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Secondo l’Idv i padri separati possono continuare a compiere atti violenti fino al termine dei tre gradi di giudizio?

Il sottotitolo sarà: e nel frattempo le donne e i bambini come sopravviveranno?

Vi ricordate che qualche tempo fa vi avevamo detto che le donne dell’idv avevano organizzato a firenze un convegno per discutere dei limiti della legge 54 del 2006 sul’affido condiviso, dei grossissimi limiti del nuovo disegno di legge a firma della leghista lussana in cui si aggravano le condizioni già gravi della 54, e di proposte di modifica al fine di salvaguardare le parti deboli di ogni fase di conflitto durante una separazione coniugale ed una causa di affido.

Solo per aver toccato l’argomento le stesse donne sono state duramente attaccate dentro e fuori il partito. Si è scoperto che a firmare il nuovo ddl lussana ci sono anche due parlamentari dell’idv, favia e orlando e che dai vertici del partito non prendono posizione su questo tema se non per dire, così come afferma l’onorevole carlo costantini (idv), che l’affido condiviso deve avvenire "indipendentemente dalle beghe coniugali".

L’attacco all’iniziativa di discussione a proposito dei limiti della legge parte proprio da firenze con un articolo di sintesi in cui la foto d’apertura la dice lunga sulla visione che tali soggetti vogliono dare della questione: si mostra una lei che urla ad un lui. Lei carnefice e lui vittima. Una menzogna misogina stracolma di pregiudizi che stabilisce già a priori tra i due genitori chi ha torto e chi ha ragione.

A commento dell’articolo la opinione di alcune persone facenti capo le organizzazioni dei padri separati che contestano alcune questioni trattate nel convegno e riferiscono in modo denigratorio circa la puntuale azione di roberta lerici, dell’idv lazio, a sostegno e difesa dei diritti dei minori.

Ancora da Firenze vengono diffusi altri articoli [1] [2] nei quali sostanzialmente si dice che ipotizzare l’allontanamento di un ex marito denunciato per violenza, percosse, stalking o pedofilia nei confronti di un minore per tutta la fase in cui si procede agli accertamenti previsti onde evitare ulteriori danni e ripercussioni sulle vittime, la ex moglie e i figli, sarebbe sbagliato.

Secondo la opinione di chi scrive chi viene denunciato avrebbe commesso un reato in modo presunto mentre sarebbe un fatto "certo" (donne senza presunzione di innocenza all’origine?) che l’80% delle donne che presentano denuncia dicono il falso.

Noi non sappiamo da quali fonti la persona che scrive abbia preso queste cifre anche se ci permettiamo di dubitarne e di riferirci alle cifre che divulgano il ministero degli interni e l’istat oltrechè le questure di ogni città nelle quali, generalmente, si ritiene di dover intervenire nel caso in cui una donna si reca al pronto soccorso a farsi medicare con i lividi addosso procurati dall’ex marito.

Quello che i soggetti di cui parliamo chiedono, insomma, è che sostanzialmente si ignorino totalmente le denunce delle donne vittime di violenza maschile e dei bambini vittima di atti di pedofilia perchè sarebbero tutte e tutti dei gran bugiardi.

Il punto in discussione della legge sull’affido condiviso che pone un gran problema è quello che stabilisce che un uomo può aver diritto all’affido condiviso e a dei benefici di tipo economico (assegnazione casa, esonero assegno di mantenimento) "indipendentemente dalle beghe coniugali".

Con questa dicitura si intendono descritte tutte le recriminazioni, le denuncie che le ex mogli faranno contro i loro ex mariti. Vale a dire che se un ex marito picchia la ex moglie, la perseguita e si serve dell’affido condiviso per incontrarla, denigrarla, offenderla, farle del male, lei dovrà comunque attendere i tre gradi di giudizio (se sopravvive) per sperare in un allontanamento dell’ex marito molesto.

Lo stesso dicasi sulle denunce per pedofilia. Ciascuna di esse viene inscritta nel capitolo "beghe coniugali" perchè i padri separati hanno assunto da un dubbio ricercatore americano l’esistenza di una sindrome, detta di alienazione parentale, secondo cui un bambino che denuncia un atto di pedofilia da parte del padre deve essere stato necessariamente influenzato dalla madre.

In tutti i casi quel che è certo è che per tutti i gradi di giudizio una donna dovrà sorbirsi le violenze di una persona molesta per assolvere all’obbligo dovuto dalla legge sull’affido condiviso e un bambino sarà costretto a stare con un padre che non vuole vedere o ad essere consegnato ad un istituto fintanto che non si risolve il conflitto tra i genitori.

C’è un caso recente che può aiutare nella spiegazione delle conseguenze di situazioni limite: un suocero ha ammazzato il genero per questioni inerenti l’affido dei bambini.

Condanniamo fermamente ogni forma di violenza ma non possiamo che dire che in qualche modo avevamo previsto che questa legge potesse portare a conflitti così pieni di rancore e astio tanto da dover ragionare e cercare di prevenire con soluzioni di buon senso.

Fate finta che voi siete una donna picchiata dal marito. Vi lasciate, lo denunciate per violenza e si inizia contemporaneamente la causa di affido. L’una prescinde dall’altra. Potreste trovarvi per assurdo nella situazione in cui da un lato voi denunciate per stalking il vostro ex e dall’altro avrete l’obbligo di interloquire con lui a causa dell’affido condiviso.

Se il vostro è un rapporto al limite della violenza, voi potreste perfino rischiare la vita ed è necessario perciò un allontanamento immediato dal vostro ex marito. L’allontanamento, fino a che non fu approvata la legge, era consentito presso case protette perchè era scontato ritenere che le donne vittime di violenza dovessero fruire di protezione.

Ora siamo arrivati al punto in cui un padre separato può perfino immaginare di denunciare il centro antiviolenza ospitante la ex moglie e i bambini per sequestro di minore.

Tutto ciò è inaccettabile. E’ perciò necessario che si trovi una soluzione a salvaguardia del benessere psicofisico delle donne e dei bambini, parti deboli delle separazioni, prevenendo situazioni tragiche, delitti e violenze irreparabili.

Quando si potrà dire per una ex moglie che può pretendere di non dover interagire con il suo ex marito? Quando sarà già cadavere? Quando sarà costretta a lasciare il lavoro per esaurimento nervoso? Quando non ce la farà più perchè violenza dopo violenza, persecuzione dopo persecuzione, dispetto dopo dispetto, si suiciderà?

Le donne che subiscono violenza dagli ex mariti vanno salvate prima che muoiano e questo deve prescindere dai tre gradi di giudizio perchè c’è una storia pregressa in tutti i rapporti coniugali violenti e quella storia generalmente è contrassegnata da denunce e prove, ricoveri e testimonianze che con facilità possono descrivere l’esito della vicenda. Di tutto ciò non si può non tenere conto, perciò, ci spiace ma non concordiamo con l’onorevole costantini quando afferma che l’affido condiviso deve essere garantito "indipendentemente dalle beghe coniugali" perchè quelle che lui chiama beghe coniugali in genere diventano una tomba per le donne che subiscono violenza e diventano una tomba anche per i bambini che sono costretti a vivere in situazioni violente. Sono queste le situazioni in cui bisogna dimostrare di voler fare qualcosa contro la violenza sulle donne e sui bambini.

Detto ciò ci preme capire qual è la posizione dell’idv a tal proposito. Che fosse un partito a leadership maschile lo sapevamo, che vi fosse una spaccatura così aperta, addirittura un disconoscimento, gli uni nei confronti delle altre, a partire dal genere maschile contro alcune componenti del genere femminile, questo speravamo non si verificasse. Almeno così ci sembra dall’esterno. Ci piacerebbe molto essere contraddette su questo.

Vorremmo capire se le donne dell’idv sono sole a fare questo percorso o se hanno l’appoggio del partito. E se all’idv in generale interessa del bene di donne e bambini o interessa, come a tanti altri partiti, dei voti che si possono ricavare da organizzazioni così ramificate.

Noi tifiamo per Roberta e per le sorelle toscane e speriamo vivamente che anche l’idv non metta l’interesse per i voti prima dell’interesse per le persone.

—>>>Altri articoli su questi argomenti a partire da qui 

Posted in Corpi, Fem/Activism, Misoginie, Omicidi sociali.


2 Responses

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  1. sara says

    il partito di di pietro è cofirmatario. la legge fu voluta e approvata dal governo di destra nel 2006 e il peggioramento è firmato dalla lega e dal pdl in accordo con due parlamentari dell’idv.
    la cosa più divertente è che si sono messi assieme la lega e il pdl che a parole castrerebbero, chiuderebbero a vita gli uomini che fanno violenza alle donne (se stranieri) e due dell’idv che dice di non scendere a comromessi con nessuno e di non tollerare nessun tipo di reato.
    personalmente non credo nel carcere ma non devono dare agli uomini violenti uno strumento per permettere loro di continuare a perseguitare le ex mogli. non devono dargli la legittimazione legale e sociale di fare quello che stanno facendo. e gli effetti sono visibili a tutti. basta vedere quello che alcuni scrivono suel web per capire quanto si sentono al di sopra di tutto e quanto sono stati appoggiati mentre alzavano la voce.
    i padri violenti devono stare lontani dalle ex mogli e dai figli. non ci può essere compromesso su questo.
    i padri che non vogliono pagare l’assegno di mantenimento ai figli e che vogliono togliere i beni patrimoniali alle ex mogli farebbero bene a non usare i figli per farsi mantenere dalla legge e dalle istituzioni pubbliche.
    i padri che vogliono bene ai figli e che sono persone civili trovano un accordo con le ex mogli senza bisogno di confliggere in questo modo e soprattutto non permetterebbero mai che i propri figli finiscano in istituto pur di vincere la loro guerra personale. non c’è etica e morale. non c’è il minimo buon senso in questa storia.
    chi sta legittimando padri ed ex mariti molesti sta compiendo qualcosa di atroce i cui effetti sono visibili ovunque.

  2. laura says

    assurdo. vedi un pò che succede nel partito di dipietro.
    ma se una donna è perseguitata da un ex marito violento come fa a farlo smettere? come smette un ex marito violento? e soprattutto quando smette? perchè le donne devono essere sempre condannate a soffrire. quando dolore dobbiamo provare?