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Lui, il violento, la ex maltrattata, l’altra, colei che si ritiene migliore!

Una delle notizie che potete leggere oggi sul Bollettino di Guerra parla di un uomo che dopo aver maltrattato la moglie, dalla quale era già stato allontanato, è andato a convivere con una donna, un’altra, con la quale non si è certo comportato meglio. L’accoltellata alla gola. Lei è sopravvissuta ed è in ospedale. Lui in galera.

Per quanto tempo? A che serve? Gli uomini violenti possono cambiare?

E’ chiaro che no. Non si pensa ad un sistema che prevenga le violenze e che impedisca che la violenza sia legittimata. La repressione post/delitto è pressocchè inutile. Se poi tale repressione è condita di attenuanti, sconti, processi farsa in cui a lui vengono riconosciuti tutti i vantaggi del caso, con un difensore che solitamente fa di tutto per rimuovere il delitto e far passare il violento come vittima, dove l’arte della dissimulazione e della mistificazione la fa da padrone, allora non serve proprio a niente.

Quest’uomo immagino uscirà abbastanza presto dato che non l’ha uccisa e che già chi ammazza una donna resta in carcere solo poco più di sette anni. Dunque cosa gli impedirà di farlo di nuovo? Cosa impedisce ai violenti, agli stalkers, a chi ha maltrattato la moglie, a chi l’ha uccisa, o ha provato a farlo e non ci è riuscito, perchè la lama si è spezzata, il colpo non è stato sufficiente a cancellare una vita, cosa impedisce a costoro di rifarlo?

Assolutamente nulla. E perchè mai questi uomini vengono presi in considerazione da una società o da donne che dovrebbero lasciarli ai margini?

Perchè la nostra cultura è fondata sulla rimozione delle violenze maschili e perchè tutti o quasi passano il tempo a scaricare la “colpa” sulla ex moglie, fidanzata, o l’amica della moglie, o i genitori della moglie. Le violenze maschili sono sempre “colpa” di qualcun altro, mai di chi le commette.

Così ci sono tante donne che si lasciano turlupinare da assassini in libertà, serial killers che potete trovare facilmente su facebook a pontificare sui difetti delle donne, a cercare ulteriori giustificazioni al proprio odio contro le donne, assassini che sono sorretti da mille giustificazioni e da una cultura che educa le donne ad immaginare che ogni delitto avviene per colpa loro.

Sicchè ogni donna che incontra un “separato”, dimentica di chiedere perchè la moglie non vuole più saperne di lui e decide che se la moglie si è beccata maltrattamenti, percosse, stupri, coltellate, è perchè se l’è meritato. Lei, quella nuova, ovviamente non lo meriterà perchè ritiene, sbagliando, che sarà “migliore”, cadendo in quel gioco di competizione nefasta costruita ad arte dagli uomini per tenersi fuori dal giudizio personale delle donne. Lei si comporterà “meglio”. Con lei questo non potrà accadere. Con lei quell’assassino è un uomo nuovo. Era lei che lo rendeva violento. Era lei che riusciva a far venire fuori il mostro che è in lui. E via di questo passo con tutti i luoghi comuni con i quali siamo state educate fin da piccole, quando ci dicevano che noi siamo nate per dominare la bestia che c’è in lui.

Inutile dirvi che quando l’hanno detto a me ho subito dichiarato che non mi sarebbe piaciuto lavorare in un circo e che piuttosto avrei preferito stare in una gabbia piena di leoni.

Lei immaginerà dunque di poter salvare questo individuo che si presenterà con il suo carico di vittimismo, il solito vittimismo con il quale si presentano questi uomini violenti. Avrà i suoi momenti da tenebroso (che noia!) in cui racconterà il momento in cui la ex lo ha allontanato da casa dopo che lui le aveva “solamente” squarciato la pancia con un coltellaccio da cucina. E lei, stupida, si lascerà commuovere, perchè gli assassini mentono e le donne hanno il brutto vizio di credergli.

Funziona così che questi uomini violenti, mollati dalle ex che si sono salvate per miracolo, riproducono di riflesso la stessa relazione con chiunque altra.

Perciò, care tutte, evitate di prendervi in casa, di stare, di intrecciare una relazione con un uomo separato che non è in buoni rapporti con la sua ex. Perchè se non lo è significa che le ha fatto molto male e se le ha fatto del male è certo che farà la stessa cosa a voi.

Voi padri e madri che vedete la vostra figliola innamorata di un potenziale assassino tenetegliela lontana, portatela in Guatemala, ma toglietegliela dalle grinfie se non volete vederla morta. Perchè questo è già successo. Perchè questo può ancora succedere.

Non è responsabilità delle donne o dei suoi genitori ma è un fatto emergenziale, rispetto al quale bisogna tirare su le antenne e allearsi e combattere per sconfiggere violenti che non si fermeranno mai a meno che voi non siate risolute e determinate e non diciate con chiarezza NO.

Non fate da cavie. Scegliete di vivere.

Vi abbraccio tutte, sorelle!

Posted in Omicidi sociali, Pensatoio.


12 Responses

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  1. Imma says

    @Paolo: Pensa che quando me l’ha raccontato si è pure lamentata di una certa omertà che ha riscontrato nei suoi ex vicini di casa dicendo: “giù a Napoli noi non siamo così”. Però appena è tornata a Napoli ed è venuta a conoscenza di una situazione simile alla sua si è mostrata anche lei un’omertosa.

  2. Paolo84 says

    La giovane donna separata conosciuta da Imma si è dimostrata lei un pessimo esempio dato che non ha denunciato un uomo violento. Che la cattiveria riguardi entrambi i sessi è vero, siamo pari moralmente e intellettualmente nel bene come nel male, ma questo non c’entra nulla, se lei sapeva che quella donna era picchiata dal marito avrebbe dovuto denunciare. Così la penso io.

  3. Paolo84 says

    Gli uomini violenti con le donne non hanno giustificazione, ma se uno non è in buoni rapporti con la sua ex, di per sè non è la prova che sia un violento, le ragioni possono essere tante, e una donna adulta ha il diritto di stare con chi preferisce se anche lui vuole stare con lei. Poi giustissimo stare molto attente e attenti a scegliere con chi si vuole dividere la vita, ma questo vale in tutti i casi.
    Claudia,spiega alla laureata in psicologia che mettersi d’accordo sulla custodia dei figli senza il giudice è possibile solo se i due ex coniugi sanno mettere da parte reciproci rancori e rabbie per il bene dei figli, purtroppo non sempre è possibile quindi il giudice serve.

  4. Imma says

    @Claudia: ne ho conosciute anch’io, giovani e talvolta pure con lauree che sarebbero dovute servire ad aprire gli occhi, c’è poi da dire che “si fanno picchiare” sottintende – ancora! – una volontà da parte della donna, mica dell’uomo.
    Io ho conosciuto l’estate scorsa una giovane donna, separata da un marito violento e disturbato che nel raccontare le cose che aveva subito, le situazioni in cui s’era trovata, tentava ogni tanto la via della giustificazione. C’è da dire che, nonostante lei si sia mostrata forte, si sia ribellata quasi subito alle violenze, mostrava nei confronti dell’uomo una sorta di pietismo, di pena, credo soprattutto per il dispiacere della relazione finita a quel modo. Dopo avermi raccontato questo, mi ha raccontato della situazione di una sua vicina, anche lei vittima di violenze da parte del marito. Mi ha detto che una volta si è presentata alla porta, per portare via i due figli piccoli della coppia perché “certe cose non devono avvenire davanti ai bambini” ed ha continuato dicendo “loro si possono ammazzare, ma i bambini…”, lì ho iniziato ad infastidirmi, parecchio. Intanto quel “davanti ai bambini”; certo, una violenza di un padre su una madre è una violenza sui figli della coppia, ma di certo non elimina né rende meno grave la violenza sulla donna, come se una donna senza figli possa subire ché tanto non è grave. Poi quel “loro si possono ammazzare”; quando le ho chiesto spiegazioni lei ha specificato che le violenze erano unicamente in un senso e quando io ho provato a sottolineare la cosa e che magari sarebbe dovuta intervenire anche in favore della donna se n’è venuta fuori “eh ma ce ne sono anche tra noi donne di esempi pessimi”.
    Di fondo il ragionamento è lo stesso di quello delle seconde mogli: io sono migliore. Quando era lei vittima di violenza era una cosa terribile, c’era stata malissimo e mica se lo meritava. Appena ha però conosciuto una donna nella stessa situazione non ha provato per lei un briciolo di empatia, anzi ha subito sottinteso che sotto sotto fosse colpa di quella donna e che lei e marito si eguagliassero. Però i bambini…

  5. Luz says

    Un pezzo bellissimo, “da donna a donna”.

  6. XYZ says

    C’entra e no con questo topic, ma volevo portare all’attenzione qualcosa che sta cambiando il rapporto che molte donne intrattengono con gli uomini, secondo me, molto più di quanto sembri. Si tratta di una totale mancanza di onestà nei confronti delle altre e di una maschera simile a quella che portano gli psicopatici, ma pervicace, quasi normale e pronta ad assumere molte forme (due realtà). Secondo me alcuni maschi sono propensi al controllo totale dell’altra in un “certo modo” e cioè fino al totale scollamento con la realtà non solo esterna in generale, ma soprattutto nei riguardi del mondo dell’altra persona fuori dalla rete. Si parla di creazione di due realtà parallele non nella realtà esterna, quindi non parlo di psicosi. Il pensiero di queste persone sconfina nella patologia è vero, e tuttavia rimane sempre in quella linea di confine (e non parlo del comportamento deviato o borderline), pur essendo apparentemente normali agli occhi altrui. Questi esseri hanno una tale capacità di negare ogni misfatto da risultare innocenti e pronti ad essere giustificati a dispetto dell’evidenza. E l’altra persona risulta, al contrario, in torto, ma come negazione totale della persona. Come se quella persona non esistesse se non in quanto colpevole (quindi sempre e soltanto rispetto ad un atto di accusa da parte di quel maschio in particolare). In rete, perché fuori dalla rete è tutto un altro paio di maniche.

    Cosa intendo dire. So che esistono studi in materia che approfondiscono tali comportamenti, ma io andrei oltre. Si sta creando, con la rete, una tensione verso due modalità di comportamento rispetto alla donna fuori dalla rete e in rete (due realtà: con il computer, senza computer).

    Da circa un anno sto approfondendo questi studi attraverso quello che risultava essere il mio punto debole, cioè la rabbia rispetto a tentativi di cyberstalking. La situazione, ora, si sta ribaltando, perché sono io che li sto studiando e noto proprio un aumento esponenziale di quelle che ritengono offese nei miei confronti (ad esempio, se visito una pagina che riguarda una malattia creano una serie di situazioni secondo cui io avrei a che fare con quella malattia). Più io li controllo, più loro cercano in ogni modo di crearmi un (presunto) disagio attraverso i siti che visito, pensando che sia effettivamente la realtà (se leggo un file sul cuore, pensano che abbia problemi e scrivono pagine offensive, senza pensare che magari è soltanto una mia curiosità).

    In definitiva, scusate questo lungo testo, mi domandavo se in qualche modo poteste approfondire l’argomento e se anche a voi risulta questo doppio comportamento.

  7. Flavia says

    Ripetiamolo ancora e ancora e ancora!!! Ti cito nel mio blog.

  8. claudia says

    il mio commento è pieno di errori di battitura, perdonatemi!

  9. claudia says

    Se un adonn lascia il marito o tenta di farlo, io mi sono sempre detta: un motivo c’è! e non ho mai avuto esperienze di violenza diciamo ch eil mio ex era un immaturo che si è limitato all’invettiva, pe rlo più all espalle della sottoscritta. Però è vero ed è doloroso ammetterlo molte donne credono ceh con loro il marito di un’altra cambierà perchè in fondo lla colpa è della moglie “non lo capisce”, questa mentalità è frutto disecoli di asservimento, è la mentalità dello schiavo che pensa ch ese “si comport arispettosamente il padrone non lo batterà! Poi ci sono anche quelel donne ch epensano che la moglie che si fa picchiare sia una stupida…e con loro questo non accadrà perchè loro sono inteligenti. Qaunti secoli ci vorranno per superare questo modo di pensare l’uomo coem vittima e contrariamente a ogni evidenza la donna coem carnefice?
    P.S.. ho avuto una discussione (accesa) di questo tipo con una ragazza che sostenenva che le mogli che “si fanno picchiare sono delle coglione”e che andare davanti al giudice per la custodia dei figli sia poco dignitoso per una donna che dovrebbe, invece, mettersi d’accordo con l’ex marito da sola senza ingerenze dall’esterno: insomm auna revisione del cocnetto: i panni sporchi si lavano in casa. Niente di nuovo direte voi ma c’è un problema questa ragazza è giovane e laureata in psicologia. Ditemi voi.

  10. Cosmic says

    un bellissimo post. sono d’accordo dalla prima all’ultima parola.

  11. Hope1986 says

    bellissimo pezzo, bisognerebbe cercare di diffondere questi concetti il più possibile!!

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