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Etica del Sacrificio (altrui)

 

 

di Sdrammaturgo & Feminoska

Tra il cane e tuo figlio
sai chi scegliere
e tra il figlio del tuo vicino e il tuo?

Specismo a Gotham City

Su Batman Forever, l’Enigmista costringe Batman a scegliere chi salvare tra Robin e un gran pezzo di figa. Tralasciando l’inspiegabile indecisione di Batman, io in una situazione così non mi ci sono mai trovato. Forse perché non sono mai stato a Gotham City; fatto sta che nessun criminale mascherato si è mai presentato a casa mia con un coniglio e mio cugino e mi ha detto: «Sparerò ad uno dei due. Devi decidere tu a chi».
Quindi ecco: se volete essere davvero antispecisti, evitate di recarvi a Gotham City.
Ringrazio sempre quelli che mi dicono «Sì, ok, sei antispecista, ma a chi salveresti la vita tra un essere umano e un animale?»: mi fanno sentire Batman.
A parte che la domanda è mal posta. Dipende infatti dall’essere umano e dall’animale. Perché, voglio dire: se mi chiedono chi voglio salvare tra mia sorella e un piccione, scelgo mia sorella; ma se mi chiedono chi voglio salvare tra, che so, un piccione e Marchionne, scelgo il piccione.
Ma soprattutto mi viene da rispondere: «Ma per quale motivo bisogna scegliere chi deve morire tra un essere umano e un animale? Non possiamo lasciar campare entrambi? La nostra vita l’ha scritta uno sceneggiatore della DC Comics? Oppure devo chiamare il Commissario Gordon e farti trasferire all’Arkham Asylum?».
«Ma nella sperimentazione animale succede proprio questo: si tratta di scegliere tra la vita di un essere umano e quella di un animale. La vita del cane viene sacrificata per salvare vite umane, magari proprio vite di bambini! E tu preferisci i cani ai bambini!»
In effetti la sperimentazione animale si è rivelata molto utile. Grazie ad essa infatti oggi siamo in grado di sapere che se si procura un’embolia ad un topo, esso avrà un’embolia.
E poi per la medicina è necessaria: metti caso che ad un paziente venisse voglia di assumere le caratteristiche fisiche e biologiche di un beagle, un medico saprebbe come intervenire.
Non si può negare che la sperimentazione abbia condotto a risultati notevoli nel corso della Storia. Quando è nata, nel V secolo avanti Cristo, è stata molto efficace in campo scientifico. Ma oggi nessuno chiama più un re taumaturgo se ti viene un’escrescenza cutanea. Siamo andati avanti.
«Certo: proprio grazie alla sperimentazione animale!»
È vero: grazie alla sperimentazione animale abbiamo scoperto che la sperimentazione animale non serve a niente.
«Ma le vite dei bambini! Non pensi ai bambini?!»
L’infanzia è stata inventata per offrire un’arma retorica perfetta ai paraculi.
È facile capire chi ha torto e chi ha ragione: chi usa la retorica, ha torto.
«Allora, per essere coerente, se ti ammali, magari gravemente, non devi curarti e ti devi lasciare morire, perché i farmaci, le cure, gli interventi, le pratiche mediche sono state sperimentate sugli animali»
Questo è il grande ricatto delle case farmaceutiche: io monopolizzo la ricerca, si fa come dico io e non lascio spazio a nessun altro studio, così se poi ti ammali devi sottostare per forza ai miei metodi, se vuoi guarire. O me, o la morte, o l’incoerenza.
Fermo restando che il boicottaggio delle case farmaceutiche è doveroso (e pure piacevole), anche gli antispecisti si ammalano. Certo, gran parte delle malattie sono dovute al consumo di alimenti di origine animale, ma questa è un’altra storia (ma poi manco per niente). Fatto sta che pure a me può rompersi un braccio, occludersi l’aorta, venire la leucemia.
Pertanto, ecco: io non rivendico soltanto l’intollerabilità della vivisezione su altre specie per favorire la mia, ma anche il mio diritto di curarmi senza procurare dolore ad altri terrestri non umani.
Oh, sono fatto così: se devo crepare, non mi piace portarmi dietro dei porcellini d’India.
Voglio avere un’alternativa.
Affermo dunque che non sono contrario alla sperimentazione sugli animali soltanto per gli animali, ma anche per me stesso.
Quindi alla domanda: «Tuo figlio o un cane?» rispondo: «Non mangio un figlio e nemmeno un cane, per cui il problema non si pone».
E nessuno al mondo vive a Gotham City, mi pare.
Peraltro Batman riusciva a salvare sia Robin che il pezzo di figa. Alla faccia dell’Enigmista.

Come fare i froci (felicemente) con il culo degli altri

Batman sucks! L’uomo-pipistrello mi ha sempre ispirato un’antipatia viscerale.
Diciamocelo: Batman è un vero stronzo, l’antitesi dell’essere umano in cui potrei identificarmi. Ricco da fare schifo, probabilmente annoiato, attratto da ragazzini in calzamaglia e fiero di farsi trattare servilmente da uno sventurato maggiordomo vecchio come Matusalemme. L’espressività di Batman poi, è paragonabile per intensità a quella di un cristallo di quarzo.
Un personaggio di tale portata allergenica chiaramente risulta irritante per molti integerrimi abitanti della ridente Gotham City, immeritoriamente definiti come ‘psicopatici’, i quali tentano con tutte le loro forze, in uno slancio altruistico senza pari, di escogitare sordide trappole ai danno del ‘nostro eroe’, quale il metterlo di fronte alla consueta, drammatica scelta, tra la sua nuova fiamma (la strafiga) e il suo amore di sempre (il ragazzino in calzamaglia)… da questo punto di vista, in effetti, il dilemma appare assai più problematico.
Chiaramente Batman, un ‘eroe del fare’, non si ferma mai nemmeno un secondo a riflettere quando si trova di fronte al dramma della scelta di vita o di morte tra due affetti diversi eppure in qualche modo identici in quanto ad intensità, compiendo perciò tutta una serie di mirabolanti imprese al fine di salvare capra e cavoli…chiaramente riuscendovi.
Secondo il senso comune ne consegue che è solo grazie alla sua ‘eroità’ (la caratteristica precipua di essere un eroe) che per lui il problema della scelta è inesistente: che invece, tanto tanto ‘dolorosa’, si imporrebbe sempre non solo ai comuni mortali, ma anche a chi è miliardario, inespressivo e annoiato, attratto dai ragazzini in calzamaglia e fiero di farsi trattare servilmente da uno sventurato maggiordomo vecchio come Matusalemme (caratteristica condivisa da supereroi, imperatori, politicanti e molti moderni torturatori ‘scientifici’) ma privo di tutina con le orecchie a punta.
Vivere perennemente in bilico sul filo del rasoio di Occam non è per nulla una sensazione piacevole, su questo credo potremo concordare tutti. Ma soprattutto l’illusione di poter risolvere più semplicemente una questione senza considerare la pluralità dei possibili esiti in realtà complica terribilmente la trama: come dimostrano la quantità di episodi della serie dedicata a Batman.
Batman non ha mai preso in considerazione una soluzione assai semplice al dilemma: quante vite sarebbero state risparmiate se lui, invece di comportarsi da egoista quale è, nel dubbio se sacrificare Robin e Strafiga avesse deciso di sacrificare se stesso? Perché è facile fare gli eroi quando a rimetterci la pelle sono gli altri – e comunque alla fine, se non si va alla radice del problema, poi sono necessari prequel e sequel infiniti.
Da questa nuova prospettiva il suo corrispettivo senza tutina ma col camice immacolato (il buon vivisettore), corroso anche lui, alla stregua del nostro eroe, dal dilemma morale se scegliere di sacrificare un altro essere umano o un altro animale, non avrebbe alcuna altra possibilità moralmente ineccepibile se non quella di sacrificare sé stesso: lui sì che sarebbe un valido modello sperimentale, lui sì che nel proprio sacrificio troverebbe la via più efficace per evitare di straziare le carni altrui e di decidere per un altro essere vivente, umano o non umano. Un martire, un vero eroe! I tempi sono ben maturi…
Ma ho come il sospetto che, in quanto ad egoismo, il buon vecchio Bruce non abbia niente da invidiare a codesti figuri… son tutti bravi ad invocare e difendere a spada tratta la necessità del sacrificio altrui, e a piangere come neonati di fronte al proprio.

Posted in Animalismo/antispecismo, Muro del Riso, Pensatoio, Satira.


19 Responses

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  1. Marco says

    Bellissimo post, complimenti!
    Non sono però neanche io così convinto – pur da antispecista – che la sperimentazione animale “non serve a niente”, nè che al momento abbiamo già tutte le alternative possibili. Il punto è, secondo me, che se vediamo seriamente il fenomeno dal punto di vista delle cavie (più spesso, in misura maggiore e più tragica non umane, ma spesso anche umane) non dobbiamo farci condizionare dall’esistenza o meno delle “alternative”. Le alternative adesso non ci sono (o non sono del tutto soddisfacenti) perchè le cavie non hanno mai avuto voce in capitolo, e quindi si è investito in una ricerca fatta sulla loro pelle. Quello che dobbiamo discutere, quindi, è un cambiamento di prospettiva: le alternative si svilupperanno. Riguardo al fatto di impegnarsi solo per gli animali, invece, se davvero pensiamo che i loro bisogni/interessi non siano di serie B, è chiaro che non c’è nulla di male ad occuparsi “solo” di loro, nè che c’è nulla di male ad occuparsi “solo” di migranti, o di donne, o di…., e questo sia che si pensi che la sorte degli animali sia legata a doppio filo con quella degli umani, sia che si pensi tale relazione non sussista. Se invece si pensa, come Werfen ammette di fare, che l’umano “vale di più” (pur considerando il non umano qualcosa più di niente), beh, francamente, non basterà neanche occuparsi di animali E di umani, perchè anche la più piccola porzione di tempo o risorse o energie usati per gli animali toglierà tempo, risorse, energie agli oppressi della “nostra” specie. Forse, però, rispetto a questo schema che sto usando anch’io, di distinzione fra specie, il post offre una via d’uscita con la brillante battuta sul caso in cui fossimo chiamat* a salvare Marchionne o un piccione. A che specie dovrebbe sentire di appartenere – che so – un migrante affondato nel mediterraneo e poi scacciato da tutti i porti perchè “clandestino”: a quella dei Marchionne o a quella dei piccioni?

  2. Marco says

    continuo a non capire.
    A chi stai chiedendo di firmarsi? Agli autori? (che tu affermi di conoscere, ma che io non conosco!)
    O ad antispecismo.net?
    Se stai chiedendo agli autori, ovviamente sono fatti vostri.
    Se stai chiedendo ad antispecismo.net, come redattore ti dico:
    ammesso (e tutt’altro che concesso) che siamo d’accordo sul fatto che non si dovrebbero scrivere testi in forma anonima e che la richiesta di farlo sia una richeista di “serietà”, che cosa chiedi? che una redazioen che riceve un pezzo chieda la firma con nome e cognome? che in mancanza di tale firma non pubblichi dei pezzi? anche se sono interessanti?
    Rispondi, e capirò 🙂

  3. Claudio says

    Beh, no, non siamo d’accordo, perché tu dici che la vita umana è più importante della vita degli altri animali, mentre io non faccio classifiche.
    E dietro la vivisezione c’è un business multimiliardario, e non penso che serva stare ad approfondire e suffragare il fatto che dove ci sono business multimiliardari in mano alle multinazionali, di sicuro non c’è etica.
    Come si dice: que’ so’ le basi!

  4. werfen says

    ma l’affermazione che ciò sia possibile e che non si faccia solo per gli interessi delle multinazionali andrebbe approfondita e suffragata.

  5. werfen says

    @claudio: e di che discutiamo, allora? siamo d’accordo.

  6. Claudio says

    Werfen, ma infatti nel post abbiamo specificato che noi non è che non vogliamo che esistano i farmaci o la ricerca, bensì che vogliamo che la ricerca venga condotta in modo etico ed i farmaci ottenuti senza esercitare violenza su nessuno. Basta che leggi in fondo al paragrafo “Specismo a Gotham City” e lo trovi espresso chiaramente.
    Se serve, posso riformulare: se mi ammalassi io o se si ammalasse mia sorella, gradirei che fossimo curati senza che ci rimetta un beagle (o di un carcerato).
    Visto che siamo nel 2012 e abbiamo costruito gli acceleratori di particelle, penso si possa fare. E se non si fa è solo per gli interessi economici delle multinazionali farmaceutiche. Cosa che, da comunista, saprai benissimo.

  7. Serena says

    L’altro giorno mi è capitata una cosa veramente triste: un ragazzo laureato in ecologia diceva che “voi animalisti non sapete niente di scienza per cui quando parlate non sapete di cosa parlate e fate molto più danno delle aziende che sperimentano perché proponete delle soluzioni che fanno molto più danno delle multinazionali che inquinano”. Inoltre lui opponeva l’assurda idea di una possibile scienza neutra a, invece, la mia “ideologia”… perché “voi siete di parte” (de ‘sti tempi esse di parte è un macello). Risposta: embè, pure se sono di parte? comunque è interessante notare come chi si avvicini all’antispecismo aspetti che gli Scienziati gli buttano giù dal cielo la Verità per poi eseguirla a comando. Non tutti, eh, però c’è quest’atteggiamento. Mi offro per scrivere qualcosa su questo immane errore con voi (Scienza neutra=governo dei tecnici al di sopra delle parti… da parte di chi, quindi? di certo non dalla nostra).

    Ah, per la cronaca @werfen, anche io sono comunista: io sono dalla parte degli oppressi tutti, non mi metto a fare una cernita perché il/la lavorat* sfruttato è uguale all’animale macellato per essere mangiato, vivisezionato per un presunto progresso, e via dicendo.
    Linko questo,a proposito http://www.pclavoratori.it/cms_utilities/download.php?id_bin=2139

  8. werfen says

    @hetaoni
    Calmati, informati e risparmia i tuoi offensivi punti interrogativi sul mio sesso, visto che non sei tu a decidere cosa devo pensare, e occhio anche tu, perche non conosci la mia vita ne voglio sbatterla davanti a tutto per tacitare chi non la pensa come me. Ripeto, se l’antispecismo e’ questo, e non ci sono margini di discussione o di riflessione neanche a fronte di casi limite, non ho piu nulla da aggiungere, ma io sto discutendo di idee, volevo capire se questa idea tienedi fronte a casi estremi, e misono fatta un idea, non mi interessa fare retorica, il fatto che oggi la gente vive. Piu a lungo di 100 anni fa e evidente, nln devo certo dirvelo io.

  9. werfen says

    @feminoska: è chiaro che io non parlavo di questo blog, ma di quello che vedo intorno a me.

    quanto all’antispecismo, essendo io comunista ritengo che la persona umana venga prima di tutto, e vedo pochi spazi di dialogo. l’unica cosa che mi lascia veramente perplessa è il mancato riconoscimento del fatto che, grazie ai farmaci che tanto vi fanno schifo, oggi possono vivere persone che fino a pochi anni fa erano condannate. credo che se entraste in un ospedale e guardaste in faccia quelle persone, senza capelli e con le occhiaie blu, non paragonereste la leucemia a una gamba rotta.

  10. feminoska says

    Paolo, la differenza la fa il tutino con le orecchie a punta, no? 😉

  11. Hetaoni says

    Eccola là,la retorica:come volevasi dimostrare!
    Ma solo io vedo una certa similutidine tra il “la sperimentazione la fanno anche sugli umani “(peccato che non allevino umani solo per torturarli ma li paghino fior fior di quattrini e se si rompono possono smettere quando vogliono e per quanto riguarda i malati terminali non hanno nulla da perdere e parlo da sorella e nipote di due malati terminali quindi occhio) e il solito “anche le donne picchiano/uccidono/stuprano gli uomini”?Non so, strano che una “donna” (????) come werfen parli di carcerati maltrattati (su cui addirittura si scopre che sperimentano farmaci:werfen,ma stai bene?!?) e perfino di uomini col 40 di piede umiliati ma si dimentichi che uccidono una donna ogni due giorni solo perchè è femmina,strano vero?Stranissimo…

  12. Paolo84 says

    ma se Batman alla fine trova il modo di salvare entrambi, il paragone con lo scienziato vivisezionista è improprio. (comunque a me l’uomo pipistrello piace ma più nelle versioni cinematografiche di Tim Burton e Nolan che nei due film di Joel Schumacher,

  13. rho says

    No, lo dicevo io che a Gotham City c’é qualcosa che non va! Assolutamente eviterò! Grazie.
    Vi adoro. 😉

  14. Claudio says

    Werfen, ma quello che dici tu è un grande equivoco. Forse il più grande sulla questione.
    Chi parla di antispecismo non sta parlando solo di animali. Per questo si preferisce parlare di antispecismo che di animalismo.
    L’antispecismo presuppone un’ottica universale: combatte lo sfruttamento in toto, il concetto stesso di sfruttamento, e non solo quello animale. O meglio, delle altre specie animali. Perciò, quando si parla di liberazione animale, si intende anche liberazione umana, visto che siamo animali anche noi. Nessuna specie deve dunque essere soggetta a sfruttamento e violenza: primati (e quindi umani), canidi, felini, rettili, anfibi, roditori, pesci, cetacei, etc.
    Un antispecista è contro tutte le gabbie, siano esse allevamenti, zoo, carceri.
    Peraltro lo diciamo sempre che bisogna boicottare ogni prodotto ottenuto dallo sfruttamento di qualsiasi individuo, altroché.
    E quando ci battiamo contro la sperimentazione animale, non è che diciamo: “Facciamola sui bambini boliviani!”. Chiediamo proprio nuovi metodi di ricerca (peraltro attuabilissimi).

  15. feminoska says

    @ werfen: scusa, nel fartelo notare non vorrei essere tacciata di pedanteria ma hai mai letto i nostri post o anche solo la descrizione del blog che recita “Questo è un blog collettivo antisessista, antifascista, antirazzista, antispecista e non addomesticabile “?
    No, perchè davvero il tuo commento mi lascia basita!
    Qui scriviamo di donne, uomini, animali non umani, NOTAV, CIE, sex workers…e via di questo passo… uno dei miei ultimi post (con video allegato) riguardava il parallelo tra sperimentazione animale e quella eseguita sugli schiavi afro-americani nel secolo scorso… cioè davvero mi pare che la tua sia una presa di posizione che fa di tutta l’erba un fascio!

  16. lafra says

    Ehilà Werfen o perché ce lo vieni a dire a noi? ti pare che qui stiamo a fare le liste di cosa è più importante e quali lotte hanno la priorità? Per me se uno si impegna anche “solo” in una lotta ha già fatto ampiamente quello che altri non si sognano nemmeno di pensare. Anche questo è restare umani, riconoscere il valore e gli sforzi altrui invece di lanciare critiche generaliste

  17. werfen says

    secondo me è una questione di proporzioni. Su FB ci sono 100 post su greenhill, e va bene, ma molti meno sui morti in carcere, sul lavoro o sugli esseri umani rinchiusi nei CIE. Molti si impegnano, SOLO per gli animali, e mi lasciano perplessa. Si cercano i prodotti non testati su animali, e va bene, ma non si fa caso ai prodotti ottenuti dallo sfruttamento ignobile delle persone, per fare un altro esempio. Una cosa non esclude l’altra, ovvio, ma vorrei sentirlo dire pure dagli animalisti. Quanto alla sperimentazione farmaceutica, si fa sugli animali E sulle persone, ricordiamoci anche questo, per favore. Ci sono persone costrette a farlo per denaro, perchè detenute, o perchè talmente malate e disperate da accettare di fare da cavia. Restiamo (anche) umani, per favore.

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  1. Etica del Sacrificio (altrui) | Informare per Resistere linked to this post on 5 Maggio, 2012

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