problemi di comunicabilità eventualmente riguardano i modi in cui le cose si espongono e gli argomenti. chi li espone, chi li ascolta, chi dissente, chi critica e si incazza. e questo prescinde da chi parla. se pure tu Faggi mi cadi sulla roba che si tratta di uno scontro tra generi non è condivisibile.

    le persone hanno idee diverse e questa cosa è trasversale ai generi, altrimenti inutile parlare di teoria queer. no?

    chi si oppone alle cose che dici tu si oppone in quanto donna? e tu rivolgi queste critiche in quanto uomo? vi state muovendo tutti in questa dicotomia?

    e comunque: possiamo fare uno sforzo tutti quanti per favore di ricondurre questo flame spaventoso che sta passando di pagina in pagina di gruppo in gruppo di lista in lista in ogni centimetro del web ad una discussione sui contenuti politici invece che fare un processo alle persone?

    roghi vi prego no. è pure estate e fa caldo.

    dopodichè se non funziona vi banno tutti/e! 😛
    baci tantissimi e a pioggia

  45. Enrica says

    “Io credo che,chi ha scritto il post sopra,ha utilizzato il mio “articolo” per dar conto di un problema diverso,un ragionamento su comunicazione e comunicabilità tra generi.”

    da quando in qua, il problema di cominicabilità con Fabio Faggi è un problema di comunicabilità fra i generi, per favore ridimensionatevi, io comunico benissimo con gli uomini.

  46. fikasicula says

    che è narci-coso glielo dico sempre anch’io. 😀

    ma a parte questo non mi sogno di depennarlo ne dalle mie conoscenze ne dalle mie letture. leggo, se quello che scrive è ‘na cazzata glielo dico e se non lo è pure. spazi dopo le virgole a parte che rendono intensamente difficile la lettura. posso accettare il fatto che altre persone la pensino diversamente da me senza sentire il bisogno di etichettarle in modo negativo

    qualcosa da dire sui suoi contenuti? mi pare di capire che non li condividi. credo lui possa sopravvivere in questo caso. e sopravvive anche se gli dico che parte delle cose che espone, superando il modo in cui le espone, non le condivido affatto. molte altre invece si.

    ma in questo momento a preoccuparmi è la dinamica di esclusione sociale e marginalizzazione che è stata messa in moto contro di lui. non mi piace affatto. e lo dico. come sempre.

  47. alice says

    anch’io nutro dei dubbi. se è vero che è sicuramente utile informarsi anche sugli altri punti di vista, è anche vero che questo in particolare mi sembra abbastanza sterile e vittimista. Ci sono molte femministe che non passano il tempo a dire che i maschi sono brutti e cattivi, ma che invece si impegnano per capire i meccanismi sociali e culturali che stanno alla base della discriminazione sessuale cercando di decostruirli. Se il signore non li ha incontrati e vuole essere maschilista, beh, buon per lui, ma non vedo cosa può apportare a noi. Se una pagina informa sugli uomini che uccidono, magari è solo per fare informazione, per far conoscere un problema e cercare tutti insieme i modi per risolverlo, non per una stigmatizzazione di massa del genere maschile. che poi vabhè, dico queste cose su un blog che penso le sappia pure meglio di me, quindi, forse sono limitata io, ma fatico a capire cosa si è trovato di buono o interessante in questo pezzo.

  48. Fabio Faggi says

    Wild,hai ragione,poi,immagino,sia stato un fastidio tradurre il tuo compiuto ragionamento dall’inglese all’italiano…sei quella del “Time”,giusto?Detto questo,per obblighi di ospitalità,proverò a rispondere in modo sensato a quel rutto che hai appena postato.Io credo che,chi ha scritto il post sopra,ha utilizzato il mio “articolo” per dar conto di un problema diverso,un ragionamento su comunicazione e comunicabilità tra generi.Vedi,la persona in questione conosce i miei difetti e sa che non si riducono alle virgole,ma sa anche che,pur avendo modi inurbani da cinghiale ferito,come direbbe un’altra mia amica,non c’è nulla che possa essere opposto alle persone con cui litigo,sa che è come facessi un’autocritica a me stesso,ma forse è complicato da spiegare a chi,in fondo,cosa importa di capire?

  49. Paolo84 says

    “a dover espiare un’appendice di carne (inutile) tra le cosce,”

    perchè inutile?

  50. wildsidez says

    c’era davvero bisogno di fare una pubblicità così esagerata ad un singolo narci-egocentrico che scrive ormai unicamente sul proprio blog perchè ha rotto le scatole a tutt* ?
    che rilevanza politica hanno le idee di un fabiofaggi? ma chi è? CHI E’?
    e soprattutto: a chi importa?