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Esserci. Adesso!

Riceviamo da Carlotta, di ArciLesbica Pisa e volentieri pubblichiamo.
Buona lettura!

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Si sta concludendo in questi giorni Esserci. Adesso, la campagna di sensibilizzazione e chiamata alla partecipazione associativa di ArciLesbica (vedi qui e qui), che precede il Congresso triennale dell’Associazione, momento importantissimo della realtà associativa per il bilancio del triennio passato, la definizione assembleare della linea politica futura e delle priorità da inserire in agenda ed infine il rinnovo delle cariche nazionali.

Perché Esserci adesso?
Siamo in un momento di profondo cambiamento politico e sociale, con segnali positivi che si trasmettono in sovrapposizione a segnali negativi.
Una decodificazione per orecchie che sanno di dover stare attente nell’equilibrio dei momenti critici dove si giocano grandi cambiamenti sociali.
Se da un lato la crisi si riversa sulla cittadinanza attiva, dall’altro crea una frattura che apre la possibilità di nuove forme di r-esistenza e battaglie per i diritti, dialoghi in movimento.
La crisi ci colpisce come donne lavoratrici, come studentesse, come precarie, come ognuna di quelle molteplici identità di ruolo che vestiamo e ci discrimina due volte come donne lesbiche sulla base del nostro orientamento con una specificità particolare all’interno di ciascun ruolo, con problematiche peculiari, dal welfare alla violenza, dalla rappresentazione alla precarietà sul lavoro.

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Posted in Fem/Activism, Iniziative, R-esistenze.


Se sei bella non puoi fare la maestra

[Foto tratta dalla serie Fallen Princesses di Dina Goldstein]

Chi lo sa se questa faccenda è vera oppure no. Se lo è pover* noi. Davvero esiste un gruppo di madri preoccupate di consegnare i bimbi all’asilo ad una donna che è bella e fa pure la modella? E da quando la capacità di una insegnante si misura sulla sua non-bellezza? O temono che gli ormoni dei bambini siano in funzione fin dai tempi dell’asilo? Quale brutto stigma sociale si sta diffondendo a danno delle donne che fanno di mestiere anche qualcosa che ha a che fare con l’esposizione del proprio corpo? Di che morale parliamo? Forse di quella che divide le donne perbene da quelle permale? Vorrei saperlo.

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Posted in Pensatoio.


Carcere e #NoTav: rompere l’isolamento che tiene prigioniere parole e idee!

Le persone arrestate per fare la cernita tra buoni e cattivi delle proteste #NoTav, per criminalizzare il movimento e legittimare le violenze della polizia, sono state sottoposte ad un regime carcerario punitivo che ha suscitato proteste tra coloro che tra l’altro sono ancora in attesa di giudizio. Le proteste sono state oggetto di ritorsioni con ulteriori provvedimenti vendicativi primo tra tutti il trasferimento dei detenuti in carceri diverse e l’isolamento (come nel 41bis) per impedirne la socialità. Si teme che si parlino, che respirino, che vivano, e si rinchiudono le lotte in stanze minuscole, in zone buie, senza possibilità di parlare con nessuno, a imprigionare le idee più che le persone. La prigione per le idee, quella che lede il diritto alla libertà di opinione, esiste dunque ed è fatta di violazioni di diritti umani e di terrore nei confronti di chi vuole continuare ad esistere e rivendicare i propri diritti nonostante tutto.

Ecco il tema della campagna avviata dai compagni e dalle compagne su Infoaut [pagina facebook QUI]. Leggete di che si tratta e in basso leggete copia della lettera inviata dai 12 detenuti in isolamento a Saluzzo.

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Posted in Omicidi sociali, R-esistenze.