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Liberà sessualità in libero corpo

Dice d-K (che ringraziamo per aver fatto e inviato la foto): "la prima impressione che ne ho avuto è stata quella di una fila per il
macello, carne da smembrare per essere rivenduta un tanto al chilo,
carne anonima puramente esistente e priva di individualità."

d-K ci racconta anche che il cartellone sta in molti mezzi pubblici che sfilano per le vie della città (napoli) e suggerisce una sorta di subvertising: il portellone trasformato in fauci zannute e la tripla "T" utilizzata per scrivere "maTTaToio". Se chi ha conoscenza e software di grafica volesse dilettarsi in questa cosa sarebbe magnifico. Per ingrandire l’immagine cliccateci sopra. 

E’ la nuova pubblicità della TTTLines. Ne avevamo parlato qui a proposito di una azione fatta dalle compagne napoletane del collettivo Sorarossa: Avevano scritto su tutta la striscia affissa nel quartiere di fuorigrotta lo striscione "nessuna speculazione sul corpo delle donne". Lo scorso anno l’azienda aveva usato due seni femminili come metafora dei vulcani delle due città che la compagnia marittima tocca. Della serie, fantasia: zero.

Giovanna Cosenza oggi spiega che a denunciare l’uso dei corpi nelle pubblicità sessiste si rischia di fare moralismo censorio. Meglio fare contro pubblicità, lei dice, meglio fare postporno diciamo noi.

Il problema non sono i corpi nudi. Il problema è rilevare la doppia morale che esiste in italia. Niente contraccettivi, nessuna libertà sessuale, tutto censurato, moralismi che ci investono ogni giorno per i vestiti che indossiamo o perchè decidiamo di denunciare chi ci stupra.

Tanti pregiudizi sulle sexworkers, si torna a usare persino il termine "illibate" per definire alcune aspiranti veline, si chiamano parruccone le donne che esigono criteri diversi per l’accesso alla politica mentre si schiaffano le tette della Lario sulla prima pagina di Libero per intimarle di stare zitta perchè tanto lei velina era e velina rimane.

Spogliarsi in italia non equivale a emancipazione e libertà. Il pornofemminismo questo lo insegna in maniera chiarissima. I corpi sono ad uso e consumo del piacere e della sessualità maschile.

La sessualità va liberata e i corpi idem. Le donne hanno tutto il diritto di vestirsi come pare a loro, di andare in giro quando vogliono e di fare quello che vogliono ma perchè lo scelgono e non perchè si chiede loro di interpretare ruoli già normati, conformisti per volere di uomini e delle regole di mercato.

Come per le sex workers, il giudizio negativo ricade sempre su chi offre servizi sessuali e non sul cliente o sul pappa di turno. E’ l’unico momento in cui ci viene data libertà di scelta. Una libertà fasulla perchè consiste comunque in due alternative nessuna delle quali è autodeterminabile: donne perbene e donne permale. Un valore maschile i cui canoni sono gli unici contorni dentro i quali ci è permesso muoverci. 

Così per veline, modelle da calendario, softporno minimalista etc etc. Il problema non è chi decide e può fare quella professione. Se a loro piace, tutto bene, nessun pregiudizio. Il problema è chi specula su quei corpi. Sono aziende prive di moralità per le quali conta solo il profitto. Sono magnacci dell’economia e complici sono i pubblicitari che giocano su trasparenze e la ripresa ad angolo per far vedere la tetta.

Nessun moralismo per le donne. Rivogliamo indietro i nostri corpi per farne quello che vogliamo, per strapparli all’egemonia dell’immagine unica, che – ripetiamo – è anticamera del pensiero unico. Perciò è corretto il messaggio delle compagne, nessuna speculazione sui nostri corpi, giacchè non è scritto: coprite quei culi. Corretta è anche una controimmagine, certo, su quello infatti stiamo lavorando. Ogni proposta è ben accetta. Inviateci segnalazioni, idee, proposte. Lasciate commenti. Le battaglie si fanno insieme. Ogni contributo pratico o di idee è cosa grandissima assai.

Posted in Corpi, Fem/Activism, Omicidi sociali, Pensatoio.


3 Responses

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  1. guglielmo says

    Ciao fika! Stamane sono tornato a Napoli ed ho visto altri cinque cartelloni della TTTLINES sempre su via Marina in direzione De Pretis. Due grandi sono stati affissi lungo le pareti del parcheggio Brin, in alto in prossimità del tetto. Altri due di identiche dimensioni sono stati sistemati sui muri di un condominio alla fermata del bus Vespucci collocamento, anch’essi molto in alto. Il quinto l’ho visto dinanzi all’ospedale Loreto Mare, questa volta sul fronte stradale. Ogni commento è superfluo!!!!
    Ciao.

  2. fikasicula says

    azalais grazie. aspettiamo la foto.
    ma che cosa pubblicizzava? il tosa erbe? :(((

  3. Azalais says

    Pubblicità sui muri della mia città:
    Due donne: una di loro, carina, non appariscente, spinge una carrozzina accompagnata da un uomo, molto maschio padre protettivo. L’altra, in minigonna e tacchi alti, spinge un tosaerba.

    Slogan: C’è chi nasce facile.

    Avevo pure la macchina fotografica in borsa. Ma ero in macchina, non ho avuto il tempo di fare una foto. Rimedierò.