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E l’uomo disse: non puoi tenere i figli perchè sei lesbica!

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Noi lo sappiamo. Lo vediamo ogni giorno con la propaganda discriminatoria che mettono in rete i seguaci della lobby dei padri separati.

Un ex marito avvelenato, acido, livoroso, fa di tutto per vendicarsi dell’ex moglie e per prima cosa vuole toglierle i figli.

Per arrivare a questo scopo questa sottospecie di omuncolo pieno d’odio mostra l’anima più reazionaria di cui è dotato e mette in campo argomenti talmente violenti e retrogradi che quelli dei nazisti in confronto sembrerebbero digressioni intellettuali di dementi privi di numerose parti del cervello.

Mistificatore, meschino, moralista, sessista, razzista, omofobo e naturalmente lesbofobo.

Un ex marito pieno d’odio farebbe di tutto per togliere i figli alla ex moglie a tal punto da abbracciare cause che continuano la logica perversa del clan dell’inquisizione.

C’è quello che descrive la donna come pazza per farla “curare”, forse rinchiudere da qualche parte, e per farle perdere l’idoneità alla maternità. C’è quello che definisce la donna negligente se va a lavorare come tutti i comuni mortali e tenta di portare a casa la pagnotta. C’è quello che giudica la vita sessuale della ex e pretende che lei non abbia più a che fare con nessuno definendo la questione, naturalmente, “per il bene dei bambini”. C’è quello, e vi giuro che c’è, che in un aula di tribunale è riuscito perfino a dire che la ex non va mai in chiesa e per questo non meriterebbe l’affido dei figlioli. Ce ne sono di vari tipi e raccontano una montagna di bugie pur di non dire che sono offesi, feriti e privi di ogni capacità di accettare la logica della consensualità che dovrebbe essere base per ogni relazione.

Un modo come un altro per ammazzare socialmente l’ex moglie, voluto e attuato da quelli ai quali è stato impedito di ammazzarle fisicamente o da quelli che sanno che sarebbe poco furbo farlo.

Uno dei modi più platealmente reazionari che taluni ex mariti usano per togliere i figli alle ex mogli è quello che fa leva sulla lesbofobia. Un argomento per il quale lui, il cavernicolo, gode di legittimazione sociale e rispetto al quale pretende solidarietà anche presso i tribunali dai quali si aspetterebbe un premio per aver segnalato al popolo una strega da bruciare e una punizione per lei come monito per tutte le altre femmine spregiudicate.

Una donna che lascia un uomo perchè si innamora di un’altra donna merita, secondo alcuni, la lapidazione, sotto varie forme, fosse anche la sottrazione dei figli, perchè una lesbica, per costoro, non dovrebbe avere diritto a nulla.

Così abbiamo il pater preoccupato che sottopone alla giuria la questione e per adesione all’attuale epoca, lievemente successiva al medioevo, quella giuria dice all’ex marito che sta dicendo una marea di stronzate e che quella donna ha diritto all’affido dei suoi figli come qualunque altra madre.

E’ un segno di buon auspicio, rispetto a quanto avviene in questa italia sempre più nazista, inquisitoria e medioevale. Ed è una grande gioia sapere che questo segno viene proprio dalla Sicilia.

Un uomo che discrimina e mostra lesbofobia può essere idoneo a educare i figli al rispetto per gli altri?

Ps: ecco come commentano la sentenza in un forum maschilista.

Posted in Anticlero/Antifa, Misoginie, Omicidi sociali, Pensatoio.


One Response

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  1. Luisa says

    \Il tribunale ha anche stabilito che l’atteggiamento dell’uomo non può essere considerato discriminatorio nei confronti della ex moglie: “é umanamente comprensibile – scrive il giudice -, soltanto in questa prima fase, per il disagio conseguente al fallimento dell’unione matrimoniale e tenuto conto del contesto sociale di un piccolo centro”.\

    \soltanto in questa prima fase\ poi dovrà snaturare la sua tendenza maschile e crescere di fronte alle esperianze (invece di uccidere la moglie, per esempio) e essere abbastanza forte da affrontare il paese (quindi imparare a darsi valore per quello che è, invece che per quello che ha- di solito, una moglie)

    ce la farà? vorrei sperare di sì, anche se perderò una scommessa

    Luisa