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Frane di egoismo

Io ho veramente un gran problema a immaginare che qualcuno possa fare il rastrellamento di stranieri porta a porta senza che nessuno dica niente. Treviso per prima e ora Milano con il suo bus galera che raccoglie immigrati alla fermata dopo averli braccati e aver chiesto loro i documenti. 

Mi sentisse uno della lega direbbe che dovrei vergognarmi e che in questi momenti dobbiamo essere tutti uniti nel cordoglio, che bisogna fare fronte comune per poi affidare ampi poteri a bertolazo così approfitteranno della frana nel messinese per radere al suolo la montagna e piazzare i pilastri del ponte sullo stretto.

Bisogna comunque che facciate attenzione ai toni. All’aquila si disse che era tutta una questione naturale. In sicilia, sud al quale bisogna appioppare l’etichetta di luogo inefficiente non in grado di sopravvivere a se stesso senza un padre padrone, tutti a dire che è l’incuria, era già tutto previsto, l’assetto idrogeologico mandato ‘affanculo dal disboscamento, le case abusive costruite alla foce marina, la frana precedente, gli amministratori che non potevano fare niente perchè non avevano soldi, etc etc.

Rivedo spuntare l’ombra dell’agenzia per il mezzogiorno a gestione unica con poteri e portafoglio in gestione del presidente del consiglio. Rivedo spuntare l’ombra delle new town, di un’altra speculazione condotta da sciacalli sulla pelle dei morti.

E’ vero, per carità, tutto vero. Eravamo giovanissimi e in un altro paese della sicilia organizzammo una mostra, studiammo tutte le carte che parlavano di impatto ambientale, conoscevamo la legislazione a menadito e c’erano le foto con la fogna a cielo aperto che assieme alla pioggia corrodeva un lato della collina in terreno argilloso. La gente aveva costruito proprio lì e noi dicevamo che sarebbe crollato. Ad una pioggia più pioggia sarebbe franato tutto. La frana c’è stata e tanta gente esigeva che la casa fosse ricostruita esattamente nello stesso punto.

Tra gente incosciente che sposa i "piani casa" alla berlusconi, in luoghi senza piani regolatori nei quali si può costruire allegramente, e speculatori che approfittano delle tragedie per piazzare un altro mattone nella costruzione di "grandi opere" utili a mafiosi, massoni, delinquenti di ogni risma, la sicilia, come tanti altri posti, non si salva neanche un po’.

Potranno forse dire che simili tragedie avvengono per via degli stranieri? No. Diranno che è tutta colpa dei siciliani. Nel frattempo a nord continueranno i rastrellamenti e non importa se voi non vedete un legame tra i due fatti perchè per me l’uno è la conseguenza dell’altro, l’uno ha la stessa origine dell’altro. Si tratta sempre di soldi, di potere, di arroganza e di incapacità di uscire fuori dalla nicchia egoista e individualista che non riconosce la cosa pubblica e la rende inaccessibile a tutti. Il legame c’è perchè in entrambi i casi qualcuno ci guadagna, qualcuno pensa di tutelare la proprietà, qualcuno immagina sia okay sacrificare molte vite umane per mettersi in tasca tanti bei soldoni.

Abbiamo una italia talmente sepolta dalla merda che difficilmente ne usciremo. Non è solo la montagna ad essere franata sui paesi di messina: è la incapacità di provare sentimenti umani che è franata sulle teste di tutti noi. 

Posted in Anticlero/Antifa, Omicidi sociali, Pensatoio.


4 Responses

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  1. Jordan says

    Sorry, non avevo colto l’ironia.
    Vi lascio un saluto,
    Jordan

  2. fikasicula says

    ciao jordan,
    ma certo che hai ragione. lo so, lo sappiamo benissimo.
    la frase riferita all’aquila infatti era ironica. quello che intendevo dire è che ora che c’è da dare addosso ai siciliani allora si parla di demerito della popolazione locale e di speculazioni a largo raggio. quando si è parlato dell’aquila e della prevedibilità del terremoto e della prevenzione hanno detto tutto e il contrario di tutto. tante bugie che nascondono il perchè della morte di tanti ragazzi alla casa dello studente e di tante persone in case ed edifici fatti malissimo. come dire che in italia l’edilizia e l’incapacità di preservare i territori fanno morti ovunque.

  3. Jordan says

    Gentile Fikasicula, sono una ragazza messinese. Vivo dal lato opposto della città, faccio parte dei cittadini che non sono stati coinvolti dalla frana in maniera diretta, ma si ritrovano comunque scossi e provati dalla tragedia. Ci sono oltre 20 morti, una trentina di feriti, non so quanti dispersi, 400 sfollati. Quanto accaduto ci disorienta, ci amareggia e risveglia in noi l’eco mai del tutto
    sopita di quella che fu per la nostra città LA tragedia per eccellenza: il terremoto del 1908.

    Leggo con piacere e interesse il tuo blog da diversi mesi, ma su due punti espressi in questo articolo mi permetto di dissentire.

    “All’aquila si disse che era tutta una questione naturale.”

    Ma anche no.
    Se non ricordo male anche per L’Aquila si parlò di responsabilità, di edifici costruiti con cemento depotenziato, di un allarme dato e non ascoltato, di una tragedia almeno in parte “annunciata”.

    “In sicilia, sud al quale bisogna appioppare l’etichetta di luogo inefficiente non in grado di sopravvivere a se stesso senza un padre padrone, tutti a dire che è l’incuria, era già tutto previsto, l’assetto idrogeologico mandato ‘affanculo dal disboscamento, le case abusive costruite alla foce marina, la frana precedente, gli amministratori che non potevano fare niente perchè non avevano soldi”

    E’ la verità.
    Lo dico con costernazione, dolore e profondo schifo, ma è la verità.
    Questa volta la tragedia era davvero annunciata, davvero prevedibile. Case abusive
    disboscamento, la frana di due anni fa… è tutto vero, ogni singola parola.
    Che l’informazione venga strumentalizzata forse sarà anche vero, io in questo momento non ho nè la lucidità nè il cuore di badare ai toni che vengono usati.
    Ma di “naturale” in questa tragedia davvero non c’è niente. Niente.

    Con stima,
    Jordan

Continuing the Discussion

  1. mariobadino linked to this post on 3 Ottobre, 2009

     
     Copio e incollo da Femminismo a Sud un articolo che parla di egoismo, il "senitmento-ponte" che unisce rastrellamenti d’immigrati e frane messinesi. Fra l’altro, su Giornalismo Partecipativo leggo che «tra il 1892 e il 192…