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Gabbie mentali

Eccola qui tutta la questione delle gabbie salariali. Come avevamo già detto la questione a monte era un’altra e in questi giorni si è manifestata come fosse una alternativa rivoluzionaria. Riassumo per chi non avesse letto le puntate precedenti. Mesi fa, in gennaio, prima che esplodesse la polemica pretestuosa sulle gabbie salariali, i sindacati, tranne la cgil, stipulano un accordo con confindustria e governo. Il contratto unico nazionale, quello che stabilisce garanzie per tutti i lavoratori, è carta straccia. Si inventano il contratto locale sulla base del rapporto tra singolo datore di lavoro e lavoratori e sulla base della produttività. Ciò significa che i lavoratori saranno ricattabili, non più un gruppo compatto che difenderà gli stessi diritti perchè ciascuno tirerà per se e tutti tireranno a campare. Significa anche che tutto dipenderà dal livello di ricattabilità cui sono sottoposti i lavoratori, dalla capacità del datore di lavoro di fare sentire tutti "una grande famiglia felice" dove tutti guadagnano meno per tenere in piedi la baracca e dal livello di produzione: ovvero quanto ogni singolo lavoratore sarà in grado di produrre con conseguente differenziazione dello stipendio.

Siamo ad agosto e la lega tira fuori la sua solita sparata razzista, propaganda per trasformare in voti una scelta che la metterà nel di dietro a tutti i lavoratori, nord e sud inclusi. Tutti si oppongono e tirano fuori la proposta di "buon senso", ovvero quella già approvata e che bisogna far digerire agli italiani: nessun rapporto di lavoro su base geografica ma differenti trattamenti sulla base della produttività.

Chiariamo ancora il concetto: questa cosa dei premi per chi produce di più è stata materia di lotta degli operai negli anni settanta. Il punto era che il "padrone" stabiliva uno stipendio base abbastanza basso per tutti e poi prometteva qualcosa di più a chi produceva di più. Il risultato lo si poteva constatare in mani mozzate e vite perdute nelle catene di montaggio perchè gli operai avevano famiglia e per campare tentavano di lavorare più che potevano, al limite della stanchezza e della propria sicurezza. A spronarli c’era il caporeparto, lecchino del padrone, che faceva di tutto per neutralizzare gli operai che si ribellavano in difesa dei loro diritti e faceva una distinzione tra pigri e volenterosi con premi-punizioni che addomesticavano la massa.

Ecco: lavorare sulla base della produttività significa esattamente questo. Tutto il resto è solo fumo negli occhi. 

Nel nostro futuro solo disegni autoritari, in una dimensione che usa toni coloniali per svilire l’intelligenza di chi abita a sud a tal punto da indurci a pensare che avremmo bisogno, noi scemi e necessitanti di un padre buono, di essere assistiti con mano ferma da un nuovo re del regno delle due sicilie

Il resto dell’italia non sta certamente meglio: verona vieta i matrimoni dei migranti; una ragazza si suicida perchè ha paura del nuovo pacchetto sicurezza che la relega al ruolo di candestina; bossi sostiene che tutti gli immigrati che vengono in italia vengono solo ad uccidere mentre gli italiani immigrati sarebbero andati solamente a lavorare (e l’esportazione della criminalità italiana in ogni luogo del mondo?); a brescia le donne marocchine vengono punite e multate perchè osano sedersi all’aperto; a napoli una donna di santo domingo (con cittadinanza italiana) si è beccata morsi e schiaffi e un calcio in culo invece che la paga che si era guadagnata: tutto ciò perchè "negra"; a torino un ragazzo del bangladesh viene rapinato, denuncia e fa arrestare i suoi rapinatori e viene arrestato a sua volta perchè è clandestino: ci chiediamo che fine faranno le donne straniere che non potranno denunciare una violenza, uno stupro, qualunque genere di ricatto perchè altrimenti saranno loro stesse arrestate per clandestinità; a roma alemanno – dopo un eloquente silenzio per ogni donna uccisa, ferita, da un italiano – prende la parola in occasione dello stupro ad una donna romena da parte di due connazionali: sostiene che certe aree di immigrati sarebbero portatori di culture arcaiche secondo le quali le donne sarebbero considerate degli oggetti.

Ci piacerebbe sapere:

1 – dov’era alemanno quando centinaia di donne venivano sterminate dagli italiani;

2 – dov’era alemanno mentre la donna veniva quotidianamente umiliata e mercificata dagli italiani ad uso televisivo e/o pubblicitario;

3 – dov’era alemanno mentre in italia venivano espresse opinioni e sentenze che salvavano gli italiani e offrivano loro molteplici attenuanti.

Anzi no: sappiamo dov’era. A fare la campagna coloniale in africa. Scommettiamo che in casa alemanno ha un esercito di soldatini divisi per colore della pelle? Ovviamente i bianchi sono i buoni… 

Qualcuno apra le gabbie mentali in cui ci stanno costringendo. Per favore. Grazie.

Posted in Anticlero/Antifa, Omicidi sociali, Pensatoio, Precarietà.


One Response

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  1. Mario says

    Ho citato l’articolo QUI:
    http://mariobadino.noblogs.org/…sa-interno-notte

    Ciao!