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Donne e uomini: vittime di scelte autoritarie

Nei centri di identificazione ed espulsione di Milano e Torino succede di tutto. I detenuti e le detenute, proprio come a Ponte Galeria (Roma) sono trattati malissimo. I loro tempi di detenzione sono allungati a dismisura e tra scioperi della fame, incendi e ribellioni si assiste alla lotta di tanti esseri umani che a partire dai loro lager urlano a proposito dei loro diritti di esistenza. Ci sono stati arresti sia nei settori femminili che in quelli maschili.

Trovate una cronaca scritta e audio sul sito "Macerie". 

A proposito di donne c’e’ la storia di una ragazza straniera che è stata maltrattata a lungo da suo marito e proprio quando potrebbe chiedere il divorzio la legge la mette di fronte ad una strada senza alternative: se si separa perde il diritto al permesso di soggiorno. Quante sono le donne che vivono la stessa condizione? Cosa decide di fare il governo per salvaguardare la loro vita? E la lotta contro la violenza sulle donne? E la comprensione verso tutte le donne vittime di violenza maschile? Come sempre: il nulla.

Ancora una storia che svela un altra brutta parentesi dell’italia autoritaria nella quale viviamo: Francesco è un maestro delle elementari, un compagno anarchico che ha un passato di lotta e persecuzioni. Aggredito da fasci, poi preso di mira e in galera e infine prelevato per un Tso, inspiegabilmente muore legato in un reparto psichiatrico. Sulla faccenda c’e’ una indagine e vale la pena ricordare che non si tratta di un caso isolato. Ieri il quotidiano Liberazione portava ad esempio un brutto precedente assieme ad un approfondimento sulla facilità con la quale avvengono le incarcerazioni (per la gente che non sta al governo, naturalmente) e sulle strane morti in carcere a partire da Sollicciano (Firenze), con esempi di decessi avvenuti in concomitanza di casi psichiatrizzati. Morti che coinvolgono uomini e donne e che avvengono in una dimensione sovrannumeraria, di affollamento della carceri che dovrebbero contenere meno della metà delle persone che contengono attualmente.

Sappiate che il Tso è il trattamento sanitario obbligatorio che può essere stabilito dalle forze di polizia, dal sindaco sulla base della presunta pericolosità sociale di un individuo. La pericolosità si intende verso altri e verso se stessi. Il Tso è un istituto abusato e tutto fa credere che giusto in questi anni sarà strumentalmente sfruttato per sedare dissensi e mortificare disagi sociali. Può succedere a chiunque. C’e’ chi ha il potere di decidere che voi meritate un Tso "per il vostro bene" o "per il bene altrui". Entrare in regime di Tso significa avere un precedente che peserà su tutta la vostra vita. Non siete più credibili in rapporto alle istituzioni e – come avvenuto a Francesco – basterà niente per ricorrervi nuovamente quando altri lo riterranno necessario. Un governo autoritario può realizzare un potere totale sul vostro corpo, sulla vostra vita. Chi non è cosciente di questa cosa è meglio che si documenti e faccia un po’ di conti con il presente.   

Consigli di lettura sul carcere:

il sempre citato "Sorvegliare e punire" di Foucault e "Camosci e girachiavi. Storia del carcere in italia" di Christian De Vito. 

—>>>Da considerare, come si diceva qui a proposito di privatizzazione dello Stato, che berlusconi ha detto che altre carceri presto saranno costruite da privati e presumibilmente gestite dagli stessi. Questo comporta una serie infinita di problemi, primo tra tutti il fatto di non poter sindacare nelle scelte "rieducative" di chi gestisce il carcere. 

Posted in Anticlero/Antifa, Corpi, Omicidi sociali, Pensatoio, Precarietà.