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Violenza assistita: almeno 400.000 bambini/e le vittime silenziose

Che cos’è la violenza assistita? Chi riguarda? Quanti bambini e bambine coinvolge?

A fornire i dati sulla situazione italiana su questo fenomeno spesso ignorato, sono Save the Children e il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, in una Conferenza a Roma dal titolo “Spettatori e Vittime: i bambini e le bambine che assistono ad un atto di violenza lo subiscono”, un’iniziativa che si inserisce nel quadro del Progetto europeo Daphne III (Minori vittime di violenza assistita di genere in ambito domestico. Analisi dell’efficienza del sistema di protezione), coordinato dalla sezione spagnola di Save the Children.

Pubblichiamo alcuni estratti del testo completo reperibile sul sito di Save the Children :

I segni del dolore e della sofferenza sono meno evidenti e clamorosi ma non per questo non ci sono. E sono profondi e duraturi, impressi dall’aver assistito direttamente o indirettamente alla violenza sulle proprie madri.

Si stimano in almeno 400.000 in Italia i minori vittime della cosiddetta violenza assistita di genere , cioè di violenze, maltrattamenti fisici, psicologici, economici perpetrati sulle loro madri il più dalle volte dai mariti e partner, all’interno delle mura domestiche e di cui i bambini sono stati indifesi e vulnerabili spettatori

…“E’ ormai dimostrato che un bambino che assiste a una violenza su una persona per lui fondamentale come la madre vive un trauma e avrà delle conseguenze uguali a quelle di un bambino che abbia subito direttamente maltrattamento e violenza”, spiega Raffaela Milano, Responsabile Programmi Italia-Europa Save the Children. “E’ molto importante che questa consapevolezza raggiunga tutti i settori della società e non resti confinata fra gli addetti ai lavori e gli operatori. Intorno a questi bambini è necessario accrescere l’attenzione e rafforzare le reti e i servizi di protezione, cura, tutela, sia a livello nazionale che al livello di interventi regionali, come dimostrano anche i risultati dell’indagine che Save the Children con il Garante dell’Infanzia hanno svolto su Lazio, Piemonte e Calabria “.

Si stimano in 6 milioni e 743 mila le donne fra i 16 e i 70 anni – ovvero il 31,9% delle donne in questa fascia d’età – ad aver subito nella propria vita una violenza: di tipo fisico (il 18,8%), sessuale (23,7%), psicologico (il 33,7%) o di stalking (il 18,8%) 3. Il 14,3% dichiara di averla subita dal proprio partner, si legge nel Rapporto “Spettatori e Vittime: i minori e la violenza assistita in ambito domestico. Analisi dell’efficienza del sistema di protezione”.

Tra le donne che hanno subito violenze ripetute da partner sono 690 mila quelle che avevano figli al momento della violenza. La maggioranza di esse – il 62,4% – ha dichiarato che i figli sono stati testimoni di uno o più episodi di violenza.
Si può dunque stimare dunque in almeno 400.000 il numero di bambini costretti ad assistere alle violenze sulla propria madre.

Nel 19,6% dei casi i figli vi hanno assistito raramente, nel 20,2% a volte, nel 22,6% spesso. Nel 15,7% dei casi le donne valutano che esista il rischio di un coinvolgimento diretto dei figli nella violenza fisica subita dalle madri, secondo la seguente suddivisione: raramente (5,6%), a volte (4,9%), spesso (5,2%).

… Curare e assistere tempestivamente le vittime di violenza assistita è fondamentale per ridurre l’impatto di quanto vissuto, sul presente e sul futuro del bambino. L’esperienza clinica e le stesse indagini dimostrano che chi ha assistito a violenza da piccolo ha più possibilità di subirla da adulto. Si stima infatti che più della metà di donne che hanno assistito a episodi di violenza tra i genitori, da adulte sono state a loro volta vittime di violenze.

… Save the Children, attraverso la collaborazione con il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, intende rivolgersi alle istituzioni competenti e a tutti coloro a diverso livello impegnati nella tutela dei minori e delle donne vittime di violenze e maltrattamento, formulando alcune raccomandazioni e indicando alcune possibili soluzioni:

– I Ministeri competenti, le Regioni e gli enti locali stanzino adeguate risorse economiche per sostenere la rete dei servizi (operatori sociali, autorità giudiziaria, forze dell’ordine).
I servizi dovranno avere standard di struttura e linee guida di funzionamento definiti, affinché gli interventi siano armonici e possano raggiungere l’obiettivo di aiutare la madre e il figlio e quando possibile anche il padre maltrattante, a uscire dal trauma della violenza.

– Sul versante legislativo in Italia manca una normativa che faccia esplicito riferimento all’esposizione dei bambini alla violenza nelle sue varie forme come reato.
Per poter rafforzare la tutela e la protezione di minori vittime di violenza assistita è auspicabile richiedere un aggiornamento legislativo per il riconoscimento della condizione di vittime della violenza assistita.

Viene accolto invece favorevolmente il varo del primo Piano nazionale contro la violenza di genere e lo stalking. Elaborato dal Dipartimento per le Pari Opportunità affronta in modo organico il problema del contrasto alla violenza e del supporto delle vittime.
E positiva appare anche la volontà di realizzare campagne di comunicazione sul tema della violenza di genere volte alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica.

Alla luce di questa situazione, da tempo denunciata, speriamo che questo comporti anche una riflessione più ampia che si allarghi anche a ripensare alla direzione legislativa e giuridica che in Italia politici di destra e di sinistra sembra abbiano deciso di intraprendere come una crociata contro le donne. Ribadiamo che:

– Un padre maltrattante non può essere un buon genitore e che una condanna per violenza domestica dovrebbe essere anche collegato ad una revoca della patria potestà.

– Mai affido al genitore violento!

– Le donne ed i bambini/e hanno bisogno di maggiori servizi di aiuto e protezione per uscire dai contesti di violenza che distruggono le loro vite.

– Il sostegno e il tentativo di spacciare per buone malattie inventate come la Pas sono utili solo a permettere ad abusanti e maltrattanti a continuare il loro abuso di potere, mettendo a tacere le donne ed i bambini e trasformando i carnefici in vittime.

Posted in Omicidi sociali, Pas.