Skip to content


Violenze natalizie

Babbo natale ha ucciso otto persone per colpire la sua ex moglie.  Mamma natale era in california e lui è andato a trovarla per ammazzarla e sterminare chiunque fosse con lei. Per fare prima ha dato fuoco alla casa. Poi si è ucciso. In qualche testata online in lingua inglese tra i commenti alla notizia risalta quello sull’uso improprio del costume di santa klaus. Come dire: se aveva proprio intenzione di fare questo bel massacro si vestisse con abiti normali perché la reputazione del vecchiaccio di rosso vestito non deve essere mai intaccata. Guai a dissacrare un personaggio inventato per vendere la coca cola che ora è utile a vendere qualunque altra cosa. Le mogli si possono ammazzare, la finta tradizione natalizia mai.

La corte dell’unione europea ha bocciato il ricorso fatto dalle associazioni cattoliche amiche della roccella a proposito di eluana englaro. Respinto perché irricevibile dato che le associazioni non sono “parenti” con un legame diretto con la donna e perché la questione non li tocca direttamente. Tutto ciò mentre il ministro sacconi insiste con un provvedimento di impedimento alla applicazione della sentenza in cassazione – che consente la fine della alimentazione e idratazione forzata di eluana – e mentre c’e’ qualche altro, di sicuro allenato a vedere la madonna di fatima e altri santi superstar in apparizioni speciali nel cesso di casa sua, che rivela di una capacità di deglutizione di eluana che dimostrerebbe l’altissima qualità della di lei vita. Della serie che non si rendono conto che le speculazioni stanno a zero e che – come ha detto con delicatezza l’unione europea, sono estranei, è un fatto privato e tutti loro dovrebbero farsi un po’ di cazzi propri.

A parma hanno stuprato una trans e il pensiero corre subito alla affermazione del papa che ordina che gli uomini devono restare uomini e le donne devono restare donne. Mai transgender. Mi chiedo: quando qualcuno nasce ermafrodita (accade), cioè con entrambi gli organi sessuali, allora perché mai si impone una opzione in un senso o nell’altro? Generalmente si taglia il pene e si lascia integra la parte genitale femminile. Cioè: gli uomini saranno uomini e le donne saranno donne e quelli che non possono configurarsi in questo schema utile in senso riproduttivo allora vanno riconvertiti. Come si fa a vedere bontà e spirito cristiano in affermazioni che alimentano l’omofobia e la transfobia? Provate a darvi una risposta.


A treviso c’e’ una bambina di dodici anni che è stata violentata per anni dal convivente della madre. Poi è rimasta incinta e dopo l’aborto ha detto tutto quello che le era successo. Il dna del feto abortito corrispondeva a quello dell’uomo della madre. Quello che mi chiedo è come possa accadere una cosa del genere senza che la madre se ne accorga. Anche se lavorava sedici ore al giorno, anche se è giustamente fiduciosa del suo uomo. Come si fa a non vedere in una figlia i segni di un trauma? Forse è possibile, perché non è la prima volta che sento di questa cosa. La reazione che però mi viene fuori ogni volta che ne sento parlare è di grandissima tristezza perché evidentemente ci sono donne che non solo non percepiscono il pericolo per se’ ma non lo avvertono neppure quando si tratta delle proprie figlie. Perché mettersi in casa un estraneo in presenza di una figlia la cui privacy deve essere garantita? Perché una bambina deve essere protetta mentre fa il bagno, mentre si cambia, mentre va in giro per casa in mutande. La sua casa deve essere il suo spazio di libertà e non un luogo dove ogni cosa che lei fa diventa oggetto di desiderio per chi immagina che una bambina di nove anni sia già una donna. Perché non si scelgono gli uomini con quel filtro enorme che si basa sul bene delle nostre figlie? Farebbe bene a loro e anche a noi. E lo so benissimo che i padri stuprano le figlie esattamente tanto quanto gli estranei, come so bene che quando si parla di incesto e di pedofilia è per moralizzare la società sulla base della negazione di un istinto che andrebbe affrontato forse con strumenti più complessi. Perciò cara madre, io sono con te perché immagino che tu non abbia capito e ora ti stai ponendo milioni di domande. Perché deve essere tremendo sentirsi corresponsabili di un fatto del genere e perché per quanto sia vero, ed è vero, che la responsabilità è di chi violenta una bambina, perché dagli uomini ci si aspetta che siano persone, esseri umani, e non bestie, perché non bisogna mai dare sponda a chi costruisce la cultura del “se l’e’ cercata”, perché non si può rispondere al monito di chi ci fa sentire in colpa che dice che le madri single devono stare in lutto, vedove e senza una vita sessuale, fino alla morte… per quanto sia vero tutto questo, dicevo, è vero anche che ci sono situazioni di disagio che dovremmo viverci da sole, perché capita a tutte di fare scelte sbagliate ma coinvolgere le figlie in quelle scelte è veramente sintomo di un grave problema. E scusate se mollo un giudizio così pesante ma mentre faccio questo taglia e cuci blogghereccio mi ricordo che sono madre – e non sono la sola – di una figlia e quando si tratta delle proprie figlie l’affidarsi, senza offrire informazioni e strumenti critici di autodifesa, senza provare a realizzare condizioni migliori di libertà per loro, l’affidarsi – dicevo – agli uomini in generale, siano essi padri, estranei, parenti, zii, preti, amici di famiglia, mi pare sempre – purtroppo ancora – una pericolosa ingenuità.

A Sassari un uomo ha massacrato la moglie a calci e pugni mentre a savona è stato un uomo a denunciare la moglie per maltrattamenti. L’articolo parla di vessazioni denigratorie, mobbing, molestia psicologica. Conclude chiarendo che difficilmente la questione avrà un seguito perché non c’e’ una legge che delinea questa tipologia di molestie. Ne’ per difendere gli uomini ne’ tantomeno per difendere le donne. Molto dispiaciuta per l’uomo elaboro così un po’ di elucubrazioni. La prima riguarda il fatto che dobbiamo ringraziare la denuncia di molestia che parte da un uomo perché ha permesso ad un giornalista di notare una cosa che le donne provano a dire da decenni. Complimenti vivissimi. Gli uomini si sono accorti finalmente non solo del fatto che non abbiamo strumenti legali per difenderci ma soprattutto che la molestia verbale, psicologica, il mobbing, non sono riconosciuti dalla nostra cultura, dalla nostra società. Alle donne accade spessissimo di essere molestate anche in quel senso. Non è raro che vengano sminuite nelle loro capacità, che vengano trattate con disprezzo, che vengano offese, che vengano controllate, rese insicure, che si dica loro che sono brutte, non desiderabili, perché nessun uomo a parte l’animale che hanno accanto può mai volerle, che si affermi che sono incapaci, inefficienti nei lavori di casa, madri negligenti, aggressive nella pretesa di alcuni loro diritti. Anzi a pensarci bene è la società tutta che pratica questo tipo di molestia che solo per caso diventa argomento tra coniugi. È la società tutta che se vogliamo lavorare ci chiama con disprezzo manager rampanti e se siamo povere e precarie ci chiama incapaci, poco intraprendenti o ci invita a fare le puttane mantenute a servizio del piersilvio di turno. È la società, il clero che ci chiama assassine, che ci esclude dai luoghi di lavoro, dai luoghi di confronto pubblico che ancora vengono considerati club ristretti rivolti esclusivamente ad un pubblico maschile. Perciò mi pare una gran cosa che per via di una denuncia di un uomo si sia scoperta questa “novità”. La seconda elucubrazione riguarda una riflessione differente che riguarda la qualità delle relazioni. Possiamo riferirci ad una sorta di lutto della perdita del machismo che viene vissuto a tempi alterni e in entrambi, enterni, enquaterni, i sessi. Il machismo manca agli uomini perché senza esso non sanno gestire la propria inadeguatezza e il proprio senso di inferiorità rispetto a certe donne a suon di sganassoni. Manca alle donne che spesso non capiscono che quella inadeguatezza è segno del disvelamento di una imperfezione che certamente non può somigliare al modello macho di john wayne.

Tante donne sono più decise dei propri uomini, hanno più senso pratico. Lo vedo ogni giorno. Le donne attaccano chiodi, usano il trapano e gli uomini non hanno neppure la più pallida idea di come si fa ad appendere una mensola. Succede. Ma vedo anche che le donne di questo genere non riuscirebbero a resistere alla presenza di qualcuno che somiglia a rambo. E poi, diciamocelo: rambo non esiste. Gli uomini sono umani, pavidi, insicuri, imperfetti. E per fortuna che cominciano a dichiararlo e che possiamo confrontarci con le loro fragilità mentre loro provano a rimettersi in discussione.

Ho conosciuto anche uomini che si nascondono dietro l’alibi dell’uomo “nuovo” per riprodurre una degenerazione vittimista e piagnona del modello machista. Di quelli che dominano con le insicurezze e che non sono in grado di fare un tubo in autonomia salvo poi rinfacciare qualunque stimolo venga loro offerto perché lo intendono come una intimazione di sfratto dall’abito pigro e codardo che hanno scelto di indossare. Esistono uomini che si sentono molestati quando una donna chiede loro di spostare il pene dal buco B a quello A perché hanno preso la direzione sbagliata. Perché agli uomini che vivono il lutto dal machismo, che si vantano di non reinterpretarlo ma ne hanno una nostalgia immensa, non bisogna mai dire cosa esattamente ci piace. Essere dirette mai. Per loro suona un po’ come sentirsi dire che sono incapaci. Orbene, e l’elucubrazione volge alla fine, da ciò si capisce che le molestie psicologiche sono tante e varie e se il giornalista che si è occupato della denuncia dell’uomo avesse la compiacenza di volersene occupare sarebbe utile, per una prossima volta, ragionare sull’argomento in maniera un po’ più complessa, articolata, magari meno unilaterale e misogina. Grazie.

—>>> Per la foto, che ho rititolato "sono ciò che voglio", un grazie a Fastidio

Posted in Corpi, Omicidi sociali, Pensatoio.


6 Responses

Stay in touch with the conversation, subscribe to the RSS feed for comments on this post.

  1. fikasicula says

    ciao azalais 🙂
    spero recuperi la conesione presto. ci manchi :*
    il film l’ho visto e ne ho parlato un po’ di post fa, non ricordo ora esattamente in quale. anche a me era piaciuto molto.
    secondo me il termine normalizzazione/mutilazione incrociato suona bene. andrebbe accostanto al termine violenza perchè ha la stessa logica dell’infibulazione. ciò che per mentalità religiosa suona normale viene imposta a negazione di una soggettività diferente dalle altre e da tutte le possibilità del suo piacere.
    un abbraccio

  2. Azalais says

    Nota a margine a proposito della riduzione[1] dell’ermafroditismo. Consiglio la visione di un film splendido: XXY di Lucia Puenzo. Bello bello bello, oltre che intelligente. Kalòs kai agathòs 🙂 se vale per un film.

    Ah, non sono sparita. Ancora non ho connessione, e uso la rete qui e lì, ogni tanto. Sgradevolissimo, specie quando si hanno discorsi in sospeso.

    [1]riduzione, stabilizzazione, normalizzazione, mutilazione? Come diavolo si dice?

  3. Johnny7 says

    In ogni caso è a abborrante, in ogni caso e su ogni persona, molte volte non sanno chi si portano in casa, poi se lo scoprono fanno finta di non sapere, finendo nei casini.

    Mi scuso per la battuta sui nigeriani

  4. fresa says

    scusa johnny,
    passando oltre le tue considerazioni. la battuta sul
    la misura del membro nigeriano te la potevi evitare. ti do una notizia. la faccenda che i neri sono superdotati è una stronzata. spesso ce l’hanno piccolo, come tutti. mi pare morboso che ti poni il problema della grandezza mentre pensi alla bambina. una bambina stuprata soffre comunque e non è certo la grandezza a fare la differenza.

  5. johnny7 says

    Per quanto riguarda babbo natale, finiamola di associarlo perennemente alla coca cola, cita infatti wikipedia:
    All’inizio, Santa Claus venne rappresentato in costumi di vario colore, assumendo man mano su di sé i caratteri di Babbo Natale, ma il rosso divenne presto predominante a partire dalla sua comparsa sulle prime cartoline di auguri natalizie, nel 1885. Uno dei primi artisti a fissare l’immagine di Santa Claus nella forma che conosciamo oggi è stato il cartoonist americano Thomas Nast, vissuto nel XIX secolo. Nel 1863 una sua immagine di Santa Claus, che si ritiene sia stata ispirata dal personaggio di Pelznickle, apparve sulla rivista Harper’s Weekly. Un’altra immagine che divenne molto popolare è quella disegnata nel 1902 da L. Frank Baum, autore de Il meraviglioso mago di Oz, per il racconto La vita e le avventure di Santa Claus.
    Le immagini di Babbo Natale negli Stati Uniti si sono ulteriormente fissate nell’immaginario collettivo grazie al suo uso nelle pubblicità natalizie della Coca-Cola, realizzate da Haddon Sundblom. La popolarità di tale immagine ha fatto sì che si diffondessero varie leggende urbane che attribuivano alla Coca-Cola l’invenzione stessa di Babbo Natale. È, peraltro, vero che l’immagine della Coca-Cola e quella di Babbo Natale sono sempre state molto vicine, poiché pur non inventandolo viene comunemente rappresentato con i colori bianco e rosso cioè come una lattina di Coca-Cola, se si esclude la campagna del 2005 che ha visto la sua sostituzione con gli orsi polari.
    per i fatti di parma, io odio questo papa, ancor prima che si affacciasse da san pietro, quando ha fatto capire che odia il cardinalizio femminile, per la serie il buongiorno si vede dal mattino…
    I fatti di Treviso sono uno shock, il convivente gli sarebbe potuto essere padre, e devo dare ragione sulla madre, di solito le donne hanno quel sesto senso, soprattutto essendo madri, ma questa doveva avere il prosciutto sugli occhi.
    Pensando poi agli attributi degli africani(lui è nigeriano)la piccola deve aver sofferto ancor di più, per questo non lo hanno messo in galera, sennò gli avrebbero fatto lo stesso trattamento, e avrebbero fatto benissimo

Continuing the Discussion

  1. storiemalate linked to this post on Dicembre 29, 2008

    A parma hanno stuprato una trans e il pensiero corre subito alla affermazione del papa che ordina che gli uomini devono restare uomini e le donne devono restare donne. Mai transgender. Mi chiedo: quando qualcuno nasce ermafrodita (accade),
    cioè…