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Sentenza: se stupri in branco ti tocca una vacanza premio!

Update: non si tratta di una sentenza ma di una misura cautelare. Come potete leggere qui._____

Attenderò volentieri che una giurista, un’avvocata, una che insomma ne capisce più e meglio di me dica qualcosa di illuminante su questa questione, perché io non lo capisco per davvero come si possa invocare l’articolo 3 della costituzione, l’uguaglianza di fronte alla legge, per tirare fuori di galera uno che ha stuprato una donna, ma a prescindere dal fatto che la galera sia per me una soluzione o meno, e non ho mai pensato che fosse così a fronte di una società tutta che dal punto di vista culturale agevola, sostiene e legittima la violenza sulle donne in tutte le sue forme, quello che mi distrugge è la costante banalizzazione attraverso queste sentenze da circo dell’abuso che una donna deve subire.

Qui non amiamo i linciaggi, non pronunciamo la “certezza della pena”, aborriamo ipotesi come castrazioni chimiche o affini, qualcun@ di noi si occupa anche di diritti delle persone recluse, non intendiamo confidare solo nella giustizia a garanzia della nostra dignità e del riconoscimento dei nostri diritti, non ci piacciono molto le soluzioni securitarie, specie se incentivate da campagne emergenziali per la caccia allo straniero a perenne tutela dell’italiano, non esibiamo foto di uomini cattivi da lapidare in pubblico, non ci interessa ripercorrere un tracciato che è troppo simile a quello che percorre la politica di destra che indica la pena detentiva come una catarsi per il dolore quando invece la catarsi è semplicemente l’affermazione della verità – perennemente negata – a riconoscimento sociale della persona abusata.

Pur tuttavia questa sentenza mi lascia veramente basita perché non mi torna il calcolo. Cosa significa che gli stupratori di gruppo possono godere di pene alternative al carcere? Per quanto comunque uno che si becca meno di tre anni se è incensurato non fa neppure un giorno in preventiva e manco dopo, che vuol dire? Che in carcere ci va soltanto il deficiente che manifesta in piazza o si fuma uno spinello in solitaria? Cos’è? Uno stimolo a munirsi di branco per evitare la galera ogni qual volta a qualcheduno gli gira il ghiribizzo di stuprare una donna di passaggio? Vorrei capire, per davvero, quale criterio è usato per queste sublimi decisioni.

Continued…

Posted in Critica femminista, Omicidi sociali, Pensatoio.


Firenze, 11 febbraio, la Pas e gli osservatori

L’11 febbraio ci sarà una iniziativa a Firenze dal titolo “La *presunta* sindrome di alienazione parentale“. Una grossa iniziativa a cura del Movimento per L’Infanzia, che vede il patrocinio della Regione Toscana, il coinvolgimento di medici, psicologi, psichiatri, avvocati, giudici, pediatri, e molte altre soggettività tutte interessate, da tempo, a fare chiarezza su questo falso mito, su una ideologia che è andata diffondendosi per tutta Italia ad opera di padri separati, sostenitori e affini, che nel legittimo diritto ad esprimere la propria opinione hanno tuttavia la tendenza a criminalizzare chiunque si esprima contro quello che è diventato un dogma.

Una falsa malattia, inventata da un uomo, Richard Gardner, che scriveva frasi dubbie sulla pedofilia, che si esprimeva inequivocabilmente contro le madri (malevole) e che immaginava una “terapia della minaccia” per obbligare le donne a non denunciare gli ex mariti violenti o a non dare credito ai bambini qualora questi denunciavano di aver subito abusi dal loro padre.

E’ un terreno scosceso e dubbio ed essendo materia scientifica in ogni caso è d’obbligo considerarlo terreno di libero confronto e non un dogma rispetto al quale non ci si possa esprimere.

Esiste un libro, di Sonia Vaccaro e Consuelo Barea che racconta con precisione come questa falsa sindrome sia stata bocciata dalla comunità scientifica internazionale e come sia diventata invece uno strumento utilizzato nei tribunali per fare in modo che donne e bambini fossero privati del diritto ad una difesa in caso di violenze. Una falsa sindrome che viene riproposta in Italia, non già all’attenzione della comunità scientifica, giacché non è neppure contenuta nel Dsm (manuale diagnostico dei disturbi mentali) ma in parlamento, con un disegno di legge in discussione al senato, il n.957, che all’articolo 9 stabilisce che sia il giudice che sancisca l’esistenza o meno di questa presunta malattia stabilendo per ciò stesso in tema di affido dei bambini che madri e figli siano privati del diritto a tenere a debita distanza uomini violenti perché la madre sarebbe pazza e il bambino condizionato.

Continued…

Posted in Iniziative, Omicidi sociali, Pas, Pensatoio, Scritti critici.


Roma: un vivisettore all’ufficio diritti animali del comune?

Skybia, dalla nostra mailing list:

E’ accettabile che a capo del Dipartimento per la tutela e il benessere animale del Comune di Roma ci sia un professionista che ha praticato la sperimentazione in vivo, in altre parole, su animali?

In questi giorni si sta decidendo la nomina di Giovanni Monastra, già dirigente del Dipartimento tutela ambientale e del verde del Campidoglio persona vicina ad Alemanno, e per vent’anni responsabile ricerca alla Fidia di Abano Terme.
Se si legge il suo cv sul suo sito tra le esperienze professionali più rilevanti compare più volte la dicitura “su modelli animali in vitro ed in vivo”(cioè cavie), riferita alla ricerca nel campo della sclerosi multipla, ai mastociti all’istamina.
Qui trovate anche un articolo di alcuni giorni fa.
Sta girando un modello di lettera da inviare al sindaco di roma (sindaco[chiocciola]comune.roma.it)

modificate, correggete, stravolgete ma se potete scrivete. grazie!

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Egr. Sindaco di Roma,

scrivo la presente mail per comunicare il mio sdegno dopo aver appreso la notizia di voler mettere a capo dell’Ufficio Tutela e Benessere Animali del Comune di Roma, al posto del Dott. Marcello Visca, il Dott. Giovanni Monastra.

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Posted in Ecofemminismo, Iniziative, Omicidi sociali.