C’è una vicenda curiosa avvenuta nel comune di Marano, credo sia in provincia di Vicenza, dove una tizia applica come metodo di guarigione per malattie sessualmente trasmissibili o cistiti o altre cose simili una medaglietta con madonna alla vagina.
Quel che sorprende è che abbiano dedicato a questa cosa una seduta di un consiglio comunale o che abbiano invitato ‘sta signora a esporre il proprio metodo di fronte ad un consiglio un po’ come avveniva nei villaggi dell’america dei quaccheri con una giustizia un po’ farlocca a determinare la giustessa delle cose a seconda della propria convenienza.
Ancora più sorprendente è il fatto che la faccenda pare tocchi non solo perchè si tratta di una truffa ai danni delle donne ingenue ma perché si inserisce in una dinamica che viene giudicata hard. Perché inserire la medaglietta dentro le orecchie non avrebbe suscitato tanto scandalo e invece una madonna in vulva crea scompiglio e facce intensamente sconquassate, mani pronte a fare il segno della croce, domine iddio, che non può esserci un’eresia più grave che quella di pensare alla madonna come elemento curativo della fica.
Allora in generale, escludendo il fatto che tutte le magarie e le fattucchiere non sono altro che furbe che vendono illusioni, come quegli altri, che potremmo chiamare stregoni, che ci inzozzano la vita di politica miracolosa e di parole immonde, ché altrimenti è sospetta tutta questa caccia alle streghe per quanto sia calata nei giorni nostri e nelle nostre società sedicenti evolute, diciamo che la questione in se’ ha un risvolto comico perché il punto pare essere che l’offesa rappresenti la morale, per una questione di blasfemia, per il cattivo uso fatto della madonna, invece che per l’attentato alla salute delle donne che se utilizzano metodi simili è perché evidentemente la disinformazione la fa da padrona.

